La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

venerdì 29 gennaio 2010

Blanc:dov'è finita l'etica? Zac... La fregatura


Ora possiamo dire che grazie alla gestione del sorriso (quello degli avversari) le abbiamo viste tutte, o almeno me lo auguro. Il circo Juve ha esibito un nuovo spettacolo: difficilmente nella storia del calcio vedremo nuovamente un'allenatore, nei fatti esonerato, sedersi in panchina in attesa di trovare un sostituto. Ciro è stato trattato come peggio non poteva, gli è stata tolta tutta la dignità di uomo prima che di allenatore. La dirigenza venuta per insegnare l'etica, ha fallito anche sotto questo profilo facendo uno dei gesti più scorretti di sempre. Mai in 113 anni di Juve un'allenatore aveva ricevuto un trattamento paragonabile a quelli riservati ai vari Deschamps, Ranieri e Ferrara. Se TUTTI gli allenatori hanno avuto un'addio burrascoso qualcosa vorrà pur dire. Addio burrascoso che è lo stesso che ha visto protagonista Marco Tardelli il quale non condivideva alcune scelte del Padre il Figlio e lo Spirito Santo della società, ovvero Blanc "il plenipotenziario". Guai a mettere in discussione le sue volontà. E per fortuna che a pochi mesi dal suo insediamento disse che "dirigere una società di calcio è più semplice di quello che pensavo", figuriamoci se lo avesse trovato difficile...
Ieri sera su inter channel... no no la era rai che sembrava inter channel, ci è toccato sorbirci anche la paternale di mourinho che si va ad aggiungere a quelle che Galliani ci ha riservato con una certa frequenza negli ultimi tempi. Segno dei tempi che cambiano e segno di come ormai non c'è più nessuno che debba ancora rendersi conto della completa incompetenza di chi governa la Juventus. O forse pensate che ci fosse stato non dico Moggi, ma un qualsiasi altro dirigente, Galliani avrebbe comunque dispensato i suoi consigli? Io non credo proprio. Naturalmente tra i principali responsabili della peggior Juve del dopoguerra, è da inserire colui che ha partorito questo sfacelo: John Elkann. Forse pensava che ricostruire quanto aveva contribuito a distruggere fosse una cosa semplice, a tal punto da affidarne il compito a chi fino a quel punto non conosceva neanche la regola del fuorigioco.
Oggi con ogni probabilità verrà nominato il quinto allenatore in 3 anni e mezzo, quasi il doppio di quanti ne avevamo avuti in 12 anni di triade. Verrà nominato per l'occasione un tecnico a tempo: 4 mesi. Riesumato per l'occasione dal dimenticatoio nel quale era finito da tre anni e mezzo in seguito alla fallimentare esperienza al toro, dove tra l'altro ha allenato per soli 6 mesi dopo altri 2 anni di nulla seguiti all'avventura da traghettatore interista, altro segno di pericolosa interizzazzione?
Quanto gente del calibro di Del Piero, Trezeguet, Cannavaro e via dicendo, starà a sentire uno come Zaccheroni che sa già in partenza che resterà solo 4 mesi non è dato sapere. Spero di sbagliarmi ma credo poco, pochissimo. Chiamare Zac per risollevare la Juve è come pretendere che un morto (calcisticamente parlando) curi un malato. Ferrara quanto meno pareva essere in controllo dello spogliatoio, i giocatori non davano affatto l'impressione di giocargli contro. Se si doveva dare una scossa questa doveva arrivare chiamando un tecnico di spessore internazionale o al massimo con una vecchia gloria bianconera come Claudio Gentile, scartato solo perchè aveva osato mettere in dubbio le capacità della dirigenza o meglio, del dirigente.
Monsieur Blanc, non se la prenda, a non rendersi conto della sua completa incapacità siete rimasti in due: lei e John.

Articolo pubblicato su Juvenews.net

mercoledì 27 gennaio 2010

La censura anti-Juventina


Come la maggior parte di chi segue questo blog saprà che io sono il vice-direttore di Juvenews: un sito Juventino abbastanza grande e che sta notevolmente aumentanto i propri contatti e commenti. Chi conosce il sito conosce la sua piena libertà di espressione con la sola eccezione delle offese. Nel rispetto di questo principio,ieri sera un nostro collaboratore ha inserito un'articolo che riportava le dichiarazioni rilasciate al tabloid "Sun" da un ex arbitro internazionale che raccontava di come Angelo Moratti avesse tentato di corromperlo più e ripetute volte. In questo articolo si leggeva anche che "le vittorie dell'inter in champions sono macchiate da arbitri corrotti da Angelo Moratti". Ebbene oggi 27 gennaio il sito è stato interamente bloccato per tutta la mattinata e quando si è potuto riaccedere... ecco che come per incanto l'articolo in questione è scomparso insieme a tutti gli articoli scritti ieri e a tutti i tanti (abbondantemente oltre i 150) commenti lasciati nella giornata di ieri. Nessuno dello staff ha eliminato l'articolo, e sono con ogni probabilità da escludere "casuali" problemi tecnici, come qualcuno voleva far credere cancellando tutti gli articoli.
Si dice che l'unica forma di informazione non controllata sia quella della rete, stanno tentando di bloccare anche questa VERGOGNA. E pazienza se questo dovesse essere l'ultimo articolo che leggerete su questo blog, vorrebbe dire che "chi di dovere" ha letto questo post.

lunedì 25 gennaio 2010

5 giocatori con virus intestinale e Marchisio out 20 giorni. Voglio il Dottor House!


Dopo la domenica di lavoro, la Juventus è tornata questa mattina a Vinovo per continuare a preparare la sfida di Coppa Italia di giovedì contro l’Inter. Il gruppo, impegnato sotto la neve in esercizi atletici e tecnici, era piuttosto ridotto, a causa di una gastroenterite virale che ha colpito in un colpo solo De Ceglie, Zebina, Amauri, Del Piero e Diego. Le loro condizioni saranno valutate domani.
Questa mattina Claudio Marchisio è stato sottoposto a risonanza magnetica in seguito ad un problema muscolare avvertito durante la partita contro la Roma. Gli accertamenti hanno evidenziato una distrazione di primo grado al retto femorale della coscia destra. Per il completo recupero e per il ritorno in campo la prognosi è fissata in una ventina di giorni.

E per non farci mancare nulla anche Secco si è fratturato un braccio. L'idea del ritiro in una località a scelta tra Lourdes e San Giovanni Rotondo è da prendere sul serio.

domenica 24 gennaio 2010

La stagione del gambero e il funerale del "progetto"














In una normale situazione di campionato, la partita di ieri si definirebbe sfortunata e condizionata da un rigore a dir poco dubbio e da un inesistente fuorigioco segnalato a Chiellini in un'azione pericolosissima sul punteggio di 1-0. Ma questo, dome dicevo in precedenza, solo in una normale stagione degna della Juventus. Di certo non sono scuse che possono valere di fronte all'ottava sconfitta in 10 partite tra campionato e champions. Roba da portare il conto solo calendario alla mano; qualcosa senza precedenti nella storia bianconera del dopoguerra. Non stiamo parlando di pareggi come nei 2 mesi finali con Ranieri, stiamo parlando di vere e proprie SCONFITTE. Arrivate anche a Torino contro l'ultima in classifica o contro squadre che solo 4 anni fa avrebbero giocato con l'unico scopo di non subire una goleada. Oggi chi gioca contro la Juve lo fa con la speranza di poter vincere, a sentirci battuti "solo guardando gli avversari negli occhi" siamo noi. Questa è la cosa più triste.
Gli obiettivi stagionali vanno a passo di gambero, retrocedono partita dopo partita: Scudetto e Champions, Scudetto e Uefa, 2° posto, 3°posto e dopo ieri sera 4° posto. La sconfitta con la Roma del "signore" Ranieri, che alla faccia del signore non perde occasione per attaccare tutti, è forse la più pesante tra le 8. Non solo perchè la Roma non vinceva a Torino da 9 anni (ormai vincono tutti) ma perchè allontana il 3° posto a 5 punti e rischia di farci ritrovare stasera fuori dall'Europa League e con il Napoli a più 4. A proposito di Europa League c'è da segnalare la patetica la battutina di Ranieri:"La Juve rischia di perdere il treno dell'Europa League... no no volevo dire Champions" e giù risate, ma tanto è un "signore" a prescindere.
Stiamo vivendo una situazione semplicemente impensabile alla 2° del girone di andata, quando la "Juve samba+Ital-Juve" espugnò alla grandissima l'olimpico di Roma e quando Ferrara era il nuovo Guardiola. Da allora sono cambiate tante cose: Amauri sembra un palo ben fissato a terra, Melo sommerso di critiche ha perso fiducia, Diego e Marchisio sono sballottati in ogni ruolo immaginabile, Iaquinta è alla prese con un infortunio che anziché bloccarlo per 40 giorni gli ha fatto perdere già 3 mesi e la grande fiducia è diventata panico a tal punto da creare un blocco psicologico che se non avessimo 33 punti rischierebbe di farci finire in B, e stavolta sul campo. Per fortuna ci sono anche cose che non cambiano mai come il l'Immenso Alex Del piero, dato per morto il 1999 e per sepolto una cinquantina di volte, autore ieri di uno dei più bei gol della sua carriera. Uno di quelli che fecero "innamorare" l'Avvocato. Quando la situazione si fa tragica lui c'è sempre, se però c'è solo lui non si può pretendere di più. Intanto è già arrivato a 3 gol, gli stessi segnati da Diego giocando il doppio se non di più.
Inevitabile è l'invito a chi di dovere a stare lontano il più possibile da tutto ciò che abbia a che fare con la Juventus. Qualcuno chieda all'Ingegnere Elkann (tornato allo stadio dopo la bellezza di 2 mesi) se questa Juve sarebbe piaciuta al nonno, chissà che non provi un po' di vergogna. Bene ha fatto chi ieri ha deciso di marciare nel ricordo dell'Avvocato e contestando i suoi eredi. Forse sarebbe meglio non chiamarli nemmeno eredi, tanto per non infangare la memoria di Gianni Agnelli che oggi si starà rivoltando nella tomba nel vedere un simile disastro senza precedenti.
Il famigerato progetto (ammesso che sia mai esistito) è fallito, con lui è fallito chi lo ha portato avanti. Il buon senso vorrebbe che questa gente si facesse da parte, possibilmente in fretta prima che le marce di protesta diventino cortei funebri.

Articolo pubblicato su Juvenews.net






venerdì 22 gennaio 2010

INCREDIBILE! Tiago in gol!

Dopo tre anni di nulla, in cui il lentissimo portoghese è riuscito a stento a tirare in porta, ieri è arrivato il suo primo gol con la maglia dell'Atletico a pochissimi giorni dal suo arrivo. La sua situazione è paragonabile a quella di Almiron: incredibilmente scarso da noi, ottimo al Bari. Evidentemente non è facile per nessuno giocar bene nella confusione Juventina. Forse sarebbe il caso di tener presente anche questo quando si attacca Felipe Melo. La situazione è paragonabile a quanto accadeva nell'inter per-farsopoli, con i giocatori che diventavano forti dopo esser stati ceduti.

Specifico che non è assolutamente mia intenzione rimpiangere Tiago e Almiron, le due più significative icone dell'incompetenza dirigenziale.



domenica 17 gennaio 2010

L'ultima speranza è di aver toccato il fondo.

17/ gennaio 2010: data che difficilmente si potrà dimenticare. E' la data in cui per la prima volta nella sua storia, la Juventus (o quel che ne resta) soccombe al cospetto del Chievo Verona. Riuscendo a tirare una volta, una sola volta, nello specchio della porta, per di più su un calcio di punizione e con un tiro che il portiere ha bloccato senza nemmeno scomporsi. Ci troviamo difronte al punto più basso dalla triade in poi e uno dei punti più bassi e umilianti del dopo-guerra. Non è una caso se Ferrara, statistiche alla mano, risulta essere il peggior allenatore dal 1945 ad oggi.
Se Ferrara è il peggior allenatore la dirigenza è la peggiore che potesse capitarci, neanche se Elkann si sforzasse riuscirebbe a trovare di peggio. Chiunque arrivi in futuro partirà da un vantaggio: non potrà fare peggio. Gli errori hanno superato il numero dei milioni gettati al vento e non è cosa da poco, considerati tutti gli acquisti sbagliati che non elenco perchè tanto gli conoscono anche i muri. Speravo che Bettega da solo potesse riuscire a risollevare la situazione, per ora non ci sta riuscendo, anzi, da la sensazione di essersi allineato alla linea della mediocrità dettata dal plenipotenziario bianconero: monsieur corte dei conti-Blanc. Se, come ha detto, gli acquisti saranno il recupero degli infortunati, vorrà dire che il mercato della Juventus sarà in costante evoluzione perchè gli infortunati aumentano settimana dopo settimana, partita dopo partita. Grygera e Grosso si aggiungono oggi, così, giusto per non perdere la testa dell'unica classifica che stiamo dominando: quella appunto degli infortunati. Rientreranno è vero, ma ci sarà qualcun'altro che si farà male, è una costante che va avanti da 2 anni e a cui non si è ancora riuscito a trovare un rimedio. Nascondersi dietro gli infortuni vuol dire continuare ad illudersi che si tratti solo di sfortuna. Così come nascondersi dietro il terreno del Bentegodi vuol dire non rendersi conto della confusione che regna sovrana in campo. Ad un certo punto ho visto persino Diego dietro Melo e Chiellini sulla trequarti, una fotografia migliore non penso si possa trovare. Nella confusione generale stiamo correndo il rischio di bruciare ottimi giocatori come Marchisio (sballottato a destra e sinistra, vittima dall'improvvisazione di Ferrara) e Diego che sembrano spaesati nonostante il loro indiscutibile talento. Non è un caso che quando la squadra si sia espressa a livelli accettabili Diego ne è stato il suo trascinatore.
Quando si dice che questa gestione sta facendo più danni di farsopoli, non è detto sia un'esagerazione. La classifica è imbarazzante se confrontata a quello della stagione scorsa e non è un caso che questo "progresso in negativo" coincida con il venir meno di alcuni degli uomini ereditati dalla triade. Sto parlando di Pavel Nedved, di Del Piero non più trascinatore come negli anni scorsi e di Camoranesi vittima di problemi fisici. I risultati dimostrano che sono uomini che la premiata ditta Blanc-Secco non è stata in grado di sostituire degnamente. Quel che era stato lasciato in eredità se lo sta portando via il tempo, tra un po' resteranno solo i frutti della "dirigenza del sorriso". Per questo il terribile sospetto che il 17/ Gennaio 2010 non si sia ancora toccato il fondo è molto molto forte.
FORZA JUVENTUS nonostante tutto, in fondo se siamo ancora qui ad incavolarci per il risultati è solo perchè tifiamo per lei, per la Vecchia Signora. Tifiamo per la maglia bianconera, quella nessun dirigente potrà mai distruggerla.



Articolo pubblicato su Juvenews.net

venerdì 15 gennaio 2010

L'uomo più tutelato d'Italia












Più di qualunque giocatore, più di qualunque società, forse persino più di qualche istituzione. Nessuno in Italia gode delle tutele di cui dispone Mario Balotelli.
Gli è permetto di tutto: può fare dichiarazioni pesanti, può offendere, può provocare, ma nessuno può rispondergli. Guai! Altrimenti si scatena tutta la schiera dei moralisti da tempo arruolati nella moratti-company e le sanzioni arrivano immediate. Ancor peggio della sanzioni sono le discussioni della durata minima di 10 giorni che si prospettano, e se ci scappa è pronta anche qualche interrogazione parlamentare. Come già successo in passato, si cercherà di far passare Balotelli per un martire che subisce discriminazioni per via del colore della pelle e si farà finta di non sapere che gli altri giocatori di colore presenti in campo non sono stati fischiati. Non si rendono nemmeno conto che ormai Balotelli è una arma che viene sfruttata da Mourinho appositamente per evitare altri argomenti: come avvenuto con il Chievo dove si è parlato più di Balotelli che della "rapina a mano armata" portata a termine dalla terna arbitrale.
Se poi c'è di mezzo la Juve ancora meglio, l'audience aumenta e il fomenta quel "sentimento popolare" già decisivo nell'estate 2006.
Qualcuno dovrebbe spiegarci quali sono le differenze tra il "se saltelli muore Balotelli" e il "devi morire" che si sente almeno 10 volte in ogni partita, stadio e città. O peggio ancora, "moralisti" e giudice sportivo, devono dirci perchè i tifosi della fiorentina possono tranquillamente girare l'Italia con la scritta "-39" senza che nessuno fiati. Forse 39 vite valgono meno di un insulto a Balotelli? Ce lo dicano chiaramente se è quello che pensano, poi ognuno trarrà le proprie conclusioni.
Sia chiaro che non è mia intenzione prendere le difese degli ultras, ma la squalifica della curva è un qualcosa di mai accaduto prima, in tutte le città d'Italia Balotelli viene fischiato ma solo per la Juventus scattano le squalifiche. Complice di questa situazione è anche una società dal peso mediatico e politico paragonabile a quello dell'Udinese se non inferiore. Una società che ha già fatto sapere che non ha intenzione di presentare ricorso. Decisione che se da un lato è comprensibile per via del clima insostenibile creatosi all'Olimpico, dall'altro è un segnale sbagliato dato alla tifoseria ed è leggibile come chiaro sintomo di debolezza. Sembra quasi che non stessero aspettando altro per evitare la contestazione degli ultras programmata per sabato 23, proprio il giorno in cui si sconterà la squalifica. Pensate un po' che coincidenza...

lunedì 11 gennaio 2010

I 10 motivi per cui Ferrara dovrebbe dimettersi

1) 53 milioni spesi sul mercato estivo sacrificati sull'altare della costante indecisione tattica. Dubito ci sia un modulo che ancora non sia stato provato da Ferrara


2) Assenza totale di qualsivoglia forma di organizzazzione di gioco: offensiva e difensiva. Da sottolineare che con Ranieri (arrivato a un solo punto di distanza) era ben chiara almeno l'identità difensiva.


3) Sbagliata gestione di Del Piero: vederlo desolato in panchina con l'abulico Amauri in attacco, è una cosa raccapricciante.


4) Problema infortuni peggiorato rispetto allo scorso anno. E riuscire a peggiorare quel dato era più difficile che vincere campionato e champions. La scusa di Vinovo non regge più.


5) Mancanza di carattere e determinazione: Alla squadra manca del tutto quel carattere che è sempre stato la forza della Juventus: se questa Juve giocasse contro quella che vinse la serie B, perderebbe sonoramente. Basta dire che su 11 volte che ci siamo trovati in svantaggio non abbiamo MAI vinto e abbiamo perso ben 9 (!!!) volte.E' compito dell'allenatore anche quello di caricare la squadra.


6) Incapacità nel gestire i cambi: più volte nel corso della stagione sono ci sono stati cambi sbagliati o cambi necessari non effettuati. O avvenuti in ritardo.


7) Giocatori non messi in condizione di rendere al massimo: Marchisio relegato sulla fascia è l'esempio più clamoroso. per non parlare di Diego, inzialmente quasi centrocampista.


8) Spogliatoio sgretolato: gente che torna dalle vacanza con un giorno di ritardo senza subire alcuna sanzione, "clan dei brasiliani" che sembra essere un gruppo isolato, vecchia guardia e "facce nuove" che si sopportano a stento, e chi più ne ha più ne metta. In tutto sfascio è evidente la mancanza di personalità del tecnico nel creare un gruppo unito e compatto.


9) Per dare una scossa alla stagione, altrimenti il rischio di finire fuori da tutte le competizioni europee è tutt'altro che pessimismo esagerato


10) Perchè salverebbe la faccia. Non facendolo rischia di perdere anche quella.


Il ricordo del Ferrara giocatore, di Ciro, è ancora ben stampato nella mia mente. Per questo mi dispiace aver dovuto scrivere un'articolo come questo, ma la situazione è veramente drammatica. Ovviamente le colpe non vanno addebbitate solo a Ferrara, la gran parte sono della dirigenza che però sappiamo che difficilmente andrà via. Quindi Ferrara dimettendosi smetterebbe di prestarsi al gioco di questa indegna società.


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giovedì 7 gennaio 2010

I regali della Befana.

"abbiamo perso dominando" "la Juve ha fatto 2 gol con un tiro in porta"; queste le dichiarazioni di Francesco Guidolin nel dopo-gara. Vorrei tanto poter smentire il tecnico veneto (che continuo a vedere come uno da Juve) ma proprio non ci riesco, devo arrendermi all'evidenza dei fatti. Ciò che Guidolin ha detto non è nient'altro che la verità. Effettivamente la Juve ha vinto nonostante un gioco (si fa per dire) orrendo e nonostante errori imbarazzanti dei singoli: un centrale di livello non può farsi anticipare da un'attaccante all'interno dell'area piccola con 2 metri di vantaggio.
I problemi esistenti alla vigilia della gara non sono affatto svaniti, anzi... L'unica differenza tra la partita di ieri e quelle con Catania, Bari e Bayern è rappresentata da un certo Giorgio Chiellini. Uno la cui assenza è costata 3 sconfitte in 3 gare e molto probabilmente sarebbero state 4 se ieri non fosse tornato in tempo. Sembra chiaro a tutti come il giocatore più determinante di questa squadra sia proprio lui: Giorgione. La fascia di capitano indossata ieri solo per infortuni altrui, tra qualche anno gli spetterà di diritto, non può essere diversamente. Oggi se Ferrara è ancora alla guida della Juventus lo deve soprattutto a lui, oltre che al fattore C.
Ciro ce la stà mettendo tutta per risollevare le sorti della Juventus, ma dei risultati non si vede nemmeno l'ombra. La vittoria fortunosa di ieri non deve illudere nessuno, soprattutto i dirigenti, perchè vittorie di questo tipo capitano una volta, massimo due a stagione. E se una capita dopo un periodo nerissimo, come quello che ha attraversato la Juventus nel mese di dicembre, forse è proprio l'occasione giusta per ringraziare il tecnico e dividere le due strade. Sarebbe meglio per entrambi, meglio ancora sarebbe se fosse direttamente il tecnico a farsi da parte, lasciando a "testa alta" come ha fatto Antonio Conte a Bergamo.
Se la befana alla Juve ha regalato una buona dose di fortuna, l'inter invece nella calza ci ha trovato il Signor Pierpaoli di Firenze. La vittoria sul Chievo è soprattutto merito suo che ha negato ai clivensi la bellezza di 2 rigori solari, con l'aggravante che nello sviluppo dell'azione seguente il primo rigore è nato l'1-0. Per non parlare dei fuorigioco insistenti segnalati in continuazione dai suoi collaboratori. "Di tutto di più". Sta mattina mi aspettavo di vedere titoli dei giornali urlanti lo scandalo, come senz'altro sarebbe avvenuto se fosse stata coinvolta la Juve, ma ho aspettato invano. Tra la vicenda Chivu (con tutta la solidarietà possibile per il brutto incidente capitatogli) e la vicenda Balotelli (con molta meno solidarietà) l'arbitraggio di Pierpaoli è passato completamente in "cavalleria". Esattamente come si auguravano moratti e muorinho. Non escludo nemmeno che sia stato quest'ultimo a consigliare a Balotelli di fare dichiarazioni pesanti in modo da spostare l'attenzione. Non ci sarebbe da meravigliarsi se le cose siano andate in questa maniera, del resto non sarebbe neppure la prima volta. Peccato che i giornalisti si siano cascati nuovamente e che siano per l'ennisima volta caduti nel tranello. Ma siamo così sicuri che siano solo vittime di un tranello? Non è che per caso c'è anche il loro zampino? In attesa di risposta vediamo come il corriere dello sport (la gazzetta no, non ce la faccio a leggerla) ha titolato dopo Lazio-Juventus e come invece ha titolato oggi, trovare le differenze è cosa piuttosto semplice:














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domenica 3 gennaio 2010

Omaggio al Campionissimo

Visto il campionato fermo e i pochi argomenti che ci sono per parlare di calcio (balle di mercato apparte), oggi voglio dedicare due righe ad un grande del ciclismo a distanza di 50 anni esatti dalla sua scomparsa: Fausto Coppi "il Campionissimo".

Coppi fa parte di quelle persone che rimpiango di non aver potuto vedere in azione dal vivo. Purtroppo ha vissuto in un epoca nella quale non c'erano neanche molti filmati, e i video a disposizione sono veramente pochissimi. Ma in fondo per raccontare la leggenda di Fausto Coppi non sono necessari neanche immagini e video. Bastano i racconti dai padri e dei nonni, basta vedere le foto in bianco e nero che racchiudono tutta la sua fatica sulle grandi salite, basta riportate le mitiche cronache alla radio e alcune della frasi che hanno fatto storia: memorabile quando dopo la sua vittoria alla Sanremo del '46 con 14 minuti sul secondo il radiocronista annunciò: "Primo classificato Coppi Fausto; in attesa del secondo classificato trasmettiamo musica da ballo".

Fausto Coppi è colui che creò il mito "dell'uomo solo al comando", quando al termine di una Cuneo-Pinerolo vinta con 12 minuti di vantaggio dal secondo e con 10 ore sull'ultimo classificato, la radiocronaca del giro si aprì con la celebre frase di Mario Ferretti: "Un uomo solo è al comando; la sua maglia è biancoceleste; il suo nome è Fausto Coppi". Una frase che in se vale forse anche di più del suo immenso palmeres, che nonostante qualcosa come 5 anni di stop nel momento migliore della carriera a causa della Guerra, può vantare tra le altre cose anche: 5 giri d'Italia, 2 tour de France, 3 mondiali, 5 Milano-Sanremo, 5 Lombardia, il record dell'ora, la Parigi-Roubaix e la Freccia Vallone.

Non solo per le sue imprese sportive sarà ricordato il "Campionissimo", sarà ricordato anche per aver sfidato la "cattolicissima" Italia sbandierando a tutti il proprio amore per la cosiddetta "Dama bianca" e sposando quest'ultima in Messico, visto il divieto che vigeva in Italia. Contribuendo a quel cambiamento mentale che già aveva avuto inizio. Non sarà questa l'unica volta in cui Coppi spaccerà in 2 l'Italia, infatti, mai come nel caso della rivalità Coppi-Bartali l'Italia si divise in due schieramenti: o si tifava Bartali o si tifava Coppi non c'erano vie di mezzo. Una rivalità che andava oltre il ciclismo, a causa delle divergenze politiche che si dice avessero i due. Una rivalità che rimarrà per sempre e che per sempre sarà metro di paragone con qualsiasi altra rivalità, sportiva e non.

Se ne andò facendo discutere, come ha sempre fatto: una banale malaria non diagnosticata in tempo ne causerà la morte. Morte che invece mai arriverà per il suo mito, per la leggenda "dell'uomo solo al comando", per tutto quello che è stato e che continuerà ad essere Fausto Coppi.

Ciao Campionissimo.