La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

domenica 30 maggio 2010

La Seconda dinastia di Ivan il Terribile


Ne abbiamo regalate tante, di parole, a Ivan Basso in queste settimane. Viene quasi difficile trovare un pensiero che riassuma quanto detto finora in una forma nuova. Si potrebbe cominciare dall'attualità più stretta, analizzando la crono che ha sancito la sua vittoria nel Giro 2010: potremmo trarne qualche elemento per proiettarci sul progetto-Tour che dovrebbe finalmente decollare, e non sarebbe certo una fuga in avanti da parte nostra, visto che il primo a parlare senza problemi e senza patemi della prossima avventura francese è lo stesso Ivan. Ma in realtà per approfondire e sviscerare qualsiasi aspetto del prossimo obiettivo del varesino, ci sarà tempo.
Potremmo allora riandare con la mente e con le parole al momento in cui il sogno si spezzò, quattro anni fa, e chiederci cosa è cambiato nel ciclismo in questi anni e cosa è cambiato in Basso, ma anche questo rischierebbe di portarci lontano dal senso di questa giornata. Una giornata in cui sì, c'è anche il retaggio di quanto è successo, perché l'uomo non è stato progettato a compartimenti stagni, quel che è stato resta sempre impresso e funzionale, propedeutico a quel che sarà. Ma una giornata in cui c'è anche la caratura mai messa in discussione dell'atleta Basso.
Un corridore partito da lontano, cresciuto gradualmente fino a imporre se stesso all'attenzione della platea internazionale. Poi pit stop. E ritorno, concentrati in pochi mesi gli stessi passi che aveva già percorso negli anni: grandi promesse, una transizione fatta di balbettanti esibizioni di forza, e poi la liberazione da ogni vincolo mentale per ritornare ad essere vincente. Come dire che se uno è fatto con quello stampo, sarà destinato a ripercorrere sempre gli stessi passi, qualunque cosa succeda intorno. È una questione antropologica, o forse proprio biologica.
Non piace e non piacerà a tutti, Basso, a maggior ragione dopo il già citato pit stop. Ma di sicuro in questo Giro d'Italia ha saputo conquistare nuovi cuori pronti a palpitare per lui; e certamente avrà riguadagnato alla sua causa alcuni dei vecchi tifosi che si erano raffreddati. Alcuni (o molti) si sono esaltati, anche più di quello che questo successo promette: Ivan ha vinto un Giro in cui mancavano molti dei più forti interpreti delle grandi corse a tappe. Contador e Schleck, Menchov e Valverde, Riccò e (mettiamocelo) Armstrong non c'erano, per un motivo o per l'altro (e ci siamo limitati ai nomi dei corridori attualmente attivi e non sospesi). Ha piegato molto nettamente la resistenza di corridori blasonati che però non hanno mai vinto un GT (vedi Evans ma pure Scarponi), o di corridori blasonati ma molto in là con l'età (Vino o Sastre), o di corridori graziati da una fuga bidone (Arroyo o Porte), o di compagni di squadra che non avrebbero messo in discussione - se non a parole nella prima parte di Giro - la sua leadership (Nibali).
Ha pure vinto un Giro molto molto duro, che come ogni Giro duro che si rispetti fa fisiologicamente emergere i corridori dotati di fondo e resistenza (le sue caratteristiche, in pratica). Ha vinto correndo con l'appoggio di una squadra platealmente superiore a tutte le altre, specie quelle dei principali rivali. E allora, dati questi fatti, com'è che nutrivamo mille dubbi su di lui alla vigilia, com'è che non avremmo scommesso a occhi chiusi sul suo nome, specie dopo averlo visto all'opera nelle sue pochissime uscite primaverili? Ecco, forse proprio per questo motivo. Non l'avevamo praticamente mai visto, non ci eravamo potuti formare un'idea compiuta sul suo stato e le sue possibilità.
Allo stesso modo e per quanto scritto poco sopra, non possiamo sbilanciarci sulle sue effettive possibilità di vincere il Tour, dove incontrerà avversari diversi e (in alcuni casi) molto più tosti di quelli battuti in Italia. Di sicuro, ora sappiamo di nuovo che c'è da fidarsi delle sue sensazioni, per cui se Basso dice che farà bene in Francia, si può essere abbastanza ottimisti. E si può coltivare la consapevolezza che, in effetti, tra una carriera e l'altra, Ivan non abbia ancora definito il suo posto nella lunga piccola storia del ciclismo. E, detto di uno che ha nel palmarès già due Giri d'Italia, vale come un grande complimento.

CLASSIFICA FINALE

1 Ivan Basso Italia Liquigas - Doimo in 87h44'01"
2 David Arroyo Duran Spagna Caisse d'Epargne a 1'51"
3 Vincenzo Nibali Italia Liquigas - Doimo a 2'37"
4 Michele Scarponi Italia Androni Giocattoli - Serramenti PVC Diquigiovanni a 2'50"
5 Cadel Evans Australia BMC Racing Team a 3'27"
6 Alexandre Vinokourov Kazakistan Astana a 7'06"
7 Richie Porte Australia Team Saxo Bank a 7'22"
8 Carlos Sastre Candil Spagna Cervélo Test Team a 9'39"
9 Marco Pinotti Italia Team HTC - Columbia a 14'20"
10 Robert Kiserlovski Croazia Liquigas - Doimo a 14'51"

Grande delusione per Cunego, fuori dai primi 10, e la lampre, nessuna tappa vinta.

Il video dei 2 momenti decisivi per il giro: L'arrivo in solitaria di Basso allo Zoncolan



E la conquista della maglia rosa all'Aprica:

sabato 29 maggio 2010

La tragedia dell'Heysel

PER NON DIMENTICARE

25 anni fa succedeva questo:

lunedì 24 maggio 2010

E ora come la mettiamo?

La sera del 12 maggio 2005, al termine della partita Cagliari-Inter (1-1), l’arbitro Paolo Bertini chiama il designatore Paolo Bergamo per lamentarsi delle pressioni di Giacinto Facchetti prima dell’inizio dell’incontro. “Sa, questa è la tredicesima partita, eh? - dice l’ex calciatore all’arbitro negli spogliatoi -. Per ora siamo in perfetta parità: quattro perse, quattro vinte e quattro pareggiate. Eh, sa, per l’Inter non è che sia un grande score…”. “Non è stato piacevole - commenta Bertini con Bergamo -. A volte è imbarazzante una premessa del genere…”


BERGAMO - Pronto?

BERTINI - Sei a letto, Paolo eh?

BERGAMO - No, se… Allora?

BERTINI - Com’è andata, che mi dici?

BERGAMO - Mah, ho visto l’ultima mezz’ora perché m’avevano avvertito di questo fallo di mano che… no, non è mica espulsione comunque…

BERTINI - Quella non è espulsione!?

BERGAMO - No… non è mica… una chiara occasione da rete…

BERTINI - Ma poi si può fare una disposizione di carattere tecnico su tutto ma non c’ha… forse la mancata percezione di dove fosse come posizione ma non può essere ritenuta una occasione di…

BERGAMO - No, assolutamente.

BERTINI - È stato quello che… l’unica cosa…

BERGAMO - Protestavano un po’ quelli dell’Inter, so’ un po’ insofferenti, quando…

BERTINI - Eh, me ne so’ accorto. È stata una remata dal primo minuto, poi, eh? Non capisco, non capisco perché. Tra l’altro c’è stato Facchetti a inizio partita, è venuto dentro lo spogliatoio a salutare con quel fare sempre… “Ah, sa questa è la tredicesima partita, eh? Per ora siamo in perfetta parità: quattro perse, quattro vinte e quattro pareggiate. Eh, sa, per l’Inter non è che sia un grande score”, ha detto. Quindi l’abbiamo preparata in questo modo la partita.

BERGAMO - Mh, mh…

BERTINI - Eh, non è stato piacevole, non è stato piacevole…

BERGAMO - E bisogna che ci parli, sì. …(incomprensibile) …più tranquillo in campo… C’avevo già parlato, gliel’avevo già detto, ma questo non capisce un ca**o…

BERTINI - No, ma ho l’impressione… non so nemmeno l’interlocuzione più giusta quale possa essere perché questa veramente…. A volte è imbarazzante. Una premessa del genere… ci siamo guardati tutti, ci siamo guardati tutti prima della partita…

BERGAMO - Ascoltami, quando avrai buttato giù con me, dopo chiama Gigi (probabilmente Pairetto, ndr) che si è accorto che m’hai chiamato…

BERTINI - Dici? Sì, sì certo.

BERGAMO - Capiscimi…

BERTINI - E quindi, niente, insomma, questa situazione te l’ho detta appunto.

BERGAMO - Grazie, comunque la partita, a parte il clima…

BERTINI - Al di là di questo, insomma la partita è poi andata bene.

BERGAMO - Per quella parte lì che ti diceva ti ci penso io, dai...

BERTINI - Sì, perché tra l’altro non ha neanche senso. Non mi sembra di avere fatto… Anzi, anzi… Vabbuò.

BERGAMO - Buonanotte, ci sentiamo.

BERTINI - Ci sentiamo domani, va…

BERGAMO - Vabbè grazie, ciao.

BERTINI – Ciao.

Anche se non c'entra niente con questo articolo, non posso non postare il video con gli ultimi metri di IVAN BASSO sullo Zoncolan in mezzo a 150000 persone. IL TERRIBILE E' TORNATO

lunedì 17 maggio 2010

Pagell(in)e di fine calvario: allenatori e dirigenti


Partiamo dai dirigenti, ci tengo a specificare che non sono ammessi i numeri relativi, perciò il voto minimo sarà 1.

Blanc 1,5: Figura sinistra che da 4 anni si aggira come uno sciacallo sui resti della Juventus portandole via il meglio, riducendola dopo la bellezza di 4 stagioni in condizioni ancora peggiori a quelle in cui versava in serie b.
Lo 0,5 in più rispetto al voto minimo (1) è dovuto alla questione stadio: comunque iniziata da Antonio Giraudo, ma che Blanc ha avuto il merito di portare a termine, e conoscendo la sua attitudine a distruggere ogni cosa tocchi... è già una notizia. Per il resto il buio più assoluto, non regge più neanche la storiella del "buon amministratore" visto il contratto da provinciale stipulato con BetClic che segue quello con la New Holland: una azienda dello stesso gruppo della Juventus a dimostrazione della sua incapacità di trovare sponsor esterni a prezzi vantaggiosi. Aggiungete a questo pure il fallimento della trattativa con Tamoil, lo sponsor più munifico del calcio europeo, è quello che ne viene fuori è un quadro disastroso.
Sul piano sportivo meglio stendere un lungo velo pietoso di colore viola.
Re Mida al contrario: dall'oro alla m***a.

Secco 2: Messosi in mostra più per le sue pettinature che per la sua abilità, prende un voto superiore ad 1 perchè lui in fin dei conti è un tifoso Juventino come noi catapultato in un ruolo che non gli compete minimamente. Gli acquisti sono stati da mani dei capelli, e poco importa che la piazza gli avesse accolti con entusiasmo: noi non siamo pagati per decidere! Ne tanto meno ci avvaliamo di schiere di osservatori.
Un dirigente dovrebbe avere anche un certo polso con la squadra, voi ve lo vedete Alessio Secco andare ad urlare in faccia a del Piero e Buffon? Io no. E se lo fa immaginiamo come questi due se la facciano sotto...
Troppo poca esperienza per fare il Ds della Juventus, per raccogliere l'eredità di tale Moggi Luciano, semplicemente folle la scelta di affidare alle sue mani inesperte (e a quelle di Blanc) un intero aumento di capitale. Immagino che i dirigenti di tutta la serie A si frugassero le mani alla sola idea di poter trattare con lui. Pesce fuor d'acqua.

Bettega 6,5: E' arrivato a gennaio con un budget inesistente, nonostante questo ha fatto meglio di chi ha speso 60 milioni indovinando l'unico acquisto di stagione: Candreva. Per risollevare la sorti della stagione c'era bisogno che gli dessero in dotazione la bacchetta magica. Dovesse essere mandato via sarebbe ingiusto. Per amore della Juventus ha messo da parte tutti i rancori che giustamente nutriva nei confronti di chi lo aveva portato in tribunale. JU29RO GRAZIE BOBBY-GOL

Castagnini 1: fossi in Andrea Agnelli chiederei a costui il rimborso di tutte le spese per le missioni-viaggio in Sud america. Non si ricorda uno, sia uno solo di conto, colpo portato a termine dal fido seguace di Franco Baldini. Eppure ho perso il conto di tutte le volte che era dato in "missioni" internazionali. Memorabile una sua intervista a tuttosport in cui affermava di conoscere tutte le strade di Brema per quante volte ha seguito Diego, evidentemente andava girando per la città scordandosi di andare allo stadio... Tour operator

Fassone 1: direttore commerciale salito alla ribalta esclusivamente per le trattative con le prefetture di tutta Italia in cui chiedeva restrizioni per i propri tifosi!
Quando si dice lo spionaggio... 007

Allenatori:

Ferrara 4: non mi va di essere più duro nei confronti di Ciro, per come è andata la stagione le 4 vittorie consecutive di inizio stagione sono state un mezzo miracolo, senza quelle ci saremmo trovati sull'orlo della serie B. Spero per lui possa avere un'altra opportunità, questa stagione, con questi dirigenti e questi giocatori, non è valutabile. Detto questo io suoi erroracci li ha fatti e come: continui cambi di modulo da far venire il mal di testa, poca pressione alla dirigenza per avere giocatori adatti alla sua idea di gioco, infortuni a raffica, mancanza di controllo dello spogliatoio e soprattutto gli imputo la colpa di non essersi dimesso e essersi fatto usare come parafulmine societario. Come Secco è arrivato troppo presto alla Juve. Ciao Ciro, nella nostra mente rimarrà sempre il grande difensore che sei stato.

Zaccheroni 4: chi pensava fosse impossibile fare peggio di Ferrara è stato prontamente smentito, la sua media punti è inferiore persino a quella di Ciro! Ha preso la Juve al quinto posto e dopo aver dichiarato infinite volte la sua certezza di raggiungere il quarto posto, l'ha traghettata al settimo! In mezzo una bella scoppola contro il micidiale (?) fulham tanto per non saper ne leggere e ne scrivere. Senza il proverbiale "cul de Zac" (che lo ha portato addirittura a vincere uno scudetto con una squadra che dire scarsa è un complimento), non saremmo arrivati nemmeno settimi.
Quando arrivò alla Juve scrissi che era come "pretendere che un morto (calcisticamente parlando) curasse un malato". Ecco, vedendo la sua espressione sconvolta in quel di Milano per un attimo ho temuto che le penne le lasciasse davvero, senza "calcisticamente". Per sua (oltre che nostra) fortuna, il campionato è finito in tempo. MIRACOLATO

Articolo pubblicato su Juvenews.net

sabato 15 maggio 2010

VI AMIAMO DA IMPAZZIRE


Propongo sul blog un bellissimo pezzo di Marco Grassi DI Ciclo web a commento della settima tappa, una persona che meriterebbe di parlare di ciclismo molto più dei presunti "Saggi" che vanno in tv:



C'è anche un rammarico in questa giornata di Montalcino. Se il tempo non fosse stato così fosco, avremmo anche potuto ammirare il panorama intorno allo splendido borgo senese. Ma forse senza quella pioggia, quella foschia, quel vento lancinante, e senza il fango che ha ricoperto di sé gli splendidi protagonisti di questa tappa, non staremmo parlando di uno dei giorni più belli che il ciclismo abbia vissuto da qualche anno in qua.
Una tappa da Mucchio selvaggio di Peckinpah, in cui un manipolo di antieroi va incontro al suo destino infame senza batter ciglio. In cui nei 30 km finali succede di tutto, in cui una maglia rosa giovane ed entusiasta non arriva neanche allo sterrato che già cade e vede diventare ancora più cupe le nubi incombenti sul plotone destinato a uno sparpaglìo memorabile. Una tappa in cui i primi della classe (classe in senso sportivo, tecnico, agonistico, tattico) non temono di tuffarcisi, in quel fango scivoloso su cui basterebbe un niente per gettare all'aria mesi di preparazione e propositi di finire il Giro al meglio.
Una tappa in cui Vinokourov non aspetta lo sterrato per muoversi, e in cui trova in Evans un rivale splendido e tenace, pronto a rilanciare la sfida insieme all'andatura; una tappa in cui Damiano Cunego si ritrova di colpo al livello dei migliori, e diosaquanto migliaia di tifosi aspettino momenti di questo tipo, col veronese all'altezza delle attese. E in cui Scarponi è il primo a cadere e il primo a mettersi a inseguire, tutto solo negli ultimi 30 km, e bravissimo a non mollare mai, limitando al massimo il danno e procedendo di rimonta superando un paio di decine di colleghi almeno sulla via per Montalcino.
Una tappa in cui Nibali aspetta Basso e che quindi dice che forse le gerarchie in casa Liquigas sono più definite di quanto non si pensi; ma in cui nel finale Vincenzino non si trattiene quando può piazzare lo scatto conclusivo. Una tappa in cui Sastre va all'aria e in cui il fango che ricopre tutti, dal primo all'ultimo, resterà impresso nei ricordi di chi ha visto e non dimenticherà.
Una tappa in cui il migliore, alla fine, è proprio quello che quest'anno è ufficialmente migliore (lo dice quella maglia iridata), Cadel Evans; in cui il Giro, pur venendo da 6 giorni già ricchi di cose e casi, può dire a se stesso di essersi rilanciato nei suoi temi più appassionanti. Nella sfida tra quelli che ora sono lassù in classifica; in quella di coloro i quali inseguono ma hanno tutte le possibilità di rientrare in gioco (la coppia Liquigas su tutti).
Una tappa, una giornata, di cui avevamo francamente bisogno. Noi, il ciclismo che rinasce ogni volta nelle situazioni più estreme, i corridori che sono abituati al fango metaforico e quindi cosa vogliamo che si spaventino di quello delle strade bianche/marroni del senese? In fondo è solo acqua e terra. Vita e materia. Quel che noi siamo, e i ciclisti come noi. Uomini. Antieroi, sempre. O piccoli eroi, qualche volta.

venerdì 14 maggio 2010

Pagell(in)e di fine calvario: centrocampo ed attacco


Camoranesi 5: posso affermare senza timore di essere smentito che questa è stata la sua peggiore stagione in bianconero. Ci ha fatto vedere qualche lampo di quella classe che avevamo ammirato in passato contro Samp e Atalanta e poi nulla: infortuni a raffica, espulsioni, ammonizioni e sostituzioni per evitare che si facesse cacciare. Triste epilogo per un giocatore troppo spesso sottovalutato. BUONA FORTUNA MAURO

Sissoko 5: non è un voto al calciatore, per carità... Ma in questo campionato, vuoi per gli infortuni (devo scriverlo sempre, non è colpa mia se si sono infortunati tutti), vuoi per la coppa d'Africa, vuoi per la preparazione saltata, non è stato il Sissoko che avevamo imparato da ammirare in un anno e mezzo di Juve. Troppo discontinuo e spaesato da un modulo(il 4-3-1-2) che evidentemente non gli si addice. In ogni caso sarebbe un errore lasciarlo partire a cuor leggero.

Melo 5,5: cerchiamo di dimenticare per un attimo quando è stato pagato, altrimenti il voto sarebbe 4. E' stato inspiegabilmente bersagliato di tutti dopo le prime partite anche quando giocava bene, non ho capito l'accanimento nei suoi confronti, poi con l'andare del tempo è naufragato insieme alla squadra. Qualche eccesso, ma grande impegno sempre. I piedi non sono il suo forte? Problema di chi non lo sapeva quando l'ha acquistato. Senza di lui 5 sconfitte in 6 partite.

Candreva 6,5: arrivato a gennaio è stato sempre uno dei migliori quando è sceso in campo. Una delle maggiori responsabilità di Zaccheroni è stata proprio quella di non dargli abbastanza spazio. Grande corsa, grande tiro, ha mostrato personalità emergendo dalle macerie collettive. Non vale 7,5 mln per la comproprietà ma lasciarselo sfuggire potrebbe essere un errore imperdonabile.

Salhiamidzic 6: non si può pretendere di più da un onesto lavoratore come Brazzo, ha patito i guai fisici, nonostante tutto è riuscito a fare i suoi 2 gol.

Marchisio 6: del gruppo primavera Marchisio-De Ceglie-Giovinco è quello che mostra di avere le potenzialità maggiori. Sballottato in tutti le posizioni possibili e immaginabili del centrocampo, si è corso il serio rischio di vederlo bruciare, solo il grande talento gli ha permesso di restare a galla e di non perdere il mondiale. Qualche brutta presentazione, però E' stato colui che ci ha regalato la più grande gioia stagionale con il bellissimo gol all'inter che aveva illuso un po' tutti. Marchisio è uno dei pochissimi punti fermi da cui ripartire.

Poulsen 6: nella scorsa stagione partì con l'handicap di essere arrivato al posto di Xabi Alonso, stava riconquistando tutti quando un infortunio lo tolse di mezzo per farlo poi rientrare nel momento più difficile della stagione. Quest'anno è partito tra lo scetticismo generale ma alla fine è stato il più concreto e ordinato centrocampista della rosa. Non sarà mai Emerson, però un buon giocatore lo è di sicuro.

Tiago 4: si è provato per la cinquantesima volta a rilanciarlo, non c'è stato verso, mai visto giocatore più apatico e lento

Diego 4,5: bocciato su tutta la linea: doveva essere l'uomo del rilancio, è stato l'emblema del fallimento con tanto di inizio illusorio. Non era facile emergere in questa stagione nata male e finita paggio, ma per fallire c'è modo e modo... Diego è andato spegnendosi lentamente, come la luce di una candela. Vista la sua debolezza caratteriale non penso che ci siano possibilità per recuperarlo a Torino, ormai è andato, si rischia un Tiago 2.

REPARTO CONTROCAMPO: RIMANDATO

Veniamo a quello che ho sempre considerato il reparto più scarso e sopravaluto della squadra: 4 attaccanti di cui 2 over 30 e gli altri 2 che non hanno mai fatto più di 15 gol a stagione.

Del Piero 6: se a conti fatti risulta essere ancora una volta il capocannoniere, sia pura alla misera cifra di 11 gol, un motivo ci sarà. Saranno i rigori? Lui gli ha segnati, c'è stato chi ha spedito la palla sulla tangenziale di Bari... L'inizio di stagione è stato a dir poco travagliato: ha iniziato la stagione a dicembre, e se questo pesa per un 24enne come Sissoko figuriamoci per un 36enne come Alex cosa vuol dire saltare la preparazione e 3 mesi di campionato. Ha sempre messo la faccia davanti ai tifosi, da vero leader. Troppo spesso gli si addossano colpe e responsabilità che non ha. Se la dirigenza non è stata capace di trovare un degno sostituto non è certo Del Piero il colpevole.

Iaquinta 6: afflitto da un infortunio diventato un fiction: un mese, due mese, tre mesi fino ad arrivare a quattro mesi la sua assenza è pesata tanto. Avendo giocato solo 17 partite tra campionato, Champions e coppa Italia compresi gli spezzoni, non posso dargli un voto più alto.

Trezeguet 5,5: ha segnato 10 gol confermandosi con Del Piero la coppia gol più prolifica della squadra (che caso...). Nonostante questo da sono costretto a dire, pur essendo un suo grande estimatore, che non è più il cecchino infallibile di una volta. Troppo spesso ha avuto palloni che tempo fa avrebbe messo dentro con lo sguardo, ora gli ha sbagliati. Non è da lui, il tempo passa per tutti. Grazie di tutto David, GRANDE BOMBER BIANCONERO.

Amauri 3: irriconoscibile. Pochi giorni fa mi è capitato casualmente di vedere il video di Juventus-Milan 4-2 in cui fece una doppietta. Sembrava veramente un altro giocatore! Questo che abbiamo dovuto sopportare quest'anno non sembra essere lui, sembra piuttosto un sosia incrociato in un viaggio in crociera e mandato in campo al posto suo. Una media gol imbarazzante con 10 gol segnati tra campionato e coppe in un anno e mezzo. Prima si riusciva a difenderlo con la storia del "movimento" ora non c'è più nemmeno quello, è palesemente in sovrappeso. Avesse fatto una stagione quando meno decente sarebbe andato ai mondiali come Gattuso, Grosso e Zambrokko, non ci è riuscito. Lippi che pure ha sempre sfidato tutti e tutti non ha avuto il coraggio di portarlo ai mondiali per evitare una sommossa popolare. Mi rivolgo all'Amauri vero: se ci sei facci un segno

Giovinco e Paolucci: a loro sarà dedicato uno speciale di "chi l'ha visto?"

Alla prossima per difensori e allenatori...

Articolo pubblicato su Juvenews.net

martedì 11 maggio 2010

Pagell(in)e di fine calvario: portieri e difensori

Visto e considerato che la partita di sabato offrirà meno spunti di un torneo Berlusconi, nel quale c'è quanto meno la curiosità di vedere all'opera i nuovi acquisti, possiamo iniziare a dare un voto ai nostri "eroi" di stagione.

Buffon 7: avvio di stagione fenomenale, parate a ripetizione e almeno 6-7 punti guadagnati, poi l'arrivo dei guai fisici che hanno colpito tutta la rosa, nessuno escluso. Davanti ha una squadra che definire ridicola è un complimento, lui è costretto a parare il parabile della miriade di tiri in porta che è costretto a subire ad ogni partita. Martire.

Manninger 6+: Nessuna sbavatura clamorosa, un buon secondo per una grande squadra. Da confermare.

Reparto portieri: PROMOSSO

Chimenti 6 di stima: in un campionato del genere anche nonno zucchina ha avuto l'opportunità di mettersi in mostra. Un errore grossolano a Genova con la Samp gli sarebbe costata l'insufficienza, ma la rabbia pagata con una mano fratturata è segno di un attaccamento alla maglia che molti non hanno mostrato di avere. Esempio.

Zebina 4: Ferrara ad inizio stagione aveva puntato su di lui come terzino destro titolare, ma i cronici infortuni e la testa matta che lo contraddistingue non gli hanno permesso di rilanciarsi. Autore di un grande gol all'andata con il fulham ha cancellato il tutto con il dito medio rivolto ai tifosi nella gara di ritorno. Impossibile ricordarsi di una sola partita giocata bene, al massimo qualche lampo e poi tante tante sbavature. Da cedere al più presto.

Grygera 4: mi risuonano nell'orecchio le parole di Alessio Secco qualche mese fa "con Grygera abbiamo fatto un grande colpo". Se questi sono i grandi colpi... Un deciso passo indietro persino rispetto alla mediocrità delle 2 stagioni precedenti. Ed è tutto dire. Mai pericoloso in azioni d'attacco, ora è diventato sconcertante anche dietro, Maccarone e Budan ancora ringraziano. Sempre temibile... si, per le coronarie dei sui tifosi.

Caceres 6,5: che valga 12 milioni non ne sono convinto, sono però certo che bisognerebbe fare di tutto per ottenere uno sconto e confermarlo: prima che si infortunasse è stato molte volte la nostra unica e vera fonte di gioco. Inoltre a suo favore gioca la duttilità che gli consente di essere utilizzato anche come centrale difensivo. A patto che sia meno irruento...

Cannavaro 5,5: preso di mira fin dal suo arrivo ha sfoderato di tanto in tanto prestazioni simili a quella del 2006, In particolare in questo finale di stagione che lo vede in crescendo di condizione. Prevedo un mondiale a grandi livelli. Il problema è che questo è avvenuto solo di tanto in tanto, per il resto paga l'età che avanza. Tuttavia pur dandogli un' insufficienza mi astengo dal massacro che spesso ha ingiustamente subito, si è visto di peggio. Ha 36 anni, non si può pensare di riconfermarlo per il prossimo campionato. Figliol prodigo da rispedire indietro.

Chiellini 8: è stata lui la vera e propria anima della Juve, non ci fosse stato non oso immaginare quale classifica avremmo in questo momento. Non di rado è stato il nostro attaccante (si, ha fatto anche quello) più pericoloso. Sempre l'ultimo a mollare, quando non ne poteva più prendeva la palla e la trascinava di forza in avanti, impegno encomiabile. Ha una forza esplosiva che porta a farlo considerare a tutti gli effetti il centrale più forte d'Italia se non d'Europa. Pensare anche solo per un istatnte di poterlo cedere è follia. Capitan Futuro.

Legrottaglie 5,5: non ha messo in mostra quello doti da leader difensivo che lo avevano portato negli anni di Ranieri ad essere titolare inamovibile. Forse ha pagato il peso di avere un concorrente di grande carisma come Cannavaro, chissà... Troppe volte ha commesso disattenzione eclatanti e si è fatto trovare in ritardo. Nonostante tutto sono convinto che Chiellini e lui sarebbero stati la coppia difensiva più affidabile. Mi spiace che abbia perso il mondiale, sarebbe stata una buona alternativa. Così come sarebbe un buon rincalzo per la prossima stagione della Juve. Confermato part-time

Grosso 3,5: chiunque di noi, io per primo, era convinto che peggio di Molinaro non sarebbe potuto essere nessuno. Grosso ha avuto il merito di farci ricredere, era un'impresa ardua, lui c'è riuscito contro ogni pronostico mostrando una spiccata attitudine alle le sfide impossibili. Stessa pericolosità pari a 0 in nelle azioni offensive e (molto) peggio di Molinaro in difesa. Con lui hanno fatto festa tutti gli esterni della serie A TIM. Buon samaritano

De Ceglie 5: per carità, un mezzo giocatore e nulla più. Essere meglio di Grosso e Molinaro non vuol dire essere forti. Se Si continua a dire che è "un giovane", allora bisognerebbe mettersi d'accordo e stabilire un'età fino alla quale si è giovani. Non è possibile che un giocatore di 24 anni come De Ceglie sia considerato ancora di "belle speranze"! Per vedere trasformarsi queste speranze in realtà fino a che età dobbiamo attendere? Decidiamolo così ci mettiamo comodi.... Quando gioca male in difesa si dice che è meglio a centrocampo, quando gioca male a centrocampo è meglio in difesa. Come disse un giorno Gianni Agnelli di Del Piero: godot.

Molinaro (fortunatamente) sv

Reparto Difensori: BOCCIATO

A presto per centrocampisti, attaccanti e allenatori

Articolo pubblicato su Juvenews.net

pluf! Ennesimo buco nell'acqua dei pm

Quello che doveva essere il testimone principale dell'accusa si è rivelato un altro buco nell'acqua. Riporto il suo interrogatorio, basta questo, non c'è neanche bisogno di postare il contro esame degli avvocati difensori:

Campionato 2004/05, era allenatore del Milan, ricorda la partita Siena-Milan del 17 aprile 2005?
Ancelotti: Sì
PM: Cosa accadde nel corso dell'incontro?
Ancelotti: Siena-Milan, perdemmo 2-1, e l'arbitro era Collina; ci fu un episodio sfavorevole per un fuorigioco inesitistente e annullò un gol di Shevchenko
PM: Chi effettuò la segnalazione?
Ancelotti: L'assistente Baglioni
PM: Conosce Meani?
Ancelotti: Sì
PM: Che ruolo svolgeva nel Milan?
Ancelotti: Era l'addetto all'arbitro
PM: Lei ha fatto il viaggio di rientro da Siena con Meani
Ancelotti: Sì eravamo in auto, io e lui, perchè lui passava da Parma, dove io vivevo e mi diede un passaggio
PM: Avete parlato di quella gara?
Ancelotti: Sì, soprattutto dell'episodio, perchè era abbanstanza chiaro, e lo valutavamo molto negativamente
PM: Ricorda qualche dichiarazione che ha fatto?
Ancelotti: Le parole precise no, ma il senso era di un grave torto, perché era la fine del campionato
PM: Non ricorda altro?
Ancelotti: No
PM: Lei ha detto nel verbale di sommarie informazioni del maggio 2006 che era esterefatto "e con Meani mi sono sfogato ritenendo che quella decisone fosse frutto di una premeditata scelta. Credo di aver detto che Baglioni era stato mandato da Moggi"
Ancelotti: Se l'ho detto lo confermo
PM: Lei parlò con Meani anche della sua fase di allenatore della Juventus?
Ancelotti: No, non ho parlato di quello con Meani in quella circostanza
PM: Dallo stesso verbale si dice che avrebbe parlato con Meani, e che Moggi sapeva già dal giovedì gli arbitri della domenica, e che era già pronta la torta per la vittoria della Juventus e che erano successi fatti strani dopo Parma
Ancelotti: Non ho mai detto a Meani che Moggi mi diceva il giovedì gli arbitri della domenica, nè che stilava il calendario. Dissi solo che avevo la senszione che Moggi avesse un rapporto privilegiato con De Santis
PM: Che accadde nella partita col Parma e in quella successiva a Perugia?
Ancelotti: Col Parma ci fu l'annullamento di un gol del Parma all'ultimo minuto di gioco, e questo, a livello mediatico, scatenò un putiferio e...
PM: Da chi era ebitrata?
Ancelotti: De Santis, e poi perdemmo con il Perugia
PM: Arbitro?
Ancelotti: Collina
PM: E parlò con Meani almeno di queste due gare?
Ancelotti: In questa precisa circostanza non ho parlato con Meani di altro che della gara di Siena e di quel campionato
PM: Che intende per rapporto particolare con De Santis e Moggi? Dall'attegiamento che avevano prima delle partite? Lo ha verificato durante gli anni in cui era alla Juve? E, in concreto, che intende per rapporto confidenziale?
Ancelotti: Rapporto confidenziale
PM: Tipo darsi del tu?
Ancelotti: Sì
PM: E i suoi calciatori colloquiavano con De Santis anche nello spogliatoio dell'arbitro?
Ancelotti: Io questo non l'ho mai visto, Lei si riferisce ad un racconto di Gattuso dopo un Juve-Milan, ma io non ho mai visto Moggi nello spogliatoio di De Santis
Opposizione dell' avvoccato di De Santis, che viene accolta
PM: Che tipo di racconto le ha fatto Gattuso?
Ancelotti: Che aveva visto Moggi nello spogliatio dell'arbitro
PM: Nel colloquio con Meani avete fatto riferimento ad episodi accaduti nel campionato. A quali altri si riferisce?
Ancelotti: Un Lecce-Milan, arbitro Pieri, con ammonizioni a Maldini, e Juve-Milan, arbitro Bertini dove, non ci furono concessi 2 calci di rigore, e tutto questo aveva alterato gli animi
PM: Ha mai usato l'espressione "la torta era pronta", per il campionagto 1999-2000?
Ancelotti: No, mai usata, quel campionato ce l'ho ancora addosso. Poi un fatto strano era successo, avevamo aspettato un'ora e mezza tra un tempo e l'altro. Il 2004-2005 era diverso, l'addizione di più episodi aveva fatto pensare che c'era qualcosa contro di noi
PM: In quale peirodo, quando eraallenatore della Juve, nel corso del periodo estivo, è stato mai chiesto da Moggi se, come allenatore della Juve aveva preferenze quanto agli incontri della Juve nella prima parte del campionato?
Ancelotti: No

venerdì 7 maggio 2010

Il Giro al Via

Prende il via domani dall'Olanda la 101° edizione della corsa rosa.

E' una edizione caratterizzata dai tanti forfait degli atleti di punta. I motivi delle svariate assenze sono in parte da addebitare ad un percorso a dir poco proibitivo nella terza settimana, con tanto di crono-scalata a plan de corones dove le pendenze sfiorano il 25%!!! Praticamente una pista di sci girata al contrario, e non è un'esagerazione. Insomma, dopo il tracciato piatto dello scorso anno, si è voluto strafare nell'altra direzione. Un percorso finale che ha fatto desistere non solo alcuni uomini di classifica (Menchov su tutti) ma anche velocisti come Cavendish, Bennati e Freire. Insomma, pure per le volate poca roba, ad eccezione dell'ormai datato Petacchi, del piazzato Farrar e del super-favorito tra gli uomini-Jet: Andre Greipel "La Bestia". Non saranno della gara neppure Boonen e il cannibale di stagione, con i successi alla roubaix e al Fiandre: Fabian Cancellara. Mancherà anche Armstronge e detto tra noi, non mi dispiace affatto.

Ad impoverire il giro ci si sono messe anche le decisioni, che definire discutibili è riduttivo, della Schifezza dello Sport per mano di Zomegnan. Non si capisce per quale strano motivo non siano state invitate la ISD di Rujano e soprattutto la Flaminia di Riccardo Riccò! Gente che con i suoi numeri sulle salite avrebbe accesso i cuori della folla. Per Riccò in particolare pare esserci un'accanimento della Rcs, che lo aveva già escluso dalla Milano-Sanremo. Questo non è giustificabile perchè si sta parlando di un ragazzo che ha sbagliato, ma che scontata la squalifica deve avere l'opportunità di gareggiare come tutti. Non è più ammissibile che certa gente voglia distruggere il ciclismo in Italia, hanno fatto fuori tutti i nostri migliori atleti: dal miglior Basso a Rebellin, passando per Di Luca e Riccò. Ora Ci ritroviamo ad avere il miglior azzurro nelle classiche del nord che arriva 20°-25°. La cura Petrucci-Torri sta avendo l'unico effetto di ammazzare il ciclismo italiano.
Le nostre speranze (come italiani, e mie in particolare come tifoso di Ivan Basso :-)) di tornare a vincere la maglia rosa dopo 2 anni, sono legate tutte proprio a "Ivan Il terribile". L'impressione che ha destato nelle corse di avvicinamento al giro non è stata delle migliori, la speranza è che sia al meglio per la decisiva terza settimana. Quel che è certo è che la mancata (ai noi) presenza di Pellizotti gli darà una grossa mano in quanto sarà il leader unico della Liquigas. Senza dubbio non possiamo sperare che vinca Damiano Cunego, per carità, qualcuno lo fa ancora, ma si tratta ultras accecati del veronese, non c'è altra spiegazione. Ivan se la dovrà vedere principalmente con il campione del mondo: l'australiano Cadel Evans e con il vincitore del tour 2008: lo spagnolo Carlos Sastre. A mio avviso il favorito numero 1. In più c'è la grande incognita Vinokurov: reggerà sulle ultime salite? Se la risposta sarà si allora il favorito è lui, personalmente penso che la risposta sarà no. Alla strada la sentenza inappellabile.

Articolo pubblicato su Juvenews.net

giovedì 6 maggio 2010

Siamo la Juve: no a mediocri e scarponi


Dopo un'annata trasformatasi in una via crucis con tanto di 13 sconfitte (fino ad ora) che sembrano quasi le 13 stazioni, la prossima stagione deve necessariamente portare con se un profondo rinnovamento. Un rinnovamento che sappia di F.C. Juventus 1897 e non di New Holland 2006. In questo la presidenza di Andrea Agnelli è un segnale positivo senza ombra di dubbio, che però NON deve restare isolato. Servono dirigenti e allenatori al top a livello mondiale, solo in questa maniera si può pensare di rialzare la testa.
E purtroppo devo dire che in questi giorni ho un cattivo presagio... Mi spiego: quando si parla di allenatori di altissimo livello ci si riferisce a gente alla Benitez, e fino a poco fa pareva certo che si sarebbe andati in questa direzione. Ora invece sono iniziate a circolari strane e preoccupanti voci su ripieghi, piano B (che se fosse Allegri sarebbe piano C), su gente che costa meno ecc. Tutti "notizie" dei giornali, sia chiaro, ma quello che mi fa pensare che ci sia qualcosa di vero è altro. Basta vedere come hanno titolato i giornali sportivi negli ultimi 2-3 giorni: il Corriere dello sport: "vince Spalletti in un sondaggio tra i tifosi", il Tuttosport: "Marotta preferisce un italiano", "il mondo del calcio consiglia un'italiano", la Schifezza rosa non so cosa scriva perchè non vado mai a leggere nemmeno i titoli. Questi titoli a me sanno tanto di una precisa direttiva societaria che mira a preparare il terreno ad un eventuale fallimento della trattativa Benitez in modo che ai tifosi non scotti più di tanto e non ci siano contestazioni. Sono fermamente convinto che siano titoli fatti uscire di proposito per convincere la gente che in fondo Prandelli e Allegri sono meglio di Benitez perche "sono italiani", "costano meno" e bla bla bla. TUTTE BALLE. Questa è gente che se Zaccheroni fosse arrivato quarto l'avrebbe confermato. E' un lavaggio del cervello anticipato per evitare che l'ira dei tifosi porti a non rinnovare abbonamenti allo stadio, alle Pay-tv e a non comprare più i quotidiani sportivi. Uniche cose che realmente spaventano chi comanda il calcio.
Per carità, nessuno sta dicendo che Benitez porterà con se la pozione magica di Asterix e Obelix o che se non verrà lui sarà la fine. Ma quanto meno l'alternativa al manager spagnolo deve essere rappresentata da un grande tecnico, un Capello, un Lippi, un Wenger, gente al suo stesso livello insomma. Non si può pensare che Allegri o Prandelli siano nomi buoni per risollevare una Juve ridotta agli stracci. Sono più che altro nomi pompati dalla stampa: Allegri è stato esonerato anche dal Cagliari, ha fatto a buon livello non più di una trentina di partite di serie A, e poi? Niente. Si rischia di prendere un altro Ferrara. Prandelli? lasciamo perdere: 17 sconfitte parlano fin troppo chiaramente. A Firenze lo vogliono solo gli ultras, il resto della tifoseria ce lo spedirebbe con la posta celere e con ricevuta di ritorno per assicurarsi che sia arrivato a destinazione. I suoi risultati contro le big sono sempre stati deficitari, è riuscito a perdere anche contro di noi quest'anno, ed è tutto dire. Si ripete sempre la solita storiella dei giovani lanciati da lui, ma io sinceramente non ne vedo, o se ci sono non sono più di quelli lanciati da Lippi, Capello, Benitez, Ranieri o Deschamps. Prandelli è una brava persona, ma è uno che si accontenta, non è quello che serve ad una squadra che ha bisogno di una guida forte e sicura.

La Juve per tornare ad essere la Juve ha bisogno del meglio, non della mediocrità di chi pensa di prendere Allegri e di cedere Buffon a 25 milioni per prendere un mezzo scarpone a 10-15 milioni.

La JUVE è questa, voglio farcelo dimenticare, non devono riuscirci.



Articolo pubblicato su Juvenews.net

mercoledì 5 maggio 2010

Moggi a Matrix

Ieri Moggi e suoi avvocati sono stati ospiti del programma "matrix". Finalmente dopo una serie infinita di programmi faziosi che avevano come scopo finale quello di dare addosso a Moggi, si è potuto assistere ad una trasmissione normale.

Guardiamoci la sua parte, forse, più interessante

domenica 2 maggio 2010

L'hanno capito anche in Germania

Benchè la stampa nostrana si stia affannosamente impegnando per sminuire le nuove intercettazioni e continuare a far credere alla gente che Moggi mangiasse i bambini, in tutto il resto d'Europa chiunque si è accorto di come stiano realmente lo cose.
Ecco la traduzione integrarle di un articolo apparso pochi giorni fa in Germania sullo Spiegel.



L'Inter dopo il successo col FC Barcellona nella Champions League è in finale e incontrerà il Bayern. Tuttavia delle preoccupazioni affliggono il club: in Calciopoli sono apparse nuove intercettazioni, che potrebbero nuocere all'Inter, che rischia severe punizioni.

Amburgo - Si tratta di telefonate intercettate, manipolazioni arbitrali e dubbi intrecci economici nella serie A italiana: no, non si tratta della Juventus. Quattro anni dopo lo scandalo della serie A italiana, a seguito del quale la Juventus venne retrocessa in serie B con la revoca di due scudetti, l'Inter rischia le stesse pene. Non passa un giorno senza che appaiano nuovi, sporchi dettagli.
L'impulso lo ha dato proprio Luciano Moggi. L'ex manager della Juventus era stato dichiarato l'artefice dello scandalo dai media italiani e ricevette come condanna per le presunte manipolazioni arbitrali una squalifica di cinque anni. Nel suo processo di fronte ad un tribunale serio a Napoli Moggi ha cambiato le carte in tavola. I suoi avvocati hanno presentato conversazioni dell'ex-presidente dell'Inter Giacinto Facchetti e del proprietario del club, Massimo Moratti, col designatore arbitrale d'allora Paolo Bergamo. Nelle telefonate era stata messa a disposizione del presidente dell'Inter la scelta di un "buon arbitro". Secondo l'agenzia italiana di notizie Ansa gli arbitri avrebbero ottenuto in cambio sconti sui biglietti dello stadio oppure lussuose cene assieme ai responsabili del club.

L'avvocato pretende l'assoluzione per Moggi.
Con queste ulteriori intercettazioni telefoniche Moggi e i suoi difensori vogliono dimostrare che gli stretti contatti con gli arbitri, usati come accusa contro Moggi, erano consueti nella serie A. SPIEGEL ONLINE ha appreso come l'avvocato di Moggi Paco D'Onofrio voglia raggiungere al processo davanti al tribunale di napoli l'assoluzione di Moggi per tutti i capi d'accusa e che possa continuare a lavorare come manger.

Il club e i suoi tifosi pretendono in base alle nuove informazioni una immediata uniformità di giudizio. "La giustizia deve essere equa, deve essere assicurato un trattamento equilibrato per tutti i club" riferisce il club juventino tramite una conferenza stampa. Le conversazioni apparse nel processo contro l'ex-manager della Juve Luciano Moggi tra responsabili dell'Inter e l'ex designatore arbitrale dovrebbero venir valutate con lo stesso metro col quale furono valutate a suo tempo le chiamate di Moggi.
In seguito a Calciopoli (2006) alla Juve vennero revocati gli scudetti e al secondo classificato Milan tolti 30 punti. A seguito di ciò l'Inter venne dichiarata campione d'Italia. Il boss dell'Inter Moratti reagisce rilassato alle accuse della concorrente Juventus: "Sono affari loro", risponde alle domande riguardo l'attacco della Juve. "E' assurdo che vogliano revocare all'Inter lo scudetto 2006, che ci siamo meritati."

I tifosi annunciano dimostrazioni davanti alla sede FIGC

L'allenatore della Juventus di allora, Fabio Capello, si sente confortato dopo le ultime notizie apparse. L'attuale allenatore dell'inghilterra dice che gli ultimi due scudetti erano stati vinti in modo sportivo e onesto senza aiuti esterni. Anche i tifosi e gli azionisti juventini sono indignati. "Stiamo cercando di ridare alla Juventus i due titoli revocati", dice Massimo Finizio. Assieme a Salvatore Cozzolino, che parla a nome dei piccoli azionisti del club, organizza la resistenza e pretende l'uguale trattamento per tutti. Finizio annuncia: "Prossimamente organizzeremo una dimostrazione davanti alla sede della FIGC."

Esperti dubitano che l'Inter verrà punita, a causa della prescrizione. Non è della stessa idea l'ex giudice sportivo Corrado De Biase. "Chiunque dica che l'Inter non corre alcun rischio, si sbaglia o non conosce le leggi sportive: se il sospetto verrà confermato, l'inter rischia severe sanzioni - in teoria pure la radiazione del club". Sicuramente non si arriverà a questo punto. Tuttavia è sicuro, che l'immagine dalla serie A italiana abbia subito un altro colpo.