La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

domenica 20 giugno 2010

E' caccia all'uomo: tutti contro Lippi e la Juve

Oggi Marcello Lippi è il principale accusato di ogni male che affligge la nazione, domani sarà ancora peggio: i fucili dei rancorosi a cui hanno dato tremendamente fastidio tutte le vittorie di Lippi, 2006 compreso (anche se non lo diranno mai) sono spianati, tutti vogliosi di sparare sulla loro preda preferita. Anziché riflettere sulla questione dei tutti stranieri nella squadra che da 4 anni vince il campionato italiano cosa c'è di meglio per quella schiera di giornalisti, che dobbiamo sorbirci per chissà quali peccati commessi, che sparlare di Lippi e del blocco Juve? Nessuna.
E allora vai! Tutti addosso a Lippi! Parte mediaset con un 4 per motivi che non riesce nemmeno a spiegare; il Corriere, tramite un editto del consigliere d'eccezione di Cobolli, esige che Lippi "ci ridia l'Italia" come se se la fosse rubata e messa in tasca per farci un dispetto, Tuttosport è il peggiore di tutti: vengono citati, neanche fossero versetti del Vangelo, dei commenti lasciati su Facebook da gente fuori di se: si va dal "Lippi come Oronzo Cana", al "demente", passando per chi gufa "perché questa 'juvenutus' non si puo' guardare". E non provate a scrivere un commento contrario, non ve lo fanno neppure comparire. Tralascio per assuefazione di commentare il titolo a nove colonne "manca Cassano"; rai sport impegnata ad offrire a tutti il peggior servizio sui mondiali della storia, in mezzo alle solite battutine idiote di Bartoletti (confinatelo in mezzo ai prosciutti come al Giro), ai deliri di onnipotenza di D'amico, agli occhiali osceni di Mazzocchi e ai piatti di lasagne di Galeazzi ci infila un "non si può costruire la squadra sul blocco Juve" che non fa mai male.
Insomma, ovunque ti giri e ti volti è tutto un dare addosso a Lippi e alla Juventus che Zeman si starà leccando i baffi. A proposito del "perdente"... non mi meraviglierei di trovarlo ospite in qualche trasmissione in dolce compagnia del suo compare Agroppi. Tutti "allenatori" dalle innumerevoli sconfitte che se non facessero di mestiere gli anti-Juventini sarebbero morti di fame da un pezzo. Tutta gente che 4 anni fa ha dovuto ingoiare un boccone al veleno che non ancora digerito. Ricordo ancora Agroppi da Biscardi dopo i quarti di finale: "se l'Italia vincerà il mondiale farò i complimenti a Lippi". Non immaginate che goduria le scena in cui dovette complimentarsi....

Vorrei far notare che siamo al paradosso dei paradossi: la squadra più colpevole è quella che da più giocatori alla nazionale!!!!!! Roba da non credere, potere dell "anti-juventinismo" che travalica tutto.
Io sto con Lippi, oggi può aver sbagliato i cambi i moduli e tutto quello che si vuole, ma i miracoli non è in grado di farli ne lui ne nessun altro allenatore al mondo. Il blocco Juve deve esserci per forza. Dal momento che le altre grandi hanno deciso di puntare tutto sugli stranieri cosa di doveva fare? Convocare Zanetti e Cambiasso? Non è possibile. Era possibile convocare Cassano, però stiamo parlando di un buon giocatore che raramente ha fatto la differenza nelle occasioni che contano e che avrebbe rischiato di ridurre lo spogliatoio dell'Italia come quello della Francia. Il gioco non valeva la candela, in fondo Cassano non ha niente a che fare con Maradona o Cruyff. Vedere per credere...





FORZA JUVE, FORZA LIPPI E FORZA AZZURRI

Articolo pubblicato su Juvenews.net

martedì 15 giugno 2010

Oltre l'indecenza

Alla fine dopo tanti deliri sentiti in televisione, dopo una settimana di discussioni e di sdegno politico per un labiale di Marchisio che tutto dice meno che "ladrona", ecco che arriva il momento del delirio massimo tra l'assordante indifferenza di chi dovrebbe rappresentare il popolo italiano (sentire per credere):



VERGOGNA! Mi aspettavo una presa di distanze da parte del partito che senza dubbio finanzia queste radio... sto ancora aspettando e credo che aspetterò in eterno, se è vero com'è vero che un noto appassionato di esami di Stato (tanto da averli fatti 3 volte) ha recentemente dichiarato: “Non tifo Italia ai Mondiali, non capisco il napoletano e non sono mai sceso a sud di Roma”.

lunedì 14 giugno 2010

Le malefatte di Tronchetti Provera

Quello che si e' verificato e' stata molto semplicemente la esecuzione capillare di operazioni di 'spionaggio' di possibili e futuri dipendenti; di concorrenti; di personaggi della finanza (...) di giornalisti particolarmente critici (...) di manager» e di «vari personaggi della vita pubblica, politica ed economica italiana ritenuti 'ostili' alle due aziende, ovvero in particolare al Presidente Tronchetti Provera». Lo scrive il gup di Milano Mariolina Panasiti nelle motivazioni dei patteggiamenti sulla vicenda dei dossier illegali. Le operazioni di spionaggio sono state fatte, prosegue il giudice, nei confronti «di assistenti; di uomini politici; di mogli, fidanzate, amici, amiche, figli degli amici, calciatori, allenatori di squadre di calcio, cognati, cognate, ex mariti; con assunzione capillare di informazioni su qualunque aspetto della vita delle persone fisiche o giuridiche spiate potesse essere rilevante - eventualmente anche in termini di pressione - per le due aziende Telecom e Pirelli e per il loro Presidente». Il tutto, si legge ancora, «con assunzione di informazioni sensibili oltre che potenzialmente imbarazzanti, quali potevano essere le esposizioni bancarie, i precedenti penali e giudiziari, eventuali rapporti Sisde, o presso forze di Polizia, al punto da costituire i detti dati gia' lo standard del tipo di accertamenti che il Cipriani o il Bernardini realizzavano quasi in automatico non appena richiesti dalle security delle due societa». Il gup parla di una «attivita' di investigazione in danno di vari personaggi della vita pubblica, politica ed economica italiana (Gnutti, Colaninno, Della Valle, Bernabe', Scaroni, De Benedetti, Tremonti, Bossi, Brancher, solo per citarne alcuni)».



GLI INTERESSI DI TELECOM - «È mancata in atti proprio la prova, anzi si è positivamente formata prova contraria, che le manovre, per come contestate agli imputati Tavaroli, Iezzi, Ghioni, sul presupposto di una loro autonoma e autoreferenziale scelta di procedere all'acquisizione di informazioni, ovvero all'esecuzione di intrusioni informatiche all'unico fine di stornare risorse economiche dalle Società Telecom e Pirelli, non abbiano avuto la reale consistente indicata dal pm che in tal senso ha fatto proprie le tesi delle due Società». È uno dei passaggi delle motivazioni dei patteggiamenti fatti dal gup di Milano, Mariolina Panasiti, nell'ambito del procedimento sui Dossier Illeciti. Per il giudice, in particolare, vi è in atti la prova che i dossier sono stati formati nell'interesse di Telecom e di Pirelli. «Le richiesta di acquisizione di informazioni e di intrusione informatica - precisa il gup - erano attività strettamente pertinenti a scelte aziendali, nelle due aziende pienamente condivise e conosciute, idonee a soddisfare e a corrispondere a specifici interessi delle due società e del gruppo dirigente che in quegli anni era rappresentato dalle medesime persone, nella specie Marco Tronchetti Provera e l'ad Carlo Buora».



TRONCHETTI SAPEVA - «Una gravissima intromissione nella vita privata delle persone mossa da logiche partigiane nella contrapposizione tra blocchi di potere economici e finanziari, logiche che tendono a beneficiare non già l'azienda come tale ma chi in un dato momento storico ne è il proprietario di controllo». Sono le parole con cui il gup milanese Mariolina Panasiti, motivando i patteggiamenti di 16 imputati tra i quali Giuliano Tavaroli (4 anni e 2 mesi) e Fabio Ghioni (3 anni e 4 mesi) e delle due società Telecom e Pirelli (sanzioni pecuniarie per 7 milioni di euro) chiama in causa Marco Tronchetti Provera che all'epoca dei fatti era il presidente dei due consigli di amministrazione. «Che Ghioni (il capo del Tiger Team la struttura illegale interna a Telecom n.d.r.) avesse agito di sua iniziativa è palesemente inverosimile - scrive il gup - che Tavaroli (all'epoca responsabile della security n.d.r.) gestisse pratiche di quel genere nel suo interesse è parimenti altamente improbabile. La ricostruzione degli avvenimenti fornita dai pm e da Telecom e Pirelli è risultata nettamente smentita dall'incartamento processuale. Le due aziende sono pervenute ad una sostanziale accettazione delle contestazioni accedendo all'applicazione delle sanzioni pecuniarie». Il gup ricorda inoltre che le imputazioni a carico delle due società sono in una situazione di alternatività rispetto all'accusa di appropriazione indebita. Accusa che per decisione dello stesso giudice è caduta in udienza preliminare. Il deposito delle motivazioni specifiche ci sarà nelle prossime settimane contestualmente alla trasmissione degli atti ai pm affinchè svolgano nuovi accertamenti per indiividuare ulteriori responsabilità. Secondo il gup «Telecom e Pirelli erano perfettamente consapevoli delle fatture emesse da società estere per un'attività che era formalmente devoluta all'esecuzione di ben individuati, immutevoli e ben conosciuti personaggi come Cipriani e Bernardini». E le fatture gravano sul budget della security nei bilanci dell due società quotate, ricorda il giudice. «I bilanci sono stati approvati regolarmente secondo i meccanismi gerarchici fino ad arrivare ai consigli di amministrazione. In questi sedevano il presidente Marco Tronchetti Porvera e l'amministratore delegato Carlo Buora. Bilanci approvati senza alcun rilievo di sorta» aggiunge il gup.



TESI ACCOLTE - Il giudice, lo scorso 28 maggio, nel decidere sui patteggiamenti e sulle richieste di rinvio a giudizio, aveva fatto cadere l'accusa di appropriazione indebita ai danni di Telecom e Pirelli contestata dalla Procura ad alcuni imputati, tra cui Giuliano Tavaroli, Fabio Ghioni ed Emanuele Cipriani. Nelle motivazioni si legge: «ritiene questo decidente che sia mancata in atti proprio la prova, anzi si e' positivamente formata la prova contraria, che le manovre per come contestate agli imputati» siano state compiute «all'unico fine di stornare risorse economiche dalle societa' Telecom e Pirelli». I pm, secondo il giudice, hanno «fatto proprie le tesi delle due società», che parlavano di un'appropriazione indebita ai loro danni. Una tesi che il giudice non ha accolto, spiegando che le richieste dei dossier erano attivita' «nelle due aziende pienamente condivise e conosciute». Come emerge dalle motivazioni, Tronchetti Provera e Carlo Buora «hanno approvato il bilancio dei due diversi settori security delle due aziende, senza alcun rilievo di sorta». Il budget delle direzioni security «approvato e condiviso», si legge ancora, «era negli anni cresciuto, passando da 10 milioni di euro a 50/60 milioni di euro, fino a toccare i 120 milioni di euro nell'anno 2004».



LO SCOPO - «Le richieste di acquisizione di informazioni e di intrusione informatica erano attività strettamente pertinenti a scelte aziendali, nelle due aziende pienamente condivise e conosciute, idonee a soddisfare e corrispondere a specifici interessi delle due società e del gruppo dirigente, che in quegli anni era rappresentato dalle medesime persone, il presidente Marco Tronchetti Provera e l'amministratore delegato Carlo Buora». Lo scrive il Gup di Milano, Mariolina Panasiti, nelle motivazioni della sentenza con cui ha ratificato il patteggiamento di alcuni imputati nell'ambito dell'indagine sui dossier illegali creati 'all'ombrà di Telecom da una struttura capeggiata da Giuliano Tavaroli. Che i report illegali siano stati effettuati nell'interesse delle società, secondo il Gup, emerge «in maniera del tutto univoca» e in contrasto, questo il giudice lo ribadisce in più passaggi delle sue motivazioni, con la tesi fatta propria dalla procura, per la quale le attività illecite avrebbero avuto come unico scopo quello di stornare risorse economiche dalle società Telecom e Pirelli.



TRONCHETTI SMENTISCE - Marco Tronchetti Provera, attuale presidente di Pirelli, nelle sue dichiarazioni in fase di indagini sulla vicenda dei dossier illegali ha manifestato un «ostinato diniego di ogni consapevolezza di quanto accadeva nelle aziende da lui, almeno formalmente, gestite». Lo scrive il gup di Milano, Mariolina Panasiti, nelle motivazioni dei patteggiamenti nell'ambito dell'inchiesta sui dossier illegali. Il giudice spiega, in uno dei passaggi delle oltre 300 pagine di motivazioni, che l'allora presidente di Telecom e di Pirelli nelle dichiarazioni «rese in sede di esame in fase di indagini» ha manifestato un «ostinato diniego» anche «nella consapevolezza di quegli elementi di conoscenza comunemente condivisi in azienda da dipendenti e dirigenti di diversi livelli, ed addirittura portati alla conoscenza delle collettivita' in convention di security». Il giudice, nelle scorse settimane, anche alla luce di alcune testimonianze in sede di udienza preliminare, tra cui la deposizione di Tronchetti Provera, ha disposto la trasmissione degli atti in Procura perche' valuti la possibilita' di nuove indagini.



L'APPROPRIAZIONE INDEBITA - Il gup ricorda poi che le imputazioni a carico delle due società sono alternative rispetto all'accusa di appropriazione indebita. Accusa che, per decisione dello stesso giudice è caduta in udienza preliminare, ma che era stata mossa dalla Procura a carico di alcuni degli imputati. Il deposito delle motivazioni specifiche avverrà nelle prossime settimane contestualmente alla trasmissione degli atti ai pm affinchè svolgano nuovi accertamenti per individuare ulteriori responsabilità. Intanto, sempre secondo il gup «Telecom e Pirelli erano perfettamente consapevoli delle fatture emesse da società estere per un'attività che era formalmente devoluta all'esecuzione di ben individuati, immutevoli e ben conosciuti personaggi come Cipriani e Bernardini». E le fatture gravano sul budget della security nei bilanci dell due società: «I bilanci sono stati approvati regolarmente -sottolinea il gup- secondo i meccanismi gerarchici fino ad arrivare ai consigli di amministrazione. In questi sedevano il presidente Marco Tronchetti Provera e l'amministratore delegato Carlo Buora. Bilanci approvati senza alcun rilievo di sorta».

giovedì 10 giugno 2010

Sguardo al mondiale



Quando mancano mano di ventiquattr'ore al calcio di inizio della 19° edizione della rassegna iridata, proviamo a fare un'analisi ci ciò che ci attenderà.
Il primo mondiale in terra africana presenta ai nastri di partenza tutte le nazionali campioni del mondo, con un equilibrio di 9-9 tra i titoli vinti da squadre europee e quelli vinti da nazionali sud-americane. In questo senso sarà un mondiale spartiacque da giocare in campo neutro. Cerchiamo allora di capire chi ha le maggiori possibilità di effettuare il sorpasso...
Inutile dire che le carte sud-americane si chiamano Brasile e Argentina, Argentina e Brasile, sempre loro due dal lontano 1950 quando un gol dell'Uruguaiano Ghiggia al Maracana sconvolse un'intera nazione a tal punto che la notte della "finale" (chiamiamola finale per comodità, anche se in realtà non si trattò di una vera e propria finale) passerà alla storia come la "notte dei suicidi", per via delle decine di cadaveri ritrovati per strada il mattino seguente.
Il Brasile, sotto l'effetto del pragmatismo impostogli da Dunga, ha incredibilmente nel reparto difensivo il suo punto di forza potendo contare su giocatori del calibro di Jaun, Lucio, Maicon, Dani Alaves e Thiago Silva. Coraggiose, e fino ad ora corrette, si sono rivelate le scelte dell'ex viola di mettere da parte il calcio bailado dei tanti e inconcludenti fantasisti verdeoro. Il mondiale sarà la prova del 9 del nuovo corso brasiliano, ma non consideragli tra le favorite è una cosa che farebbe gridare vendetta.
Diversa è la situazione di un Argentina in balia di un "allenatore" che a definirlo tale si rischia un esposto della categoria degli allenatori. In condizioni normali chi può contare sull'attacco anni luce più forte del lotto sarebbe di diritto il grande favorito, ma con quell'uomo in panchina la selection parte ad handicap. Tanto per dirne una: ha intenzione di schierare una difesa a 4 composta tutta da centrali. VOTO 6 (Media tra il 9 della rosa e il 3 del ct)
Veniamo ora al "vecchio continente" che affida le sue maggiori possibilità alla super-favorita Spagna a all'Inghilterra del generale Fabio. Più defilate, e non di poco, ci sono Italia, Germania, Olanda e Francia.
Se si leggono i nomi di tutti i convocati non si può fare a meno di notare cosa sia la Spagna: non c'è un solo elemento che si possa definire mediocre, ne in attacco e ne in difesa. Una nazionale dove Pedro e Fabregas sono considerati un "di più", non può meritare voto diverso dal 10 e il titolo di grande Favorita.
Più defilata è l'Inghilterra che grazie a Capello ha messo da parte la scia di scandali che da sempre accompagna le spedizioni dei leoni inglesi. Il punto debole è l'attacco: tolto Rooney non resta niente se non il cavallo scoordinato Crouch. Per il resto è una rosa di livello eccelso, avere centrocampisti come Lampard e Gerrard e difensori come Terry e Charrager (convinto da Capello a tornare), non è casa da tutti.
Decisamente dietro Spagna e Inghilterra c'è il quartetto composto da Italia, Francia, Germania e Olanda. Degli azzurri si è detto e scritto di tutto, inutile ripetere di nuovo concetti ormai stra-vecchi: Lippi ben conoscendo i limiti tecnici oggettivi della rosa, punta tutto sul gruppo. Tutto qua. La Francia deve affidarsi agli astri, nel senso letterale del termine, visto che Domenech fa la formazione consultando un'astrologo. In questo periodo gli è successo di tutto: il gol di mano di Henry, lo scandalo a luci rossi di Ribery, se vincesse il mondiale mi direi stupefatto. La Germania parte con pesanti assenze, su tutte quella del capitano Ballack,. Non stessimo parlando della Germania nessuno gli darebbe credito, invece stiamo parlando dei tedeschi... Si sa che nelle occasioni che contano non si fanno mai trovare impreparati, c'è da scommettere che almeno i quarti li raggiungeranno. Ultima, ma non ultima, l'Olanda si Snajider e Robben. Dal centrocampo in su è una squadra perfetta, non fosse per il fatto che nel calcio contano anche difesa e portiere avrebbero grandi possibilità di successo. Il problema per loro è che difensori e portieri contano eccome....

Aspettando il fischio di inizio guardiamoci questo video sperando sia di buon auspicio, perchè indipendentemente da tutto, al mondiale FORZA AZZURRI! Il tifo contro lo lascio volentieri agli anti-Lippi e ai fiorentini



Articolo pubblicato su Juvenews.net

mercoledì 9 giugno 2010

Un calcio alla critica preventiva.


"Una stagione piena di delusioni come quella appena finita, lascia inevitabilmente strascichi per un bel po' di tempo". Questa è la prima risposta che mi sono dato leggendo e sentendo un po' dappertutto, anche da parte parecchi tifosi juventini, critiche a qualsiasi decisione presa dalla nuova società. Critiche che a volte sembrano fatte giusto per il gusto di farle o per poter un dire giorno "io avevo detto". Io non ci sto!
Questo non è il momento di iniziare a dare addosso ad una dirigenza che è appena arrivata e che ha una montagna di lavoro da svolgere davanti a se. Per molti versi terribilmente arduo: O forse pensate che sia un gioco da ragazzi piazzare giocatori o presunti tali magari pagati a peso d'oro? Stiamo parlando di gente che guadagna 3-4 milioni all'anno in età da reparto geriatrico (calcisticamente parlando), gente che passa più tempo in infermeria che sul campo di allenamento, gente che quando li porti la proposta a 1 mln del River Plate ti ride in faccia. Sfido qualsiasi dirigente a trovare un acquirente credibile al signor Jonathan Zebina: 32 enne con 3 milioni di ingaggio con una media di 10 presenza a stagione. Fosse un automobile sarebbe in vendite con la descrizione di "auto pluri-incidentata". Zebina tanto per dirne uno, ma si potrebbe andare avanti con i nomi che tutti conosciamo e che evito di ripetere per non essere ripetitivo e soprattutto per non rovinarmi la serata. Con lo stesso Diego si hanno grosse difficoltà a trovare club disposti a sganciare la stessa cifra pattuita un anno fa con il Werder. Bisogna ringraziare il cielo che a Cannavaro venne fatto un contratto di un solo anno, altrimenti l'anno prossimo ce lo trovavamo ancora a Torino visto che il Napoli non l'ha preso manco per scherzo. Un grazie enorme anche a Bettega che ha piazzato in maniera ottimale Molinaro e Tiago (con la preghiera che l'Atletico lo riscatti). Diverso il discorso di Melo che ha l'enorme vetrina del mondiale da sicuro protagonista con il Brasile.

Per quanto tempo abbiamo invocato A.Agnelli e Marotta? 4 anni. E' semplicemente impensabile che già oggi, a neppure un mese dal loro insediamento, ci si dica delusi.
Forse qualcuno si aspettava che questi arrivassero con il contratto di Rooney e Messi in mano? beh... forse ci si sta dimenticando che alla Juve c'è da ricostruire partendo dalle fondamenta e che la prossima stagione si disputeranno i preliminari di Europa League, non propriamente li massimo dell'aspirazione per un top-player.
Guardiamo i fatti: è arrivato un nazionale fisso, Pepe, in una zona del campo, quella degli esterni alti, interamente sacrificata sull'altare della Diego-dipendenza. E' arrivato con una formula che consente di non intaccare minimamente un budget (di cui giustamente non si conosce l'entità) che servirà come una manna per rinnovare profondamente mezza squadra. E' ormai in dirittura d'arrivo anche l'acquisto di un altro esterno alto, Krasic, fino a poco fa pareva non si potesse muovere per meno di 20 ml, ora lo si sta prendendo a 15 mln e udite udite, ci si preoccupa perchè E' STATO PAGATO POCO! Si, proprio così, ci si preoccupa perchè è stato pagato poco. Se non l'avessi letto con i miei occhi non ci crederei....
Ora mi viene in mente il testo di vecchia canzone che faceva: "qualunque cosa fai-tu sempre pietre in faccia prenderai".

sabato 5 giugno 2010

Le rivelazioni di Tavaroli su calciopoli

È proprio vero che stavate aiutando l'Inter di Moratti contro Luciano Moggi?
"La pratica Ladroni, come la chiamavamo noi, riguarda le indagini sui rapporti tra la Juventus e gli arbitri. Volete sapere a quando risale? Al 2002... Succede che un arbitro bergamasco, ammiratore e amico di Giacinto Facchetti, anche lui bergamasco, un giorno scoppia e gli racconta i retroscena di quella che sarà Calciopoli. All'Inter vanno in fibrillazione, si spiegano alcune espulsioni, alcuni rigori assurdi e così Tronchetti consiglia a Moratti di chiamarmi".
Siete andati dalla magistratura?
"Era quello che volevo, ma la situazione è complessa e do a Moratti l'unico suggerimento possibile, e cioè portare Facchetti, come fonte confidenziale, dai carabinieri. Può parlare, resterà anonimo, l'indagine comincerà".
All'Inter che dicono?
"Tentennano, preferiscono non esporre Facchetti, forse hanno paura, io non posso intervenire più di tanto. Moratti mi dice che ha capito come stanno le cose e ne soffre, è preoccupatissimo, ma non vuole distruggere il calcio italiano. Allora che cosa possiamo fare? Si prepara un documento, che finisce sui tavoli dei sostituti procuratori Francesco Greco e Ilda Boccassini. E l'arbitro, convocato, va in procura, ma non è così facile come sembra... Fa scena muta. L'inchiesta Calciopoli non parte quindi da Milano, com'era possibile, ma partirà qualche anno dopo, a Napoli".