La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

mercoledì 28 aprile 2010

Agnelli, La ritorsione del regime e l'illecito di facchetti


La giornata di oggi è stata ricca di notizie e spunti come non mai.
Prima la felice notizia che lo scempio Elkann si è allontanato dalla Juventus lasciando il posto ad un Agnelli. Perlomeno avremo un presidente che faccia il tifo per la nostra stessa squadra. Quando lontano sia andato lo scempio non è dato sapersi, per ora accontentiamoci di dover vedere meno di frequente la faccia della mammoletta.
Il biglietto da visita del nipote del Dottore è tutto in questa intervista rilasciata tempo fa al sole 24 ore:
"All'epoca l'Ifil scelse di azzerare per poi ripartire. Non condivisi quella scelta, anche perchè avevo in mente la dichiarazione che aveva fatto l'Avvocato in occasione di Tangentopoli: "I miei uomini vanno difesi fino all'ultimo grado di giudizio". Poi alla luce dell'esito dei processi sportivi, si vide che fu giustizia sommaria. Tant'è che ci furono persone coinvolte che non fecero nemmeno in tempo a leggere le carte"
Il ritorno di Andrea Agnelli è quanto mai importante sia a livello d'immagine, sia (soprattutto) per quanto concerne le persone di cui si circonderà: praticamente certo il sostanziale ridimensionamento dei poteri di Blanc. Inoltre non si può fare a meno di ricordare che gli affari del ramo Umbertiano sono da anni curati da un certo Antonio Giraudo e che recentemente Luciano Moggi ha avuto modo di dichiarare "se Torna Andrea potrei tornare alla Juve". E qui, purtroppo, veniamo alle notizie del regime che ha nella gazzetta dello sport la propria gazzetta ufficiale. Ancora un volta, a distanza di quasi 4 anni da quel 24 giugno 2006 in cui la penna di Palombo anticipava le sentenze prima ancora che ci fossero i deferimenti, lo stesso Palombo ha profetizzato sull'edizione del 24 aprile: "Moggi, Giraudo e Mazzini saranno radiati" AMEN, Così fu. La ritorsione, perchè di questo si tratta, nei confronti di Moggi è stata portata a termine in curiosa (si fa per dire) coincidenza con i nuovi sviluppi di calciopoli2. Al Direttore che aveva osato mettere in dubbio l'onestà degli ex-onesti ormai "prescritti", è stato fatto capire con la forza chi è che comanda, che gli conviene lasciar perdere perchè tanto il potere è nei salotti milanesi. Al Direttore Moggi facciamo avere tutto il nostro sostegno per la continuazione di questa battaglia che sta rischiando di trasformarsi una vera e propria guerra. Una domanda maliziosa: sarà un caso che la notizia è saltata fuori immediatamente dopo l'ufficialità della nomina a presidente di Andrea Agnelli i cui rapporti con Moggi sono risaputi? Io credo di no, penso si tratti di un "atto intimidatorio". Spero che Moggi possa rientrare in vesti non ufficiali fino a una revisione del processo di calciopoli che andrebbe senz'altro fatta alla luce dei fatti nuovi emersi. Dubbi non ce ne sono invece a proposito di Giraudo: è sempre stato un uomo di fiducia di Andrea e non si capisce per quale motivo debba cessare di esserlo.
Dicevo dei fatti nuovi, tra questi, notizia di oggi, è da inserire senza ombra di dubbio un'altra telefonata tra facchetti e De Santis. Prima che si levino le urla dei giustizialisti del 2006 diventati improvvisamente garantisti, bisogna sottolineare che questa telefonata da sola mette in luce un vero e proprio illecito compiuto dell'inter. Infatti il regolamento, mentre non vietava, anzi invitava a sentirsi con i designatori, VIETAVA espressamente contatti tra dirigenti ed arbitri. Ebbene, oggi viene confermato definitamente che Facchetti alzava il telefono a chiamava De santis quanto non poteva incontrarlo direttamente negli spogliatoi tra un tempo e l'altro. Questo è un vero e proprio illecito, c'è poco da fare e da dire...

Articolo pubblicato su Juvenews.net

Il colpo di coda del regime e la contraerea della difesa

Giornata densa di notizie come non mai (per noi Juventini) questa di oggi: prima l'annuncio di A.Agnelli presidente, poi la vergognosa ritorsione del regime che ha radiato Moggi e Giraudo, come profeticamente anticipato dalla gazzetta del 24 aprile, e poi questa nuova succulente intercettazione tra De santis e facchetti. Prima che si levino i cori di "non prova niente" meglio specificare che, mentre non era vietato telefonare il designatore, era VIETATO telefonare agli arbitri. E qui si evince chiaramente come sia Facchetti a chiamare De Santis e si capisce anche il rapporto confidenziale (di amicizia) che c'era tra i due.


MILANO, 28 APR - Una telefonata, l'ennesima prodotta dalla difesa di Luciano Moggi nel processo Calciopoli in corso a Napoli, che fa parte di altri dieci contatti oltre alle 74 chiamate che saranno acquisite dal Tribunale, ''scoperti'' dal consulente dell'ex dg della Juventus Nicola Penta. Al telefono, dopo il derby Inter-Milan (0-1 con gol di Kaka') del 27 febbraio del 2005, c'e' l'allora presidente dei nerazzurri Giacinto Facchetti con l'arbitro che diresse il derby, Massimo De Santis. I due parlano della gara e Facchetti si scusa per non essere passato a salutare il direttore di gara al termine della stessa partita. Oltre a questa chiamata la difesa di Moggi ha prodotto tre telefonate tra il Bologna e l'arbitro De Santis;, altre tre tra l'Inter e il designatore arbitrale Bergamo; due tra il Parma e i designatori; e una, infine, della durata di 42 minuti, tra il presidente del Cagliari Cellino e Bergamo. Questa la trascrizione della chiamata Facchetti-De Santis.

De Santis: ''Pronto''.

Facchetti: ''Massimo? Ciao sono Giacinto''.

De Santis: ''Oh...Giacinto...''.

Facchetti: ''Volevo chiamarti ieri pero' dopo ho avuto un po' di cose....siccome ieri non sono passato dopo la partita, ma non e' che fossi...''.

De Santis: ''No...macche' scherzi..ho capito, ho capito..vabbe' la'... li solo con la fortuna te la puoi prendere...''.

Facchetti: ''Era una partita...da pareggio, proprio''.

De Santis: ''Si da pareggio...''.

Facchetti: ''Nessuno dei due ha avuto occasioni...''.

De Santis: ''Io infatti... guarda ero convintissimo che tanto ormai sarebbe finita in pareggio... poi c'e' stata quella palla che ha sbattuto sul piede di questo e ha cambiato tutto...''.

Facchetti: ''E' tardato a venire su Emre, sono rimasti li da soli...''.

De Santis: ''E' quello il problema... si' che poi alla fine Kaka' neanche ha tirato, voleva fare lo stop...''.

Facchetti: ''Si', voleva fare lo stop... vediamo di ripartire''.

De Santis: ''Si', di ripartire bene....anche perche' io ho rivisto la partita anche ieri sera... me la sono fatta registrare... come possesso palla, come tutto non c'e' stato paragone in campo...''.

Facchetti: ''Si', abbiamo avuto possesso palla superiore noi a loro pero' era proprio da pareggio... nel primo tempo se non sbagliavano un paio di stop si trovavano davanti al portiere...''.

De Santis: ''Poi c'e' stato Dida che ha fatto quella parata sul tiro di Veron... alla fine''. Facchetti: ''Era abbastanza centrale...''.

De Santis: ''Si' pero' e' stato un bel tiro tutto sommato... no mi e' dispiaciuto perche' alla fine sai... se perdi la partita perche' gli altri giocano... ormai era per tutti una partita da pereggio...''.

Facchetti: ''Pero' ci tenevo a salutarti...''.

De Santis: ''Ma ti ringrazio... ci mancherebbe anche (incomprensibile) e' stato gentilissimo... su questo non avere dubbi... non pensare che c'e' stato un problema di qualsiasi tipo... va bene... grazie, ciao''.

Facchetti: ''Grazie ciao...''.

De Santis: ''In bocca al lupo, ciao''.

29 maggio: adunata bianconera


Il 29 maggio a Torino è prevista una grande manifestazione del popolo bianconero, finalmente unito nel ricordo delle vittime dell'Heysel.
E' perfino inutile spiegare al tifoso juventino quale sia il significato di questa data: sono passati 25 anni da quella maledetta sera, ma il ricordo è ancora vivo, e la ferita è ancora aperta. Ad oggi, nulla è previsto nel nuovo stadio (in costruzione) per la memoria di quei 39 innocenti, vittime della propria passione e della altrui follia. Così come, nel sito ufficiale della società, non si trovano riferimenti a quella tragedia, quasi che la si volesse dimenticare, o nascondere. Ma, come recita il nostro motto, noi non dimenticheremo mai. Per ricordare degnamente i nostri 39 Angeli, il prossimo 29 maggio saremo anche noi in piazza insieme a tutte le varie anime del tifo bianconero.
Ma non è questo l'unico motivo a muovere quello che si preannuncia essere un grande raduno: c'è la voglia di dire basta a quanto chi ama la Juve ha dovuto subire ingiustamente in questi ultimi anni, da Calciopoli in poi.
Il popolo bianconero, tutto, senza distinzioni, ha deciso di far sentire ancora una volta la propria voce. E, dopo il ricordo dei caduti, marcerà pacificamente, ma con determinazione, unito sotto un'unica grande bandiera: quella bianconera, quella che sventola con 29 scudetti senza asterischi. Il popolo bianconero ha 29 scudetti: è tempo che tutti ne prendano atto. Il popolo bianconero è orgoglioso della propria identità e della propria storia e chiede, a chi guida e rappresenta la Juventus in campo e fuori, di mostrare lo stesso orgoglio, lo stesso rispetto e lo stesso amore per i colori bianconeri.
Vi riportiamo di seguito il testo del comunicato ufficiale che annuncia la manifestazione del 29 maggio:

Il 29 Maggio 2010 il Popolo Bianconero verrà chiamato a radunarsi ed a scendere ancora una volta in piazza in difesa della propria storia.
Sono passati quattro anni da quel 2006 che ha cambiato la vita e la storia dei tifosi bianconeri.
In questo tempo è stato affrontato un percorso difficile, la Serie B, la rinascita e la tentata ricostruzione di quella che, in un tempo non troppo lontano, era la Società per eccellenza, esempio di organizzazione, pianificazione e realizzazione degli obiettivi.
Calciopoli ha realizzato i sogni degli avversari: attraverso un’attenta gestione delle risorse mediatiche, le vittorie ottenute sul campo sono passate, senza merito e di tutta fretta, da Torino a Milano mediante l’assegnazione di uno scudetto che, apparentemente scevro da qualsivoglia macchia, venne etichettato come: LO SCUDETTO DEGLI ONESTI.
Ora si viene a conoscenza che, chi si dichiarava onesto, in realtà non lo era affatto!
E’ giunto il momento dunque, per tutto il Popolo Bianconero, di urlare la propria rabbia nei confronti di questi onesti moralisti smascherati che, approfittando di indagini superficiali, affrettate ed a senso unico, sono stati omaggiati di titoli immeritati e mai conquistati sul terreno di gioco.
Tutti: i gruppi ultras Juve, i tifosi comuni, i club, i vari forum, siti, blog, le associazioni, le trasmissioni tele-radiofoniche, devono sentirsi chiamati a raccolta, ognuno libero di esprimere a carattere personale le proprie emozioni.
La data del 29 Maggio è stata decisa per poter commemorare a dovere, e per la prima volta, i 39 Angeli caduti a Bruxelles nella tragica serata dell’Heysel di 25 anni fa.
Il Popolo Bianconero ritiene un obbligo morale la compatta e numerosa partecipazione di tutti i tifosi, affinché venga, finalmente, riservato uno spazio indelebile nella memoria a coloro che, per tifare i nostri colori, hanno visto le proprie vite spezzate brutalmente, senza peraltro, ricevere un’adeguata giustizia.
A tal proposito verrà celebrata una messa in suffragio dei nostri Angeli e, soprattutto, come conseguenza della petizione che si attiverà attraverso i vari canali mediatici, verrà ufficializzata la richiesta alle autorità comunali dell’intestazione di una via ai 39 Caduti di Bruxelles.
La giornata proseguirà con un corteo pacifico e con un dibattito al quale interverranno personaggi di fede bianconera del mondo dei media (informazione, sport e spettacolo). La data del 29 Maggio è stata decisa, inoltre, in quanto sono 29 gli scudetti cuciti sul petto del Popolo Bianconero. Un popolo orgoglioso della propria identità, che chiede il rispetto della propria storia e della propria gloria anche a coloro che devono guidare, in campo e fuori, la Nostra Juventus al ritorno ai vertici del calcio mondiale ed alla conquista della terza stella.

IL POPOLO BIANCONERO

sabato 24 aprile 2010

AUDIO Moggi a Tosatti "vogliono distruggere la Juve" E' il 2005!!!



Una telefonata che non necessita di alcun commento, spiega tutto da sola: spiega come chi pensa che De santis aiutasse la Juve sia completamente fuori di testa, spiega come la Juve da tempo abbia tutti i media contro, spiega come Moggi avesse capito tutto da tempo e, soprattutto, spiega la faida interna alla Juve.

Dedicato a chi crede alla favola di calciopoli.

mercoledì 21 aprile 2010

Il linciaggio di un uomo: Massimo de Santis

Riporto un bellissimo articolo scritto dal sito Juvemilan.it

Massimo De Santis, da Tivoli, era un grande arbitro. Il suo errore più grande, l'ha marchiato a fuoco. Nel 2000 infatti, annullò un gol regolare a Fabio Cannavaro durante Juventus - Parma e da allora la sua vita cambiò, venne additato come un arbitro pro juve così come Ceccarini (per Iuliano - Ronaldo '98) o Cesari (per Juve - Udinese '97). Tutti gli arbitri commettono errori ma, se li si commette a favore della Juve, questo può rovinarti la carriera. Nel 2006, la svolta definitiva. Nel ciclone Farsopoli ci finì anche lui quale amico di Moggi e della Juventus e, come definito dagli inquirenti, per via del suo "alto profilo delinquenziale" per aver costituito ed essere il capo della cosiddetta "Combriccola Romana" coi suoi adepti Luca Palanca e Pasquale Rodomonti. Tutto questo avvenne nel maggio 2006, ad un mese dalla partecipazione dell'ex arbitro ai Mondiali di Germania, il sogno di ogni calciatore e di ogni direttore di gara.

Venne accusato, insultato, disprezzato pubblicamente, sospeso dai mondiali, succesivamente dismesso dalla CAN di A e B, impossibilitato a difendersi dalle infamanti accuse, insomma: ROVINATO! Una vita rovinata da alcune intercettazioni in cui chiedeva delle magliette e dei biglietti e dall'accusa di combine in Lecce - Parma 3 a 3 per favorire la salvezza della Fiorentina. Nel2006 disse che "...anche il defunto Facchetti, come altri dirigenti e presidenti di squadre di serie A parlavano con me..." ma subito fu costretto, su minaccia di denuncia del figlio Gianfelice Facchetti, a scrivere una lettera di scuse per negare il tutto, per paura di essere nuovamente accusato ingiustamente. Dovette scrivere che le sue erano invenzioni, illazioni che infangavano il buon nome di Giacinto Facchetti. Questo comporta la "malagiustizia", la paura dell'innocente di difendersi per poter aggravare la sua situazione.

Ora però, De Santis chiede la propria rivincita ed oggi, al processo di Napoli si è sfogato, ha riversato tutta la sua rabbia accumulata in questi 4 anni.

Punto primo: la "Combriccola Romana". Si è rivelata una farsa assurda! E fin da subito perchè su 3 componenti, sia Palanca che Rodomonti, vennero assolti. Il temibile De Santis dunque era a capo di una società a delinquere senza soci, una specie di SRL unipersonale!

Punto secondo: Lecce Parma 3 - 3. Gli allenatori delle due squadre, Zeman (non certo un amico della Juve) e Carmignani, dichiararono che furono gli stessi giocatori che smisero di giocare, accontentandosi di quel punticino favorevole ad entrambi e scagionando così il cattivissimo De Santis di aver alterato con la sua condotta di gioco il punteggio della gara.

Punto terzo: la lettera di scuse. Ora, forse, toccherebbe a Facchetti jr , se davvero voglia considerarsi degno erede del cognome che porta, scrivere una lettera di scuse al malefico De Santis. Perchè con le nuove intercettazioni si evince proprio che tutti avevano "colloqui" con tutti, ed anche il signor Moratti dovrebbe avere il fegato di dichiararlo.

Punto quarto: il sistema Moggi. Il malvagio De Santis era considerato il numero 1 della scuderia di Luciano Moggi. Era talmente inserito nel meccanismo della Cupola che nella stagione incriminata, la 2004/2005 sotto la direzione del potente e temibile ex arbitro, i bianconeri del Dg Luciano Moggi, conquistarono solo sette punti sui quindici disponibili perdendo contro Inter e Palermo! E proprio nella sfida con l'Inter il nostro malfattore non vide una manata di Ibrahimovic a Cordoba che costò allo svedese la squalifica per 3 giornate e di conseguenza l'esclusione dalla sfida scudetto Milan - Juventus. Mi chiedo, ma perchè non scrisse nel referto che vide tutto ma, per lui, fu solo una sceneggiata del colombiano in modo da evitare così la squalifica di Ibra?? O ancora, e gli altri 8 punti a disposizione, dove sono finiti? perchè la squadra per la quale "lavorava" non ottenne un bel 15 su 15? De Santis inoltre, nell'agosto 2005, arbitrò anche Juventus - Inter finale di supercop
pa italiana: 1 a 0 per i nerazzurri con gol valido annullato a Trezeguet sullo 0 a 0.

Il diavolo di Tivoli arbitrò anche Fiorentina - Milan, partita che i viola avrebbero dovuto vincere per salvarsi e che vedeva i rossoneri, alla vigilia della sfida scudetto con la Juventus, con tre diffidati: Rui Costa, Seedorf e Nesta; come finì? Che il Milan vinse, nessuno venne squalificato, la Fiorentina perse e si lamentò per un rigore. E questo sarebbe il comportamento di uno che vuole salvare la Fiorentina e favorire la Juventus?

Il tempo della rivincita ora è arrivato. Quest'uomo merita la sua vendetta e in tanti, gli devono delle scuse.

lunedì 19 aprile 2010

"L'inter sarebbe dovuta retrocedere il 2001"

L'Avv. Eduardo Chiacchio, noto esperto di diritto sportivo, ospite della trasmissione "Campania Sport" stuzzicato sull'argomento "calciopoli" ha svelato un clamoroso retroscena. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli.net: "Nel 2001 ci fu lo scandalo dei passaporti falsi, su tutti quello di Recoba. Da regolamento l'Inter doveva avere un punto di penalizzazione per ogni gara disputata con in campo il giocatore uruguaiano. Ferlaino mi chiese di attivarmi perché all'Inter di Moratti potevano essere comminati 23 punti di penalità e così a retrocedere era l'Inter e non il Napoli. Carraro, presidente della Lega di quegli anni, non se la sentì di rinviare a giudizio il club milanese. Era lui che doveva decidere visto che il campionato era terminato".

sabato 17 aprile 2010

Dillo di nuovo se hai il coraggio

Stagione 2006-2007 (anno della B) e 2007-2008:
Seguiranno altre puntate

09/09/2006 "per indurre Tamoil e gli altri partner a restare con la Juve occorreva un progetto solido, credibile, e noi glielo abbiamo spiegato convincendoli che la squadra tornerà al top" La tamoil rescinderà il contratto record (il più alto mai avuto da una squadra di club) al termine della stagione

09/09/2006:"per costruire una squadra come quella dello scorso campionato ci vorranno 4-5 anni" quest'anno è il quarto e con la squadra del 2006 c'è una sola somiglianza, il numero 73: all'epoca erano punti ora sono infortuni

10/9/2006 " ora occorre guardare avanti" sarà il lait motive della gestione, non lo ripeto ogni volta per motivi di spazio

13/2/2007 "Deschamps? Con lui abbiamo iniziato un progetto ad agosto e, parlando con il cda, questo progetto continuera` anche nella prossima stagione" Deschamps si dimetterà a 2 giornate dal termine per diversità di vedute. Quando andò via dichiarò:"prenderanno uno che si accontenta"

27/4/2007 "La mia Juventus sarà da scudetto. Tre grandi rinforzi, uno per reparto tra i top 15 d'europa" intendeva Almiron, Tiago e Andrade?

27/4/2007 "Non vedo disagi per Dechamps" evidentemente non glielo aveva chiesto

10/5/2007 Primo dietro-front: "non è detto che avremo una squadra da scudetto" Su Deschamps insiste:" Sarà lui il nostro allenatore anche in serie A".

15/5/2007:"Il periodo negativo e' finito'' a dire il vero non era ancora iniziato...

11/7/2007" Abbiamo cercato di prendere giocatori di qualità, che servissero alla Juventus, pagando un prezzo giusto" 13 milioni per Tiago, 11 per Almiron e 10 per Andrade.. Ottimi affari, sicuramente un prezzo equo...

17/12/2007 "Naturalmente la Juventus seguirà con attenzione gli sviluppi del processo di Napoli", dopo 3 anni è ancora li a seguire senza capirci nulla

21/3/2008 "La responsabilità è mia, l’ho scelto io, quindi Claudio Ranieri sarà l’allenatore della Juventus almeno per i prossimi due anni" Durerà un altro anno soltanto

21/3/2008 ''le squadre inglesi, se hanno questo successo a questo livello, è anche perché c’è una stabilità, una visione a lungo termine, anche sulla panchina". Infatti, 5 allenatori in 4 anni, grande stabilità, non c'è che dire

18/4/2008 "l'anno in serie B è servito" ha saltato un pezzo: altrimenti quando cazzo sarei mai diventato il Padre il Figlio e lo spirito santo della Juventus?

18/4/2008 "Il mio ragionamento era diverso: cinque anni per ricostruire lo squadrone del 2006" il progetto è a buon punto, manca un solo anno e la squadra è addirittura peggio di quella del 2007

18/4/2008 "Ronaldinho noi non lo compriamo ma vogliamo costruirlo in casa» sarà, ma io non vedo ancora le fondamenta

18/4/2008 "Mi domando: tra vent’anni, il giorno in cui non ci sarà più Moratti o non ci sarà più Berlusconi, Inter e Milan che fine faranno?" la stessa della Juventus finchè ci sarete tu e gli elkann

21/4/2008 Questa è forte: "Il mio sogno sarebbe quello di giocare una semifinale di Champions prima i andare nel nuovo stadio (2011-2012 ndr)" ahahahah praticamente l'ultima possibilità sarebbe dovuta essere l'anno prossimo, peccato che la Juve in champions non giocherà nemmeno i preliminari


TO BE CONTINUED

Articolo pubblicato su Juvenews.net

L'ultimo capitolo della farsa: le sim svizzere. Ma ci sono veramente?

UNO ARTICOLO DI EMILIO CAMBIAGHI CHE TUTTI DOVREBBERO CONOSCERE

Le schede svizzere sono ormai l'ultima arma in mano ai farsopolari convinti. Giusto quindi fare un passo indietro sull'argomento.


La grande novità emersa dalle indagini napoletane consiste nella scoperta di una presunta rete segreta di comunicazione messa in piedi da Luciano Moggi mediante l’utilizzo di schede telefoniche estere (svizzere in particolare, ma anche slovene e del Liechtenstein). Questi i possessori delle tessere straniere:

Moggi (5 utenze) gli arbitri De Santis (1), Racalbuto (2), Bertini (1),


Paparesta (1), Pieri (1), Dattilo (1), Gabriele (1) e Cassarà (1), il guardalinee Ambrosino (1), i designatori Bergamo (2) e Pairetto (2) e il dirigente del Messina,Mariano Fabiani (2).



21 tessere in tutto (su un totale di 45, le altre non sarebbero state identificate). L’argomento, come prevedibile, ha avuto vasta risonanza, con i giornali a trattare dell’esistenza delle schede come un dato certo e incontrovertibile. Invece le incongruenze e le imprecisioni sono molte. Vediamole.

I Carabinieri (vedi informativa dell’aprile 2005) scoprono l’esistenza di queste utenze il 9 febbraio 2005 allorché Bergamo chiama da casa sua uno dei telefonini svizzeri di Luciano Moggi. Sulla scorta di questo viene da chiedersi perché la Procura non abbia avanzato richiesta di intercettazione anche per queste utenze, dal momento che, se le chiamate finivano in roaming sul territorio italiano, le stesse sarebbero risultate intercettabili. Strano che nei 26 mesi dalla scoperta delle schede alla comunicazione di chiusura indagini non siano state fatte azioni in questo senso.

I Poirot napoletani avrebbero invece compiuto un percorso “a posteriori”, raccogliendo i dati di ingresso e di uscita dalle celle telefoniche “attivate” dalle schede, incrociandoli con le locazioni territoriali dei soggetti indagati. Grazie a questo meccanismo, gli investigatori hanno costruito una mappa di partite che sarebbero state “preparate” da conversazioni effettuate con queste utenze. Analizziamo le più importanti:



Coppa Italia



Semifinale: Cagliari-Inter 1-1 - Bertini Ottavi: Inter-Bologna 3-1 - Cassarà Ottavi: Cagliari-Lazio 2-1 - Dattilo Ottavi Bologna-Inter 1-3 - Gabriele Quarti Milan-Udinese 3-2 - Gabriele



Nessuna partita della Juventus. L’Inter vince 2 volte su 3, il Milan vince. Dove sono i vantaggi per la Juve?



Campionato: partite Juventus



7° Siena-Juventus 0-3 - Bertini 9° Juventus-Chievo 3-0 - Pieri 10° Reggina-Juventus 2-1 – Paparesta 15° Bologna-Juventus 0-1 – Pieri 16° Juventus-Milan 0-0 – Bertini 19° Cagliari-Juventus 1-1 – Racalbuto 23° Palermo-Juventus 1-0 – De Santis 27° Roma-Juventus 1-2 – Racalbuto



Non uno score eccezionale per i bianconeri che perdono ben due partite (entrambe caratterizzate da clamorosi errori arbitrali a sfavore). Stranamente nessuna chiamata in corrispondenza di partite con l’Inter o nelle ultime 11 giornate di campionato, quelle decisive per l’assegnazione dello scudetto.



Campionato: partite Milan



8° Milan-Atalanta 3-0 - Bertini 10° Milan-Roma 1-1 – Bertini 11° Brescia-Milan 0-0 - Racalbuto 12° Milan-Siena 2-1 - Bertini 14° Parma-Milan 1-2 – Pieri 21° Milan-Bologna 0-1 - De Santis 22° Messina-Milan 1-4 - Bertini 24° Reggina-Milan 0-1 – Cassarà 26° Inter-Milan 0-1 – De Santis 27° Atalanta-Milan 1-2 - Bertini



Cammino quasi perfetto del Milan, rivale principale della Juventus: una sola sconfitta, ma ben cinque vittorie esterne!

Nell’elenco figurano anche altri incontri che comprendono quasi tutte le squadre della masima serie, oltre che 17 partite del campionato cadetto (cui prodest?). Considerando tutte le gare incluse nella lista (79 in tutto) e calcolando la media punti ottenuta da ciascuna squadra, otteniamo un’interessantissima, e incredibile, statistica:



Livorno 2,3 (media campionato 1,18) Milan 2,08 (media campionato 2,07) Salernitana 2 (media campionato 1,21) Inter 1,9 (media campionato 1,89) Messina 1,76 (media campionato 1,26) Reggina 1,62 (media campionato 1,16) Roma 1,42 (media campionato 1,18) Juventus 1,88 (media campionato2,26!!!)



Pazzesco: con gli otto fischietti sotto accusa tutte le squadre hanno guadagnato rispetto alle medie complessive. L’unica a perderci è la Juventus, che deve fare i conti con un -17%!!!!

Esaminiamo ora la media punti che ogni arbitro ha permesso di totalizzare alla Juventus nella stagione 2004/05 (in grassetto gli “svizzeri”):



Trefoloni: 3 (4 gare) - Dondarini: 3 (2) - Pieri: 3 (2) - Banti: 3 (1) - Collina: 2,6 (5) - Farina: 2,5 (4) - Rodomonti: 2,33 (3) - Messina: 2,25 (4) - Paparesta: 2 (3) -Racalbuto: 2 (2) - Bertini: 1,66 (3) - De Santis: 1,4 (5)



Incredibile ma vero, gli arbitri dotati di tessere telefoniche straniere figurano tutti agli ultimi posti di questa speciale classifica (con la sola eccezione di Pieri, il quale ha però diretto i bianconeri in sole due occasioni)! Che cupola sgangherata!

Le sorprese, tuttavia, non finiscono qui: degli otto arbitri accusati, né Cassarà né Gabriele hanno mai arbitrato la Juventus sia nella stagione 2004/05 che nella stagione 2005/06. Quindi, a quale fine dotarli di utenze riservate? Ma, per ottenere un riscontro statistico più attendibile, consideriamo la media punti di due campionati, anziché di uno solo:



Media punti arbitri “svizzeri”: 2,11 Media punti arbitri “normali”: 2,50 Media punti generale: 2,32



Ancora una volta la matematica parla chiaro. Anche su un campione più vasto – e quindi più affidabile – la Juventus non solo non guadagna nulla dai fischietti ritenuti “amici”, anzi ci perde (-9%). Gli arbitri “senza schede”, al contrario, fanno totalizzare un aumento del 7,8%!!!

Ma, laddove non arriva la statistica, arriva il buon uso della logica e la paziente ricerca. Esaminiamo, quindi, uno per uno tutti i punti oscuri della teoria accusatoria formulata dai pm napoletani.



L’UOMO CHE (NON) TI ASPETTI



Una prima stranezza è costituita dalla presenza di Mariano Fabiani tra i possessori di sim card svizzere. Il dirigente messinese, infatti, figura anche come oggetto di attenzione nella vicenda relativa ai dossier illegali di Tavaroli. Una circostanza che non può non far pensare, come indica quest’Ansa del 2 maggio 2007:



Milano - L'ex direttore sportivo del Messina Mariano Fabiani si è costituito parte lesa nel procedimento per le intercettazioni illegali che avevano portato in carcere, tra gli altri, l'ex responsabile della sicurezza di Telecom Giuliano Tavaroli. Fabiani era stato coinvolto nelle indagini di calciopoli per accertamenti della magistratura verificatisi nello stesso arco di tempo nel quale, a quanto si e' appreso, era stato illegalmente spiato. “Vorremmo capire il perché di questa contemporaneità - spiega Andrea Miroli, legale di Fabiani - la coincidenza è singolare dal momento che è risultato dalle indagini che questi accertamenti erano commissionati da ben note societa' di calcio”



IL METODO DELLE CELLE



Il metodo adottato dagli investigatori per risalilre ai possessori delle utenze svizzere è, come detto, “a posteriori”. Esso si basa infatti sul sistema delle celle, ovvero sul rilevamento di accesione e spegnimento dei ripetitori telefonici (abbinando ad esempio la cella del centro di Bari con Paparesta), ognuno dei quali con un raggio di azione diverso. Il problema è che esistono celle in grado di coprire anche raggi di 100km, senza contare che, in caso di sovraccarico di una di esse, il segnale può essere fatto transitare per altri snodi, anche molto distanti tra loro. Questi problemi rendono ancora più difficoltoso l’abbinamento chiamate/possessore.



GENTE CHE NON C’È



Alcuni avvocati, nelle loro memorie difensive, hanno fatto notare decisive discrepanze nei rilevamenti effettutati. È il caso, ad esempio, dell’arbitroPaparesta: il 21 marzo 2005 due telefonate partono da un numero svizzero che si sospetta in suo possesso verso il cellulare italiano dello stesso arbitro barese. «È, appunto, un’anomalia - spiega il difensore, l’avvocato Sebastiano Giaquinto - che riusciremo a chiarire ai pm, anche perché Paparesta, in quei giorni, non era in Italia ma in Spagna con la famiglia. Lo dimostrano le tracce della sua carta di credito utilizzata per pagare l’albergo» (Il Mattino, 19 aprile 2007).

Stesso discorso per Massimo De Santis, al quale sono contestate telefonate su celle ove non era possibile si trovasse: una è quella di un quartiere di Roma in corrispondenza della sua vecchia abitazione, abbandonata dopo la separazione dalla moglie, l’altra è quella di Linate, che si “accende” alle ore 18.00 di una domenica pomeriggio. Circostanza impossibile dal momento che l’arbitro, dopo le partite arbitrate a San Siro, non raggiungeva l’aeroporto prima delle 18.30/19.00.



QUANTE TELEFONATE!



Nel resoconto dei Carabinieri vengono contestate, alla viglia di Juventus-Milan del 18 dicembre 2004, ben 42 telefonate effettuate per ottenere un risultato favorevole alla Juventus: 13 tra Moggi e Bertini, 7 tra Moggi e Pairetto, 4 tra Moggi e Bergamo, 18 tra Bertini e Fabiani. Rimane da chiedersi cosa abbiano avuto di tanto importante da dirsi. Strano poi che persone, appartenenti allo stesso “sodalizio”, sentano la necessità di confrontarsi in continuazione sul da farsi.

venerdì 16 aprile 2010

Penta:"Moggi sapeva il nome degli assistenti dopo Facchetti e Meani"

Per la felicità di un interista che mi avevo chiesto un'intervista di Nicola Penta, ecco il suo intervento di venerdì scorso a "tutti pazzi per la Juve"


Ciao Nicola e benvenuto a “Tutti pazzi per la Juve”. Come ben sa, il suo nome è salito alla ribalta in questi giorni grazie al suo immenso lavoro sulle nuove intercettazioni nel Processo di Napoli che vede come imputato Luciano Moggi. Da quanto tempo lavora con il Direttore? Qual è la parte più dura del suo lavoro in questi giorni?

“Lavoro col direttore Luciano Moggi sostanzialmente dall'agosto 2006 e quindi diciamo che questo lavoro per me è stato abbastanza facile; il lavoro più duro è l'ascolto delle intercettazioni, per poi capire quali possono essere quelle rilevanti o meno.”

Quindi giornate intere ad ascoltare le intercettazioni che poi vanno quindi filtrate e messe da parte?
“Io ho dei dischi, ognuno dei quali contiene oltre 3000 contatti, la cui maggior parte non vanno a buon fine perché sono contatti con telefoni occupati o spenti. Le telefonate vanno quindi ascoltate tutte, anche quelle che parlavano di “buttare la pasta” o “preparare la lavatrice”. Ma dopo questo gran lavoro, tra queste, ogni tanto, sono riuscito a scovare e archiviare quelle che poi sono diventate la nostra arma migliore per la difesa, no?”


Chiaro. Quelle che stanno uscendo in questi giorni evidenziano delle situazioni nuove veramente importanti. Noi tifosi juventini siamo estremamente colpiti ci sono delle cose che non ci spieghiamo come mai non fossero state considerate da “attenzionare” per dirla alla Colonnello Auricchio...


“No, non è proprio così. Il messaggio che passa sembrerebbe quello. Ma l’impressione, mia e degli avvocati, è che queste telefonate non siano mai state ascoltate, il che è ben diverso. Presumiamo che nessuno, nella Procura dove furono effettuati gli ascolti di queste intercettazioni, abbia ascoltato 150000 telefonate. Per quello che io ritengo che loro si siano fermati al monitoraggio di alcuni numeri. Mi spiego; nel computer vengono inseriti i numeri intercettati degli indagati, e hanno incrociato questi numeri con le persone che servivano a loro. Chi non era oggetto di indagine, non era inserito nella ricerca. Di questo sarà anche difficile trovare un responsabile; se l'oggetto di indagine è un Tizio, che è amico di Caio, alla fine Sempronio non può entrate perché non è oggetto di indagine e i carabinieri si attengono a quello. È anche vero però che sono obbligati a verificare poi se ci son elementi anche a favore dell'indagato che possono portare anche all'assoluzione, cosa che secondo me non è stata considerata."

Se ci fosse stata nel 2006 la possibilità di ascoltare questi nuovi elementi di prova, cosa sarebbe accaduto? E, ad oggi, queste nuove intercettazioni come si pongono nel processo?
"Se si fosse ascoltato tutto probabilmente potevano venir fuori per altre squadre anche degli articolo 1. Ma il problema è, che per come sono state emesse le intercettazioni, hanno contribuito a “creare la possibilità di decidere su quell'illecito strutturale. Alla luce di questi nuovi elementi di prova, ciò che emerge è che non esisteva un sistema ma, al massimo, un modus operandi diffuso, il che è ciò che emerge dal sentire tutte le varie telefonate che sono state illustrate."

Questo è quello che noi Juventini abbiamo sempre pensato e continuiamo a pensare. Sono altri quelli che vogliono affibbiare a quella Juve queste cose di sistema....

"C’è molta disinformazione relativa all'imputazione. L'altra settimana sono intervenuto in una trasmissione televisiva di Milano sul canale Odeon, che trasmette, tra l'altro, anche in tutta Italia. Erano presenti Cerruti (giornalista della Gazzetta dello Sport), Damascelli del Giornale, Bucchioni del QM, tutte persone che tecnicamente (e teoricamente ndr) sanno tantissime cose. L’altra sera gli ho comunicato un particolare importante, relativo appunto alla decisione da parte della lega di farsi carico di tutti gli arbitri della stagione 1999/2000. In quella stagione c'erano 2 designatori che in quel momento guadagnavano 250 milioni l'uno, e arbitri che arrivavano a guadagnare 150-200 milioni. Soldi che la Federazione non poteva permettersi. Quindi cosa succede? Succede che la Lega si fa carico degli arbitri e dei designatori, ma da quel momento gli stessi dovevano rispondere direttamente alla Lega che è ovviamente rappresentata dai Presidenti delle società di calcio. Di conseguenza, da quel momento, fu la norma per i Presidenti mettersi in contatto, non dico proprio con gli arbitri, ma con i designatori. Anche perché esiste una Circolare, mandata dalla Federazione e depositata agli atti, che invita tutti i presidenti a contattare direttamente i designatori, dei quali indica anche il numero di telefono. Ed è qui l’incongruenza. L’'incongruenza sta nell'accusare i dirigenti juventini di essere gli unici a contattare i designatori; cioè l'accusa mossa a Moggi e Giraudo è quella di intrattenere rapporti stretti coi designatori attraverso cene e telefonate. E più di una volta, gli inquirenti dichiarano che non esistono telefonate tra i designatori e dirigenti di altre squadre. Messaggio sbagliato che sono due o tre anni che passa; messaggio che è stato oggettivamente e palesemente smentito. Gli inquirenti dovrebbero ora tornare indietro e cambiare l'imputazione. Perché a questo punto dovrebbero dire, al massimo, che non ci sono telefonate con determinati contenuti. Qual è quindi il reato? Parlare con gli arbitri? No, perchè non c'è una telefonata tra Moggi e gli arbitri, qualcun altro invece risulta che c'è. Parlare con i designatori? Non è un reato perché è evidente che ci parlassero tutti. Il reato è nei contenuti delle intercettazioni? Io invito tutti a riascoltare le telefonate di Moggi perchè c'è da ridere...”

Confrontandole con queste ci sarebbe veramente da ridere….
"Fa ridere ad esempio il fatto che Moggi abbia come capo di imputazione specifico quello di conoscere i nomi degli assistenti prima della comunicazione ufficiale. Ma ora acquisiamo dagli atti, non che sono cose che ci inventiamo noi, che è l'ultimo a saperlo perche c'è un sms di Manfredi Martino a Meani delle 11,33 dove gli comunica i nomi degli assistenti e dell'arbitro, c'è un sms sempre di Manfredi Martino alle 11,50 a Moggi che gli comunica i nomi degli assistenti. Ma c'è di più; una telefonata di un altro dirigente di una squadra di Milano che addirittura telefona giovedì pomeriggio alle 17,50 dove gli vengono comunicati i nomi degli assistenti, quindi Moggi arriva terzo. Piaccia o non piaccia. È una cosa che oggi, dal punto di vista della difesa, a Moggi fa comodo; se gli fosse stato detto 5 anni fa gli avrebbe dato fastidio perchè Moggi voleva arrivar primo, invece purtroppo per gli inquirenti e per tutti Moggi arriva terzo...”


Tu ormai sono parecchi anni che collabori con il Direttore, e ne percepisci anche l’alone mediatico reticente che lo circonda. Dopo tutto quello che è uscito, trasmissioni indecenti come per esempio Replay (Raitre), dove Boniek e Galeazzi hanno continuato indisturbati a infangare, senza alcun supporto giuridico/oggettivo, il nome della Juve e del Direttore. Sono personaggi che si professano opinionisti, ma di opinioni ne portano avanti sempre e solo una, a prescindere dall’evidenza delle prove. Come l'avete presa?
“Quella trasmissione dell'altra volta la definirei ”un agguato televisivo”, di cui però devono fare mea culpa gli avvocati. Io li avevo anche avvertiti; quando si fanno trasmissioni dove non si va direttamente sul posto e si va trasmessi in registrata succede che ti riprendono nel pomeriggio, registrano, e poi la sera in studio ci sono questi opinionisti che definirei ridicoli, che non fanno altro che disinformazione. Dopodichè commentano le immagini di quel poveraccio che ha fatto le riprese il pomeriggio. È andata così anche stavolta...”


Questo atteggiamento dei media, negativo e assolutamente privo dei riscontri oggettivi attuali, è decisamente marcato su alcune testate giornalistiche…soprattutto nei confronti del Direttore. Per quale motivo?
“Mi spiego. Io divido in due categorie. I Negazionisti, come Sconcerti, Palombo, sono quelli che vanno contro la realtà, cioè loro non prendono atto dei fatti, loro continuano a sostenere delle cose che non stanno più né in cielo né in terra. Un po’ come quelli che negavano l'esistenza di certe cose nel passato, ed è meglio non ricordare quali…Gli astiosi invece sono personaggi squallidi proprio perché, in quanto tali, non rendono pubbliche le vere motivazioni del loro astio, ma si trincerano dietro a questa falsità perché, quando vanno nelle trasmissioni radiofoniche e televisive, non dicono il motivo vero per il quale loro ritengono che Moggi debba essere squalificato a vita, o come ho sentito dire da uno l'altra sera, che Moggi merita l'ergastolo. Ci fossi stato io in televisione l'altra sera con questo signore, che pesa oltre 100 kg, gli avrei detto: “Ma lei ha un figlio che fa il procuratore sportivo? Perché proprio lui doveva andare a lavorare alla GEA e non l’hanno preso. Sarà mica questo il motivo del suo astio nei confronti di Moggi? Avrei detto così, a queste persone bisogna ribattere colpo su colpo, e io non avrò pietà di questa gente qui. Perché ora hanno veramente stufato”.
E di esempi di persone così ce ne sarebbero tanti…
“C’era quel “signore” lì, che veniva dalla Polonia e che giocava nella Juventus. Io lo eliminerei dai giocatori che hanno giocato nella Juventus. Dovrebbe dire la verità sul suo astio nei confronti di Moggi e Giraudo. Il suo astio deriva esclusivamente dal fatto più volte ha chiesto di essere assunto e non l'hanno preso. Allora che lo dica, altrimenti tiriamo fuori le intercettazioni anche di lui”. Poi quell'altro “signore” che viene anche lui dalla Cecoslovacchia, con uno zio che faceva l’allenatore della Juve. Dovrebbe anche lui dire la verità sul perché dell’astio nei confronti di Moggi e Giraudo. Bisognerebbe organizzare un faccia a faccia, invitarlo a “se non la dice lei, la dico io...”. Solo allora sono sicuro che smetteranno. Questo signore aveva uno zio che faceva l'allenatore nella Juventus, che prendeva 150 milioni di lire, allora, per fare l'osservatore della Juventus. Fino al 1994. La Juventus nel 1994 aveva oltre 100 miliardi di debiti grazie al signor Montezemolo e ai suoi sodali che aveva nella società. Quindi l'eredità di questi 100 miliardi purtroppo se la son caricata Moggi e Giraudo, più Giraudo che Moggi...”
E ne son venuti fuori...Ma ciò ha implicato delle scelte
"Infatti. Giraudo, oltre a ripianare il debito, ha anche vinto, ma per ripianare il debito ha anche dovuto tagliare i costi in eccesso, come tutti i grandi amministratori delegati. Io, ad esempio, sono amministratore delegato di una società di consulenza sportiva, e, come amministratore delegato, devo stare attento ai costi perchè i soci poi vogliono che io renda loro conto delle spese. Questo signore, che faceva l'osservatore, a un certo punto è stato tagliato. Da quel giorno, casualmente, il nipote di questo signore è diventato antijuventino. Anche perché è ciò che gli resta; da allenatore scarso qual è, purtroppo per lui oggi non allena e mi dispiace anche. Ma c'è bisogno che lui bisogna porti i fatti, perchè lui non può dire che su 9 volte che è stato esonerato è sempre stata colpa degli altri e mai colpa sua. Perchè sennò bisogna chiamare Corioni, il quale lo assunse a 10 partite dalla fine per andare ai play-off col Brescia, e su 10 partite 8 le ha perse. Bisognerebbe quindi essere sinceri, e che questo signore dicesse i veri motivi per i quali ce l'ha con Moggi e Giraudo. Questo vale per lui come per tante altre persone”
Nicola ti ringraziamo tantissimo di essere stato con noi, speriamo tutti di averti ancora come ospite. E un grosso in bocca al lupo a te e a tutto il gruppo di difesa del Direttore.
“Ci sarò volentieri. Vi ringrazio e ciao a tutti

giovedì 15 aprile 2010

Telefonata shock di Carraro:"Guai se Racalbuto sbaglia a favore della Juve"

La frase dell'anno di GIAMPIERO MUGHINI: "Dopo vent’anni che si battevano spasmodicamente per un quinto o per un ottavo posto, su quello scudetto gli interisti si erano buttati come dei maniaci sessuali che da due anni non avevano tastato corpo di donna."

Pensate un po' che razza di cupola aveva la Juve.... Interessanti anche da ascoltare i commenti in studio, anche Elio Corno ha dovuto ammettere che il processo sarebbe da rifare completamente.


mercoledì 14 aprile 2010

Intervento show di Capezzone. E a palombo saltano i nervi

DA SEGNLARE CHE ANCHE OGGI LA GAZZETTA FA UN TITOLO DIVERSO DA QUALLO DI TUTTI I GIORNALI D'ITALIA. NON SANNO PIU' CHE PESCI PRENDERE


Guarda la prima parte del video: "la gazzetta ha fatto informazione a senso unico, siete come happy days"



Ecco La seconda parte. Capezzone a Palombo "senza contraddittorio non vale niente"


lunedì 12 aprile 2010

Pazzesco! Riattaccato il telefono a Moggi quando parla di Milan e Mediaset

Dopo una trasmissione faziosa all'inverosimile, con la scheda su calciopoli fatto fare niente meno che ad un anti-Juventino per eccellenza come Paolo Ziliani e con degli sproloqui di Liguori basati su fatti del tutto inesistenti a cui un, insolitamente, timido Mughini non ha replicato, Il direttore Moggi non ce l'ha fatta più e ha telefonato in studio in mezzo agli ululati degli spettatori che ricordavano quelli del pubblico del colosseo per chiedere la testa del gladiatore. Qui inizia la farsa nella farsa: la telefonata viene fatta passare a soli 2 minuti dalla chiusura del programma, in questi 2 minuti Moggi risponde in maniera impeccabile a Liguori sulla questione delle designazioni degli arbitri di una partita amichevole, ripeto A-MI-CHE-VO-LE, nello specifico il trofeo Berlusconi. Liguori sosteneva che fosse sufficiente quella telefonata a mandare la Juve in B... evidentemente per lui il Berlusconi vale quanto la Champions e conoscendo la venerazione di Liguori per uno che porta lo stesso cognome del trofeo non c'è neppure da meravigliarsi... Ma il bello (il brutto) arriva quando Moggi inizia a leggere una telefonata tra Meani e Galliani (decisamente più compromettente di tutte quelle mai ascoltate) in cui Meani assicura a Galliani che il ricorso della Juve contro la squalifica di Ibrahimovic nella partita milan-Juve non verrà accolto. Moggi tira in ballo anche una ripresa di mediaset che contribuì alla prova tv. A questo punto indovinate che succede... come per miracolo viene interrotta la telefonata! Il regime continua...

Ci sarebbe anche da parlare delle battuta di quello li che fa i servizi su cosa succede negli stadi (e talmente insignificante che non ricordo il nome) che dice che Moggi fa ridere più di lui. Ma non mi va di parlarne perchè tanto non è difficile far ridere più di lui che non diverte assolutamente, e per uno che di mestiere fa il comico è una cosa piuttosto grave.

P.S: è gradito un bombardamento di mail al seguente indirizzo: ufficiostampa@mediaset.it

IL VIDEO CON LA TELEFONATA DI MOGGI:


DIRETTORE SIAMO CON LEI


Articolo pubblicato su Juvenews.net

sabato 10 aprile 2010

Calciopoli, i fatti sono questi

UN ARTICOLO TRATTO DA JU29RO CHE IO INVITO TUTTI A LEGGERE FINO IN FONDO

Ora basta. Chi scrive ha sempre cercato di argomentare ogni più piccola questione, ogni minima sfaccettatura riguardo a quanto accaduto dal 2006 ad oggi. Ma adesso è arrivata l’ora di posare i calamai e di dare battaglia. Una battaglia di consapevolezza, cui faccia seguito una ferrea presa di posizione. Le nuove intercettazioni che stanno nuovamente scuotendo il mondo del calcio hanno aperto una voragine nelle coscienze di coloro che hanno voluto far passare una vergognosa menzogna per indiscutibile verità. Le penne reazionarie si sono già mosse per dare una nuova inquadratura alla situazione e stanno cercando di far passare l'idea della revoca dello scudetto all'Inter come eventualità sufficiente per rimettere tutto a posto. Continuano a dire che esisteva un Sistema Moggi, che “quello che ha fatto la Juve è sotto gli occhi di tutti”, che “ci sono stati fatti gravissimi che hanno portato ad una giusta condanna”. No, le cose non stanno così e non accettiamo nemmeno la logica del tutti innocenti o tutti colpevoli.
I colpevoli ci sono, ma sono altri.

Non esiste nessuna intercettazione di Luciano Moggi con un arbitro, non esiste nessuna richiesta di favori da parte di questi a chicchessia, non esiste – e fatevene una ragione – nulla di nulla. Luciano Moggi è stato intercettato, pedinato, umiliato e fatto a pezzi in ogni modo possibile e la prova massima della sua colpevolezza è risultata essere una discussione sulle griglie con il designatore Bergamo. Consuetudine che, apprendiamo ora, era ben gradita a tutti e praticata da certuni con una malizia sconosciuta persino a chi è stato per anni additato come causa suprema di ogni male del pallone.
E non vi era neanche un sistema diffuso, il cosiddetto illecito strutturato. No signori,
anche questa è una favola, un raccontino della buonanotte. E a svegliare i sognatori non siamo stati noi, partigiani dell’opinione, ma i testimoni del processo penale che si sta svolgendo a Napoli.
Come può essere credibile un’indagine indirizzata a senso unico, condotta con fretta e superficialità, incentrata sui riassunti della Gazzetta dello Sport, con inquirenti che non si sono neppure degnati di guardare le partite, di verificare se le loro accuse potevano essere dimostrate, che non hanno voluto investigare (“L’Inter non ci interessa” cfr. deposizione di Rosario Coppola), che hanno sbandierato ai quattro venti che “piaccia o non piaccia” non esistevano altre telefonate all’infuori di quelle dei dirigenti già sotto accusa?
Niente di tutto questo può essere credibile.

E smettiamola con le solite accuse, più volte smentite, persino dalle stesse sentenze sportive.
Le ammonizioni pilotate non esistono, è una fantasia costruita nella testa di Leonardo Meani nei suoi colloqui telefonici con i guardalinee Copelli e Puglisi, e immediatamente presa per buona: nell’anno oggetto di indagine la Juventus ne ha totalizzate 17, a livello delle altre grandi (le stesse dell’Inter), e ben sotto il primo posto dell’Atalanta. Dieci di queste sono, per giunta, arrivate da arbitri considerati estranei alla cosiddetta Cupola. In un’intercettazione il giornalista Tony Damascelli informa Luciano Moggi delle sanzioni comminate a Nastase, Petruzzi e Gamberini (quest’ultimo nemmeno in diffida) in Fiorentina-Bologna, ma Moggi, stupito, dimostra di non conoscere nemmeno chi fossero i diffidati della gara in questione. Mai, da nessuna parte, si sente o si legge Luciano Moggi chiedere esplicitamente di comminare sanzioni fraudolente. Ed è una leggenda anche la telefonata, imputata a Giraudo, nella quale si ascolta “Se l’arbitro è sveglio ci dimezza l’Udinese”. La conversazione infatti è successiva di un’ora all’incontro Udinese-Brescia dove fu, in maniera assolutamente corretta, espulso il friulano Jankulovski.
E chiariamolo una volta per tutte, i
sorteggi erano regolari. Ogni sorteggio si svolgeva in presenza di un notaio e l’estrazione della pallina con il nome dell’arbitro era affidata ad un giornalista ogni volta diverso, che estraeva dopo che Pairetto aveva aperto la pallina contenente la partita da assegnare.
Questa circostanza è stata più volte spiegata, persino dall’Unione Stampa Sportiva (comunicato del 15 maggio 2006) e dalle sentenze sportive, che non prendono in considerazione questo ridicolo capo d’accusa per motivare la condanna. Persino Mazzei, in una delle nuove telefonate, cerca di convincere Facchetti che non c’è nulla da fare, anche se si vuole - come l’ex presidente interista desidererebbe - manipolarlo.
Moggi conosceva prima i nomi degli arbitri e dei guardalinee? Bugia. Bugia enorme. Veniva avvisato solo dopo l’avvenuta designazione, anche se in anticipo rispetto alle comunicazioni ufficiali agli organi di stampa. Ma c’era chi veniva a conoscenza delle stesse ben prima del DG juventino. Leonardo Meani, ad esempio, come dimostrano gli sms portati dalla difesa al processo di Napoli. E lo stesso Facchetti, che veniva informato, addirittura un giorno prima, su chi fossero i guardalinee di Inter-Juventus. Non di una partita qualsiasi…
E finiamola con la storia di
Paparesta chiuso nello spogliatoio. La vicenda è stata innumerevoli volte chiarita dall’arbitro stesso e archiviata dalla Procura di Reggio Calabria.
Moggi poteva decidere le sorti degli arbitri? Altra gigantesca menzogna.
Moggi minaccia di far sospendere Paparesta che, invece, arbitra regolarmente già dalla giornata successiva. Anzi, è vero il contrario. Questo dichiara Pairetto di fronte al giudice Casoria: “
Chi ha danneggiato la Juve e' tornato subito ad arbitrare, chi l'ha favorita viene sospeso per due mesi e mezzo”. Come nel caso di Racalbuto, dopo Roma-Juventus.
Moggi controllava De Santis?
Ridicolo. Nell’anno indagato è l’arbitro con cui la Juve ha ottenuto la media punti più bassa (1,4). Così il compianto Giorgio Tosatti in una telefonata Moggi del 20 aprile 2005: “
Ormai gli arbitri ti pisciano addosso a te. Ieri l’ho detto, ho detto ieri in Federazione: avete fatto apposta a mandare De Santis perché vada in culo alla Juve”. E Moggi risponde: “Con quest’anno, tra Palermo, Parma e questa qui, ci costa tranquillamente sei punti. Ci ha creato mille problemi in questo campionato. Se noi perdiamo il campionato uno degli artefici è lui perché c’ha dato troppo contro”. Recentemente è stato poi dimostrato con chi in realtà intrattenesse rapporti amichevoli l’arbitro romano, con Giacinto Facchetti.
E prima che qualcuno obietti, parliamo subito delle schede, delle famosissime
schede svizzere.
Lo sanno i signori che commentano il pallone che, in un processo penale, la prova si costituisce in dibattimento?
Questa, quindi, è una prova ancora tutta da dimostrare. Nella realtà, fino ad ora, sono emersi solo elementi ampiamente favorevoli alla difesa. La scheda a Paparesta è un falso, era di suo padre. Quelle di Cassarà e Gabriele (che mai avevano arbitrato la Juventus nelle stagioni 2004/05 e 2005/06), false pure quelle: assolti dalla giustizia ordinaria il 18 gennaio 2010. Gli schemini con le ricostruzioni delle chiamate effettuate sono stati definiti dal Maresciallo Di Laroni, che svolse queste indagini, “presumibili”, senza contare innumerevoli errori nell’assegnazione delle celle, con arbitri da tutt’altra parte al momento delle chiamate loro imputate.
A farsi benedire anche la scheda ritenuta essere in possesso di De Santis, come lo stesso arbitro dimostrerà al processo: “
Mi viene attribuita una scheda svizzera tra il 7 gennaio e il 28 marzo ma essendo io uno degli organizzatori della cupola, mi sembra strano che potessi averla solo in quel periodo. Io non l’ho mai posseduta né usata, in quel periodo stavo facendo un corso come vicecommissario di polizia penitenziaria, lo frequentavo tutti i giorni e ho portato le prove. In molti degli orari in cui mi viene attribuito l'uso della scheda svizzera ero a scuola a frequentare il corso”.
E che dire del fatto che la Juventus, con i cosiddetti arbitri “svizzeri” avesse una media punti inferiore a quella di Milan (2,08 a fronte di una media campionato di 2,07) e di Inter (1,9 su media totale di 1,89). La Juventus infatti totalizzò una media di 1,88 punti, a fronte di una media complessiva ben superiore: 2,26!!!

Allora
dove sarebbe questa famigerata Cupola? Da quali elementi si può desumere che Luciano Moggi e Antonio Giraudo - lasciati soli a se stessi, senza nessuna stampa e televisione amica e senza il supporto della proprietà - controllassero le sorti del campionato italiano? Una tale ricostruzione della realtà può esistere solo nelle menti di chi voleva colpire un unico bersaglio e nelle parole di chi questa teoria ha sostenuto ed alimentato.
Perché, ad esempio, non è mai stata posta attenzione sui comportamenti delle squadre milanesi? Infatti non sono in nessun modo paragonabili i comportamenti dei dirigenti di Inter e Milan con quelli addebitati a Luciano Moggi. Certo, ma in peggio. Proviamo a fare chiarezza.

Non esistono intercettazioni tra Luciano Moggi e gli arbitri. Ci sono invece fatti incontestabili riguardo i rapporti intrattenuti da alcuni di questi con le squadre meneghine. Sono stati dimostrati gli stretti rapporti tra
Giacinto Facchetti e l’arbitro Nucini, fischietto all’epoca in attività e oggi misteriosamente scomparso dai salotti televisivi che era solito frequentare. Sono stati dimostrati i rapporti dell’ex presidente nerazzurro con Massimo De Santis, proprio lui, l’arbitro sbeffeggiato e calunniato da tutti come asservito al potere moggiano. Con il fischietto di Tivoli Facchetti parla di Walter Gagg, il funzionario FIFA, già accusato di aver svolto compiti “in nome e in funzione dell’Inter”.
Laddove Luciano Moggi confrontava griglie arbitrali, Giacinto Facchetti cerca direttamente di bypassarle,
alterando il sorteggio prima di Inter-Juventus del 28 novembre 2004:

Facchetti: «No, lì non devono fare i sorteggi, ci devono...».
Mazzei: «Come si fa, Giacinto, purtroppo ci vuole fortuna».
Facchetti: «Ma dai...».
Mazzei: «Ti dico la verità, qui un sorteggio lo fa un giornalista, devono studiare una griglia e le possibilità sono più alte»

Questo Luciano Moggi non l’ha
MAI fatto.
Luciano Moggi non conosceva le designazioni un giorno prima delle partite,
Moggi non falsificava passaporti (cfr. Oriali condannato dalla giustizia ordinaria) con il fine di rendere disponibile un calciatore che, altrimenti, non avrebbe potuto essere schierato. Così si falsano realmente i campionati.
Moggi non incontrava gli arbitri prima delle partite (cfr. Moratti che va a salutare Bertini prima di Inter-Sampdoria) e nemmeno durante l’intervallo (cfr. squalifica di Facchetti dopo Chievo-Inter del 2002/03).
Mai, nessun dirigente della Juventus F.C. si è permesso di far pedinare e intercettare illegalmente un suo calciatore e, men che meno, dirigenti di altre squadre, arbitri o esponenti della Federcalcio. Mai la Juventus, con un'azienda nell’orbita della sua proprietà, ha sponsorizzato il campionato italiano e la Coppa Italia (cfr. sponsor TIM su entrambe le competizioni).
Questa è la realtà dei fatti.

E il Milan? Sono loro che parlano con quasi tutti gli arbitri e i guardalinee! Sono loro che hanno il potere. Un proprietario Presidente del Consiglio e un Presidente che, all’epoca dei fatti, era a capo della Lega Calcio e gran cerimoniere dei diritti televisivi. Tre televisioni nazionali al servizio della loroverità, tre televisioni con le quali dire, non dire, omettere, stravolgere. Giornali, radio, siti internet e una valanga di opinionisti al servizio della loro versione dei fatti.
Ma tanto era la Juve che tramava a palazzo. Allora mi spieghino queste intercettazioni (già comprese nelle informative, ma mai considerate…):

Mazzini a Moggi, riguardo le prossime elezioni in Lega: “
Con Cellino, mi dice Galliani, non ci sono problemi perché lo fa votare Berlusconi”.

Ghirelli a Mazzini, sempre a proposito di elezioni: “
Galliani deve muoversi tramite Berlusconi” per “influenzare AN e compagnia”.

Mazzini a Moggi: “
Comunque stamani io ho chiamato Galliani, gli ho detto: senti, stammi bene a sentire, dico, guarda, muovi anche i tuoi padrini politici, perché, che Zamparini è di AN e che voti per Abete è veramente una cosa che non… non esiste al mondo”.

Bergamo a Mazzini: “
Gigi (Pairetto, ndr) risponde alla Sampdoria, al Milan, all’Inter, al Verona, al Vicenza, al Palermo, a tutti quelli dove ci sono grandi magazzini e lui ha bisogno di lavorare”.

Come mai avrebbero potuto due solitari dirigenti avversari mettere nel sacco un impero tanto grande? Infatti non poterono, perché tutto esiste solo nella mente di un personaggio con la strana e peculiare carica di “addetto agli arbitri”. Quel
Leonardo Meani, credibile quando dice di difendersi dalla Juve, semplice co.co.co da rinnegare quando intrattiene rapporti di ogni tipo con la quasi totalità della classe arbitrale.

Non ci credete? Cominciamo da
Collina, per il quale venivano organizzati incontri per conto di Galliani, nel ristorante di proprietà di Meani. Per di più nel giorno di chiusura, “così non ci vede nessuno”. Meani che gli augura di essere presto designatore, così “non ti chiamo più”, che gli rammenta quando lo aiutava nelle scelte “mi ricordo di quando avevamo posto il veto a Pisacreta” e che chiamava “il capo, il grande capo” per relazionare di questa sua bellissima amicizia con l’arbitro viareggino.
No, queste cose Moggi non le faceva.

E che dire del guardalinee
Puglisi, definito da Babini, altro guardalinee “Puglia, l’ultrà del Milan”. Prima del derby di Champions, Puglisi chiama l’amicone: “L’importante è che noi riusciamo a fargli il culo a ‘sti interisti”. Qualche giorno dopo Meani lo rincuora sul suo futuro: “Secondo te, perché so? Perché io sto spingendo da matti per te, no!”. Lo stesso Puglisi che chiede a Meani se farà Milan-Chievo e questi che gli risponde che era stato già scelto per Parma-Sampdoria, ma che farà cambiare designazione. Come in effetti accade. E si cautela pure, ridacchiando: “Tu comunque vedi di star zitto su questo cose che ti dico, eh?”. Per finire gli racconta come ha istruito Babini per Milan-Chievo: “Mercoledì da intelligente come vogliono quelli lì, nel dubbio da una parte vai su e dall’altra stai giù. Poi se le cose eclatanti che vedono tutti, nessuno dice niente eh!”.
E per lui spingeva anche con Galliani : “
Puglisi però bisogna far tutto per metterlo in A e in B, eh?”. D’altra parte il Presidente aveva già capito tutto: “Ho saputo che lei ha già parlato con Puglisi”.

Ma avete mai sentito Moggi dire roba del genere?

Si era persino stupito l’arbitro
Messina, che al telefono con il ristoratore lodigiano, chiede: “Oh, ma li hai designati te i guardalinee (Milan-Chievo, ndr) o loro?

E
Copelli? Prima di Milan-Sampdoria viene tranquillizzato: “Hai visto che sto rilanciando e son troppo… sto rilanciando anche Messina”. Copelli è colui che il 13 maggio 2006, davanti a Borrelli, dichiara: “Se un assistente avesse voluto arbitrare un incontro del Milan non si doveva rivolgere ai designatori, ma a Meani”. Già, infatti, tante volte Meani glielo aveva detto direttamente: “Stai tranquillo, adesso ci penso io. Parlo con Galliani, lui lo sa Galliani, gli dico: senta, questo qui è un nostro uomo gli dico io”.

E poi le confidenze a
Contini, altro guardalinee: “Io e te siamo amici, qualcosina in più me la puoi dare oh… ma va bene… il giocatore tu lo richiami invece di ammonirlo, cioè sono queste cose qui, eh…”.

Babini addirittura si spaventa. Dopo aver saputo che Meani aveva scelto i guardalinee di Milan-Chievo, lo chiama per dirgli: “Bisognerebbe rifiutarla quella partita lì, con questa designazione confermano che è tutta una porcheria [...] Ti ho detto che facciamo ridere tutta Italia con questa designazione”.

Indimenticabile la promessa a
Rodomonti: T’ho fatto anche prendere sette e mezzo da Cecere […]Comunque, guarda che mi ha telefonato il mio presidente che ti dà l’indirizzo e ti manda a fare anche a te il trapianto dei capelli in Svizzera”.

E come dimenticarsi di Meani che chiede a Mazzei di mandare Ambrosino, che dice a
Pasquale D’Addato (osservatore AIA di Bologna) di stare sereno per il suo avanzamento di carriera perché ne parlerà a Lanese: “Noi avremmo piacere che questo D’Addato possa fare il presidente regionale. Gli dico: il dottor Galliani vorrebbe fargli fare il presidente”.

Si potrebbe andare avanti per molte pagine, ma ci fermiamo qui, non senza ricordare l’ormai famoso avvertimento a Bergamo in vista della decisiva Milan-Juventus (partita prima della quale Meani regalò orologi alla terna arbitrale… “
però a Trefoloni gli fai un bel discorsetto, perché sennò gli tagliamo la testa noi”) e gli amorosi sforzi di Galliani che si muove perché un dossier dell’arbitro Paparesta sulla sua attività lavorativa all’AssoBioDiesel arrivi nelle mani del sottosegretario Gianni Letta.

Allora smettiamola, una volta per tutte, di raccontarci favole.
I poteri erano altri, ed erano molto forti. Ma è finalmente arrivato il momento di prenderne coscienza, tutti quanti. E’ inaccettabile che vogliano ancora ingannarci su quanto è successo. E’ inaccettabile che ci propongano soluzioni di comodo. Noi vogliamo giustizia, e che sia giustizia integrale. A partire dalla restituzione dei due scudetti ingiustamente sottratti, fino alla certezza di una dura pena a chi, veramente, operava con modalità assai poco cristalline. La nostra battaglia, ora, è questa.