La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

lunedì 27 dicembre 2010

La gazzetta e Mou: tre metri sopra il cielo



E' una vera e propria storia d'amore quella nata tra la gazzetta dello sport e il tecnico portoghese. Qualche battibecco, qualche incomprensione come ogni coppia che si rispetti, quando stavano a stretto contatto nella stessa città (Milano), giusto per non smentire che "l'amore non è bello se non è litigarello" e poi, siccome la lontananza aumenta il desiderio, ecco il flirt natalizio: la rosea manda lettere d'amore tramite le sue prime pagine e Mourinho risponde. Due amanti, insomma.

Dal 21 dicembre ad oggi la "gazzetta dell'inter" è uscita in edicola 5 giorni come tutti gli altri quotidiani, datosi che ci mezzo c'è stato lo stop a Natale e a Santo Stefano. Ebbene, voi non ci crederete, ma il profeta di Setubal è stato in prima pagina per ben 4 volte su 5! Cosa CLA-MO-RO-SA ed inimmaginabile per un tecnico che allena in Italia (fatta eccezione per l'inter, ovviamente, il cui nuovo allenatore contende lo scettro a Mourinho) figuriamoci per uno che allena all'estero! Guardate con i vostri occhi:

Martedì 21 dicembre
























Mercoledì 22 dicembre























Giovedì 23 dicembre

























Lunedì 27 dicembre
























Strepitosa l'apertura odierna: quasi un porno tra il passato ed il futuro dell'inter condito da uno "smile" affettuoso che sa tanto di benedizione apostolica impartita dal sommo sacerdote (Mourinho) per mezzo dell'organo ufficiale d'informazione della società inter, che non è il suo sito, ma la "gazzetta dello sport". Qualcuno avvisi i gazzettari che, nel frattempo che erano intenti a scambiarsi fantasie erotiche con mourinho, sono iniziati i nuovi interrogatori di calciopoli, tema a loro tanto caro nel 2006 e che di colpo sembra non interessargli più non appena l'obiettivo s'è spostato dalla Juventus all'inter. Sul giornale di regime non c'è traccia, se non regalata a cosa marginale e superflua in un angolo sperduto tra la infinite opere di lecchinaggio.


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venerdì 24 dicembre 2010

Ecco perchè voto Mark Iuliano

E' notizia di ieri che la Juventus ha deciso di dare a tutti i tifosi, tramite la registrazione sul sito ufficiale, la possibilità di decidere a chi riassegnare la stella inizialmente attribuita a Zibì Boniek. I nomi sono tanti, ci sono grandi giocatori, gradi lottatori e riserve silenziose meritevoli di tutto quel rispetto che non si deve invece ai vari Cannavaro, Zambrotta e Thuram: 3 che senza il tradimento del 2006 sarebbero entrati di diritto nella "hall of fame" bianconera.


Tra i 53 candidati io voterò senza dubbio Marck Iuliano. E non perchè sia stato un fenomeno eccezionale, nella lista ci sono elementi tecnicamente molto più validi, ma per il semplice motivo che il suo celebre scontro con Ronaldo è ormai leggenda, è storia di eterni rosicamenti che hanno superato le intemperie e persistono al giorno d'oggi, è stato il massimo della goduria di quel campionato 1997-98 che ancora Moratti tira in ballo di tanto in tanto giusto per farci sapere che il boccone indigesto non è stato digerito e mai lo sarà.
Che goduria quel momento... Simoni perse le staffe e non le ha più ritrovate, Pagliuca vedeva sfumare l'ultima possibilità di vincere qualcosa, la panchina nerazzurra rischiò di vedersi prescrivere il TSO, Moratti abbandonò il della alpi e mai più ci mise piede, l'inter accumulò un mare di giornate di squalifica e tutto questo perchè? Per una punizione a due. Non lo trovate eccitante? Io si, e se penso a tutto quello che accadde dopo e accade tutt'ora, quasi quasi mi prende un coccolone. Provate a cercare su qualsiasi motore di ricerca Juve-inter 1998 e guardate con i vostri occhi cosa ne viene fuori: pagine e pagine fatte di video, di attortigliamenti di budella a non finire, di libri interi basati su dietrologie frutto dei migliori racconti di fantascienza, di canzoni, di immagini, di dossier, di articoli di gente saltata sulla sedia scandalizzata e per chiudere in bellezza, incredibile ma vero, di INTERROGAZIONI PARLAMENTARI.


Il contatto Iuliano-Ronaldo, volenti o nolenti, ha fatto la storia. Da quel giorno gli interisti si sono convinti che non vincevano perchè gli altri rubavano ed è stato vietato ai commentatori televisivi di esprimere opinioni sui casi da moviola. E si, dovete sapere che in diretta su tele+ Massimo Marianella osò dire che il rigore non era così netto! ERETICO: non ci fosse stata la legge avrebbe fatto la fine di Giovanna d'Arco.


Insomma, quando si parla di rivalità tra Juve ed inter non si può prescindere dal citare questo presunto rigore (in realtà punizione a due) e Mark Iuliano che affonda Ronaldo è la fotografia che sintetizza alla perfezione l'essenza di questa sfida: noi a vincere e loro ad accampare scuse. Voto Iuliano perchè è colui che meglio impersonifica tutto ciò.

Non so voi, ma io a questa a foto ci metterei la cornice e l'affiggerei all'ingresso del nuovo stadio.

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Buon Natale a tutti gli amici del blog, anche a chi questo post non è proprio andato giù :)

domenica 19 dicembre 2010

Tra occasione perdute e note incoraggianti

Ci risiamo, dopo il pareggio tra Sampdoria e Milan eravamo qui a rimpiangere l'occasione sprecata contro la Fiorentina nonostante una prestazione maiuscola. Oggi il film si è ripetuto con una delusione ancora maggiore: stavolta nel finale sono stati gli altri ad agguantarci e non il contrario.

Chiaramente sono due partite che hanno avuto un svolgimento differente: una trama offensiva contro i viola e una grande prova fatta di difesa e ripartenze pericolosissime, oggi. Di opportunità mancate, in questi ultimi anni, ce ne sono state talmente tante che viene persino difficile ricordarle tutte. La paura, l'incubo, di trovarsi difronte alla solita annata beffarda c'è tutto, inutile negarlo. Ma questa volta a confortarci c'è l'idea di una squadra che non molla, che produce palle gol in inferiorità numerica, in formazione rimaneggiata, su un campo difficile come quello di Verona, che rischia poco e niente. Tutte cose che non si vedevano da tempo dalle parti di Torino.

E poi non bisogna mai perdere di vista una cosa fondamentale, per quale obiettivo si è iniziata la stagione: per centrare la qualificazione alla champions. Personalmente ammetto oggi pomeriggio di averlo fatto per la prima volta. Si, proprio così: al 91', dopo la sconfitta del milan, ero convinto che potessimo vincere il tricolore: avevamo portato a casa 3 punti di grande sofferenza come fa una grandissima squadra. Invece Pellissier mi ha riportato sulla terra, un po' come fece con quel 3-3 al 93', con cui spezzò i sogni scudetto 2 anni fa. Mi ha fatto capire come chi punti in alto non possa concedersi il lusso di non chiudere una partita quando ti capitano 2 palle gol così nitide, non può non riuscire a vincere 3 partite di consecutive e non può farsi rimontare tutte le volte che è capitato alla Juve. Di colpo, come svegliato da un sogno, ho dato più rilevanza ai 2 punti persi da Napoli e Lazio che al punto recuperato al Milan.

Troppo comodo e semplicistico dire che non abbiamo vinto perchè Iaquinta ha sbagliato un gol facile (a mio avviso nemmeno facilissimo). Sembra un voler trovare a tutti i costi un capro espiatorio senza tener presente la mole di gioco e il movimento che Vincenzone fa ogni partita, sfido altri attaccanti a mantenere la lucidità necessaria in simili circostanze. Stesso discorso è valido per Krasic: galoppata di 70 metri e tiro sbilenco per la troppa stanchezza. Non è la prima volta che i due sopraccitati sbagliano gol già fatti. Ma questo è dovuto principalmente alla grande abnegazione che mettono in campo per 90', e io da gente come questa non pretendo l'impossibile. Sono lottatori, come il monumentale (oggi più che mai) Giorgio Chiellini, a cui vanno concesse tutte le attenuanti possibili ed immaginabili. La verità è un'altra: la Juventus è un cantiere aperto con ancora molto lavoro da fare, bisogna superare i limiti strutturali di una formazione che basa la sua forza soprattutto sul fisico a sulla corsa, ciò può portare facilmente ad errori sotto porta dovuti a limiti tecnici che questa squadra ha. Da sistemare c'è anche il reparto arretrato, che se da un lato ha trovato sicurezza con il redivivo Grosso e con la promessa Sorensen, dall'altro dove anche metter in conto errori di inesperienza. Tutti aggiustamenti da fare a giugno per puntale allo scudetto, per il quarto posto va benissimo così. Bastano questi ragazzi guidati dalla sapiente mano di Gigi Delneri: del tutto incolpevole anche oggi.

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lunedì 6 dicembre 2010

Siamo alle solite: a Firenze si inneggia l'Heysel nel silenzio delle istituzioni

Ormai qualcuno non si stupisce neanche più del becero coro che da anni si ascolta a Firenze, con scadenza puntuale, nei giorni pre e post Juventus-Fiorentina. Ieri, visto il misero repertorio, la curva fiesole l'ha rispolverato.


L'idiota canzoncina, cantata da idioti per l'appunto, la conoscete tutti e in ogni caso non la ripeterò su questo sito per evitare di "sporcare" le pagine.

Il solerte Mencucci (AD VIOLA), dall'udito bionico quando si trattava di sentire gli "ooooh" che precedevano lo scoppio dei petardi a Torino (gesto ugualmente da condannare), è diventato sordo all'improvviso. Infatti, alla domanda su cosa ne pensasse in merito, ha risposto "Cori sull'Heysel? Onestamente non li ho sentiti". E' proprio vero che non c'è più sordo di chi non vuol sentire... Immaginiamo che oltre all'udito gli sia venuta meno anche la vista, e che quindi non abbia potuto vedere neppure le magliette con la scritta "-39". Ci permettiamo di consigliarli, nel suo esclusivo interesse, un approfondito check up.

Del sempre "sempre vigile sulla Fiorentina" il sindaco Renzi, si sono perse le tracce. Sparito. Lascia un commento al giorno sui fatti di sport, oggi non ne ha ancora trovato il tempo. Speriamo lo trovi presto, magari dopo aver rottamato buona parte della curva. Dico buona parte perchè troppo spesso in questi casi si dice "una piccola minoranza". Invece non è così, gli ultras della fiorentina da 25 anni vanno cantando quella canzone che offende la memoria dei caduti e ferisce una volta di più le loro già ferite famiglie. Chi non ci credesse può verificare di persona: sui loro siti la stragrande maggioranza di chi commenta difende i barbari di ieri pomeriggio. Ci aspetteremmo che la parte buona di Firenze, della quale speriamo faccia parte anche il primo cittadino, prendesse le distanze da chi sta mettendo in dubbio la civiltà di una grande città qual'è Firenze.

Singolare notare che nei salotti televisivi nessuno sia saltato sulla sedia con fare scandalizzato come avvenuto in occasione dei cori a Balotelli. Quasi che una singola, benestante, persona conti più del rispetto oltraggiato di 39 uomini che hanno perso la vita per una partita di pallone. Ma forse è meglio così, forse questa gente vorrebbe proprio aver risalto in TV per far parlare della loro rivalità con la Juve. Unica cosa, oramai, che ancora consente loro di far parlare di se. Rivalità accesa solo da parte loro, com'è ovvio che sia, dal momento che l'Everest non può nutrire alcuna invidia nei confronti di un cavalcavia. Chi delle due sia l'Everest è del tutto evidente...

mercoledì 1 dicembre 2010

Se questo è calcio

La Juve viene eliminata immeritatamente dall'Europa League, ma io mi chiedo se questo è calcio. Se è giusto che le sorti di una squadra in una competizione Uefa, importante o meno che sia, possano essere decise in simili condizioni atmosferiche.
Impossibile parlare di calcio giocato, oggi si sono viste solo altre cose:

Ho visto una partita ( si fa per dire) giocata su una lastra di ghiaccio;
ho visto una partita con dei giocatori che non si tenevano in piedi;
ho visto una partita in cui i calciatori non si riconoscevano;
ho visto una partita giocata su 5 cm di neve, sui quali il pallone, incredibilmente bianco nel primo tempo, non si vedeva assolutamente;
ho visto una partita giocata sotto una tempesta spaventosa di neve e di ghiaccio che tutto permetteva meno che di giocare a calcio;
ho visto una partita nella quale le linee non si vedevano più e il campo non si sapeva dove finiva. Figuriamoci l'area di rigore... Praticamente l'arbitro avrebbe dato il rigore solo ad un metro dalla porta;
ho visto una partita dove i giocatori non riuscivano a guardarsi in faccia tanta era violenta la nevicata;

Mi chiedo che senso ha avuto questo "spettacolo". Forse la Uefa, che tanto predica il bel calcio, vuole trasformare lo sport più bello del mondo in uno sport estremo? Quale sarà la prossima? I giocatori verranno calati in campo con il paracadute? Dopo questa sera possiamo attenderci di tutto. Anche che Babbo Natale arrivi in campo con le renne o che al posto degli scarpini vengano usate, a seconda dei casi, le pinne o gli sci.

Meglio essere eliminati, non vale la pena di giocare una competizione che non riconosce a chi vi partecipa la dignità di giocare a calcio, mettendone a serio rischio l'incolumità fisica. Meglio, molto meglio, concentrarsi sul campionato, dove domenica, a Catania, saremo costretti a mandare in campo una formazioni in condizioni che vi lascio immaginare. E magari saremo di nuovo qui a maledire per l'ultima volta una Coppa che non ha più senso di esistere. Con tanti ringraziamenti a chi ha trasformato la GLORIOSA Coppa Uefa in un mediocre circo all'interno del quale può capitare di giocare in Polonia, il primo dicembre, fino alle 23:15.

Dopo la tragedia dell'Heysel, l'attuale presidente dell'uefa ebbe l'ardire di dichiarare: "al circo quando muore il trapezista entra il pagliaccio". Ecco: un circo lo è diventato per davvero, ora stia attendo a non impersonificarsi nel pagliaccio...