La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

domenica 24 ottobre 2010

La giornata nera delle tv: tra conflitto d'interesse e razzismo

Avevo intenzione di scrivere della partita, di commentare il brutto pareggio contro una squadra pessima destinata a retrocede e di analizzare il problema dei centravanti poco prolifici. Invece niente di tutto questo, mi trovo costretto, sottolineo costretto, a parlare di quello che abbiamo sentito, stiamo sentendo e (ahinoi) sentiremo in tv. Qualcosa di raccapricciante, vomitevole. E mi limito alle tv nazionali, senza scendere al livello dei pollai tipici delle tv lombarde.

Già il pre-partita è caratterizzato da una serie di dichiarazioni, uscite tutte in questi giorni, mirate a destabilizzare l'ambiente bianconero che evidentemente è tornato a metter paura a chi stà la in alto. Si sono susseguiti, nell'ordine: J.Zanetti, Julio Cesar e Malesani. Ma ora non voglio perder tempo nel controbattere a questa gente che ripete a mo' di pappagallo quello che gli viene detto di dire, preferisco venire al sodo, a quello che avviene durante il match, e dopo il match.

Rigore inesistente (non c'è motivo di nasconderlo) concesso a Krasic. Non l'avesse mai fischiato, succede il finimondo! Su mediaset premium Pistocchi non si limita a distinguersi per la sua proverbiale maleducazione (che non è più una novità) ma arriva a lanciare accuse di palese sfondo razziale nei confronti del serbo: "Pensavo fosse una persona seria, invece E' SOLO UN SERBO". Come a dire: si sa che i serbi sono tutti persone poco serie (ovvero poco oneste). Una dichiarazione del genere, in un Paese normale, porterebbe all'immediato allontanamento del soggetto dalla tv, e mi auguro che il console serbo si faccia sentire con chi di dovere. Ovviamente tutto lo studio si scatena nel chiedere la squalifica di Krasic nella prossima partita che sarà, guarda tu che caso, CONTRO IL MILAN!. Qualcuno è a conoscenza di chi sia il proprietario del milan? Non è per caso, niente niente, è lo stesso di mediaset? Chiedo giusto per curiosità, senza malizia, solo perchè mi pare di ricordare che già in passato le telecamere di mediaset andarono a scovare un banale contatto tra Ibrahimovic e Cordoba, che portò alla squalifica del primo nello scontro scudetto tra Milan e Juve. Ho provato a far tornare la memoria su sportmediaset.it lasciando un commento che però è stato censurato preventivamente: conteneva "parole non consentite".
Sulla RAI è peggio che andar di notte: "Quest'anno niente moviola", pavoneggiavano i dirigenti dell'azienda. A giudicare da quello che ho visto oggi, mi viene il dubbio che la frase completa fosse "quest'anno niente moviola, ad eccezione degli episodi pro-Juve perchè quelli fanno audience". Dalla Ventura è un continuo di battutine "si sa che con la Juve è sempre così", da Varriale il clou: si pesca persino un fuorigioco fischiato a Di vaio e si concede un lungo monologo senza contraddittorio (a quando un monologo di Moggi?) a Zeman, il quale viene accolto come un vate. La frase di presentazione di Varriale è tutto un programma: "un analisi sul nostro calcio e tutto quello che ci gira intorno, fatta da una persona serie e che non le manda a dire". In realtà non c'è nulla di nuovo: solita solfa, solite balle recitate da uno che fa l'attore per non far dimenticare il suo nome. Il metodo con cui vengono mandate in onda queste "pillole" è quasi sacrale, il suo verbo non può essere messo in discussione, pare di assistere l'angelus domini del Papa la domenica in piazza San Pietro con il pluri-esonerato nelle vesti di Benedetto XVI.

Occhio però, l'esperienza ci dice che il bello deve ancora venire, sta sera nei vari salotti, che forse sarebbe opportuno ribattezzare "CESSI", vedremo il peggio del peggio. Non mancate di segnalarli nei commenti a questo articolo. A fine settimana realizzeremo la hit-parade delle faziosità

venerdì 22 ottobre 2010

Juventino Saltimbanco

Non è passato neppure il tempo di girarsi da un lato all'altro, nemmeno il tempo che Sacchi ci rifili uno di quei sermoni che solo lui sa fare, che sembra si sia improvvisamente passati dall'essere "un'infernale macchina schiaccia sassi" a "un'accozzaglia di inutili bidoni". Ovviamente questo avviene solo nell'animo di alcuni Juventini che saltano da un'estremo all'altro come il migliore degli acrobati. Salti che avvengono a velocità persino superiore a quella che Zeman impiega nel collezionare esoneri! Un record insomma...

La realtà è che da ormai 4 anni, per cambiate radicalmente opinione ci basta un successo o una sconfitta (ma che dico: un pareggio) nella più misera ed inutile competizione esistente. E' stato sufficiente battere il Lecce per far urlare allo scudetto anche chi a inizio stagione pronosticava una Juve in lotta per non retrocedere. E ne sono tanti, basta vedere i sondaggi su questo sito: dopo la sconfitta con il Palermo, alla domanda qual'è l'obiettivo di questa squadra, il 26,55% votava "la salvezza", dopo il 4-0 di appena 5 giorni fa i "pessimisti" erano scesi al 2,45%! Come dire "aspetto il prossimo risultato e poi mi regolo".

Quasi inutile sottolineare che Marotta da "Santone curatore di ogni male", è divenuto un inetto che deve chiedere a Moggi pure quante volte al giorno andare in bagno e in quale supermercato fare la spesa. Di fronte a tutto ciò passano in secondo-terzo piano gli ululati verso Martinez che dopo appena una partita, una sola, per giunta al rientro da un'infortunio, viene considerato il nuovo Tiago. Peccato solo che al portoghese vennero concessi 2 anni e mezzo e non 60 minuti. Sottigliezze...

Si viaggia perennemente su ottovolante, per scendere bisognerebbe chiarire una volta per tutte che questa non è una squadra da scudetto: non lo era contro il Lecce, non lo era con il Bari o il Salisburgo, e non lo diventerà MAI. L'obiettivo dichiarato dalla società è la qualificazione alla prossima Champions League, gli investimenti sono stati mirati in questa direzione. Come dichiarato da Marotta due giorni or sono: "quest'anno non si è potuta fare una vera programmazione, l'anno prossimo sarà diverso". Purtroppo è così.

La fretta con cui attendiamo il ritorno al successo ci sta, ma in molti stanno dimenticando i danni enormi che la vecchia gestione ha causato. Danni considerati, da molti esperti, superiori alla stessa retrocessione in B! Forse sarebbe opportuno che qualcuno si vada a rivedere qualche partita della passata stagione, giusto per vedere in che stato eravamo ridotti. La collezione di filmati macabri è ricchissima, vasta gamma: si può scegliere un Palermo-Juve 2-0 (per grazia ricevuta), un esemplare di 3-0 con il Milan: a scelta del cliente se preferisce quello in casa o quello in trasferta, o una sconfitta senza riuscire a tirare il porta contro il quartiere di Verona. Sconsiglio ai deboli di cuore le esibizioni (si fa per dire) europee contro Bayern e Fulham, quelle sono riservate ad amanti del genere.
Pensare che si potesse costruire una squadra da scudetto su quel "nulla", o forse addirittura peggio del nulla: infatti qui ci si doveva prima liberare di una serie lunghissima di: carcasse di giocatori, semina zizzania, gente svogliata; è un'idea balzana.
L'unico che ricostruì il Tempio in tre giorni è vissuto circa 2000 anni fà e si faceva chiamare Gesù il Nazareno...

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giovedì 14 ottobre 2010

sabato 9 ottobre 2010

Prandelli&Lippi, figlio&figliastro


Si sa che in Italia il gusto di attaccare i vincenti è irresistibile. Le vittime sono state molte, e fra le tante c'è stato anche Marcello Lippi, un CT che solo 4 anni prima ci aveva regalato un'insperato titolo mondiale. Un successo che nessuno (purtroppo per loro) potrà mai cancellare.
I mass media sono andati avanti, per la bellezza di due anni, a menare la storiella Lippi "convoca gli juventini perchè sa che poi tornerà alla Juve e quindi vuol far aumentare il loro prezzo". Neanche nei peggiori ber dello sport (per riprendere una famosa pubblicità del rum pampero). Che poi Lippi non sia nemmeno tornato alla Juve e che il valore dei giocatori, se mai, sia diminuito per via di quell'esperienza, poco importa. Ormai il ritornello era già stato infilato nella testa della gente. Si disse che convocava i giocatori assistiti dal figlio, peccato che l'unico fosse un certo Chiellini e che qualsiasi CT (salvo infermità mentali) porterebbe con se il miglior centrale italiano del momento.
Dopo il Mondiale la si scatenò un'autentica caccia all'uomo, con l'emittente mediaset che tutt'ora trasmette la pubblicità di una suoneria offensiva nei confronti di Lippi, reo (a loro dire) di non aver convocato due teste matte come Cassano e Balotelli. La suoneria è solo la punta dell'iceberg per descrivere ciò che successe... Spinta dal sentimento popolare (che novità!) la FIGC decise di assegnare l'incarico a Prandelli. Bravissima persona, per carità, ma senza un briciolo del carisma e del palmares di Lippi.
Quindi veniamo ai giorni nostri. I primi mesi della nuova gestione sono stati, com'era ampiamente prevedibile, all'insegna del "volemose bene". I giocatori sono obbligati, da regolamento interno, ad essere disponibili con i giornalisti, le conferenze stampa sono piene di sorrisini e le formazioni vengono spiattellate ai quattro venti con 24 ore di anticipo. Tutti questi comportamenti accondiscendenti, valgono una wild card a Prandelli che può tranquillamente dire le stesse identiche cose che diceva Lippi senza riceva la benché minima critica: "porto Zambrotta perchè giovani forti non ce ne sono, e preferisco uno con 100 presenze a un mediocre di 28 anni", "non mi interessa il bel gioco, dobbiamo pensare solo al risultato". Il suo predecessore diceva esattamente questo ma veniva accusato a turno o di essere succube degli eroi di Berlino, o non essere in grado di dare un gioco alla squadra.
Le convocazioni dell'ex viola le potrei fare pure io: basta prendere i giornali, vedere quali giocatori chiedono di convocare e convocarli. Vogliono Balotelli e Cassano? Pronto: Balotelli e Cassano. Si Cassano... l'elettricista, "quello che accende la luce nei momenti difficili"... ieri si direbbe che la lampadina fosse fulminata. Troppo facile "accendere la luce" contro For Oer e Estonia, rispettivamente numero 85 e 138 del ranking Fifa... Tanto per rendere l'idea: le tanto bistrattate Slovacchia e Paraguay occupano le posizioni 16 e 17.
Lippi, conscio della pochezza dei suoi, aveva fatto una scelta: quella di puntare sul gruppo. Gli è andata male. Prandelli che scelta ha fatto? Quella di puntare sulla lungimiranza dei giornalisti? Quella dello smile? Non ci sarebbe da meravigliarsi, lo smile è la scelta fatta anche da Abete con la sua retata di "vecchie glorie" (da Sacchi a Baggio passando per Rivera) che non serviranno a nulla se non ingraziarsi l'opinione pubblica.
Tanto perdere per perdere meglio farlo col sorriso sulle labbra. C'è tutto un altro gusto... Io rimpiango già Marcello, gli altri lo rimpiangeranno presto. Ci scommetto.

sabato 2 ottobre 2010

Mondiale di ciclismo: "fotografia" dei partecipanti



Stanotte all'una (arrivo previsto intorno alle 8) con diretta su Rai tre è in programma la prova regina dei mondiali di ciclismo: la gara in linea Elitè Uomini.
Fino ad ora è stato un mondiale positivo per i colori azzurri coronato con l'oro nella prova femminile di Giorgia Bronzini. La crono maschile è andata, come era facilmente pronosticabile, a Fabian Cancellara giunto al quarto oro iridato (più uno olimpico) nelle ultime 4 volte in cui ha preso il via nella prova contro le lancette. Praticamente invincibile.
Proprio lo svizzero, determinato ad essere il primo a centrale la doppietta crono-prova in linea, è uno degli elementi che la squadra azzurra dovrà maggiormente tenere sott'occhio se vuole portare in voltata il suo capitano Pippo Pozzato. La prima nazionale targata Paolo Bettini, che ha preso il posto di Ballerini scomparso tragicamente in un rally, si presenta con 9 uomini che sono, oltre al già citato Pozzato: Marzio Bruseghin, Francesco Gavazzi, Daniel Oss, Vincenzo Nibali, Luca Paolini, Matteo Tosatto, Giovanni Visconti, Andrea Tonti.
Hanno fatto molto discutere le esclusioni del campione del mondo di Varese 2008, Ballan, e del nostro velocista principe, Petacchi. Se il tracciato australiano dovesse rivelarsi meno selettivo del previsto, l'Italia si ritroverà senza nessuno in grado di fronteggiare i vari Farrar, Cavendish e Goss (che a questo punto divellerebbero i favoriti) in volata.
Bettini si è detto certo che non si arriverà in gruppo ma in un drappello rispetto a una decina di unità nel quale Pozzato dovrebbe essere tra i più veloci.
Certo è che la squadra azzurra non è sicuramente tra le migliori nazionali che si ricordino... Sono lontani i tempi dei Bettini, Di Luca, Cunego, Ballan e Rebellin, ora c'è il solo Pozzato il quale raramente coglie il successo nelle occasioni che contano. Spero fortissimamente di essere smentito questa notte, ma ci credo poco.

Il favorito d'obbligo, comunque vadano le cose, è senza ombra dubbio uno: il belga Philippe Gilbert. Non dovesse vincere lui potremmo già dire di essere di fronte ad una sorpresa. La forma mostrata dal vallone alla Vuelta è stata qualcosa di spaventoso, qualcosa di difficilmente battibile. Dietro di lui c'è la "vecchia volpe" dell'iride: Oscar Freiere. In Spagna era in una condizione pietosa, ma guai a dimenticarlo! Lui da "dimenticato" ha vinto già la bellezza di 3 (tre) mondiali. Alla pari dell'iberico, nella mia personale griglia di partenza, ci metto Fabian Cancellara: ai 2-3 km dal traguardo si sa già che piazzerà lo scatto, basta che nel gruppo ci sia un attimo di indecisione "vado io"-"vai tu" e lo rivedono sul podio. E sarebbe un film già visto...
Solo dopo questi 3, per le ragioni dette prima, viene Pippo Pozzato seguito da tutti i terribili Outsider. Neanche troppo outsider a dir la verità quando questi si chiamano Hushovd, Kolobnev, Sagan, Boasson Hagen, Schleck ed Evans (campione del mondo uscente e padrone di casa).
E occhio all'incognita del percorso: senza selezione dimenticate tutti i nomi letti fino ad ora ad eccezione di quelli di Farrar, Cavendish e Goss. Anche se l'idea dell'arrivo a gruppo compatto pare a dir poco improbabile, non va scordata.
Buon mondiale a tutti!

ndr la foto del CT in maglia iridata spero sia di buon auspicio

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Salvate quest'uomo


"AAA cercasi disperatamente testimone che affermi di aver subito pressioni per aiutare la Juventus. No perditempo". Sarebbe questo messaggio, che il PM Narducci ha intenzione di far diffondere a tutte le agenzie stampa, l'asso nella manica dell'accusa arrivata ormai allo stremo delle forze.
Dopo esser sfilati sul banco dei testimoni tutti quelli che loro stessi avevano richiesto di ascoltare, e che in realtà si sono rivelati o i migliori alleati della difesa (Mancini, Ancelotti, Coppola) o vere e proprie macchiette (Zeman, Martino, Carbone, è il turno dei testimoni della difesa.
Ed è una filastrocca senza pietà per il povero Magistrato:

Valentini, capo ufficio stampa della Federazione:
Avv. di Bergamo: E c'era la presenza del notaio?
Valentini: Sì, sempre, accanto al tavolo del sortteggio.
Avv. di Bergamo: Lei ha mai avuto modio di avere dubbi sulla genuinità dei sorteggi?
Valentini: No, mai.

Fulvio Bianche (giornalista "la Repubblica")
Avv. Prioreschi: Il sorteggio di Racalbuto è stato casuale?
Fulvio Bianchi: Sì.
Avv. Prioreschi: Nessuno Le ha detto di prendere quella pallina?
Fulvio Bianchi: Lo avrei denunciato.

Stefano Papi (assistente arbitrale)
Difesa Pairetto: Rispetto a Pairetto ebbe mai a suggerirle comportamenti diretti a favorire una squadra o un'altra?
Papi: No.
Difesa Pairetto: pairetto difendeva la categoria nei confronti dei media?
Papi: Sì, certo.
Difesa Pairetto: Ma queste difese erano parziali. o a 360 gradi?
Papi: Assolutanmente imparziali.
Difesa Pairetto: In quegli anni ha notato che Pairetto avvinasse alcuni arbitri in maniera ambigua?
Papi: No, assolutanmente no.

Pierluigi Collina
Difesa Pairetto: L'atteggiamento di Pairetto era neutrale o con altre carattersitiche?
Collina: Era improntato a dare consigli, ad ottenere dagli arbitri il meglio.
Difesa Pairetto: E venne mai suggerito da Pairetto di assumere attegiamenti per favorire una o un'altra squadra?
Collina: No.
Difesa Pairetto: Ha mai visto Pairetto dire cose del genere nei confronti di suoi colleghi?
Collina: No.

Tombolini:
Difesa Pairetto: Pairetto le chiese mai di arbitrare in maniera di favorire o sfavorire una squadra?
Tombolini: No, mai.
Difesa Pairetto: Lo sentì dire a qualche suo collega?
Tombolini: No.

Riccardo Bianchi (giornalista)
Difesa Pairetto: Qualcuno Le suggerì di muovere la mano a seconda di colpi di tosse?
Bianchi: No. (ndr sgretolata la tesi di Manfredi Martino)
Difesa Pairetto: Pairetto e Bergamo la indirizzarono in qualche modo?
Bianchi: No, se così fosse stato il giorno dopo avrei fatto lo scoop della vita e sarei diventato famoso.
Difesa Pairetto: Quindi si può dire che il sorteggio era regolarissimo?
Bianchi: Assolutamente si!

Simone Nozzoli (giornalista)
Avv. Morescanti: Sapeva quali erano i nomi inseriti?
Nozzoli: No.
Avv. Morescanti: Poteva capirlo in qualche modo?
Nozzoli: Assolutamente no.
Avv. Morescanti: Lei ha inserito la mano nell'urna ed ha estratto tutte le sfere. Ha notato se qualche sfera era diversa della altre?
Nozzoli: Le ho toccate tutte e non ho notato differenza.
Avv. Morescanti: Ma anche se fossero state diverse, poteva sapere che nome c'era dentro?
Nozzoli: Assolutamente no.

Non bastasse tutta questa cantilena ci si mette anche Baldini a rovinare la giornata del Pm! E che cavolo! Un'udienza del genere viola palesemente la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo!

Si, la deposizione di Baldini non è stata solo Moggi che voleva lanciarsi addosso, quello è ciò che riportano i giornali perchè interessa al Bar sport, ma in realtà c'è stato molto altro. Questo ad esempio:

Avv. Prioreschi: Quindi se io Le chiedo tra l'agosto 2004 e marzo 2005 quante volte, e se ha visto Auricchio, la sua risposta è?
Baldini: Credo di averlo rivisto quando mi riferiva delle indagini sulle false fideiussioni, una o due volte.
Avv. Prioreschi: Lei ricorderà che io l'ho interrogata già a Roma.
PM: C'è opposizione!
Presidente Casoria: Faccia la domanda diretta.
Avv. Prioreschi: Perché quando io l'ho interrogata nel processo Gea mi ha detto di non averlo mai visto?
PM: C'è opposizone, deve utilizzare i verbali, non affidarsi ai ricordi.
L'avvocato Trofino consegna i verbali GEA al Presidente Casoria.
Rigettata l'opposizione del PM.
L'Avv. Prioreschi Legge il verbale dell'udienza Gea in cui Baldini dice di non avere mai visto Auricchio. Poi chiede: perché?
Baldini: In quel momento ero concentrato sullo sviluppo del caso fideiussioni, comunque confermo la realtà è che io l'ho incontrato.

O quest'altro ancora:

Avv. Prioreschi: Lei sa di alcuni giocatori ceduti dalla Juve al Messina?
Baldini: Sì.
Avv. Prioreschi: E come si è espresso su questi giocatori?
Baldini: Ho esposto delle perplessità.
Avv. Prioreschi: Quali sono state le Sue considerazioni che ha fatto quando è stato sentito da Auricchio?
Baldini: Ho detto che a parer mio erano delle cessioni forzate con valori non congrui al mercato e che secondo me c’era un accordo tra Messina e Moggi per giustificare squilibri di bilancio.
Avv. Trofino: Contestazione. A questa domanda Baldini rispondeva che cessioni di giocatori come Aronica, Lavecchia e Guzman, che erano giocatori che nessuno avrebbe mai preso in prestito, erano operazioni fatte per ottenere anche favori arbitrali. Come fa a dire che erano sopravvalutati se non sapeva nemmeno il valore?
Baldini: Ma come, lo sapevo, era su tutti i giornali. Il mio pensiero era che il Messina, acquistando questi giocatori a quel valore, cercasse di ingraziarsi Moggi e, attraverso lui, il settore arbitrale che in qualche modo controllava.
Avv. Trofino: Peccato che quei giocatori erano in prestito!
Baldini: Se il trasferimento è avvenuto in mero e puro prestito e non con riscatto obbligatorio, non ho altro da dire se non che mi sono sbagliato.

Due passaggi a dir poco imbarazzanti, fatti passare dai più inosservati.

Come se non bastasse, per il PM, ridotto ormai a larva umana, arriva pure la doccia gelata dai periti del tribunale: "metti Collina" lo disse Facchetti!
Dopo il "piaccia o non piaccia", un'altra cocente delusione per Narducci che crediamo stia maledicendo il giorno in cui si è imbattuto in questo processo.

"SALVATE il soldato Narducci"


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