La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

martedì 27 luglio 2010

Il Bavaglio ai blog

Consentitemi oggi un brevissimo fuori tema (ma neanche troppo) per parlare di una cosa che riguarda qualsiasi persona abbia un blog.

Lascio spazio al comunicato dell'associazione "valigia blu" e invito chiunque lo legga a farlo girare il più possibile:


"Le BUONE non sono servite a nulla: l'estensione dell'obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa del 1948 ai blog sta per diventare legge. E nella sua versione originaria, che prevede una sanzione fino a 12.500 euro per qualunque gestore di siti informatici “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” che non proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta e secondo precisi criteri di grafici, di posizionamento e visibilità. Gli emendamenti proposti al testo del comma contenente la norma (il 29 dell'articolo 1), sia quelli abrogativi avanzati dal PD che quelli migliorativi, come quello dell'On. Cassinelli del PDL, sono stati ritenuti infatti “inammissibili” dall'On. Bongiorno. Con un provvedimento che l'avvocato Guido Scorza non esita a DEFINIRE “lapidario” e “pressoché privo di motivazione”. Ad aggiungere al danno la beffa, tutto questo avviene proprio mentre “cade il bavaglio alla stampa”, grazie anche ai voti di PD e UDC all'emendamento del Governo. Che naturalmente non conteneva alcuna previsione riguardante la Rete. Nella battaglia scatenata dai giornali negli ultimi mesi, del resto, non se ne è mai letto praticamente nulla. Come se la libertà di espressione nel nostro Paese non si misurasse già oggi, e sempre più in futuro, su Internet.

Diciamo “le buone” perché il tentativo, inizialmente, è stato quello di provare a far ragionare il legislatore. Metterlo di fronte ad argomenti, a dati di fatto. Ad esempio che sia errato equiparare un blog qualsiasi a una testata registrata. Che sia errato mettere sullo stesso piano la diffusione professionale e amatoriale di notizie. Che sia inconcepibile pretendere da chiunque apra un sito per esprimere liberamente la propria opinione che non possa assentarsi dalla propria pagina per un fine settimana senza rischiare di trovarsi con migliaia di euro da pagare. Che sia antistorico credere che una legge concepita nel 1948 possa cogliere adeguatamente le dinamiche dell'informazione online. Che sia barbaro disincentivare la libera circolazione delle idee, instillare la paura e il sospetto in chi sfidi il “bavaglio” e fornire un ulteriore strumento intimidatorio ai potenti di turno, che potranno agitare la minaccia della rettifica – con tutto il carrozzone giudiziario che ne consegue – a ogni notizia sgradita. Quanti dei blogger, che per la stragrande maggioranza scrivono senza ricavare un euro dalla loro attività e anzi investendo gran parte del loro tempo libero, saranno disposti ad accollarsi le spese adeguate a dimostrare la fondatezza della propria notizia? Pochi. Gli altri finiranno per piegarsi. Magari dovendosi pure registrarsi presso una qualche “autorità” (il tribunale, l'Agcom o chissà che altro) per rendersi reperibili in caso di guai. Dire la verità, insomma, potrebbe non bastare per dormire sonni tranquilli.

È ora dunque di alzare la voce. Tutti insieme. Perché questo non è il primo tentativo di mettere il “bavaglio” alla Rete, e di certo – visto che sta per avere successo – non sarà l'ultimo. Ieri con l'alibi della sicurezza si è burocratizzato come in nessun Paese libero l'accesso da luoghi pubblici e in mobilità. Oggi con la scusa del rispetto per la verità si è fatto un passo in avanti forse decisivo per approvare l'obbligo di rettifica. Domani potrebbe toccare a filtri preventivi e a nuovi reati creati appositamente per il Web. Per colpire la Rete e in particolare i social networks, un potenziale di dissenso che dà fastidio a chi l'informazione è abituato a controllarla come gli pare e piace. I disegni di legge ci sono già, basta rispolverarli – o creare l'ennesimo scandalo mediatico sulla Rete perché sia legittimo farlo. Adottare misure di questo tipo rappresenta una tendenza in atto in sempre più paesi nel mondo – ma nessuno di questi è un paese democratico. Quello di oggi è un altro piccolo spostamento nella direzione della Cina, della Birmania e dell'Iran. Ma deve essere l'ultimo.

Per questo chiediamo a tutti i blogger, a tutti i lettori, a chiunque abbia a cuore che la Rete rimanga, pur con tutti i suoi difetti, così com'è di dire no. Di dire basta. Prima che venga ridotta a una grande televisione (anche su questo i primi passi sono già stati fatti). Prima che da un luogo di conversazione diventi un megafono. Lo chiediamo anche a tutti quei giornali che finora hanno taciuto l'esistenza di questo comma, evitando perfino di prendere posizione. Come se questo non fosse un dibattito decisivo per il futuro della libertà. Bene, è ora di schierarsi, e di farlo subito, perché il tempo stringe. È ora di dire all'On. Bongiorno e al Parlamento che se c'è qualcosa di “inammissibile” è questa norma. Che non piace all'opposizione e nemmeno – e qui si rasenta il farsesco - a larghi settori della maggioranza, che pure l'ha proposta. Dimostriamo al legislatore che non piace alla Rete e alla società civile. Chiediamogli di abrogare il comma 29. Prima che faccia danni irreparabili."

giovedì 15 luglio 2010

E zeman finisce in C

ahahah colui che si considerava (da solo) il miglior allenatore del mondo è finito in lega pro (ex serie c). E' tornato a Foggia, unica squadra nella quale ha ottenuto risultati decenti prima di una serie di fallimenti da far accapponare la pelle.
Vedere per credere la sua carriera:

Lazio: esonerato.
Roma: sostituito.
Fenerbahçe: esonerato.
Napoli: esonerato.
Salernitana: esonerato.
Avellino: retrocesso, lascia la panchina.
Lecce 1: sostituito.
Brescia: "vinceremo 11 partite e andremo in serie A". Missione fallita.
Lecce 2: esonerato.
Stella Rossa: esonerato.

Persino inutile sottolineare che senza le sue mirabolanti accuse contro La Juventus, "casualmente" la squadra che più attira l'attenzione dei media, sarebbe finito nel dimenticatoio come chiunque ottenga quei risultati, ma lui furbescamente ha trovato questo ingegnoso escamotage per farsi pubblicità e allo stesso tempo essere considerato dai soloni dei media un "paladino della verità". E nessuno provi a dire che non allena perchè è un mediocre, la colpa è di Moggi anche al Fenerbahçe e allo Stella Rossa dove ancora i tifosi giocano a freccette avendo come bersaglio la sua faccia.
Ma ora finalmente tutto è cambiato, il cattivone Luciano non c'è più e il boemo può finalmente allenare nella categoria che gli compete: LA SERIE C... pardon, LEGA PRO-VOLONE.
buauauaua

venerdì 2 luglio 2010

Caccia alla maglia gialla: i favoriti.

Dopo un mese dal Giro d'Italia eccoci al tradizionale appuntamento con il Tour de France. Prima di iniziare l'analisi della corsa chiedo scusa a tutti per essere stato lontano da blog in questo periodo, il punto è che l'essere diventato direttore di Juvenews mi porta via tutto il tempo che dedico a internet.
Ma Ora torniamo a noi, o meglio, torniamo alla strada.

Come per tutte le manifestazioni sportive che si rispettino, la prima cosa da fare è individuare il favorito alla vittoria finale. Quando tra i partecipanti c'è lo spagnolo Alberto Contador questo compito diviene molto più semplice... Chi altro potrebbe essere il favorito se non colui che ha vinto 4 (2 Tour, 1 Giro, 1 Vuelta) degli ultimi 4 grandi giri a cui ha preso parte? Nessuno, appunto. Una sua NON vittoria sarebbe di per se una notizia. Dietro di lui c'è il terzetto composto da Ivan Basso, Andy Schleck e Lance Armstrong. Andiamo con ordine:
L'italiano della liquigas ha vinto il Giro da grande dominatore, e questo nel ciclismo di oggi lascerebbe presupporre un calo di condizione sulle strade francesi. E altrettanto vero però, che Basso è entrato in forma solo la seconda settimana del giro e che in fondo si tratta di mantenere la condizione solo per 2 mesi e mezzo all'anno. Non penso che sia chiedere la luna per un professionista... A sua favore giocano la poca cronometro e le tante salite che, a differenza di quanto avvenuto frequentemente in anni recenti, caratterizzano questa corsa francese. Il varesino ha a disposizione degli uomini che potranno garantirgli un adeguata copertura.
Il fratello minore degli Schleck può contare su una squadra, la saxo bank, che personalmente definisco tranquillamente la più forte del lotto. In particolare nella temutissima 3° tappa, quella coi lunghi tratti sul pavè della Roubaix, avrà dalla sua un certo Fabian Cancellara... Uno che la Roubaix l'ha già vinta 2 volte, l'ultima 3 mesi fa. Poi che non sarà quella tappa a decidere il vincitore è cosa scontata ed evidente, sulle montagne toccherà a lui farsi valere e sconfiggere gli scettici (tra cui il sottoscritto) che non lo ritengono ancora all'altezza di vincere la corsa più importante del mondo.
L'ultimo (si fa per dire) del terzetto è probabilmente l'uomo più atteso in assoluto: il texano 7 volte vincitore del tour, Lance Armstrong. La fortissima rivalità tra lui e Contador è il motivo di maggior interesse di tutta la corsa. L'anno scorso correvano per la stessa squadra, l'Astana, e fu guerra continua in pubblico e in privato. Si arrivò al punto che il team era spaccato in due: o con Lance o con Contador. A fine stagione il divorzio con l'americano che passa alla Radio shack portandosi via tutti gli uomini migliori dell'Astana e divertendosi a provocare lo spagnolo: "tutti vengono con me, al posto suo mi farei delle domande". Ora Resta l'incognita di quanta tenuta possa avere un ormai 39enne in una corsa di tre settimane. Personalmente credo poca, ma se tutti i corridori lo danno come protagonista assoluto c'è da fidarsi di loro. Nessuno può leggere meglio la corsa di chi gli pedala vicino.

In una ipotetica scala di pronostici, un gradino dietro questi 3 ci sono Denis Menchov e Cadel Evans.
Il primo è tutta un'incognita, dopo la vittoria finale al giro 2009 non si è più visto ad alti livelli. Anche se si dice che abbia puntato tutta la preparazione sul tour, al giro del Delfinato è sembrato in netto ritardo di condizione. Il secondo merita un bravo comunque vada: sta onorando la sua maglia di campione del mondo portandola in giro in tutte le corse senza fare calcoli. E chissà che non vada persino meglio di quando viveva esclusivamente per il tour. Io glielo auguro così come auguro buona fortuna a tutti gli italiani in gara.

Sperando porti fortuna, ecco un video su sull'ultimo vincitore italiano del tour: MARCO PANTANI "l'ultima volta che il pirata accese il tour"



BUON TOUR A TUTTI!