La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

domenica 28 novembre 2010

Al di là del risultato



Si sa: dopo un pareggio ci si divide sempre tra chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede mezzo vuoto. Proviamo invece ad andare oltre queste valutazioni di carattere soggettivo, e ad analizzare il momento della Juventus inquadrato in un campionato che ha vissuto una giornata, possiamo dire, interlocutoria.

Ieri sera è stata una Juventus ampiamente positiva per oltre un'ora di gioco, dopo uno sbandamento nei primi 30 minuti dovuto, probabilmente, al contraccolpo psicologico per il gol subito a freddo. Un'ottima prestazione arrivata nonostante la peggior partita in bianconero di Krasic e Aquilani, ovvero i due uomini più decisivi dalla metà campo in avanti. Aspetto, questo, che deve far ben sperare per il futuro, considerando pure che in attacco si è resa indispensabile la presenza di uno tra Del Piero e Iaquinta: entrambi influenzati. Come deve far ben sperare il miglioramento costante di una squadra che, a differenza di quanto avvenuto con il Palermo, non si è sfaldata dopo la partenza shock. Va registrata, in contrasto alla prova opaca dei due sopraccitati, l'ottima esibizione di Pepe: un giocatore che parte della stampa ha marchiato a fuoco come bidone per la "colpa" di aver preso il posto di Cassano (all'epoca in odore si santità) ai mondiali. Nota di merito anche per le partite di Marchisio: una costate recentemente e di Bonucci: in grande crescita.

Resta, com'è ovvio, il rimpianto di non aver concretizzato una superiorità che qualora si fosse rispecchiata nel punteggio finale, ci avrebbe proiettato a soli 4 punti dalla capolista milan e che sarebbe risultata molto utile nell'ottica della corsa alla zona champions: vero obiettivo stagionale. A colmare in parte questa delusione, ci hanno pensato i risultati maturati sugli altri campi che si sono rivelati favorevoli alla nostra causa, con l'unica eccezione dell'inter che ha si vinto, ma che deve ricordarsi di accendere un cero a qualche Santo del calendario e che di certo ha meritato di vincere molto meno di quanto lo avrebbero meritato Milan e Juventus.

Non si può però fare a meno di notare, che sarebbe bastato vincere appena tre partite tra tutte quelle con le varie Sampdoria, Bologna, Brescia, Roma e Fiorentina (tralasciando pure Bari e Palermo) per essere lì, agganciati alla vetta. Il perchè di questi mancati successi, oltre al fattore C che pure ha la sua rilevanza, va ricercato secondo alcuni nell'assenza di una punta da 20 gol a stagione. Personalmente non condivido quest'affermazione dal momento che la Juventus ha, ad oggi, il miglior attacco del campionato. Sono invece convinto che a questa squadra manchi ancora la mentalità da grande, quella che ti consente di vincere magari con un solo tiro in porta, come poteva avvenire a Brescia senza l'eurogol di Diamanti. Sul mercato non è possibile acquistare vincente, sta ai giocatori e al mister trovarla sul campo, risultato dopo risultato. E fortunatamente la lunga serie positiva di 18 risultati utili consecutivi (EL inclusa) va sicuramente in questa direzione. Manca il passo decisivo, manca quella serie di successi che speriamo inaugurare a partire da Catania, nell'auspicio che il lunghissimo viaggio verso i -15° di Poznan non si metta di traverso. In una trasferta, quella polacca, dove il pensiero non potrà non andare anche a Gaetano Scirea: il Capitano che proprio in terra polacca, dove andò a visionare il Górnik Zabrze (prossimo avversario della Juventus del suo grande amico Dino Zoff) perse la vita.
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lunedì 15 novembre 2010

Galliani: è troppo comodo chiedere di tacere (ma c'è pure chi ti dà retta)!

"Mi dispiacciono le dichiarazioni di Marotta, poteva evitarsele perché noi noi non parliamo mai degli altri e lo inviterei a fare altrettanto: altrimenti gli potrei far notare che l'altra sera c'era un rigore su Mexes o altro... Non sono un santo, protesto come tutti i dirigenti, ma mai mi sarei sognato di andare a parlare di rigori dati o non dati alla Juve: ha sbagliato" (A.Galliani)

In poche parole siamo di fronte a colui che si crede il dirigente dei dirigenti, colui che guardando tutti dall'alto verso il basso sentenzia cos'è giusto e cos'è sbagliato fare. Naturalmente parlare in pubblico di una evidente disparità di trattamento tra Juve e Milan è sbagliato, incassare in silenzio come faceva il buon Blanc è corretto. Disparità di trattamento che in questi primi 3 mesi di campionato si è già verifica la bellezza di tre volte, non una sola.

Qualcuno potrebbe gentilmente spiegarci la ragione per cui la simulazione di Krasic ha portato a due turni di squalifica, e quelle di Ambrosini e Robinho no? Per caso è dovuto al fatto che sulla prima si è scatenata una gogna mediatica d'altri tempi e sulle altre 2 no?

Marotta sabato sera ha parlato di quello che tutti hanno visto: il fallo di mano di Boateng nella giornata precedente è passato in cavalleria, mentre quello di Pepe è costato alla Juve quella che sarebbe stata una meritata vittoria. E non si dica che il mani del milanista non è stato visto dall'arbitro, perchè un mani talmente evidente, con campo visivo completamente sgombero, lo vede anche chi sta per operarsi di cataratte. Si è optato per l'involontarietà. E allora come mai non è valso lo stesso criterio per Pepe il cui "mani" era, senza ombra di dubbio, ancor più involontario? Tutte domande alle quali Galliani non solo non vuole si risponda, ma non vuole proprio che vengano poste. Sia mai che venga qualche dubbio! Tutto deve restare nel'ombra, altrimenti il lavoro dei moviolisti per dimostrare la correttezza delle decisioni arbitrali si fa troppo faticoso.

Auguriamoci che Marotta vada avanti senza farsi intimorire dai vari Ranieri-"prima non parlava mai degli arbitri ora si è calato nella nuova dimensione"- e dai vari opinionisti pronti a saltare in piedi scandalizzati perchè la Juve ha ricominciato a far sentire la propria voce. Ieri in tutti i programmi tv, si avvertiva quasi un senso di fastidio nel mandare in onda le dichiarazioni di Marotta, però erano costretti a farlo: erano troppo pesanti per essere oscurate. Si direbbe che qualcuno non era più abituato, al massimo, quando proprio ti negavano 4 rigori come a Reggio Calabria), si sentiva Blanc dire che "la Juve aveva già pagato e non doveva continuare a pagare". A loro piaceva piaceva quella Juve, esattamente come (incredibilmente) piaceva ad alcuni suoi stessi tifosi. Tutta gente affetta dalla sindrome Zaccone, convinta che difendersi voglia dire diventare "Piagnentus" (testuale). Questione di gusti, per carità, io non ho queste tendenze masochistiche e fortunatamente non le ha nemmeno la nuova società. Che alla fine è quello che conta...

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P.S. Mi scuso con gli amici del blog se ultimamente scrivo meno, ma l'essere diventato direttore di Juvenews, con le mille problematiche che nascono ogni giorno, sta portando via gran parte del tempo che dedico alle mie attività su internet. Vedrò di essere più presente :)