La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

domenica 29 agosto 2010

C'è qualcosa che non torna



Oggi vengono a dirci che il signor Zlatan Ibrahimovic, guidato dal noto benefattore Mino Raiola è passato al Milan per soli (visto l'indiscutibile valore del giocatore) 24 milioni di euro. Queste sono le cifre apparse nel comunicato ufficiale diffuso dal Milan e a cui personalmente non credo minimamente. Preciso subito non ho fonti, talpe o strumenti vari da 007. Basta fare alcuni semplici ragionamenti: a voi non sembra "appena appena" strano che il Barcellona una stagione fa abbia valutato lo svedese 75 milioni e appena 12 mesi dopo, tra l'altro neanche così osceni come ci raccontano, lo svenda a un terzo del costo d'acquisto? A meno che Galliani non sia a conoscenza di tecniche ipnotiche, e ne abbia fatto uso con successo su Rosell, la cosa pare estremamente difficile per non dire del tutto IMPOSSIBILE. Ancora più impossibile, conoscendo il culto fondamentalista di Ibra per il Dio Denaro, mi risulta credere alla storiella che si sia ridotto l'ingaggio da 12 a 8 milioni, rinunciando alla bellezza di 4 milioni a stagione. Lui! "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago" ebbe a dire qualcuno 2000 anni fa.
Ma veramente vogliono raccontarci la fiaba che Raiola, persona attaccata al grano come un neonato al suo biberon, abbia allegramente accettato di incassare la sua percentuale non più su 12 mln bensì su 8? Quasi è più reale la nonna di cappuccetto rosso tirata fuori dalla pancia del lupo.

Le ragioni per nascondere la reale entità dell'operazione possono essere molteplici e neppure troppo difficili da immaginare: intanto non sforare il bilancio "ufficiale" che dovrà rispettare i parametri imposti dalla Uefa nell'ambito del fair play finanziario, anche se questo a dire il vero fino ad ora è solo una figura mitologica, e poi soprattutto motivi di opportunità politica. Sapete com'è.... dopo il mega yacht da 37 metri e 18 mln di Pier Silvio, spenderne altri 50 + 24 lordi all'anno per un giocatore, ed andare allo stesso tempo sul palco ad urlare alla gente di "stare tutti sulla stessa barca" sarebbe risultato un tantino imbarazzante e poco credibile persino alle orecchie di Vittorio Feltri. Meglio, molto meglio, far passare il tutto come un'operazione straordinaria sotto tutti gli aspetti, quello economico incluso. Il messaggio che passa è quello di un'operazione geniale di una società attenta alle spese. I mezzi per mettere in pratica la campagna mediatica non mancano: quale giornalista oserebbe dubitare della veridicità del comunicato del Milan di Berlusconi? Nessuno, o per lo meno i dubbi se li farebbe passare in fretta.
Senza contare il numero di voti guadagnati grazie alla ritrovata popolarità presso i tifosi del milan che lo stavano aspramente criticando. Scommettiamo che a breve arriveranno (sempre che non siano già arrivate mentre scrivevo) le interviste di Galliani dedicate al presidente che "senza di lui Ibra non sarebbe qui"?
Insomma... il sospetto che oltre a ringraziare Berlusconi i milanisti debbano ringraziare Fini è più che fondato. Voi non trovate?

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giovedì 26 agosto 2010

E io che non ci credevo più...

Lo ammetto: c'è stato un momento in cui quasi quasi ho temuto di dover assaggiare ogni domenica i tristemente famosi tiri-peto. Piatto tipico di casa Diego che abbiamo avuto modo di "gustare" in abbondanza a tal punto da farne indigestione. Almeno io, altri evidentemente hanno uno stomaco di ferro. Beati loro...
Ora mi sento liberato, e il sentimento di "liberazione" è quello che si avverte in tutto l'ambiante bianconero, dai giocatori alla società, passando per il mister. Eccezion fatta per Melo che al compagno ha dedicato un pensiero ferale a tal punto che fossi in Diego mi sarei già dato ai debiti scongiuri.
L'operazione appena conclusa è di quelle che lasciano tutti soddisfatti
-il mister: che può finalmente cessare di studiare recitazione, corso di studio resosi necessario allorché si trovava, ad ogni pre-partita, con l'obbligo di recitare, con convinzione, il copione "Diego fa parte del progetto" onde evitare di farlo svalutare ulteriormente;
-la società: che a dispetto di ogni previsione incassa la cifra agognata, si libera di un pesante ingaggio e potrà mettere a disposizione del tecnico una seconda punta VERA (chiunque essa sia) e non uno che quando fa il centrocampista vorresti vederlo più avanti e quando sta più avanti vorresti vederlo centrocampista;
-i compagni di squadra che non saranno più tenuti a spremersi le meningi per capire qual'è la posizione in campo di Diego e non dovranno più sopportarlo nello spogliatoio.

Immagino già che ci sarà chi obietterà su quest'ultimo punto. Consiglio a questi di andarsi a vedere quanti compagni di squadra hanno espresso parole positive nei suoi confronti. Anzi no, vi risparmio la fatica: 1 solo. Ovviamente sempre lui. "Lui", insomma... quello che gli ha fatto le condoglianze. Il resto ha rimpianto più Tiago... ed è tutto dire. Basta fare 2+2 ed il gioco è fatto: Diego era mal visto da tutto il gruppo che non ne poteva più della sua spocchia e dei suoi atteggiamenti palesemente seccati ai gol dei compagni. Perchè "il panda" (mi perdoni la simpatica bestiola) teme il confronto con altri grandi: o la squadra gira attorno a lui o gli muore il gatto tutti i santi giorni.
E attenzione! Se il buon fine della trattativa esalta la Juventus, stessa identica cosa vale per il buon Dieghino che zitto zitto, cacchio cacchio, va a papparsi uno stipendio aumentato del 50% (da 4 a 6 milioni) dopo una stagione ORRIPILANTE. Alla facciazza della "voglia di riscatto" e con buona pace dei suoi fans, che presi da suggestioni collettive hanno intravisto in lui numeri da fuoriclasse. Un po' come in quei villaggi dove credono di aver visto gli ufo atterrare sulla terra.

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martedì 10 agosto 2010

Diego, se te ne vai ci fai un favore


Sembra avvicinarsi sempre più il giorno della cessione del fantasista brasiliano al Wosfburg. Non si conoscono precisamente nè le cifre nè i dettagli dell'operazione, si dice si chiuda intorno a 18 mln ma per esperienza siamo abituati a non fidarci dei giornali e, in tutta sincerità, non è che interessi poi molto...
Interessa eccome invece liberarsi di colui che potrebbe rivelarsi un grosso peso per tutta la stagione, un equivoco costante da cui non si riesce a venirne fuori, in pochissime parole: si rischia di assistere al "Tiago2". Breve riassunto per chi non conoscesse la "storiella" del brocco portoghese (mi perdonino i suoi rari fans): un giocatore accolto come Gesù sull'asinello, che delude in lungo e in largo, spostato in tutto il campo, a momenti anche dietro la porta, alla ricerca della posizione ideale. Poi succede che passa il primo anno, passa il secondo e al terzo ti ritrovi un elemento pagato a peso d'oro che nessuno vuole più neanche per scherzo. Avresti potuto cederlo subito solo leggermente deprezzato rispetto al costo d'acquisto, ma eri in paziente attesa che tornasse ai livelli mostrati nella sua precedente squadra. Intanto che attendi, giusto per non farti mancare niente, a fine mese gli paghi pure il lauto ingaggio a cui non vuole rinunciare a costo di passare in tribuna il resto dei suoi giorni. E ti credo: conoscete altri Ds dalla mente "sopraffina" come quella di Secco che gli farebbero un contratto da 3 mln annui?

Ora dico: non trovate anche voi diverse analogie tra il suddetto racconto e quello che si potrebbe fare di Diego? Forse lui non è stato accolto come il Messia? Forse lui non ha fallito alla grande? Forse non è stato ipotizzato di sballottarlo per tutto il perimetro del campo (trequartista, seconda punta, centrocampista centrale)? NO! Per Diego sono valse tutte queste cose esattamente come per Tiago. E non dimentichiamo il pezzo forte! A difesa di entrambi è partito il "motivetto" valido per qualsiasi nuovo acquisto, fosse anche il bidone della peggior specie, che inizi a rilento: "anche Platini i primi 6 mesi giocò male" BOOMMMM!!!! Quando si tira fuori la celebre frase non c'è più niente da fare, la fregatura si è consumata, il medico scuote la testa.
Ripeto: L'inizio della sua (dis)avventura bianconera è uguale pari pari a quella di Tiago. Ora Si faccia in modo che ad essere diverso sia quantomeno il finale.
Non si può e non si deve rivivere il film della passata stagione: intere giornate perse alla ricerca dello scomparso Diego, una squadra interamente costruita su di lui a tal punto da eliminare del tutto gli esterni, allontanati neanche fossero appestati. Niente e nessuno doveva fare ombra al fenomeno "entrato nella lista dei 30 candidati al pallone d'oro (cit.)" (che poi sia finito 25esimo dietro Gourcuff e il pensionato Giggs è un "trascurabile" particolare da puntigliosi che quasi quasi non fotte a nessuno), peccato che alla fine della fiera sia stato lui a fare ombra alla Juventus.
Ora è giunto il momento di svoltare, è ora di liberarsi una volta per tutte da questo pericolosissimo equivoco e di puntare sul tipo di giocatori che chiede l'allenatore e che più sono consoni al suo progetto tattico, perchè inutile girarci attorno: a Delneri Diego non serve e non piace pure ha tentato invano di farselo piacere. Nessuno deve strapparsi i capelli se va via, ha tutto da dimostrare e non si sa neanche se sarà in grado di farlo. Personalmente nella sua resurrezione non ci credo, forse resusciterà altrove ma ha Torino no, le sue debolezze caratteriali non glielo consentono se è vero com'è vero che basta un gol di Alex per farlo deprimere. Impari da Del Piero cosa vuol dire non abbattersi mai e giocare nella JUVENTUS. Fino a che non l'avrà fatto sarà un giocatore da Werder Brema e da Wolsburg, per l'appunto....

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mercoledì 4 agosto 2010

Torneo "direttore sportivo d'estate"- edizione 2010


L'estate, si sa, è il periodo delle trattative, della balle che i giornali inventano per vendere copie, ed è in particolar modo la stagione di chi sotto l'ombrellone, tra un bagno e l'altro, partecipa al concorso "direttore sportivo d'estate". Parte così la caccia a Marotta perchè magari ha preso un giocatore che non era quello che noi avevamo inserito nella nostra fantomatica lista frutto di notti insonni causa gran caldo, o per non aver ceduto un "bidone" che noi avevamo già dato a tutta Europa facendo un po' come quelli che all'osteria fanno i conti senza il padrone di casa. "Ma come? Io a "football manager" ho già venduto Tiago, Zebina, Grygera, Grosso, Camoranesi, Salihmidzic e Giovinco e questo non riesce a cederli nonostante tutti i presidenti del pianeta sbavino dalla voglia di garantire un ingaggio di 3 milioni ad un gallerista con l'hobby del calciatore? Marotta! Sei una CAPRA!" Questo uno dei tipici discorsi dell'aspirante al suddetto trofeo.

Non di rado al torneo si iscrivono niente meno che "esperti (si fanno chiamare così, mi adeguo) del settore" magari persino con pretese di partire con punti bonus per via delle loro conoscenze! Può capitare così che uno che il direttore sportivo lo faceva precedentemente per professione, senza fare nomi: Pierpaolo Marino, si metta a pontificare sull'operato di Marotta in lungo e in largo dimenticando di essere stato cacciato a pedate nel sedere per aver acquistato un terzo portiere alla modica cifra di 8 milioni di euro. Costui tira fuori trattative, intrecci e incastri che probabilmente esistono solo nella sua mente, giusto per il gusto di parlare di affari saltati e magari attirare le attenzioni dei "perennemente scontenti" che il casa Juve abbondano come nell'inter dei tempi che furono. Caro Pierpaolo, non è che poco poco, niente niente, al posto di Marotta voleva esserci lei? Il Dubbio resta. Come resta anche su un Moggi che un po' arrugginito dalla lontananza dai campi di calcio, non perde occasione di dare lezioni alla nuova dirigenza parlando dal pulpito di chi sa di non poter più sbagliare. Caro Luciano, non è che poco poco, niente niente, essere ricordato come l'ultimo ad aver vinto alla guida della Juventus le darebbe gioie inconfessabili?
Non resta alcun dubbio invece che alla corsa per l'ambito premio estivo siano iscritti giornalisti di ogni razza e religione che una volta finito di raccogliere "indiscrezioni" (ndr: sinonimo di balla colossale scritta per riempire la pagina) si dedicano a tempo pieno a bocciare in toto l'operato della dirigenza bianconera: non c'è gusto a scrivere che la situazione trovata da A.Agnelli è catastrofica e che per costruire il palazzo si devono prima mettere fondamenta solide, meglio inveirgli contro per non aver preso i nomi a 5 stelle che per mesi e mesi hanno sparato in prima pagina. Volete mettere il gusto di dire: "non ho scritto minchiate! E' stato Agnelli a non tener fede alle aspettative"? Ma che Scherziamo? Mai sia....

Da parte mia mi chiamo fuori dalla contesa, il premio non mi interessa, preferisco mettermi completamente nella mani del miglior dirigente italiano in circolazione, (attendo trepidante nomi alternativi, Galliani? Bhuauauaua, Branca? Bhuauauaua) ben conscio delle difficoltà che sta incontrando nel rinnovare una rosa piena zeppa di zavorre incollate agli alti ingaggi sottoscritti con la onlus "Blanc&Secco: benefattori di professione dal 2006".
Prepararsi ad un anno senza il tricolore quale obiettivo imprescindibile, non è ridimensionamento, come in un primo tempo ammetto pure di aver pensato, è semplicemente un mettere una base per ripartire e tornare li dove compete alla Juventus di stare, e dove chiunque abbia un minimo di logica si rende conto dell'impossibilità di portarla in soli 3 mesi. Questo sarà un annozero, in tutto e per tutto.

Tanto mal che mi vada un "IO L'AVEVO DETTO" non si nega mai a nessuno....

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P.S. Come potete vedere c'è il banner del nuovo juvenews! Dopo un lungo lavoro abbiamo rinnovato completamente il sito per poter avere più lettori e più commenti. I risultati stanno arrivando alla grande!