La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

lunedì 27 dicembre 2010

La gazzetta e Mou: tre metri sopra il cielo



E' una vera e propria storia d'amore quella nata tra la gazzetta dello sport e il tecnico portoghese. Qualche battibecco, qualche incomprensione come ogni coppia che si rispetti, quando stavano a stretto contatto nella stessa città (Milano), giusto per non smentire che "l'amore non è bello se non è litigarello" e poi, siccome la lontananza aumenta il desiderio, ecco il flirt natalizio: la rosea manda lettere d'amore tramite le sue prime pagine e Mourinho risponde. Due amanti, insomma.

Dal 21 dicembre ad oggi la "gazzetta dell'inter" è uscita in edicola 5 giorni come tutti gli altri quotidiani, datosi che ci mezzo c'è stato lo stop a Natale e a Santo Stefano. Ebbene, voi non ci crederete, ma il profeta di Setubal è stato in prima pagina per ben 4 volte su 5! Cosa CLA-MO-RO-SA ed inimmaginabile per un tecnico che allena in Italia (fatta eccezione per l'inter, ovviamente, il cui nuovo allenatore contende lo scettro a Mourinho) figuriamoci per uno che allena all'estero! Guardate con i vostri occhi:

Martedì 21 dicembre
























Mercoledì 22 dicembre























Giovedì 23 dicembre

























Lunedì 27 dicembre
























Strepitosa l'apertura odierna: quasi un porno tra il passato ed il futuro dell'inter condito da uno "smile" affettuoso che sa tanto di benedizione apostolica impartita dal sommo sacerdote (Mourinho) per mezzo dell'organo ufficiale d'informazione della società inter, che non è il suo sito, ma la "gazzetta dello sport". Qualcuno avvisi i gazzettari che, nel frattempo che erano intenti a scambiarsi fantasie erotiche con mourinho, sono iniziati i nuovi interrogatori di calciopoli, tema a loro tanto caro nel 2006 e che di colpo sembra non interessargli più non appena l'obiettivo s'è spostato dalla Juventus all'inter. Sul giornale di regime non c'è traccia, se non regalata a cosa marginale e superflua in un angolo sperduto tra la infinite opere di lecchinaggio.


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venerdì 24 dicembre 2010

Ecco perchè voto Mark Iuliano

E' notizia di ieri che la Juventus ha deciso di dare a tutti i tifosi, tramite la registrazione sul sito ufficiale, la possibilità di decidere a chi riassegnare la stella inizialmente attribuita a Zibì Boniek. I nomi sono tanti, ci sono grandi giocatori, gradi lottatori e riserve silenziose meritevoli di tutto quel rispetto che non si deve invece ai vari Cannavaro, Zambrotta e Thuram: 3 che senza il tradimento del 2006 sarebbero entrati di diritto nella "hall of fame" bianconera.


Tra i 53 candidati io voterò senza dubbio Marck Iuliano. E non perchè sia stato un fenomeno eccezionale, nella lista ci sono elementi tecnicamente molto più validi, ma per il semplice motivo che il suo celebre scontro con Ronaldo è ormai leggenda, è storia di eterni rosicamenti che hanno superato le intemperie e persistono al giorno d'oggi, è stato il massimo della goduria di quel campionato 1997-98 che ancora Moratti tira in ballo di tanto in tanto giusto per farci sapere che il boccone indigesto non è stato digerito e mai lo sarà.
Che goduria quel momento... Simoni perse le staffe e non le ha più ritrovate, Pagliuca vedeva sfumare l'ultima possibilità di vincere qualcosa, la panchina nerazzurra rischiò di vedersi prescrivere il TSO, Moratti abbandonò il della alpi e mai più ci mise piede, l'inter accumulò un mare di giornate di squalifica e tutto questo perchè? Per una punizione a due. Non lo trovate eccitante? Io si, e se penso a tutto quello che accadde dopo e accade tutt'ora, quasi quasi mi prende un coccolone. Provate a cercare su qualsiasi motore di ricerca Juve-inter 1998 e guardate con i vostri occhi cosa ne viene fuori: pagine e pagine fatte di video, di attortigliamenti di budella a non finire, di libri interi basati su dietrologie frutto dei migliori racconti di fantascienza, di canzoni, di immagini, di dossier, di articoli di gente saltata sulla sedia scandalizzata e per chiudere in bellezza, incredibile ma vero, di INTERROGAZIONI PARLAMENTARI.


Il contatto Iuliano-Ronaldo, volenti o nolenti, ha fatto la storia. Da quel giorno gli interisti si sono convinti che non vincevano perchè gli altri rubavano ed è stato vietato ai commentatori televisivi di esprimere opinioni sui casi da moviola. E si, dovete sapere che in diretta su tele+ Massimo Marianella osò dire che il rigore non era così netto! ERETICO: non ci fosse stata la legge avrebbe fatto la fine di Giovanna d'Arco.


Insomma, quando si parla di rivalità tra Juve ed inter non si può prescindere dal citare questo presunto rigore (in realtà punizione a due) e Mark Iuliano che affonda Ronaldo è la fotografia che sintetizza alla perfezione l'essenza di questa sfida: noi a vincere e loro ad accampare scuse. Voto Iuliano perchè è colui che meglio impersonifica tutto ciò.

Non so voi, ma io a questa a foto ci metterei la cornice e l'affiggerei all'ingresso del nuovo stadio.

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Buon Natale a tutti gli amici del blog, anche a chi questo post non è proprio andato giù :)

domenica 19 dicembre 2010

Tra occasione perdute e note incoraggianti

Ci risiamo, dopo il pareggio tra Sampdoria e Milan eravamo qui a rimpiangere l'occasione sprecata contro la Fiorentina nonostante una prestazione maiuscola. Oggi il film si è ripetuto con una delusione ancora maggiore: stavolta nel finale sono stati gli altri ad agguantarci e non il contrario.

Chiaramente sono due partite che hanno avuto un svolgimento differente: una trama offensiva contro i viola e una grande prova fatta di difesa e ripartenze pericolosissime, oggi. Di opportunità mancate, in questi ultimi anni, ce ne sono state talmente tante che viene persino difficile ricordarle tutte. La paura, l'incubo, di trovarsi difronte alla solita annata beffarda c'è tutto, inutile negarlo. Ma questa volta a confortarci c'è l'idea di una squadra che non molla, che produce palle gol in inferiorità numerica, in formazione rimaneggiata, su un campo difficile come quello di Verona, che rischia poco e niente. Tutte cose che non si vedevano da tempo dalle parti di Torino.

E poi non bisogna mai perdere di vista una cosa fondamentale, per quale obiettivo si è iniziata la stagione: per centrare la qualificazione alla champions. Personalmente ammetto oggi pomeriggio di averlo fatto per la prima volta. Si, proprio così: al 91', dopo la sconfitta del milan, ero convinto che potessimo vincere il tricolore: avevamo portato a casa 3 punti di grande sofferenza come fa una grandissima squadra. Invece Pellissier mi ha riportato sulla terra, un po' come fece con quel 3-3 al 93', con cui spezzò i sogni scudetto 2 anni fa. Mi ha fatto capire come chi punti in alto non possa concedersi il lusso di non chiudere una partita quando ti capitano 2 palle gol così nitide, non può non riuscire a vincere 3 partite di consecutive e non può farsi rimontare tutte le volte che è capitato alla Juve. Di colpo, come svegliato da un sogno, ho dato più rilevanza ai 2 punti persi da Napoli e Lazio che al punto recuperato al Milan.

Troppo comodo e semplicistico dire che non abbiamo vinto perchè Iaquinta ha sbagliato un gol facile (a mio avviso nemmeno facilissimo). Sembra un voler trovare a tutti i costi un capro espiatorio senza tener presente la mole di gioco e il movimento che Vincenzone fa ogni partita, sfido altri attaccanti a mantenere la lucidità necessaria in simili circostanze. Stesso discorso è valido per Krasic: galoppata di 70 metri e tiro sbilenco per la troppa stanchezza. Non è la prima volta che i due sopraccitati sbagliano gol già fatti. Ma questo è dovuto principalmente alla grande abnegazione che mettono in campo per 90', e io da gente come questa non pretendo l'impossibile. Sono lottatori, come il monumentale (oggi più che mai) Giorgio Chiellini, a cui vanno concesse tutte le attenuanti possibili ed immaginabili. La verità è un'altra: la Juventus è un cantiere aperto con ancora molto lavoro da fare, bisogna superare i limiti strutturali di una formazione che basa la sua forza soprattutto sul fisico a sulla corsa, ciò può portare facilmente ad errori sotto porta dovuti a limiti tecnici che questa squadra ha. Da sistemare c'è anche il reparto arretrato, che se da un lato ha trovato sicurezza con il redivivo Grosso e con la promessa Sorensen, dall'altro dove anche metter in conto errori di inesperienza. Tutti aggiustamenti da fare a giugno per puntale allo scudetto, per il quarto posto va benissimo così. Bastano questi ragazzi guidati dalla sapiente mano di Gigi Delneri: del tutto incolpevole anche oggi.

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lunedì 6 dicembre 2010

Siamo alle solite: a Firenze si inneggia l'Heysel nel silenzio delle istituzioni

Ormai qualcuno non si stupisce neanche più del becero coro che da anni si ascolta a Firenze, con scadenza puntuale, nei giorni pre e post Juventus-Fiorentina. Ieri, visto il misero repertorio, la curva fiesole l'ha rispolverato.


L'idiota canzoncina, cantata da idioti per l'appunto, la conoscete tutti e in ogni caso non la ripeterò su questo sito per evitare di "sporcare" le pagine.

Il solerte Mencucci (AD VIOLA), dall'udito bionico quando si trattava di sentire gli "ooooh" che precedevano lo scoppio dei petardi a Torino (gesto ugualmente da condannare), è diventato sordo all'improvviso. Infatti, alla domanda su cosa ne pensasse in merito, ha risposto "Cori sull'Heysel? Onestamente non li ho sentiti". E' proprio vero che non c'è più sordo di chi non vuol sentire... Immaginiamo che oltre all'udito gli sia venuta meno anche la vista, e che quindi non abbia potuto vedere neppure le magliette con la scritta "-39". Ci permettiamo di consigliarli, nel suo esclusivo interesse, un approfondito check up.

Del sempre "sempre vigile sulla Fiorentina" il sindaco Renzi, si sono perse le tracce. Sparito. Lascia un commento al giorno sui fatti di sport, oggi non ne ha ancora trovato il tempo. Speriamo lo trovi presto, magari dopo aver rottamato buona parte della curva. Dico buona parte perchè troppo spesso in questi casi si dice "una piccola minoranza". Invece non è così, gli ultras della fiorentina da 25 anni vanno cantando quella canzone che offende la memoria dei caduti e ferisce una volta di più le loro già ferite famiglie. Chi non ci credesse può verificare di persona: sui loro siti la stragrande maggioranza di chi commenta difende i barbari di ieri pomeriggio. Ci aspetteremmo che la parte buona di Firenze, della quale speriamo faccia parte anche il primo cittadino, prendesse le distanze da chi sta mettendo in dubbio la civiltà di una grande città qual'è Firenze.

Singolare notare che nei salotti televisivi nessuno sia saltato sulla sedia con fare scandalizzato come avvenuto in occasione dei cori a Balotelli. Quasi che una singola, benestante, persona conti più del rispetto oltraggiato di 39 uomini che hanno perso la vita per una partita di pallone. Ma forse è meglio così, forse questa gente vorrebbe proprio aver risalto in TV per far parlare della loro rivalità con la Juve. Unica cosa, oramai, che ancora consente loro di far parlare di se. Rivalità accesa solo da parte loro, com'è ovvio che sia, dal momento che l'Everest non può nutrire alcuna invidia nei confronti di un cavalcavia. Chi delle due sia l'Everest è del tutto evidente...

mercoledì 1 dicembre 2010

Se questo è calcio

La Juve viene eliminata immeritatamente dall'Europa League, ma io mi chiedo se questo è calcio. Se è giusto che le sorti di una squadra in una competizione Uefa, importante o meno che sia, possano essere decise in simili condizioni atmosferiche.
Impossibile parlare di calcio giocato, oggi si sono viste solo altre cose:

Ho visto una partita ( si fa per dire) giocata su una lastra di ghiaccio;
ho visto una partita con dei giocatori che non si tenevano in piedi;
ho visto una partita in cui i calciatori non si riconoscevano;
ho visto una partita giocata su 5 cm di neve, sui quali il pallone, incredibilmente bianco nel primo tempo, non si vedeva assolutamente;
ho visto una partita giocata sotto una tempesta spaventosa di neve e di ghiaccio che tutto permetteva meno che di giocare a calcio;
ho visto una partita nella quale le linee non si vedevano più e il campo non si sapeva dove finiva. Figuriamoci l'area di rigore... Praticamente l'arbitro avrebbe dato il rigore solo ad un metro dalla porta;
ho visto una partita dove i giocatori non riuscivano a guardarsi in faccia tanta era violenta la nevicata;

Mi chiedo che senso ha avuto questo "spettacolo". Forse la Uefa, che tanto predica il bel calcio, vuole trasformare lo sport più bello del mondo in uno sport estremo? Quale sarà la prossima? I giocatori verranno calati in campo con il paracadute? Dopo questa sera possiamo attenderci di tutto. Anche che Babbo Natale arrivi in campo con le renne o che al posto degli scarpini vengano usate, a seconda dei casi, le pinne o gli sci.

Meglio essere eliminati, non vale la pena di giocare una competizione che non riconosce a chi vi partecipa la dignità di giocare a calcio, mettendone a serio rischio l'incolumità fisica. Meglio, molto meglio, concentrarsi sul campionato, dove domenica, a Catania, saremo costretti a mandare in campo una formazioni in condizioni che vi lascio immaginare. E magari saremo di nuovo qui a maledire per l'ultima volta una Coppa che non ha più senso di esistere. Con tanti ringraziamenti a chi ha trasformato la GLORIOSA Coppa Uefa in un mediocre circo all'interno del quale può capitare di giocare in Polonia, il primo dicembre, fino alle 23:15.

Dopo la tragedia dell'Heysel, l'attuale presidente dell'uefa ebbe l'ardire di dichiarare: "al circo quando muore il trapezista entra il pagliaccio". Ecco: un circo lo è diventato per davvero, ora stia attendo a non impersonificarsi nel pagliaccio...

domenica 28 novembre 2010

Al di là del risultato



Si sa: dopo un pareggio ci si divide sempre tra chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede mezzo vuoto. Proviamo invece ad andare oltre queste valutazioni di carattere soggettivo, e ad analizzare il momento della Juventus inquadrato in un campionato che ha vissuto una giornata, possiamo dire, interlocutoria.

Ieri sera è stata una Juventus ampiamente positiva per oltre un'ora di gioco, dopo uno sbandamento nei primi 30 minuti dovuto, probabilmente, al contraccolpo psicologico per il gol subito a freddo. Un'ottima prestazione arrivata nonostante la peggior partita in bianconero di Krasic e Aquilani, ovvero i due uomini più decisivi dalla metà campo in avanti. Aspetto, questo, che deve far ben sperare per il futuro, considerando pure che in attacco si è resa indispensabile la presenza di uno tra Del Piero e Iaquinta: entrambi influenzati. Come deve far ben sperare il miglioramento costante di una squadra che, a differenza di quanto avvenuto con il Palermo, non si è sfaldata dopo la partenza shock. Va registrata, in contrasto alla prova opaca dei due sopraccitati, l'ottima esibizione di Pepe: un giocatore che parte della stampa ha marchiato a fuoco come bidone per la "colpa" di aver preso il posto di Cassano (all'epoca in odore si santità) ai mondiali. Nota di merito anche per le partite di Marchisio: una costate recentemente e di Bonucci: in grande crescita.

Resta, com'è ovvio, il rimpianto di non aver concretizzato una superiorità che qualora si fosse rispecchiata nel punteggio finale, ci avrebbe proiettato a soli 4 punti dalla capolista milan e che sarebbe risultata molto utile nell'ottica della corsa alla zona champions: vero obiettivo stagionale. A colmare in parte questa delusione, ci hanno pensato i risultati maturati sugli altri campi che si sono rivelati favorevoli alla nostra causa, con l'unica eccezione dell'inter che ha si vinto, ma che deve ricordarsi di accendere un cero a qualche Santo del calendario e che di certo ha meritato di vincere molto meno di quanto lo avrebbero meritato Milan e Juventus.

Non si può però fare a meno di notare, che sarebbe bastato vincere appena tre partite tra tutte quelle con le varie Sampdoria, Bologna, Brescia, Roma e Fiorentina (tralasciando pure Bari e Palermo) per essere lì, agganciati alla vetta. Il perchè di questi mancati successi, oltre al fattore C che pure ha la sua rilevanza, va ricercato secondo alcuni nell'assenza di una punta da 20 gol a stagione. Personalmente non condivido quest'affermazione dal momento che la Juventus ha, ad oggi, il miglior attacco del campionato. Sono invece convinto che a questa squadra manchi ancora la mentalità da grande, quella che ti consente di vincere magari con un solo tiro in porta, come poteva avvenire a Brescia senza l'eurogol di Diamanti. Sul mercato non è possibile acquistare vincente, sta ai giocatori e al mister trovarla sul campo, risultato dopo risultato. E fortunatamente la lunga serie positiva di 18 risultati utili consecutivi (EL inclusa) va sicuramente in questa direzione. Manca il passo decisivo, manca quella serie di successi che speriamo inaugurare a partire da Catania, nell'auspicio che il lunghissimo viaggio verso i -15° di Poznan non si metta di traverso. In una trasferta, quella polacca, dove il pensiero non potrà non andare anche a Gaetano Scirea: il Capitano che proprio in terra polacca, dove andò a visionare il Górnik Zabrze (prossimo avversario della Juventus del suo grande amico Dino Zoff) perse la vita.
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lunedì 15 novembre 2010

Galliani: è troppo comodo chiedere di tacere (ma c'è pure chi ti dà retta)!

"Mi dispiacciono le dichiarazioni di Marotta, poteva evitarsele perché noi noi non parliamo mai degli altri e lo inviterei a fare altrettanto: altrimenti gli potrei far notare che l'altra sera c'era un rigore su Mexes o altro... Non sono un santo, protesto come tutti i dirigenti, ma mai mi sarei sognato di andare a parlare di rigori dati o non dati alla Juve: ha sbagliato" (A.Galliani)

In poche parole siamo di fronte a colui che si crede il dirigente dei dirigenti, colui che guardando tutti dall'alto verso il basso sentenzia cos'è giusto e cos'è sbagliato fare. Naturalmente parlare in pubblico di una evidente disparità di trattamento tra Juve e Milan è sbagliato, incassare in silenzio come faceva il buon Blanc è corretto. Disparità di trattamento che in questi primi 3 mesi di campionato si è già verifica la bellezza di tre volte, non una sola.

Qualcuno potrebbe gentilmente spiegarci la ragione per cui la simulazione di Krasic ha portato a due turni di squalifica, e quelle di Ambrosini e Robinho no? Per caso è dovuto al fatto che sulla prima si è scatenata una gogna mediatica d'altri tempi e sulle altre 2 no?

Marotta sabato sera ha parlato di quello che tutti hanno visto: il fallo di mano di Boateng nella giornata precedente è passato in cavalleria, mentre quello di Pepe è costato alla Juve quella che sarebbe stata una meritata vittoria. E non si dica che il mani del milanista non è stato visto dall'arbitro, perchè un mani talmente evidente, con campo visivo completamente sgombero, lo vede anche chi sta per operarsi di cataratte. Si è optato per l'involontarietà. E allora come mai non è valso lo stesso criterio per Pepe il cui "mani" era, senza ombra di dubbio, ancor più involontario? Tutte domande alle quali Galliani non solo non vuole si risponda, ma non vuole proprio che vengano poste. Sia mai che venga qualche dubbio! Tutto deve restare nel'ombra, altrimenti il lavoro dei moviolisti per dimostrare la correttezza delle decisioni arbitrali si fa troppo faticoso.

Auguriamoci che Marotta vada avanti senza farsi intimorire dai vari Ranieri-"prima non parlava mai degli arbitri ora si è calato nella nuova dimensione"- e dai vari opinionisti pronti a saltare in piedi scandalizzati perchè la Juve ha ricominciato a far sentire la propria voce. Ieri in tutti i programmi tv, si avvertiva quasi un senso di fastidio nel mandare in onda le dichiarazioni di Marotta, però erano costretti a farlo: erano troppo pesanti per essere oscurate. Si direbbe che qualcuno non era più abituato, al massimo, quando proprio ti negavano 4 rigori come a Reggio Calabria), si sentiva Blanc dire che "la Juve aveva già pagato e non doveva continuare a pagare". A loro piaceva piaceva quella Juve, esattamente come (incredibilmente) piaceva ad alcuni suoi stessi tifosi. Tutta gente affetta dalla sindrome Zaccone, convinta che difendersi voglia dire diventare "Piagnentus" (testuale). Questione di gusti, per carità, io non ho queste tendenze masochistiche e fortunatamente non le ha nemmeno la nuova società. Che alla fine è quello che conta...

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P.S. Mi scuso con gli amici del blog se ultimamente scrivo meno, ma l'essere diventato direttore di Juvenews, con le mille problematiche che nascono ogni giorno, sta portando via gran parte del tempo che dedico alle mie attività su internet. Vedrò di essere più presente :)

domenica 24 ottobre 2010

La giornata nera delle tv: tra conflitto d'interesse e razzismo

Avevo intenzione di scrivere della partita, di commentare il brutto pareggio contro una squadra pessima destinata a retrocede e di analizzare il problema dei centravanti poco prolifici. Invece niente di tutto questo, mi trovo costretto, sottolineo costretto, a parlare di quello che abbiamo sentito, stiamo sentendo e (ahinoi) sentiremo in tv. Qualcosa di raccapricciante, vomitevole. E mi limito alle tv nazionali, senza scendere al livello dei pollai tipici delle tv lombarde.

Già il pre-partita è caratterizzato da una serie di dichiarazioni, uscite tutte in questi giorni, mirate a destabilizzare l'ambiente bianconero che evidentemente è tornato a metter paura a chi stà la in alto. Si sono susseguiti, nell'ordine: J.Zanetti, Julio Cesar e Malesani. Ma ora non voglio perder tempo nel controbattere a questa gente che ripete a mo' di pappagallo quello che gli viene detto di dire, preferisco venire al sodo, a quello che avviene durante il match, e dopo il match.

Rigore inesistente (non c'è motivo di nasconderlo) concesso a Krasic. Non l'avesse mai fischiato, succede il finimondo! Su mediaset premium Pistocchi non si limita a distinguersi per la sua proverbiale maleducazione (che non è più una novità) ma arriva a lanciare accuse di palese sfondo razziale nei confronti del serbo: "Pensavo fosse una persona seria, invece E' SOLO UN SERBO". Come a dire: si sa che i serbi sono tutti persone poco serie (ovvero poco oneste). Una dichiarazione del genere, in un Paese normale, porterebbe all'immediato allontanamento del soggetto dalla tv, e mi auguro che il console serbo si faccia sentire con chi di dovere. Ovviamente tutto lo studio si scatena nel chiedere la squalifica di Krasic nella prossima partita che sarà, guarda tu che caso, CONTRO IL MILAN!. Qualcuno è a conoscenza di chi sia il proprietario del milan? Non è per caso, niente niente, è lo stesso di mediaset? Chiedo giusto per curiosità, senza malizia, solo perchè mi pare di ricordare che già in passato le telecamere di mediaset andarono a scovare un banale contatto tra Ibrahimovic e Cordoba, che portò alla squalifica del primo nello scontro scudetto tra Milan e Juve. Ho provato a far tornare la memoria su sportmediaset.it lasciando un commento che però è stato censurato preventivamente: conteneva "parole non consentite".
Sulla RAI è peggio che andar di notte: "Quest'anno niente moviola", pavoneggiavano i dirigenti dell'azienda. A giudicare da quello che ho visto oggi, mi viene il dubbio che la frase completa fosse "quest'anno niente moviola, ad eccezione degli episodi pro-Juve perchè quelli fanno audience". Dalla Ventura è un continuo di battutine "si sa che con la Juve è sempre così", da Varriale il clou: si pesca persino un fuorigioco fischiato a Di vaio e si concede un lungo monologo senza contraddittorio (a quando un monologo di Moggi?) a Zeman, il quale viene accolto come un vate. La frase di presentazione di Varriale è tutto un programma: "un analisi sul nostro calcio e tutto quello che ci gira intorno, fatta da una persona serie e che non le manda a dire". In realtà non c'è nulla di nuovo: solita solfa, solite balle recitate da uno che fa l'attore per non far dimenticare il suo nome. Il metodo con cui vengono mandate in onda queste "pillole" è quasi sacrale, il suo verbo non può essere messo in discussione, pare di assistere l'angelus domini del Papa la domenica in piazza San Pietro con il pluri-esonerato nelle vesti di Benedetto XVI.

Occhio però, l'esperienza ci dice che il bello deve ancora venire, sta sera nei vari salotti, che forse sarebbe opportuno ribattezzare "CESSI", vedremo il peggio del peggio. Non mancate di segnalarli nei commenti a questo articolo. A fine settimana realizzeremo la hit-parade delle faziosità

venerdì 22 ottobre 2010

Juventino Saltimbanco

Non è passato neppure il tempo di girarsi da un lato all'altro, nemmeno il tempo che Sacchi ci rifili uno di quei sermoni che solo lui sa fare, che sembra si sia improvvisamente passati dall'essere "un'infernale macchina schiaccia sassi" a "un'accozzaglia di inutili bidoni". Ovviamente questo avviene solo nell'animo di alcuni Juventini che saltano da un'estremo all'altro come il migliore degli acrobati. Salti che avvengono a velocità persino superiore a quella che Zeman impiega nel collezionare esoneri! Un record insomma...

La realtà è che da ormai 4 anni, per cambiate radicalmente opinione ci basta un successo o una sconfitta (ma che dico: un pareggio) nella più misera ed inutile competizione esistente. E' stato sufficiente battere il Lecce per far urlare allo scudetto anche chi a inizio stagione pronosticava una Juve in lotta per non retrocedere. E ne sono tanti, basta vedere i sondaggi su questo sito: dopo la sconfitta con il Palermo, alla domanda qual'è l'obiettivo di questa squadra, il 26,55% votava "la salvezza", dopo il 4-0 di appena 5 giorni fa i "pessimisti" erano scesi al 2,45%! Come dire "aspetto il prossimo risultato e poi mi regolo".

Quasi inutile sottolineare che Marotta da "Santone curatore di ogni male", è divenuto un inetto che deve chiedere a Moggi pure quante volte al giorno andare in bagno e in quale supermercato fare la spesa. Di fronte a tutto ciò passano in secondo-terzo piano gli ululati verso Martinez che dopo appena una partita, una sola, per giunta al rientro da un'infortunio, viene considerato il nuovo Tiago. Peccato solo che al portoghese vennero concessi 2 anni e mezzo e non 60 minuti. Sottigliezze...

Si viaggia perennemente su ottovolante, per scendere bisognerebbe chiarire una volta per tutte che questa non è una squadra da scudetto: non lo era contro il Lecce, non lo era con il Bari o il Salisburgo, e non lo diventerà MAI. L'obiettivo dichiarato dalla società è la qualificazione alla prossima Champions League, gli investimenti sono stati mirati in questa direzione. Come dichiarato da Marotta due giorni or sono: "quest'anno non si è potuta fare una vera programmazione, l'anno prossimo sarà diverso". Purtroppo è così.

La fretta con cui attendiamo il ritorno al successo ci sta, ma in molti stanno dimenticando i danni enormi che la vecchia gestione ha causato. Danni considerati, da molti esperti, superiori alla stessa retrocessione in B! Forse sarebbe opportuno che qualcuno si vada a rivedere qualche partita della passata stagione, giusto per vedere in che stato eravamo ridotti. La collezione di filmati macabri è ricchissima, vasta gamma: si può scegliere un Palermo-Juve 2-0 (per grazia ricevuta), un esemplare di 3-0 con il Milan: a scelta del cliente se preferisce quello in casa o quello in trasferta, o una sconfitta senza riuscire a tirare il porta contro il quartiere di Verona. Sconsiglio ai deboli di cuore le esibizioni (si fa per dire) europee contro Bayern e Fulham, quelle sono riservate ad amanti del genere.
Pensare che si potesse costruire una squadra da scudetto su quel "nulla", o forse addirittura peggio del nulla: infatti qui ci si doveva prima liberare di una serie lunghissima di: carcasse di giocatori, semina zizzania, gente svogliata; è un'idea balzana.
L'unico che ricostruì il Tempio in tre giorni è vissuto circa 2000 anni fà e si faceva chiamare Gesù il Nazareno...

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giovedì 14 ottobre 2010

sabato 9 ottobre 2010

Prandelli&Lippi, figlio&figliastro


Si sa che in Italia il gusto di attaccare i vincenti è irresistibile. Le vittime sono state molte, e fra le tante c'è stato anche Marcello Lippi, un CT che solo 4 anni prima ci aveva regalato un'insperato titolo mondiale. Un successo che nessuno (purtroppo per loro) potrà mai cancellare.
I mass media sono andati avanti, per la bellezza di due anni, a menare la storiella Lippi "convoca gli juventini perchè sa che poi tornerà alla Juve e quindi vuol far aumentare il loro prezzo". Neanche nei peggiori ber dello sport (per riprendere una famosa pubblicità del rum pampero). Che poi Lippi non sia nemmeno tornato alla Juve e che il valore dei giocatori, se mai, sia diminuito per via di quell'esperienza, poco importa. Ormai il ritornello era già stato infilato nella testa della gente. Si disse che convocava i giocatori assistiti dal figlio, peccato che l'unico fosse un certo Chiellini e che qualsiasi CT (salvo infermità mentali) porterebbe con se il miglior centrale italiano del momento.
Dopo il Mondiale la si scatenò un'autentica caccia all'uomo, con l'emittente mediaset che tutt'ora trasmette la pubblicità di una suoneria offensiva nei confronti di Lippi, reo (a loro dire) di non aver convocato due teste matte come Cassano e Balotelli. La suoneria è solo la punta dell'iceberg per descrivere ciò che successe... Spinta dal sentimento popolare (che novità!) la FIGC decise di assegnare l'incarico a Prandelli. Bravissima persona, per carità, ma senza un briciolo del carisma e del palmares di Lippi.
Quindi veniamo ai giorni nostri. I primi mesi della nuova gestione sono stati, com'era ampiamente prevedibile, all'insegna del "volemose bene". I giocatori sono obbligati, da regolamento interno, ad essere disponibili con i giornalisti, le conferenze stampa sono piene di sorrisini e le formazioni vengono spiattellate ai quattro venti con 24 ore di anticipo. Tutti questi comportamenti accondiscendenti, valgono una wild card a Prandelli che può tranquillamente dire le stesse identiche cose che diceva Lippi senza riceva la benché minima critica: "porto Zambrotta perchè giovani forti non ce ne sono, e preferisco uno con 100 presenze a un mediocre di 28 anni", "non mi interessa il bel gioco, dobbiamo pensare solo al risultato". Il suo predecessore diceva esattamente questo ma veniva accusato a turno o di essere succube degli eroi di Berlino, o non essere in grado di dare un gioco alla squadra.
Le convocazioni dell'ex viola le potrei fare pure io: basta prendere i giornali, vedere quali giocatori chiedono di convocare e convocarli. Vogliono Balotelli e Cassano? Pronto: Balotelli e Cassano. Si Cassano... l'elettricista, "quello che accende la luce nei momenti difficili"... ieri si direbbe che la lampadina fosse fulminata. Troppo facile "accendere la luce" contro For Oer e Estonia, rispettivamente numero 85 e 138 del ranking Fifa... Tanto per rendere l'idea: le tanto bistrattate Slovacchia e Paraguay occupano le posizioni 16 e 17.
Lippi, conscio della pochezza dei suoi, aveva fatto una scelta: quella di puntare sul gruppo. Gli è andata male. Prandelli che scelta ha fatto? Quella di puntare sulla lungimiranza dei giornalisti? Quella dello smile? Non ci sarebbe da meravigliarsi, lo smile è la scelta fatta anche da Abete con la sua retata di "vecchie glorie" (da Sacchi a Baggio passando per Rivera) che non serviranno a nulla se non ingraziarsi l'opinione pubblica.
Tanto perdere per perdere meglio farlo col sorriso sulle labbra. C'è tutto un altro gusto... Io rimpiango già Marcello, gli altri lo rimpiangeranno presto. Ci scommetto.

sabato 2 ottobre 2010

Mondiale di ciclismo: "fotografia" dei partecipanti



Stanotte all'una (arrivo previsto intorno alle 8) con diretta su Rai tre è in programma la prova regina dei mondiali di ciclismo: la gara in linea Elitè Uomini.
Fino ad ora è stato un mondiale positivo per i colori azzurri coronato con l'oro nella prova femminile di Giorgia Bronzini. La crono maschile è andata, come era facilmente pronosticabile, a Fabian Cancellara giunto al quarto oro iridato (più uno olimpico) nelle ultime 4 volte in cui ha preso il via nella prova contro le lancette. Praticamente invincibile.
Proprio lo svizzero, determinato ad essere il primo a centrale la doppietta crono-prova in linea, è uno degli elementi che la squadra azzurra dovrà maggiormente tenere sott'occhio se vuole portare in voltata il suo capitano Pippo Pozzato. La prima nazionale targata Paolo Bettini, che ha preso il posto di Ballerini scomparso tragicamente in un rally, si presenta con 9 uomini che sono, oltre al già citato Pozzato: Marzio Bruseghin, Francesco Gavazzi, Daniel Oss, Vincenzo Nibali, Luca Paolini, Matteo Tosatto, Giovanni Visconti, Andrea Tonti.
Hanno fatto molto discutere le esclusioni del campione del mondo di Varese 2008, Ballan, e del nostro velocista principe, Petacchi. Se il tracciato australiano dovesse rivelarsi meno selettivo del previsto, l'Italia si ritroverà senza nessuno in grado di fronteggiare i vari Farrar, Cavendish e Goss (che a questo punto divellerebbero i favoriti) in volata.
Bettini si è detto certo che non si arriverà in gruppo ma in un drappello rispetto a una decina di unità nel quale Pozzato dovrebbe essere tra i più veloci.
Certo è che la squadra azzurra non è sicuramente tra le migliori nazionali che si ricordino... Sono lontani i tempi dei Bettini, Di Luca, Cunego, Ballan e Rebellin, ora c'è il solo Pozzato il quale raramente coglie il successo nelle occasioni che contano. Spero fortissimamente di essere smentito questa notte, ma ci credo poco.

Il favorito d'obbligo, comunque vadano le cose, è senza ombra dubbio uno: il belga Philippe Gilbert. Non dovesse vincere lui potremmo già dire di essere di fronte ad una sorpresa. La forma mostrata dal vallone alla Vuelta è stata qualcosa di spaventoso, qualcosa di difficilmente battibile. Dietro di lui c'è la "vecchia volpe" dell'iride: Oscar Freiere. In Spagna era in una condizione pietosa, ma guai a dimenticarlo! Lui da "dimenticato" ha vinto già la bellezza di 3 (tre) mondiali. Alla pari dell'iberico, nella mia personale griglia di partenza, ci metto Fabian Cancellara: ai 2-3 km dal traguardo si sa già che piazzerà lo scatto, basta che nel gruppo ci sia un attimo di indecisione "vado io"-"vai tu" e lo rivedono sul podio. E sarebbe un film già visto...
Solo dopo questi 3, per le ragioni dette prima, viene Pippo Pozzato seguito da tutti i terribili Outsider. Neanche troppo outsider a dir la verità quando questi si chiamano Hushovd, Kolobnev, Sagan, Boasson Hagen, Schleck ed Evans (campione del mondo uscente e padrone di casa).
E occhio all'incognita del percorso: senza selezione dimenticate tutti i nomi letti fino ad ora ad eccezione di quelli di Farrar, Cavendish e Goss. Anche se l'idea dell'arrivo a gruppo compatto pare a dir poco improbabile, non va scordata.
Buon mondiale a tutti!

ndr la foto del CT in maglia iridata spero sia di buon auspicio

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Salvate quest'uomo


"AAA cercasi disperatamente testimone che affermi di aver subito pressioni per aiutare la Juventus. No perditempo". Sarebbe questo messaggio, che il PM Narducci ha intenzione di far diffondere a tutte le agenzie stampa, l'asso nella manica dell'accusa arrivata ormai allo stremo delle forze.
Dopo esser sfilati sul banco dei testimoni tutti quelli che loro stessi avevano richiesto di ascoltare, e che in realtà si sono rivelati o i migliori alleati della difesa (Mancini, Ancelotti, Coppola) o vere e proprie macchiette (Zeman, Martino, Carbone, è il turno dei testimoni della difesa.
Ed è una filastrocca senza pietà per il povero Magistrato:

Valentini, capo ufficio stampa della Federazione:
Avv. di Bergamo: E c'era la presenza del notaio?
Valentini: Sì, sempre, accanto al tavolo del sortteggio.
Avv. di Bergamo: Lei ha mai avuto modio di avere dubbi sulla genuinità dei sorteggi?
Valentini: No, mai.

Fulvio Bianche (giornalista "la Repubblica")
Avv. Prioreschi: Il sorteggio di Racalbuto è stato casuale?
Fulvio Bianchi: Sì.
Avv. Prioreschi: Nessuno Le ha detto di prendere quella pallina?
Fulvio Bianchi: Lo avrei denunciato.

Stefano Papi (assistente arbitrale)
Difesa Pairetto: Rispetto a Pairetto ebbe mai a suggerirle comportamenti diretti a favorire una squadra o un'altra?
Papi: No.
Difesa Pairetto: pairetto difendeva la categoria nei confronti dei media?
Papi: Sì, certo.
Difesa Pairetto: Ma queste difese erano parziali. o a 360 gradi?
Papi: Assolutanmente imparziali.
Difesa Pairetto: In quegli anni ha notato che Pairetto avvinasse alcuni arbitri in maniera ambigua?
Papi: No, assolutanmente no.

Pierluigi Collina
Difesa Pairetto: L'atteggiamento di Pairetto era neutrale o con altre carattersitiche?
Collina: Era improntato a dare consigli, ad ottenere dagli arbitri il meglio.
Difesa Pairetto: E venne mai suggerito da Pairetto di assumere attegiamenti per favorire una o un'altra squadra?
Collina: No.
Difesa Pairetto: Ha mai visto Pairetto dire cose del genere nei confronti di suoi colleghi?
Collina: No.

Tombolini:
Difesa Pairetto: Pairetto le chiese mai di arbitrare in maniera di favorire o sfavorire una squadra?
Tombolini: No, mai.
Difesa Pairetto: Lo sentì dire a qualche suo collega?
Tombolini: No.

Riccardo Bianchi (giornalista)
Difesa Pairetto: Qualcuno Le suggerì di muovere la mano a seconda di colpi di tosse?
Bianchi: No. (ndr sgretolata la tesi di Manfredi Martino)
Difesa Pairetto: Pairetto e Bergamo la indirizzarono in qualche modo?
Bianchi: No, se così fosse stato il giorno dopo avrei fatto lo scoop della vita e sarei diventato famoso.
Difesa Pairetto: Quindi si può dire che il sorteggio era regolarissimo?
Bianchi: Assolutamente si!

Simone Nozzoli (giornalista)
Avv. Morescanti: Sapeva quali erano i nomi inseriti?
Nozzoli: No.
Avv. Morescanti: Poteva capirlo in qualche modo?
Nozzoli: Assolutamente no.
Avv. Morescanti: Lei ha inserito la mano nell'urna ed ha estratto tutte le sfere. Ha notato se qualche sfera era diversa della altre?
Nozzoli: Le ho toccate tutte e non ho notato differenza.
Avv. Morescanti: Ma anche se fossero state diverse, poteva sapere che nome c'era dentro?
Nozzoli: Assolutamente no.

Non bastasse tutta questa cantilena ci si mette anche Baldini a rovinare la giornata del Pm! E che cavolo! Un'udienza del genere viola palesemente la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo!

Si, la deposizione di Baldini non è stata solo Moggi che voleva lanciarsi addosso, quello è ciò che riportano i giornali perchè interessa al Bar sport, ma in realtà c'è stato molto altro. Questo ad esempio:

Avv. Prioreschi: Quindi se io Le chiedo tra l'agosto 2004 e marzo 2005 quante volte, e se ha visto Auricchio, la sua risposta è?
Baldini: Credo di averlo rivisto quando mi riferiva delle indagini sulle false fideiussioni, una o due volte.
Avv. Prioreschi: Lei ricorderà che io l'ho interrogata già a Roma.
PM: C'è opposizione!
Presidente Casoria: Faccia la domanda diretta.
Avv. Prioreschi: Perché quando io l'ho interrogata nel processo Gea mi ha detto di non averlo mai visto?
PM: C'è opposizone, deve utilizzare i verbali, non affidarsi ai ricordi.
L'avvocato Trofino consegna i verbali GEA al Presidente Casoria.
Rigettata l'opposizione del PM.
L'Avv. Prioreschi Legge il verbale dell'udienza Gea in cui Baldini dice di non avere mai visto Auricchio. Poi chiede: perché?
Baldini: In quel momento ero concentrato sullo sviluppo del caso fideiussioni, comunque confermo la realtà è che io l'ho incontrato.

O quest'altro ancora:

Avv. Prioreschi: Lei sa di alcuni giocatori ceduti dalla Juve al Messina?
Baldini: Sì.
Avv. Prioreschi: E come si è espresso su questi giocatori?
Baldini: Ho esposto delle perplessità.
Avv. Prioreschi: Quali sono state le Sue considerazioni che ha fatto quando è stato sentito da Auricchio?
Baldini: Ho detto che a parer mio erano delle cessioni forzate con valori non congrui al mercato e che secondo me c’era un accordo tra Messina e Moggi per giustificare squilibri di bilancio.
Avv. Trofino: Contestazione. A questa domanda Baldini rispondeva che cessioni di giocatori come Aronica, Lavecchia e Guzman, che erano giocatori che nessuno avrebbe mai preso in prestito, erano operazioni fatte per ottenere anche favori arbitrali. Come fa a dire che erano sopravvalutati se non sapeva nemmeno il valore?
Baldini: Ma come, lo sapevo, era su tutti i giornali. Il mio pensiero era che il Messina, acquistando questi giocatori a quel valore, cercasse di ingraziarsi Moggi e, attraverso lui, il settore arbitrale che in qualche modo controllava.
Avv. Trofino: Peccato che quei giocatori erano in prestito!
Baldini: Se il trasferimento è avvenuto in mero e puro prestito e non con riscatto obbligatorio, non ho altro da dire se non che mi sono sbagliato.

Due passaggi a dir poco imbarazzanti, fatti passare dai più inosservati.

Come se non bastasse, per il PM, ridotto ormai a larva umana, arriva pure la doccia gelata dai periti del tribunale: "metti Collina" lo disse Facchetti!
Dopo il "piaccia o non piaccia", un'altra cocente delusione per Narducci che crediamo stia maledicendo il giorno in cui si è imbattuto in questo processo.

"SALVATE il soldato Narducci"


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venerdì 24 settembre 2010

Io l'ho vista così...

Leggo di "squadra da 10° posto", "il lotta per salvarsi" e mi viene il dubbio di aver visto un'altra partita. Io Ho visto una partita iniziata con grande piglio fin dai primi secondi, poi da un'azione d'attacco abbiamo subito un contropiede e da un rimbalzo un gol che ha cambiato la partita facendo traballare le nostre sicurezze post-Udine e dando vigore ad un Palermo spaventato dagli schiamazzi del suo presidente. Un gol che ci ha costretto a subire per tutta la partita i pipponi degli opinionisti: "oh, quanto è bravo questo Pastore", "oh, è l'unico campione in campo", oh, il nuovo Zidane"

Ho visto una partita giocata da una sola squadra, quella bianconera. Si, proprio quella bianconera, state leggendo bene. Una supremazia che però è andata a sbattere contro il muro eretto dei siciliani: costantemente con 10 (a tratti anche 11) giocatori dietro la linea della palla. Ma chi se ne frega! Il Palermo a detta di (quasi) tutti ha fatto un partitone, gioco scintillante, calcio champagne. Io non l'ho visto. Ho visto una squadra che giocava come sanno fare tutti: catenaccio e contropiede. L'unica squadra che ha provato a giocare a calcio è stata la Juventus.

Poi si sa... non a tutti danno 2 rigori a partita come se niente fosse, e che cavolo! Non è mica da tutti! C'è chi può e c'è chi non può, signori miei.... Del Piero se voleva il rigore doveva, quanto meno, fratturarsi tibia e perone, quei rigori così vengono dati SOLO se avvengono nell'area dell'inter. Tenetelo bene a mente. Inutile pretestare per una cosa che avrebbe "solo" stravolto completamente il corso del match, dal momento che a quel punto il Palermo avrebbe dovuto finire di fare catenaccio e mettersi a giocare decentemente. Invece così la trama è stata sempre la stessa anche nella ripresa: la Juve ad attaccare, il Palermo a fare contropiede e i telecronisti a cacciare urli ogni qual volta la palla veniva sfiorata da Pastore, fosse anche per un semplice passaggio d'alleggerimento. Grande giocatore l'argentino, per carità, ma il troppo storpia.

Un ruolo determinate per l'esito dell'incontro l'hanno avuto 3 fattori:
1) terzini da circo: fortuna ha voluto che "l'acclamato" abbia spedito sul palo un gol più facile da segnare che da sbagliare dopo una scivolata di Motta nel cuore dell'area di rigore. Si rode il fegato a pensare che noi cerchiamo da 3 anni un terzino decente e dall'altra parte gioca il terzino che tento ci serve e che avremmo avuto con noi se la premiata ditta Secco&Blanc non avesse ben pensato (si fa per dire) di regalarlo alla caritatevole cifra di 2 mln;
2) un portiere non in serata di grazia che piazza la barriera scordandosi che questa serve principalmente a coprire il secondo palo;
3) grazie ricevuta se è vero com'è vero che Del Piero prende la traversa con un tiro magistrale e Ilicic fa palo-gol con un tiro sbilenco che rimbalza a terra e scavalca il portiere.

A dir la verità a fare il loro gioco ci si è messo anche il nostro mister: i cambi di inizio ripresa sommati a Del Piero spostato sulla trequarti avevano mandato in crisi il loro muro. Poi, per ragioni a noi ignote, è uscito Del Piero ed è entrato Aquilani a giocare in un ruolo non suo. Non passano 2 minuti e becchiamo il secondo gol. Il Dio del calcio si è ribellato? Può essere. Come può essere, anzi è, che il caro vecchio Alex sia, ad oggi, il giocatore più pericoloso della Juve insieme a Krasic. Si dirà che è preoccupante che il migliore abbia 36 anni: vero, però dire che sia il migliore è altrettanto corretto.

La passata stagione Juve-Palermo finì 0-2, questa volta 1-3. I numeri sono li stessi, la musica è cambiata. Se ne sono accorti quelli che erano allo stadio, se ne accorge chiunque non abbia problemi d'udito. Sempre che non ci si voglia tappare le orecchie, a quel punto, come dice il detto: "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".


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domenica 12 settembre 2010

Mezza Juve-mezzo Delneri



E' una Juve a metà quella vista oggi con la Sampdoria.
Una metà che rappresenta pur sempre un passo avanti rispetto al nulla di Bari, ma non è ancora ciò che allenatore e società immaginavano.
Il timbro di Delneri inizia, in parte, a farsi notare: in particolare il gioco sugli esterni è quello che il tecnico friulano desidera. Ottima prestazione di Krasic e Pepe, coronata con il gol e il palo di quest'ultimo che ha fornito un aiuto non indifferente anche in fase di copertura. Il serbo ha ricordato in diverse circostanze il suo illustre predecessore Pavel Nedved, e non solo per la chioma bionda. Peccato che la sua sgroppata di metà ripresa non si sia conclusa con quella rete che avrebbe, probabilmente, messo la parola fine all'incontro.
Se per il gioco sulle fasce è andato tutto per il verso giusto, stessa cosa non può dirsi di quel reparto difensivo che solitamente costituisce il punto di forza delle squadre dal tecnico di Aquileia.
Nella nostra metà campo si sono visti numeri da circo equestre: gli attaccanti doriani hanno potuto fare tutto ciò che volevano. Il fuorigioco sistematico, altro marchio di fabbrica Delneriano, ha funzionato come funzionava la vecchia Duna. Cioè per niente. In occasione del 2-2 tutti avevano capito l'intenzione di Palombo di chiudere il triangolo con Cassano, meno la nostra linea difensiva "abile" nel tenere tutti in gioco. Preferibile sorvolare sulla disattenzione di Bonucci costata il 3 pari e ancor più consigliabile stendere un lunghissimo velo pietoso sulla tenuta dei terzini. Penosa. E qui il mister è chiamato ad assumersi le sue responsabilità: perchè non inserire prima Grygera al posto di Motta versione birillo? Perchè non spostare Pepe, più difensore di Krasic, sulla destra (zona Cassano)?
Non solo questi sono gli interrogativi da porre all'attenzione di Delneri. Mi piacerebbe sapere per quale ragione sul 3-3 sono usciti i 2 migliori in campo (Krasic e Pepe); vorrei conoscere cosa lo ha spinto a lasciare in campo per 90 minuti Del Piero che giovedì sarà chiamato ad altri 90 minuti vista l'indisponibilità europea di Quagliarella. Non era forse il caso di cambiarlo con Iaquinta dopo il 3-2? Considerato che Vincenzone dà il meglio di se proprio nello sfruttare gli spazi, e che la Samp questi spazi li avrebbe certamente concessi, viene da dire che ERA proprio il caso. E come se lo era...
In ogni caso il tempo per rifarsi non manca, il basso rendimento delle altre big conferma il momento difficile per tutti. Per ora ci consoliamo con la buona verve dei
nuovi arrivati e con i notevoli miglioramenti che ci sono stati (perchè ci sono stati). Sempre in attesa di poter disporre di un vero centravanti: Iaquinta o Amauri che sia; e di 2 terzini degni di tale nome: confidando in Traorè e suggerendo Salihamidzic. Prendetemi per matto ma lo considero il nostro miglior terzino destro.

Articolo pubblicato su Juvenews.net

giovedì 9 settembre 2010

Gazzetta: un'inchiesta così così












Giorni fa la gazzetta dello sport ha pubblicato un'inchiesta sugli stipendi della serie A. In realtà questa statistica, spacciata da più parti per puro Vangelo, mostra numerose e ripetute imprecisioni. Ora ve le faccio notare e valuteremo quanto queste imprecisioni siano casuali e quanto invece siano volute...
Queste sono le tabelle riguardanti la Juventus. Ho aggiunto anche quella del 2009 per fare un piccolo confronto.


Non ci trovate qualcosa di strano? Ci sono ingaggi che mutano miracolosamente!
Eppure, come potete notare nella seconda tabella, nessun contratto era in scadenza. Ciò nonostante...

Buffon passa improvvisamente da 5,5 a 6 + o,5;
Amauri ottiene un cospicuo aumento dopo una stagione oscena: da 3,5 a 4,2 +0,7;
Legrottaglie idem, stesso contratto (scadenza 2011) ma lo stipendio sale da 1 a 1,5 +0,5;
La generosa gazzetta concede un bonus pure a Iaquinta: da 2 a 2,5 +0,5;
Non è finita: il vero trattamento "5 stelle" è per Giorgio Chiellini! Ormai persino le pareti di Vinovo sanno che è ancora in trattativa per il rinnovo, ma per la rosea è già cosa fatta: BOM Da 2 a 3,5 +1,5
Autorizzate imprecazioni da Grosso e Del Piero che si vedono decurtare mezzo milione a testa.
Fatti due conti, e prendendo per buoni i dati relativi agli ultimi arrivati (in attesa di modifiche l'anno prossimo), al monte ingaggi della Juve sono da ascritti 2,7 mln in più!

Bazzecole se confrontate a cosa succede per la squadra che beneficia più di ogni altra degli "errori" della gazza: l'inter. Insomma... sempre lei... quella che da qualche mese ha un contratto di sponsorizzazione con Rcs e che ha usufruito del trattamento forcaiolo del 2006. Vedere per credere:


Siamo alle comiche da film pecoreccio: pur di far passare Moratti per l'unica vergine immacolata che rispetta il fair play finanziario (chi avesse dei dubbi si vada a leggere la prima pagina odierna), pur di farlo passare per il grande genio della serie A, per quello che con soli 20 mln in più della Juve ha una rosa nettamente superiore, li sherlock holmes in rosa impugnano le scimitarre pronti tagliare ingaggi alla velocità del suono. E con trucchi degni della miglior Vanna Marchi... simsalabin: il gioco è fatto.
Da segnalare che diversi giocatori dell'inter, ignari della mission gazzettara, sono stati colti da improvvisi malori. Riepiloghiamo:

Ad Eto'o in preda a crisi isterica dopo aver visto, da un anno all'altro, scomparire la bellezza di 2,5 mln sono stati somministrati pesanti sedativi. In dubbio la sua presenza in campo contro l'udinese anche se Georgatos e Kalln giurano di conoscere un valido rimedio;
Orlandoni, ridotto praticamente sul lastrico (da 1 mln a 0,2 -0,8), ha tentato il suicidio. Decisiva la mediazione di Tronchetti Provera che gli ha sospeso per un anno il pagamento del canone telecom;
Lucio (da 4,5 a 3 -1,5) ha rischiato l'embolo;
Cordoba (da 3,5 a 2,5 -1) ha già dato dato mandato ai suoi avvocati di intentare causa per mobbing. Sospetta di essere boicottato perchè portato in Italia da Lippi la cui foto è usata dalla saras come bersaglio per i tornei aziendali di freccette. Pare che Moratti nell'accingersi a lanciare invochi i nomi dei bidoni presi in quella stagione sotto i consigli di Marcello (sempre sia lodato);
A Zanetti (da 3,5 a 2,5 -1) è stata rilevata febbre a 40. Il pover'uomo ha iniziato a delirare. I presenti riferisco di aver udito frasi sconnesse riguardanti i primi 11 anni di nerazzurro e su quanto fosse stato imbecille restare a Milano anzicchè andare a vincere altrove;
Per Materazzi (da 2,5 a 1,5 -1) si è fatto ricorso al Tso: Aveva iniziato a scalciare qualsiasi oggetto trovasse nell'arco di 20 metri scambiandoli erroneamente per gambe degli avversari;
Solo leggeri capo giri per Stankovic e Muntari (-0,5 a testa);
Lieve emicrania la diagnosi di Suazo (-0,3).


Non mancano però i ringraziamenti: Julio Cesar, Milito e Cambiasso ringraziano per l'aumento, Moratti ringrazia chi lo ha passare per il piccolo fiammiferaio, il monte ingaggi dell'inter ringrazia per essere stato alleggerito di 6,8 mln

La GAZZETTA.... un giornale, una sola missione: PARARE IL SEDERE ALL'ONESTISSIMO


Ringrazio il milan night blog per le immagini e per l'idea


mercoledì 1 settembre 2010

Quando gioca segna sempre Trezeguet

SEMPLICEMENTE TREZEGUET







SEMPLICEMENTE TREZEGUET





SEMPLICEMENTE TREZEGUET






SEMPLICEMENTE TREZEGUET

domenica 29 agosto 2010

C'è qualcosa che non torna



Oggi vengono a dirci che il signor Zlatan Ibrahimovic, guidato dal noto benefattore Mino Raiola è passato al Milan per soli (visto l'indiscutibile valore del giocatore) 24 milioni di euro. Queste sono le cifre apparse nel comunicato ufficiale diffuso dal Milan e a cui personalmente non credo minimamente. Preciso subito non ho fonti, talpe o strumenti vari da 007. Basta fare alcuni semplici ragionamenti: a voi non sembra "appena appena" strano che il Barcellona una stagione fa abbia valutato lo svedese 75 milioni e appena 12 mesi dopo, tra l'altro neanche così osceni come ci raccontano, lo svenda a un terzo del costo d'acquisto? A meno che Galliani non sia a conoscenza di tecniche ipnotiche, e ne abbia fatto uso con successo su Rosell, la cosa pare estremamente difficile per non dire del tutto IMPOSSIBILE. Ancora più impossibile, conoscendo il culto fondamentalista di Ibra per il Dio Denaro, mi risulta credere alla storiella che si sia ridotto l'ingaggio da 12 a 8 milioni, rinunciando alla bellezza di 4 milioni a stagione. Lui! "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago" ebbe a dire qualcuno 2000 anni fa.
Ma veramente vogliono raccontarci la fiaba che Raiola, persona attaccata al grano come un neonato al suo biberon, abbia allegramente accettato di incassare la sua percentuale non più su 12 mln bensì su 8? Quasi è più reale la nonna di cappuccetto rosso tirata fuori dalla pancia del lupo.

Le ragioni per nascondere la reale entità dell'operazione possono essere molteplici e neppure troppo difficili da immaginare: intanto non sforare il bilancio "ufficiale" che dovrà rispettare i parametri imposti dalla Uefa nell'ambito del fair play finanziario, anche se questo a dire il vero fino ad ora è solo una figura mitologica, e poi soprattutto motivi di opportunità politica. Sapete com'è.... dopo il mega yacht da 37 metri e 18 mln di Pier Silvio, spenderne altri 50 + 24 lordi all'anno per un giocatore, ed andare allo stesso tempo sul palco ad urlare alla gente di "stare tutti sulla stessa barca" sarebbe risultato un tantino imbarazzante e poco credibile persino alle orecchie di Vittorio Feltri. Meglio, molto meglio, far passare il tutto come un'operazione straordinaria sotto tutti gli aspetti, quello economico incluso. Il messaggio che passa è quello di un'operazione geniale di una società attenta alle spese. I mezzi per mettere in pratica la campagna mediatica non mancano: quale giornalista oserebbe dubitare della veridicità del comunicato del Milan di Berlusconi? Nessuno, o per lo meno i dubbi se li farebbe passare in fretta.
Senza contare il numero di voti guadagnati grazie alla ritrovata popolarità presso i tifosi del milan che lo stavano aspramente criticando. Scommettiamo che a breve arriveranno (sempre che non siano già arrivate mentre scrivevo) le interviste di Galliani dedicate al presidente che "senza di lui Ibra non sarebbe qui"?
Insomma... il sospetto che oltre a ringraziare Berlusconi i milanisti debbano ringraziare Fini è più che fondato. Voi non trovate?

Articolo pubblicato su Juvenews.net

giovedì 26 agosto 2010

E io che non ci credevo più...

Lo ammetto: c'è stato un momento in cui quasi quasi ho temuto di dover assaggiare ogni domenica i tristemente famosi tiri-peto. Piatto tipico di casa Diego che abbiamo avuto modo di "gustare" in abbondanza a tal punto da farne indigestione. Almeno io, altri evidentemente hanno uno stomaco di ferro. Beati loro...
Ora mi sento liberato, e il sentimento di "liberazione" è quello che si avverte in tutto l'ambiante bianconero, dai giocatori alla società, passando per il mister. Eccezion fatta per Melo che al compagno ha dedicato un pensiero ferale a tal punto che fossi in Diego mi sarei già dato ai debiti scongiuri.
L'operazione appena conclusa è di quelle che lasciano tutti soddisfatti
-il mister: che può finalmente cessare di studiare recitazione, corso di studio resosi necessario allorché si trovava, ad ogni pre-partita, con l'obbligo di recitare, con convinzione, il copione "Diego fa parte del progetto" onde evitare di farlo svalutare ulteriormente;
-la società: che a dispetto di ogni previsione incassa la cifra agognata, si libera di un pesante ingaggio e potrà mettere a disposizione del tecnico una seconda punta VERA (chiunque essa sia) e non uno che quando fa il centrocampista vorresti vederlo più avanti e quando sta più avanti vorresti vederlo centrocampista;
-i compagni di squadra che non saranno più tenuti a spremersi le meningi per capire qual'è la posizione in campo di Diego e non dovranno più sopportarlo nello spogliatoio.

Immagino già che ci sarà chi obietterà su quest'ultimo punto. Consiglio a questi di andarsi a vedere quanti compagni di squadra hanno espresso parole positive nei suoi confronti. Anzi no, vi risparmio la fatica: 1 solo. Ovviamente sempre lui. "Lui", insomma... quello che gli ha fatto le condoglianze. Il resto ha rimpianto più Tiago... ed è tutto dire. Basta fare 2+2 ed il gioco è fatto: Diego era mal visto da tutto il gruppo che non ne poteva più della sua spocchia e dei suoi atteggiamenti palesemente seccati ai gol dei compagni. Perchè "il panda" (mi perdoni la simpatica bestiola) teme il confronto con altri grandi: o la squadra gira attorno a lui o gli muore il gatto tutti i santi giorni.
E attenzione! Se il buon fine della trattativa esalta la Juventus, stessa identica cosa vale per il buon Dieghino che zitto zitto, cacchio cacchio, va a papparsi uno stipendio aumentato del 50% (da 4 a 6 milioni) dopo una stagione ORRIPILANTE. Alla facciazza della "voglia di riscatto" e con buona pace dei suoi fans, che presi da suggestioni collettive hanno intravisto in lui numeri da fuoriclasse. Un po' come in quei villaggi dove credono di aver visto gli ufo atterrare sulla terra.

Articolo pubblicato su Juvenews.net

martedì 10 agosto 2010

Diego, se te ne vai ci fai un favore


Sembra avvicinarsi sempre più il giorno della cessione del fantasista brasiliano al Wosfburg. Non si conoscono precisamente nè le cifre nè i dettagli dell'operazione, si dice si chiuda intorno a 18 mln ma per esperienza siamo abituati a non fidarci dei giornali e, in tutta sincerità, non è che interessi poi molto...
Interessa eccome invece liberarsi di colui che potrebbe rivelarsi un grosso peso per tutta la stagione, un equivoco costante da cui non si riesce a venirne fuori, in pochissime parole: si rischia di assistere al "Tiago2". Breve riassunto per chi non conoscesse la "storiella" del brocco portoghese (mi perdonino i suoi rari fans): un giocatore accolto come Gesù sull'asinello, che delude in lungo e in largo, spostato in tutto il campo, a momenti anche dietro la porta, alla ricerca della posizione ideale. Poi succede che passa il primo anno, passa il secondo e al terzo ti ritrovi un elemento pagato a peso d'oro che nessuno vuole più neanche per scherzo. Avresti potuto cederlo subito solo leggermente deprezzato rispetto al costo d'acquisto, ma eri in paziente attesa che tornasse ai livelli mostrati nella sua precedente squadra. Intanto che attendi, giusto per non farti mancare niente, a fine mese gli paghi pure il lauto ingaggio a cui non vuole rinunciare a costo di passare in tribuna il resto dei suoi giorni. E ti credo: conoscete altri Ds dalla mente "sopraffina" come quella di Secco che gli farebbero un contratto da 3 mln annui?

Ora dico: non trovate anche voi diverse analogie tra il suddetto racconto e quello che si potrebbe fare di Diego? Forse lui non è stato accolto come il Messia? Forse lui non ha fallito alla grande? Forse non è stato ipotizzato di sballottarlo per tutto il perimetro del campo (trequartista, seconda punta, centrocampista centrale)? NO! Per Diego sono valse tutte queste cose esattamente come per Tiago. E non dimentichiamo il pezzo forte! A difesa di entrambi è partito il "motivetto" valido per qualsiasi nuovo acquisto, fosse anche il bidone della peggior specie, che inizi a rilento: "anche Platini i primi 6 mesi giocò male" BOOMMMM!!!! Quando si tira fuori la celebre frase non c'è più niente da fare, la fregatura si è consumata, il medico scuote la testa.
Ripeto: L'inizio della sua (dis)avventura bianconera è uguale pari pari a quella di Tiago. Ora Si faccia in modo che ad essere diverso sia quantomeno il finale.
Non si può e non si deve rivivere il film della passata stagione: intere giornate perse alla ricerca dello scomparso Diego, una squadra interamente costruita su di lui a tal punto da eliminare del tutto gli esterni, allontanati neanche fossero appestati. Niente e nessuno doveva fare ombra al fenomeno "entrato nella lista dei 30 candidati al pallone d'oro (cit.)" (che poi sia finito 25esimo dietro Gourcuff e il pensionato Giggs è un "trascurabile" particolare da puntigliosi che quasi quasi non fotte a nessuno), peccato che alla fine della fiera sia stato lui a fare ombra alla Juventus.
Ora è giunto il momento di svoltare, è ora di liberarsi una volta per tutte da questo pericolosissimo equivoco e di puntare sul tipo di giocatori che chiede l'allenatore e che più sono consoni al suo progetto tattico, perchè inutile girarci attorno: a Delneri Diego non serve e non piace pure ha tentato invano di farselo piacere. Nessuno deve strapparsi i capelli se va via, ha tutto da dimostrare e non si sa neanche se sarà in grado di farlo. Personalmente nella sua resurrezione non ci credo, forse resusciterà altrove ma ha Torino no, le sue debolezze caratteriali non glielo consentono se è vero com'è vero che basta un gol di Alex per farlo deprimere. Impari da Del Piero cosa vuol dire non abbattersi mai e giocare nella JUVENTUS. Fino a che non l'avrà fatto sarà un giocatore da Werder Brema e da Wolsburg, per l'appunto....

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mercoledì 4 agosto 2010

Torneo "direttore sportivo d'estate"- edizione 2010


L'estate, si sa, è il periodo delle trattative, della balle che i giornali inventano per vendere copie, ed è in particolar modo la stagione di chi sotto l'ombrellone, tra un bagno e l'altro, partecipa al concorso "direttore sportivo d'estate". Parte così la caccia a Marotta perchè magari ha preso un giocatore che non era quello che noi avevamo inserito nella nostra fantomatica lista frutto di notti insonni causa gran caldo, o per non aver ceduto un "bidone" che noi avevamo già dato a tutta Europa facendo un po' come quelli che all'osteria fanno i conti senza il padrone di casa. "Ma come? Io a "football manager" ho già venduto Tiago, Zebina, Grygera, Grosso, Camoranesi, Salihmidzic e Giovinco e questo non riesce a cederli nonostante tutti i presidenti del pianeta sbavino dalla voglia di garantire un ingaggio di 3 milioni ad un gallerista con l'hobby del calciatore? Marotta! Sei una CAPRA!" Questo uno dei tipici discorsi dell'aspirante al suddetto trofeo.

Non di rado al torneo si iscrivono niente meno che "esperti (si fanno chiamare così, mi adeguo) del settore" magari persino con pretese di partire con punti bonus per via delle loro conoscenze! Può capitare così che uno che il direttore sportivo lo faceva precedentemente per professione, senza fare nomi: Pierpaolo Marino, si metta a pontificare sull'operato di Marotta in lungo e in largo dimenticando di essere stato cacciato a pedate nel sedere per aver acquistato un terzo portiere alla modica cifra di 8 milioni di euro. Costui tira fuori trattative, intrecci e incastri che probabilmente esistono solo nella sua mente, giusto per il gusto di parlare di affari saltati e magari attirare le attenzioni dei "perennemente scontenti" che il casa Juve abbondano come nell'inter dei tempi che furono. Caro Pierpaolo, non è che poco poco, niente niente, al posto di Marotta voleva esserci lei? Il Dubbio resta. Come resta anche su un Moggi che un po' arrugginito dalla lontananza dai campi di calcio, non perde occasione di dare lezioni alla nuova dirigenza parlando dal pulpito di chi sa di non poter più sbagliare. Caro Luciano, non è che poco poco, niente niente, essere ricordato come l'ultimo ad aver vinto alla guida della Juventus le darebbe gioie inconfessabili?
Non resta alcun dubbio invece che alla corsa per l'ambito premio estivo siano iscritti giornalisti di ogni razza e religione che una volta finito di raccogliere "indiscrezioni" (ndr: sinonimo di balla colossale scritta per riempire la pagina) si dedicano a tempo pieno a bocciare in toto l'operato della dirigenza bianconera: non c'è gusto a scrivere che la situazione trovata da A.Agnelli è catastrofica e che per costruire il palazzo si devono prima mettere fondamenta solide, meglio inveirgli contro per non aver preso i nomi a 5 stelle che per mesi e mesi hanno sparato in prima pagina. Volete mettere il gusto di dire: "non ho scritto minchiate! E' stato Agnelli a non tener fede alle aspettative"? Ma che Scherziamo? Mai sia....

Da parte mia mi chiamo fuori dalla contesa, il premio non mi interessa, preferisco mettermi completamente nella mani del miglior dirigente italiano in circolazione, (attendo trepidante nomi alternativi, Galliani? Bhuauauaua, Branca? Bhuauauaua) ben conscio delle difficoltà che sta incontrando nel rinnovare una rosa piena zeppa di zavorre incollate agli alti ingaggi sottoscritti con la onlus "Blanc&Secco: benefattori di professione dal 2006".
Prepararsi ad un anno senza il tricolore quale obiettivo imprescindibile, non è ridimensionamento, come in un primo tempo ammetto pure di aver pensato, è semplicemente un mettere una base per ripartire e tornare li dove compete alla Juventus di stare, e dove chiunque abbia un minimo di logica si rende conto dell'impossibilità di portarla in soli 3 mesi. Questo sarà un annozero, in tutto e per tutto.

Tanto mal che mi vada un "IO L'AVEVO DETTO" non si nega mai a nessuno....

Articolo pubblicato su Juvenews.net

P.S. Come potete vedere c'è il banner del nuovo juvenews! Dopo un lungo lavoro abbiamo rinnovato completamente il sito per poter avere più lettori e più commenti. I risultati stanno arrivando alla grande!

martedì 27 luglio 2010

Il Bavaglio ai blog

Consentitemi oggi un brevissimo fuori tema (ma neanche troppo) per parlare di una cosa che riguarda qualsiasi persona abbia un blog.

Lascio spazio al comunicato dell'associazione "valigia blu" e invito chiunque lo legga a farlo girare il più possibile:


"Le BUONE non sono servite a nulla: l'estensione dell'obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa del 1948 ai blog sta per diventare legge. E nella sua versione originaria, che prevede una sanzione fino a 12.500 euro per qualunque gestore di siti informatici “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” che non proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta e secondo precisi criteri di grafici, di posizionamento e visibilità. Gli emendamenti proposti al testo del comma contenente la norma (il 29 dell'articolo 1), sia quelli abrogativi avanzati dal PD che quelli migliorativi, come quello dell'On. Cassinelli del PDL, sono stati ritenuti infatti “inammissibili” dall'On. Bongiorno. Con un provvedimento che l'avvocato Guido Scorza non esita a DEFINIRE “lapidario” e “pressoché privo di motivazione”. Ad aggiungere al danno la beffa, tutto questo avviene proprio mentre “cade il bavaglio alla stampa”, grazie anche ai voti di PD e UDC all'emendamento del Governo. Che naturalmente non conteneva alcuna previsione riguardante la Rete. Nella battaglia scatenata dai giornali negli ultimi mesi, del resto, non se ne è mai letto praticamente nulla. Come se la libertà di espressione nel nostro Paese non si misurasse già oggi, e sempre più in futuro, su Internet.

Diciamo “le buone” perché il tentativo, inizialmente, è stato quello di provare a far ragionare il legislatore. Metterlo di fronte ad argomenti, a dati di fatto. Ad esempio che sia errato equiparare un blog qualsiasi a una testata registrata. Che sia errato mettere sullo stesso piano la diffusione professionale e amatoriale di notizie. Che sia inconcepibile pretendere da chiunque apra un sito per esprimere liberamente la propria opinione che non possa assentarsi dalla propria pagina per un fine settimana senza rischiare di trovarsi con migliaia di euro da pagare. Che sia antistorico credere che una legge concepita nel 1948 possa cogliere adeguatamente le dinamiche dell'informazione online. Che sia barbaro disincentivare la libera circolazione delle idee, instillare la paura e il sospetto in chi sfidi il “bavaglio” e fornire un ulteriore strumento intimidatorio ai potenti di turno, che potranno agitare la minaccia della rettifica – con tutto il carrozzone giudiziario che ne consegue – a ogni notizia sgradita. Quanti dei blogger, che per la stragrande maggioranza scrivono senza ricavare un euro dalla loro attività e anzi investendo gran parte del loro tempo libero, saranno disposti ad accollarsi le spese adeguate a dimostrare la fondatezza della propria notizia? Pochi. Gli altri finiranno per piegarsi. Magari dovendosi pure registrarsi presso una qualche “autorità” (il tribunale, l'Agcom o chissà che altro) per rendersi reperibili in caso di guai. Dire la verità, insomma, potrebbe non bastare per dormire sonni tranquilli.

È ora dunque di alzare la voce. Tutti insieme. Perché questo non è il primo tentativo di mettere il “bavaglio” alla Rete, e di certo – visto che sta per avere successo – non sarà l'ultimo. Ieri con l'alibi della sicurezza si è burocratizzato come in nessun Paese libero l'accesso da luoghi pubblici e in mobilità. Oggi con la scusa del rispetto per la verità si è fatto un passo in avanti forse decisivo per approvare l'obbligo di rettifica. Domani potrebbe toccare a filtri preventivi e a nuovi reati creati appositamente per il Web. Per colpire la Rete e in particolare i social networks, un potenziale di dissenso che dà fastidio a chi l'informazione è abituato a controllarla come gli pare e piace. I disegni di legge ci sono già, basta rispolverarli – o creare l'ennesimo scandalo mediatico sulla Rete perché sia legittimo farlo. Adottare misure di questo tipo rappresenta una tendenza in atto in sempre più paesi nel mondo – ma nessuno di questi è un paese democratico. Quello di oggi è un altro piccolo spostamento nella direzione della Cina, della Birmania e dell'Iran. Ma deve essere l'ultimo.

Per questo chiediamo a tutti i blogger, a tutti i lettori, a chiunque abbia a cuore che la Rete rimanga, pur con tutti i suoi difetti, così com'è di dire no. Di dire basta. Prima che venga ridotta a una grande televisione (anche su questo i primi passi sono già stati fatti). Prima che da un luogo di conversazione diventi un megafono. Lo chiediamo anche a tutti quei giornali che finora hanno taciuto l'esistenza di questo comma, evitando perfino di prendere posizione. Come se questo non fosse un dibattito decisivo per il futuro della libertà. Bene, è ora di schierarsi, e di farlo subito, perché il tempo stringe. È ora di dire all'On. Bongiorno e al Parlamento che se c'è qualcosa di “inammissibile” è questa norma. Che non piace all'opposizione e nemmeno – e qui si rasenta il farsesco - a larghi settori della maggioranza, che pure l'ha proposta. Dimostriamo al legislatore che non piace alla Rete e alla società civile. Chiediamogli di abrogare il comma 29. Prima che faccia danni irreparabili."