La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

domenica 27 novembre 2011

Esame superato: La Juve è tornata grande


Diciamolo subito: vincere all'Olimpico (laziale o romanista che sia) è diventata ormai una consuetudine. Nonostante le due annate peggiori degli ultimi 50 anni, la striscia di vittorie consecutive in quel di Roma è a quota 6 e l'ultima sconfitta risale addirittura ad un Roma-Juve di 7 anni fa. Da li in avanti solo vittorie (tante) e pareggi (pochi). Ma la vittoria di ieri sera ha un sapore particolare, ha quel sapore che può darti solamente un successo in trasferta nello scontro diretto al vertice. Questo si che non succedeva da anni...

La fotografia migliore del momento della Juventus è rappresentata da un Gigi Buffon totalmente diverso da quello degli ultime due stagioni. E' tornato lui, il portiere più forte al mondo. E' tornato perchè nella sua testa dev'essere scattata quella molla che ti fa scendere in campo con determinazione, non con svogliatezza e sufficienza. Lo vediamo cazzuto e rabbioso come una volta, e i risultati si vedono tutti.... Tant'è che nessuno si è sognato di metterlo in ballottaggio con Storari (che rimane comunque uno che farebbe il titolare il 17-18 squadre di A). Sostengo da inizio stagione che il ruolo di Buffon vada al di la delle parate, Buffon è una sorta di regista difensivo, è colui che coordina i movimenti del reparto arretrato con tutta l'autorevolezza che si è guadagnato con anni e anni di trionfi. E' uno dei leader massimi dello spogliatoio Juventino che ha trovato in Conte il suo condottiero ideale. Dicono insegni a vincere, e forse proprio imparare a vincere è quello di cui aveva bisogno la Juventus dopo le ultime allucinanti stagioni. Vedere Del Piero scattare in piedi al gol di Pepe è l'ulteriore conferma di quanto unito e solido sia il gruppo Juve, il suo salto di gioia è un colpo mortale alle chiacchiere di chi vuole usare il suo nome per creare scompiglio. E' un gruppo compatto ma esigente: Chi non ne fa parte è fuori: in tribuna e sul mercato.

I meriti di Conte vanno certamente al di la del solo aspetto motivazionale e vanno ricercati anche nella sua indubbia preparazione e duttilità (chi l'avrebbe mai detto) tattica. Eravamo un po' tutti convinti che fosse un integralista del 4-2-4 ed invece ha avuto la bravura e l'umiltà di correggere le sue iniziali convinzioni e di adattarsi lui alle predisposizioni dei giocatori e non viceversa.

In ultimo non possiamo tralasciare chi questa squadra l'ha costruita timediando in parte alli errori commessi la scorsa stagione, sto parlando di Beppe Marotta. Barzagli a 400.000euro, Pirlo a parametro 0 (resta un mistero cosa sia passato per il cervello di galliani nel momento ha deciso di lasciar partire Pirlo e di tenersi van Bommel che ha due anni in più e guadagna non molto meno), Matri, Vidal, Licht, ecc. li ha comprati lui, non sono piovuti dal cielo. A questo aggiungerei anche le cessioni quanto mai benedette di autentiche sciagure quali Diego, Sissoko e compagnia... Zavorra pesantissima che il DG ha trovato al suo arrivo ed in parte non ancora smaltatila (Amauri).

Ora sotto con il Napoli in una partita nella quale noi non abbiamo nulla da perdere e il Napoli ha TUTTO da perdere. In fondo mal che vada resteremo così come stiamo, se invece dovesse andar male al Napoli a -12 i partenopei sarebbero praticamente tagliati fuori dalla corsa scudetto, e con un -9 la cosa sarebbe solo leggermente meno pesante. Insomma... Stai a vedere che lo scherzetto dell'unica partita al mondo rinviata per pioggia sotto il sole, a de De Laurentis e company gli si ritorce contro? Staremo a vedere. Intanto FORZA JUVE

mercoledì 21 settembre 2011

A quanto pare anche nel corridoio che porta al club "Boniperti" nello Juventus stadium c'è la frase che uso nel mio blog :)

mercoledì 31 agosto 2011

Tra "top player" e "difensore centrale" promosso il mercato della Juve. Ora tifiamo per Bonucci


Alle 19.00 si è concluso dopo una maratona estenuante di oltre 3 mesi il calciomercato estivo del 2011. Viene da chiedersi come mai si facciano più acquisti negli ultimi 3 giorni che in tutti i tre mesi precedenti, ma così è a quanto pare. Misteri all'italiana.... E' stato il mercato del top player, di mister x, di Eto'o ai russi e più in generale è stato un mercato estremamente povero anche solo se paragonato a quello della passata stagione che a sua volta era già anni luce distante da Spagna e Inghilterra.

L'inter di un moratti ormai con pochissima voglia (e possibilità?) di spendere ha pensato più a cedere che ad acquistare; Il milan si è accontentato di una serie di parametri 0 e di qualche colpo last minute (il nostro bistrattato Nocerino), ma niente a che vedere con il mister x promesso; La Roma è un punto interrogativo grosso quanto il Colosseo con Sabatini che ha smembrato un'intera squadra in meno di 2 mesi; Il Napoli ha fatto un'infornata inspiegabile di sud-americani di livello basso ma veramente basso. Non si capisce come mai il napoli a volte faccia di questi acquisti (favori a qualche procuratore compiacente?). Fatto un (desolante) quadro complessivo dell'ex campionato più bello del mondo veniamo a quanto più ci interessa: la Juventus.

E' stata una sessione mediaticamente caratterizzata dal top-player prima, e dal difensore centrale poi. Non sono arrivati ne l'uno ne l'altro ma senza ombra di dubbio è corretto affermare che la Juventus abbia fatto il miglior mercato in Italia come testimoniano le cifre spese. Non si può certo dire che Conte non sia stato accontentato: le trattative già imbastite per Beck, Bastos e Vargas non sono andate in porto come da sua espressa volontà e i 5 esterni richiesti ci sono tutti.


Analizzando il mercato partendo dal famoso top-player, va fatto notare come le prime dichiarazioni di Marotta in questo senso siano arrivate ad aprile, quando ancora Conte non era in panchina e probabilmente il DG aveva individuato in Mazzarri il tecnico adatto prima che A.Agnelli premesse con decisione per il vecchio capitano. E presumibile quindi che sia stato Conte a preferire una ristrutturazione completa della rosa ad un puntellamento con soli 2 giocatori. Scelta condivisibile visto e considerato che la base di partenza era un settimo posto con la squadra da rifare quasi da zero. Non proprio la situazione migliore per comprare solo due elementi. Sarebbe stato un po' come costruire un edificio partendo dal tetto. L'errore di Marotta è stato quello di esternare pubblicamente questi grandi botti venendosi così a trovare imbottigliato nelle sue stesse promesse. Non l'avesse fatto gli ottimi acquisti di Vidal, Lichstainer, Vucinic, Elia, ecc. sarebbero stati guardati in un'altra ottica e valutati per il grandissimo rapporto qualità-prezzo che portano con se se è vero com'è vero che Vucinic è costato meno di Osvaldo e Vidal meno di Inler.
La questione di Conte-Marotta è scoppiata fuori con l'affaire Zeigler: preso da Marotta che con Mazzarri l'ha avuto a Genova, messo in disparte da Conte in tutte le amichevoli, tentato di cedere in fretta e furia, restato per imposibilità di reperire alternative a 48 ore dalla chiusura. Oggi il patatrac con zeigler che la fa fuori dal vaso dimostrando di non aver ancora capito di essere arrivato alla Juve dove nessuno ha il posto assicurato. Per lui si prospettano tempi duri e una cessione a gennaio.

L'ultimo (fortunatamente) tormentone estivo è stato quello del centrale. Tanti giocatori seguiti, nessuno preso chi per un motivo chi per un altro. Alla fine, diciamocela tutta, i soldi per compiere quast'altro acquisto non c'erano. Si pensava di poter racimolare qualcosa in più dalle cessioni, ma invece siamo pieni zeppi di mercenari ancorati come sanguisughe ai contratti folli e pluri-milionari di Secco e Blanc. Questi sono la nostra vera zavorra e bene ha fatto Marotta a non cedere ai ricatti di Amauri: accordatosi con il Parma per prendere con l'acqua alla gola la Juve rifiutando le proposte di turchi e francesi. Mancando questi introiti Paratici e Marotta hanno dovuto mettere da parte tutte le ipotesi suggestive e optare alla fine per concedere fiducia al giovane Sorensen e al nazionale Bonucci. A scanso di equivoci, è bene ricordare che Lugano è stato ceduto si a 3,5mln, ma che il PSG gli ha fatto un triennale da 4mln netti a stagione! Cosa del tutto fuori mercato per un prossimo 32enne.
Per il bene della nostra Juventus non dobbiamo commettere l'errore di caricare di pressione il giovane Bonucci usandolo come valvola di sfogo, perchè è su di lui che dobbiamo riporre la fiducia per un'annata che promette bene datosi che la forbice tra noi e le milanesi si è notevolmente assottigliata e forse chiusa con l'inter. Per altro non si capisce per quale ragione da un giorno all'altro improvvisamente Bonucci sia diventato un pacco da scaricare quando invece è il centrale italiano più promettente insieme a Ranocchia. Non dimentichiamo che la sua annata migliore è stata al Bari, dove si è esaltato con schemi di Ventura che sono similari a quelli di Conte. Le qualità del ragazzo sono indubbie, sta a noi (intesi come tifoseria) non dargli addosso al primo passaggio sbagliato. Sogno un applauso d'incoraggiamento l'8 settembre alla presentazione della squadra nel nuovo stadio e spero che chi potrà esserci la pensi come me. Poi, com'è ovvio che sia, se le sue prestazioni non dovessero essere all'altezza bisognerà provvedere nel mercato di riparazione, ma guai a bruciare un giovane talento senza dargli seconda chance.

Domani sarà primo settembre, inizia una nuova stagione e si ricomincerà finalmente a parlare di calcio giocato. La mia speranza è quella di seppellire l'ascia di guerra tra la frazioni marottiane e anti-marottiane (se così vogliamo chiamarle) e di ricominciare a tifare solo e soltanto per la nostra Juventus senza "io l'avevo detto" e "voi che non ci credevate" augurandoci di poter tornare a festeggiare lo scudetto dopo 5 anni. Sarò matto ma ci credo.

giovedì 9 giugno 2011

Organizziamoci scrive ad A.Agnelli che risponde


Caro presidente, nel corso della manifestazione organizzata da calcio GP lei ha auspicato una maggiore coesione del popolo bianconero e noi di "Organizziamoci" rispondiamo: presenti!
Le sue considerazioni sull’evidente divisione dei tifosi con molteplici istanze avanzate in ordine sparso confortano il nostro tentativo di trasformare le singole voci in azioni unitarie e per questo abbiamo deciso di rivolgerci direttamente a lei. Sperando che abbia avuto notizia vista la sua attenzione per il Web del progetto oramai noto come “Organizziamoci”, che è una federazione di alcune tra le tante sigle che fanno capo ai tifosi juventini, nata per difendere il patrimonio sportivo rappresentato dalla Juventus. Dando maggiore incisività alla battaglia su calciopoli, affiancandosi alla società che per ragioni di opportunità non può esporsi più di tanto. E con la quale vorrebbe ricercare un dialogo su tutti gli argomenti. Fornendo, da tifosi, un contributo anche per programmare il futuro.
Di questo vogliamo parlarle con la presente lettera che, dopo quelle del 10 e 19 maggio, rappresenta la nostra terza iniziativa.
Prima di addentrarci nei dettagli riteniamo doveroso informarla di chi ad oggi ha sposato la causa juventina attraverso “Organizziamoci”, ma anche di chi con attenzione ne sta seguendo l’evoluzione.
Al momento possiamo dire con un pizzico di orgoglio che siamo la voce di:
Juvenews, Canale Juve, Juve Central, Nobiltà Gobba, Forza Juve blog, Juvemania.it, il blog di Alessandro Magno, Io juventino.net, Cronachebianconere.blogspot.com, Calabrone37.blogspot.com, Il pallone racconta, JuventusTheBest Forum, Juve forever.net Blog spot.com, La Divina Juventus.
Inoltre alle iniziative di “Organizziamoci” è stato dato ampio risalto sui seguenti siti o blog:
Ju29ro, Tutti pazzi per la Juve attraverso la trasmissione radiofonica, http://smillamagazine.com - http://www.liquida.it - http://calciototale.netsons.org - http://www.socialsport.net - http://www.parrotized.it - http://www.blogcalcio.info - http://www.wikio.it - http://oknotizie.virgilio.it - http://www.testadicalcio.com - http://www.ciaojuve.com –
ASPETTATIVE DELUSE
E’ forse superfluo rimarcare che a un anno dal suo insediamento le attese dei tifosi juventini siano andate del tutto deluse. Abbiamo però la presunzione di essere tifosi razionali e quindi coscienti delle difficoltà che ha dovuto affrontare per una gestione precedente non proprio felice, in un contesto di crisi generale e con l’aggravante delle nuove norme imposte dall’UEFA. Pur tuttavia sul piano sportivo è stato fatto davvero poco e non riusciamo a trovare elementi positivi in una stagione che si può, tranquillamente, definire disastrosa. Non ci aspettavamo miracoli ma, almeno, come probabilmente anche Lei si augurava, un’inversione di tendenza. Prendiamo atto che non c’è stata e guardiamo, comunque, avanti.
LE NOSTRE “LINEE GUIDA”
Da tifosi, ovviamente, sogniamo i grandi nomi, ma come Le dicevamo stiamo con i piedi per terra e comprendiamo quanto sia difficile oggi portare a Torino i cosiddetti Top Player che, in ogni caso, da soli non fanno una squadra. Auspichiamo, perciò, che prima si costruisca un telaio solido, e poi si pensi ai campioni, evitando così l’errore commesso dalle avversarie della grande Juve, che ipotizzavano di colmare il gap acquistando il Ronaldo di turno.
Sia chiaro che noi i campioni li vogliamo, ma solo se funzionali a una vera squadra perché solo un solido assetto di partenza è il giusto viatico per tornare grandi.
Questo presumiamo fosse il vero obiettivo della scorsa stagione e da questo occorre ripartire.
Continuiamo ad ogni modo a fidarci di Lei, convinti che dopo un anno d’esperienza si ponga rimedio a errori evidenti anche se forse inevitabili.
Non ci sembra opportuno fare nomi e indicare cosa si possa salvare, perché in questi casi è impossibile avere uniformità di giudizi, ma le prime mosse sembrano andare nella direzione da noi auspicata. Ed è apprezzabile che si sia cominciato, cambiando la guida tecnica che con tutte le attenuanti del caso, ha fallito per tutti gli aspetti che le competevano. L’aver optato poi per un giovane emergente ed entusiasta per il suo passato bianconero, oltre le considerazioni tecniche sempre opinabili, è il segnale che da parte della società vi sia l’effettiva volontà di realizzare un progetto che duri nel tempo con la certezza che non sarà ripetuto l’errore fatto con un’altra icona bianconera come Ferrara, abbandonata a se stessa.
Vi sono comunque altri aspetti che intendiamo portare alla sua attenzione.
Il primo riguarda la piaga degli infortuni cui in qualche maniera occorre porre rimedio e la preghiamo di valutare attentamente il problema, cominciando dai campi d’allenamento perché la Juventus non può permettersi di ripartire con un handicap simile.
Ciò che però ci sta particolarmente a cuore è la difesa della dignità bianconera. Lei spesso si è rivolto direttamente ai tifosi e di questo la ringraziamo, ma le chiederemmo, semmai, di trascurare noi, riservando la sua attenzione alla difesa della Juventus.
La nostra è una squadra che ha fatto la storia del calcio italiano che oggi come in passato è presa a bersaglio, ma in più è derisa e sbeffeggiata in modo intollerabile.
Della Juve oramai si approfittano: gli avversari in campo e fuori, le istituzioni calcistiche ed i media e non ci riferiamo solo a Calciopoli che per una volta tralasciamo, anche se qualcosa di più concreto prima o poi dovrà dirci.
Presidente la esortiamo a lasciare da parte le parole al miele per gli juventini e a esternare, invece, il risentimento del popolo juventino nei confronti dei troppi detrattori.
Difenda la nostra Juve dopo le partite, quando siamo attaccati, indipendentemente dalla prestazione.
Risponda a tono ai suoi colleghi presidenti che non perdono occasione per gettare fango sulla nostra squadra.
Pretenda il rispetto, non favori, da chi come Figc, Lega e mezzi di comunicazione, senza di noi sarebbero costretti a chiudere bottega.
Questo sarebbe il modo giusto per farci sentire la sua vicinanza e questo ci aspettiamo da Andrea Agnelli tifoso della Juve.
Volendo adoperare un termine abbastanza abusato, quelle che le abbiamo illustrato, hanno la presunzione di essere le nostre "linee guida" che, converrà, rappresentano solo un indirizzo senza entrare nel merito di questioni che ci appassionano, ma non ci competono.
Noi siamo, infatti, per il rispetto dei ruoli e siamo al fianco della Juventus. E Lei?
L’APPELLO
Presidente: non ci abbandoni e continui nel solco tracciato dall’Avvocato e dal Dottore, cui dobbiamo l’orgoglio, di esser tifosi di una squadra unica. Ci aiuti a mantenere viva la nostra passione che, prima delle vittorie, chiede che sia ridata dignità ai colori bianconeri.
Noi non molliamo, ma come per gli amanti che si sentono traditi dopo un periodo di rifiuto della realtà e tanti tentativi di riprendere il rapporto, potrebbero subentrare, la rassegnazione e il conseguente distacco.

DI SEGUITO LA RISPOSTA BREVE MA SIGNIFICA DI A.AGNELLI LASCIATA A JUVENEWS (SITO CHE DIRIGO)

Nella stessa giornata, abbiamo ricevuto la risposta del presidente in persona, che riportiamo integralmente:

Grazie, ne terremo conto come sempre.

Andrea Agnelli
Chairman
Juventus F.C.

Una risposta breve, ma comunque che fa intendere che la società Juventus terrà conto delle nostre proposte. Riteniamo tutto ciò un fatto sicuramente positivo, e speriamo naturalmente che i dirigenti bianconeri possano fare buon uso delle nostre indicazioni. Rigraziamo quindi il Presidente Andrea Agnelli per la risposta ed il tempo che ha dedicato al nostro messaggio.

martedì 15 febbraio 2011

Manifesta superiorità













Chiedo scusa a tutti ma per via di alcuni impegni sopraggiunti in questi giorni non riesco proprio a trovare il tempo di scrivere qualcosa di mio come vorrei fare. Mi limito a un dato facile facile che spiega come la storia non si compri seduti al tavolino:

Juventus-Inter Partite giocate: 78
Vittorie inter 10, Pareggi 14, vittorie Juventus... 54 (cinquantaquattro)

C'è altro da dire?
Vi saluto con 3 video: l'epica introduzione di Zuliani, le rosicate di Recalcati e le emozioni dallo stadio:







Nota bene Foto dedicata al mio nuovo idolo Eto'ò. travestimento dell'anno fatto da un pazzoide all'olimpico domenica sera sulle note del celebre coro "eto'o e le rose"

mercoledì 9 febbraio 2011

Zidane uomo vero


A differenza della recita ipocrita e ruffiana di Chivu, dopo Bari-Inter, con tanto di pianto del coccordillo annesso per avere uno sconto di squalifica, Zinedine Zidane si conferma uomo vero con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso. Questa la sua ultima intervista all'Equipe
«Sono stato provocato. Non sono fiero di quella mia reazione. Non voglio scusarmi perche sono stato provocato. Significherebbe porgere la guancia una seconda volta. E' un gesto che fa parte di una carriera, di una vita, e ci sono momenti in una vita che non sono piacevoli, punto. Non voglio insistere su questo».

venerdì 4 febbraio 2011

Bud spancer Chivu in "il pianto del coccodrillo"




Intanto sul sito sport mediaset compare un commento di un interista che non posso esimermi dal riportare sul blog in modo da leggermelo di tanto in tanto per farmi quattro risate:

"Per me non l'ha colpito volontariamente, anzi è stato Rossi a colpirgli la mano con un colpo di naso. Chivu innocente, bisogna smetterla con questo anti interismo!"

Chi non ci dovesse crederci (e non stento a pensare che sia difficile) può verificarlo di persona http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/52526/chivu-in-lacrime-mi-vergogno.shtml#anchorCommenti lo trovate alla prima pagina di commenti

AGGIORNAMENTO DELL'ULTIM ORA:

Leggete da chi ha ricevuto la solidarietà Chivu, la vicenda sta assumendo i connotati della sit-com ahahahaha

Da www.calciomercato.com

Una cena con alcuni compagni di squadra per festeggiare il reintegro in rosa si è trasformata per Adrian Mutu in un 'soccorso telefonico' al suo connazionale Christian Chivu. Il numero 10 gigliato infatti, informato da alcuni rumeni via telefono di quanto fosse accaduto nel corso di Bari-Inter, e vedendo poi le immagini di Chivu, sconvolto ed in lacrime, prima in un'intervista tv e poi al momento di salire sul pullman della squadra nerazzurra, lo ha chiamato per dargli il proprio sostengo e capire meglio i connotati dell'episodio che porterà molto probabilmente il difensore ad una lunga squalifica con la prova televisiva.

giovedì 3 febbraio 2011

Fata Morganta show: oltre ogni record

Dopo poterci vantare di avere in squadra l'unico giocatore squalificato per simulazione di tutto il campionato pur non essendo stato l'unico a simulare (ultimo della lista Pazzini), ecco che il signor Emidio Morganti di Ascoli Piceno ci regala un'altra perla da aggiungere alla nostra personalissima lista di primati: siamo il primo club della serie A a cui vengono negati nell'arco di 90' la bellezza di 4, dico quattro, calci di rigore solari! Cosa ammessa persino dai moviolisti solitamente più ostili ai nostri colori, ad eccezione del più ostile di tutti: Bettega. Che moviolista non è...

In principio fu Bergonzi, nella stagione del ritorno in serie A, in quel di Napoli, a sbaragliare l'agguerrita concorrenza concedendo due rigori al limite del paradosso ai partenopei, con tanto di tuffo carpiato dell'ex Zalayeta che venne squalificato per una sola giornata (Krasic per due)! Ma sempre nello stesso campionato Dondarini, a Reggio Calabria, piazzò l'affondo che sembrava essere decisivo (fino a ieri sera...): 2-3 rigori non concessi e al 90° minuto penality alla Reggina quando si era sull'1-1. Al termine della partita persino l'anima pia di Cobolli Gigli scrisse una lettera dal contenuto talmente molle che leggendola si correva il rischio di addormentarsi -Mughini la definì "intrisa di camomilla- in cui riusciva nuovamente ad ammettere di aver pagato colpe meritate per i fatti di calciopoli.
Dicevo che Dondarini era convinto fino a ieri sera di essere il killer numero uno della Juventus, e invece no: perchè la "fata morganta" con un tocco di bacchetta magica come d'incanto ha fatto sparire non uno, non due, non tre, ma addirittura 4 calci di rigore! Sul primo Chiellini viene letteralmente trascinato prima e sotterrato poi in piena area di rigore sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Morganti, con il campo visivo sgombro, fa finta di niente; al termine del primo tempo Matri si appresta a concludere in rete una palla facile facile, ma ecco che un difensore gli si aggrappa dietro in modo da sbilanciarlo completamente, Morganti, come suo solito, allarga le braccia; nel secondo tempo sempre su un calcio d'angolo Barzagli subisce una "cravatta" all'interno dell'area piccola, Morganti, manco a dirlo, lascia proseguire, non sia mai... Come vedete ho tralasciato l'episodio più clamoroso, quello di un fallo di mano (clicca qui per vedere il video con commento di Zuliani) talmente plateale, talmente visibile da 1 km di lontananza, che è del tutto inspiegabile come possa un arbitro, che è lì proprio per vedere eventuali falli, piazzato a mezzo metro distanza, non averlo visto. Del caso se ne occuperà Roberto Giacobbo nella prossima puntato di Voyager dedicata alle opere della fata Morganta.
E attenzione, stiamo parlando di un direttore di gara che non più tardi di 10 giorni fa è stato premiato niente popo di meno che... "miglior arbitro della serie A". A questo punto fossi uno di quelli che gli è arrivato dietro intenderei causa per danni morali. Arrivare dietro a una persona che non si rende conto di ciò che gli accade a 50 centimetri è francamente offensivo, si rischia di andare in depressione. Oggi sappiamo che il miglior arbitro della serie A su 4 rigori NETTI non ne ha concesso neppure uno. Se è realmente il migliore, o gli altri fanno ridere le galline, o ieri sera era in malafede. Cosa che lo stesso Marotta ha lasciato intendere a fine gara con il suo "non vorrei che stessimo pagando le nostre posizioni su calciopoli".
L'arbitro è lo stesso che non più di 20 giorni fa annullò misteriosamente il gol di Toni a Napoli, quanto meno ora la decenza di non mandarlo più ad arbitrare la Juve sarebbe il caso di averla.

Datosi che i precedenti di Bergonzi e Dondarini ci hanno insegnato che "al peggio non c'è mai fine" sono partite le scommesse sul prossimo arbitro che strapperà a Morganti l'ambito premio di "distruttore n1 della Juventus": in vantaggio Damato quotato a 1,50.

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mercoledì 2 febbraio 2011

Volano gli stracci tra Elkann e agnelli; la Juve ostaggio di "Marpionne"

penso sia utile postare questo articolo di dagospia che chiarisce meglio le cose sui rapporti interni alla famiglia Agnelli

1- VOLANO VIOLENTISSIME PALLONATE IN FACCIA TRA ANDREA AGNELLI E JOHN ELKANN
2- SENZA SOLDI FRESCHI LA JUVE RISCHIA GROSSO. MA YAKI HA TIRATO GIÙ LA SARACINESCA E HA MESSO I LUCCHETTI ALLA CASSAFORTE TRONCANDO QUALSIASI SPERANZA - (MATRI IN PRESTITO FINO A GIUGNO, RISCATTO A LUGLIO PAGANDO 15 MILIONI IN 4 ANNI)
3- TRA I DUE CUGINI TANTA RUGGINE: ANDREA AGNELLI, FAN DELLA TRIADE MOGGI-GIRAUDO-BETTEGA) FECE FUORI TUTTI GLI UOMINI, BLANC INTESTA, CHE ELKANN AVEVA SCELTO
4- ALTRO CETRIOLO PER ANDREA, CHE VUOLE SBARCARE A MARANELLO AL POSTO DI MONTEZEMOLO: IL CUGINO JOHN HA ARRUOLATO IL FRATELLINO LAPO AL CENTRO STILE FERRARI
5- ORMAI SOTTOZERO I RAPPORTI TRA LO SMONTEZEMOLATO E IL DUPLEX MARPIONNE-ELKANN -

Nemmeno la notizia pubblicata ieri sul "Wall Street Journal" che Sergio Marpionne dispone di 30 pullover blu e di altrettanti paia di jeans e di calzini, riesce a sollevare l'umore degli operai della Fiat.

Certo, l'idea che almeno una volta al mese il manager di Chrysler-Fiat cambi il pullover fetente che ostenta come uno status symbol, tranquillizza gli uomini che dopo i turni alla catena di montaggio non vedono l'ora di togliersi la loro tuta puzzolente. Il tema che adesso li angustia più del contratto nazionale è la sorte della Juventus, la Vecchia Signora fondata nel 1897 da un gruppo di studenti del liceo Massimo D'Azeglio, che sta attraversando una crisi profonda.

Se potessero gli operai di Mirafiori e i torinesi (ai quali bisogna aggiungere 12 milioni di tifosi italiani) lancerebbero un referendum per cacciar via i colpevoli del disastro che sta rovinando l'immagine della squadra. L'esito sarebbe scontato, ma è la ricerca dei colpevoli che appare ancora incerta. Gli indizi convergono su una pluralità di personaggi che vanno dall'allenatore Luigi Del Neri fino al direttore generale Giuseppe Marotta (un varesotto di 53 anni) al quale si imputano gli errori clamorosi nel calciomercato.

C'è poi chi si spinge all'indietro e chiama in causa l'amministratore Jean-Claude Blanc con la sua aria da fighetto parigino, mentre ad altri piace ricordare la maledizione della triade (Moggi, Bettega, Giraudo) che continuerebbe a provocare disgrazie.

I misteri di Torino sono stati esplorati in un libro piuttosto deludente scritto cinque anni fa dal giornalista laico Aldo Cazzullo e dallo scrittore cattolico, Vittorio Messori. Da quella lettura viene fuori che la città è sempre stata zeppa di luoghi esoterici, circoli massonici e personaggi ambigui, ma in questo caso non c'è bisogno di troppe dietrologie per capire che il mistero della Juventus porta a individuare in Andrea Agnelli uno dei protagonisti della frana calcistica.

Il rampollo, figlio di Umberto e di Allegra Caracciolo, si è insediato nell'aprile dell'anno scorso e come un nocchiero che ritrova il timone della nave sprizzava felicità. Finalmente, dicevano alla catena di montaggio della Fiat, la Sacra Famiglia degli Agnelli ritorna dopo quasi 50 anni alla testa della Vecchia Signora con un Giovin Signore che poco oltre la metà del campionato si prende i fischi allo stadio e gli sberleffi del petroliere Moratti.


Quando il ragazzo, diplomato ad Oxford e alla Bocconi (la madre di tutti i sapientoni), salì al vertice dell'azienda-calcio si rimboccò le maniche cercando di mettere a frutto le esperienze manageriali accumulate alla Philip Morris dove ha lavorato per quattro anni. L'obiettivo non era solo quello di cancellare il ricordo della gestione Blanc, Secco e Cobolli, ma di riportare le magliette zebrate in testa alla classifica e dentro la Champions League.

Purtroppo questi traguardi sembrano fortemente compromessi. Perfino un uomo placido come il mitico portiere Buffon dice di assistere a un brutto film, e nemmeno l'ultima operazione sul mercato che ha portato all'acquisto del bomber cagliaritano Alessandro Matri ha il timbro di un capolavoro. Infatti l'acquisto del giocatore è stato fatto con la clausola del "prestito con obbligo di riscatto" che alla fine peserà sui conti della società Juventus con rate particolarmente onerose.


LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO
E qui salta fuori il vero problema che solleva in qualche modo dalle sue responsabilità il Giovin Signore degli Agnelli perché la questione è molto semplice: gli operai di Mirafiori hanno fatto due calcoli dai quali risulta che fino alla metà dell'anno scorso sull'azienda-calcio hanno pesato costi per 170 milioni di euro di cui 130 sotto la voce "costo del personale" e 40 per la quota annua di ammortamento dei cartellini.

Questi dati saranno esaminati dal consiglio di amministrazione della società convocato per il 28 febbraio dove i consiglieri (tra i quali siede anche l'ex-giocatore Pavel Nedved) prenderanno atto che l'aumento di capitale di 100 milioni effettuato nel 2007 si è letteralmente polverizzato, e quindi occorre immettere nelle vene della Vecchia Signora sangue fresco e nuova liquidità.


Il guaio è che l'azionista di riferimento, cioè la cassaforte di famiglia Agnelli che si chiama Exor, non ha alcuna intenzione di entrare in infermeria per iniettare altri capitali. Dietro questo rifiuto si intravede uno scontro durissimo tra Andrea Agnelli e quell'altro Giovin Signore, John Elkann, che per volontà dell'Avvocato ha in mano la presidenza della Fiat e di Exor. A quanto si dice nei bar di piazza San Carlo (sede storica della squadra) il giovane Elkann ha tirato giù la saracinesca e ha messo i lucchetti alla cassaforte troncando qualsiasi speranza.

rile dell'anno scorso il figlio di Umberto Agnelli arrivò alla guida della squadra, il 35enne Yaki ebbe parole molto gentili nei confronti del 36enne Andrea riconoscendo nella sua passione per lo sport una garanzia di successo. A questo punto ci vorrebbe uno scrittore come Thomas Mann per raccontare con le parole giuste che cosa si nasconde dietro questo scontro generazionale e dinastico.

A onor del vero va detto che tra i due giovinotti, Andrea e Yaki, non sono corse le parole che si leggono nella saga letteraria dei Buddenbrook dove i personaggi urlano frasi del tipo: "vai via stupida oca...", oppure "la bancarotta mai!", ma la tensione è certa, e se non si arriverà alla bancarotta si dovrà arrivare a un chiarimento perché senza soldi freschi la squadra più che centenaria rischia grosso.


È chiaro come il sole che il giovane presidente di Fiat e di Exor, che non ha mai dimenticato come il cugino Andrea appenna arrivato alla Juve cassò completamente il suo staff a partire da Blanc, ha chiuso i cordoni della borsa seguendo le direttive militari di quell'uomo dalle favolose stock options che nell'armadio ha 30 pullover blu e altrettanti paia di jeans e di calzini. Per Marpionne che ha vissuto in Canada dove l'hockey è lo sport preferito, il pallone è un oggetto misterioso che nella sua strategia industriale e "americana" c'entra come un cavolo a merenda.


E lo stesso atteggiamento, ma con ben altra prudenza e attenzione, ha nei confronti della Ferrari dove a soffrire in questo caso è l'altro Giovin Signore di nome Lapo.

Anche questo ragazzo ha una tenera età (34 anni) e dall'ottobre 2005 quando fu ricoverato per un incidente alla Marrazzo, gli è stata imposta dalla Sacra Famiglia e da Marpionne la camicia di forza dell'obbedienza. È difficile però frenare le pulsioni e la creatività del fratello di Yaki che a marzo dell'anno scorso durante un'importante partita di basket a Los Angeles entrò addirittura in campo per prendere la palla creando un incidente clamoroso.


L'ultima passione del fratello birichino è la Ferrari. E per aggiungere, oltre alla Juve, altro veleno alla pozione per Andrea Agnelli, Yaki ha fatto subito assumere il fratellino Lapo alla casa di Maranello, dove ha preso a collaborare nel Centro Stile. Per dimostrare che il suo impegno è autentico ha preso casa a Maranello dove gira a bordo di un'enorme jeep militare americana creando un certo scandalo perché nel quartier generale del Cavallino si può circolare soltanto a bordo di Ferrari rosse oppure con macchine che portano il colore della casa.


Pochi giorni fa Lapo ha partecipato accanto a Luchino di Montezemolo alla presentazione della nuova vettura per la Formula1 e anche lui come tutti i partecipanti indossava un indumento rosso che sotto la chioma folta e la barba incolta gli dava l'aria di un autentico garibaldino.

A nessuno però è sfuggita la freddezza del clima che si toccava nell'aria. Il povero Lapo si è seduto all'estrema sinistra della prima fila dove, oltre a Luchino di Montezemolo, c'era il fratello Yaki, il banchiere spagnolo Emilio Botìn (sponsor di Ferrari) e Sergio Marpionne con il solito pullover blu fetente. Si sono stretti la mano, ma la beatitudine di Luchino, che con il disastro della Juve vede allontanarsi il pericolo di lasciare ad Andrea Agnelli la poltrona della Ferrari, faceva un terribile contrasto con l'aria triste del povero Lapo.

E nella nebbia di Maranello si perdeva lo sguardo nel vuoto di Sergio Marpionne per il quale il Cavallino rampante e la Juventus sono giocattoli che devono fare soldi, punto e basta.

venerdì 28 gennaio 2011

Questa è Juve, questa non è Juve. A seconda dei casi...

E' svanita l'ultima possibilità di portare a casa in questa stagione il primo trofeo post-calciopoli, che poi è quello avrebbe dato la possibilità di attaccare al petto la stella argentata che contraddistingue 10 Coppe Italia. E, come se non bastasse, al danno ecco che aggiunge la beffa: ad andare avanti è l'altra squadra che potrebbe arrivare a 10.

Con queste premesse, inutile dire che la delusione c'è ed è pure molto forte, da parte di tutti, anche di chi a inizio partita considerava il match paragonabile per importanza a una partita a dama con la nonna. Abbiamo giocato contro quella che ritengo essere la formazione meglio attrezzata di tutta le serie A, nonostante ciò l'incontro è stato di una bruttezza rara, sbloccato solo da un colpo di genio di Vucinic: uno di quei talenti che tanto mancano alla Juvents attuale. A mettere la parola fine ci ha pensato l'arbitro Damato di Barletta (ultras interista dichiarato) distintosi per aver negato, con il campo visivo completamente sgombro, un rigore a Del Piero visibile dallo spazio mandando in eccitazione i vertici unicredit che precisamente in queste ore stanno trattando il passaggio di proprietà del club romano.

Proprio la vicenda della cessione della Roma dovrebbe far riflettere i pochi Juventini che chiedono a gran voce un passaggio di mano della EXOR: la società capitolina per trovare (forse!) un'acquirente nemmeno troppo credibile e facoltoso ha impiegato qualcosa con 6 anni! Un tempo enorme nel quale la famiglia Sensi è rimasta a guardare senza poter spendere. Siete sicuri che valga la pensa attendere lo stesso tempo per finire in mani ignote? 6 anni quando non si è disposti ad aspettare neppure 6 mesi? Perchè da tanto è partito il nuovo progetto a medio-lungo termine che mira a garantire alla Juventus stabilità economica e competitività nel corso degli anni. In attesa che vada a compimento si sente internamente al tifo bianconero una frase molto molto fastidiosa, talmente inflazionata che nemmeno la lira negli anni '70: "questa non è Juve". Troppo comodo e semplicistico: la Juve è anche questa, la Juve è Juve quando fa 52 punti nel girone d'andata del 2006 e quando arriva settima come l'anno scorso; è Juve quando fa 3 finali di champions e quando esce nel gironcino di Europa League. Non fosse Juve non staremmo qui a roderci il fegato e a sperare che le cose migliorino. Piaccia o non piaccia (giusto per usare un'altra frase in voga come non mai) ieri abbiamo visto la JUVE e l'abbiamo vista pure con il Napoli e con il Parma, non solo con il milan a san siro quando abbiamo vinto con 12 giocatori indisponibili; eravamo la Juve quando abbiamo perso due punti con il pari di Pellissier al 93' (svolta in negativo della stagione) e quando li abbiamo presi la settimana prima con Krasic al 94'; era Juve quando abbiamo comprato Almiron, Motta e compagnia e lo era altrettanto quando abbiamo comprato Krasic e Quagliarella. La Juve è gioie e dolori, come tutte le cose. Essere tifosi vuol dire accettarle entrambe, non si possono tenere solo le prime e scartare le seconde, come se appartenessero a qualcun'altro. Essere Juventini è mettere in conto soddisfazioni e delusioni. Si tratta solo di fare una scelta: esserlo o meno. IO LO SONO.

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lunedì 17 gennaio 2011

Io sto con Floro Flores contro chi lo insulta

Ieri la pagina facebook di Antonio Floro Flores è stata assalita da un alto numero di tifosi Juventini (la maggior parte proveniente da un forum avvezzo a questi episodi) che lo hanno "invitato", con modi niente affatto educati, a restare ad Udine. Il livello di inciviltà è stato tale da costringere lo staff della pagina ad emettere un comunicato (http://www.antoniofloroflores.it/news/98-Comunicato-Ufficiale-Sgradevoli-e-numerosi-episodi-verificatisi-nella-Fanpage-Ufficiale-di-Antonio) umiliante nei confronti della gran fetta del tifo bianconero che proprio non sentiva il bisogno di una meritata ramanzina.

Io sto dalla parte del giocatore che nessuna responsabilità ha del momento difficile che stiamo vivendo, e che si appresta con grande passione e determinazione a vestire la casacca bianconera più gloriosa del mondo per smentire chi un questi mesi lo ha accantonato. Chi lo insulta probabilmente è la stessa gente che fino ad ieri si sbracciava e sbraitava per chiedere di dare spazio a Giannetti salvo poi scoprire che questo in un ora di gioco non ha sfiorato la palla manco per sbaglio, nemmeno per tirarla in tribuna. Niente. Ieri pomeriggio si è capito quanto di un attaccante sia pure di livello non eccelso, ma sicuramente presentabile, abbia bisogno la Juventus costretta ad inserire un Martinez fuori condizione e fuori ruolo pur di poter giocare in 11.

In troppi forse hanno preferito credere alle balle di mercato di chi avvicina un giorno Forlan e un altro Luis Fabiano, anziché alle parole di una dirigenza seria che, ancor prima dell'inizio del calciomercato, ha dichiarato senza mezzi termini che sarebbero stati acquistati solo giocatori in uscita da altre squadre perchè non erano stati previsti investimenti in questa finestra. Il troppo inflazionato "non prendeteci in giro" andrebbe rivolto a chi propina in continuazione falsi sogni ed inutili illusioni. L'infortunio di Quagliarella ha scombussolato i piani e costretto la società a prendere in corsa un attaccante con le stesse caratteristiche e a basso prezzo, altrimenti è lecito pensare che il mercato si sarebbe chiuso con Toni al quale c'è stato persino chi gli ha fatto una colpa per essersi infortunato (tanto per rendere l'idea dell'isterismo dilagante). Quale altro giocatore del livello di Floro Flores è possibile acquistare in prestito, ripeto prestito, a 1,5 milioni? Francamente non ne vedo in giro.
Attaccare direttamente in questo modo barbaro un giocatore prima ancora di vederlo all'opera, vuol dire farsi del male da soli; immaginate infatti con quale spirito potrà mai giocare uno con il timore di essere fischiato al primo passaggio sbagliato... Mai come in questi ultimi tempi il tifoso juventino aveva dimostrando una vena autolesionistica di simile portata con tanto di retromarcia inserita nel caso ci si accorga di aver sbagliato come nel caso-Quagliarella: prima deriso a suon di video, poi applaudito come il Messia.
Non resta che sperare in un atteggiamento diverso dal pubblico sugli spalti che in questa stagione si sta confermando maturo e di supporto per la squadra, a tal proposito è positivo anche il coro pro-Storari partito dalla curva sud.

Probabilmente, anzi certamente, questo scritto non arriverà mai a Floro Flores ma nonostante ciò il messaggio che spedisco al giocatore vuole essere uno: non ti curar di loro; vieni alla Juve e fai vedere di meritarla!

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giovedì 13 gennaio 2011

Tra animali napoletani e poliziotti da circo

Nel mio piccolo vorrei contribuire a diffondere la lettera inviata a GLMDJ da un tesserato del club Doc di Andria che ha preso parte alla trasferta a Napoli:


Gent.ma redazione,

ho deciso di scrivere questa nota con la speranza che tramite il canale televisivo e magari anche grazie ad una presa di posizione ufficiale da parte della società JUVENTUS venga diffusa e resa nota la grottesca situazione che ho vissuto con circa un migliaio di tifosi juventini domenica sera in quel di NAPOLI.

Premetto che con tanto di tessera del tifoso sottoscritta anche per i miei due figli (uno dei quali minorenne), abbiamo partecipato con il nostro club di appartenenza (JUVENTUS CLUB DOC GIOVANNI AGNELLI - ANDRIA), alla trasferta napoletana con un pulman da 54 persone + un pulmino da 19 persone. Nel nostro pulman abbiamo ospitato amici juventini del club di Aosta che hanno raggiunto Bari in aereo e si sono aggregati al nostro gruppo.

Alle ore 17.30 circa giungiamo al casello autostradale di Napoli dove pensavamo di trovare un mezzo della polizia di stato da noi in precedenza avvertita del nostro arrivo. Dopo un'attesa di circa 40 minuti, pur senza incidenti, ma con qualche normale sfottò ricevuto da napoletani in transito veniamo raggiunti da un auto della polizia che ci accompagna qualche chilometro più avanti dove venivano raggruppati tutti i pulman provenienti da varie zone d'Italia. Fatti scendere, uno alla volta, filmati da una telecamera e sottoposti al capillare controllo su eventuali mezzi di offesa in nostro possesso sia in dosso, sia nel pulman, senza alcun controllo sul possesso della fantomatica tessera del tifoso, risaliamo sul pulman per essere "scortati" verso lo stadio.

Da questo momento inizia la parte incredibile della vicenda.

I pulman vengono accompagnati con tanto di sirene da mezzi della polizia, utilizzando la tangenziale per un tragitto completamente identico a quello fatto dai tifosi napoletani che si recano allo stadio, fino all'uscita Fuorigrotta. Qui, bontà loro, invece di andare verso lo stadio la carovana prosegue fino all'uscita Agnano da dove attraverso stradine piccolissime con auto parcheggiate su entrambi i lati che impediscono il normale passaggio dei pulman, sottoposti al pubblico ludibrio della tifoseria napoletana appostata sui lati della strada, si giunge finalmente nella zona stadio riservata agli ospiti.
A questo punto zelanti agenti di polizia con urla e chiari movimenti con le mani, invitano i tifosi a scendere dai pulman e correre in maniera dissennata, verso i cancelli dello stadio, senza che alcuno di noi sapesse quale strada prendere e quale fosse il pericolo incombente sulle nostre teste. Tale fuga verso lo stadio viene effettuata già in una situazione di terrore e panico in quanto gli inviti minacciosi della polizia lasciano intendere di essere in una grave situazione di pericolo. Questa corsa (io ero con mio figlio di anni 11 e vi erano anche persone anziane con problemi fisici) della durata di circa 200 metri termina in un ammasso umano di persone che erano state bloccate da una serie di transenne poste proprio per impedire il passaggio. Dopo aver travolto queste transenne, terminiamo la corsa contro un cancello chiuso, in quanto l'accesso al settore era posto una decina di metri più in là.
Scavalcando gli ostacoli, in un caos indescrivibile, senza che ad alcuno fosse controllato il biglietto, la tessera del tifoso o quant'altro (sono in possesso dei tre biglietti, mio e dei miei due figli, ancora completamente integri, senza che sia stata staccato nemmeno il talloncino di controllo con il codice a barre) entriamo nello stadio. Con quel sistema, nel settore ospiti sarebbe potuto entrare chiunque, tifoso juventino e non con grave rischio per tutti.

Una volta "al sicuro", all'interno dello stadio, nella parte superiore del settore riservato ai tifosi ospiti, con inspiegabile divieto di accesso da parte della polizia al settore inferiore, ove non vi sarebbe stato alcun contatto con la tifoseria napoletana, veniamo sottoposti ad un incredibile fuoco di artiglieria con lancio di petardi o bombe al cui scoppio venivano divelti ogni volta addirittura i sediolini dello stadio. Di queste pericolosissime bombe tutto il gruppo di tifosi juventini presenti ne avranno ricevute circa una trentina. Il lancio avveniva da parte di aspiranti uomo ragno che si inerpicavano fra le strutture in ferro dello stadio per raggiungere alle spalle i tifosi juventini e dopo aver bucato al rete di protezione con coltelli, lanciavano questi ordigni attraverso i buchi testè prodotti.
Ho rivisto il giorno dopo, la partita sul Vostro canale a cui sono abbonato e ho udito (senza mai vedere) chiaramente lo scoppio dei petardi che avveniva in maniera continua e ripetuta mettendo a grave repentaglio l'incolumità dei presenti.
Per quale motivo nessun telecronista pur presente allo stadio ha fatto menzione di quello che accadeva? Per quale motivo nessuna testata giornalistica ha riportato questo a dir poco incivile comportamento della tifoseria napoletana? Perchè non vi è stata da parte di nessuna televisione neppure una inquadratura verso il settore occupato dai tifosi juventini sottoposti al bersaglio? Perchè il Giudice Sportivo sanziona la società Juventus di una multa di euro 6000 perchè i suoi tifosi hanno divelto dei seggiolini, che invece erano stati divelti dalla forza d'urto delle esplosioni dei petardi lanciati dai napoletani? Perchè la società Napoli viene multata solo di euro 20000 perchè "propri sostenitori lanciavano nr. 4 petardi verso la zona occupata dagli steward (???)" e non fa menzione di nemmeno un petardo lanciato verso i tifosi juventini? Dove erano questi steward quando venivano lanciate le bombe? Erano complici dei tifosi napoletani? Nel bollettino del giudice sportivo si menziona una attenuazione della sanzione verso la società Napoli dovuta a concreti atti posti in essere in collaborazione con le forze dell'ordine ai fini preventivi e di vigilanza. Di cosa parliamo? Dove erano i poliziotti? Quali misure preventive sono state poste in essere? In che cosa è consistita la vigilanza?
A Napoli queste cose vengono definite testualmente "puttanate"!!!

Vi assicuro che per molto meno, la Juventus nello scorso anno ebbe l'interruzione della gara con il Parma e con il Bari oltre alla sanzione della gara da disputare a porte chiuse.

La differenza sta nel fatto che a Torino il settore ospiti è inquadrato costantemente da telecamere e che certa stampa non si lascia sfuggire nessuna occasione per..............

Comunque l'allucinante racconto non è ancora terminato!

Qualche minuto prima del fischio finale, con il bombardamento in pieno corso (erano in possesso di un vero e proprio arsenale bellico), rinvigorito dalla trionfale vittoria, nel settore da noi occupato fanno per la prima volta presenza alcuni poliziotti che, in manier alquanto serafica, invitano i tifosi juventini ad abbandonare lo stadio prima del termine della gara. Tale comunicazione fatta ad alcuni, in maniera quasi confidenziale, provoca di fatto che una buona parte di tifosi lasci le gradinate. Personalmente noto che sta avvenendo questo abbandono, ma forte dell'esperienza maturata in molti stadi, rimanendo certo del fatto che senza comunicazioni ufficiali i tifosi ospiti rimangono nello stadio fino a quando non vi sono le condizioni per l'uscita degli stessi in sicurezza, penso che vi sia solo un ammassarsi verso la parte inferiore.
Comunque, sentendo ancora lo scoppio di bombe e invitato da mio figlio, molto spaventato, scendo anch'io verso il basso, dove scopro che alcuni agenti di polizia stanno invitando i tifosi a correre verso i pulman in quanto - recito testualmente - "non siamo in grado di garantire la vostra sicurezza". Ad una mia richiesta di spiegazioni insieme all'invito di correre anch'io verso i pulman di appartenenza mi viene detto: "oggi, caro signore, vi è la possibilità di acquistare una semplice scheda e di starsene tranquilli a casa a vedere la partita! Per quale motivo lei ha preferito venire qui?

Seppure allibito, capisco che non è il caso proprio di polemizzare con queste pseudo forze dell'ordine e accogliendo l'invito iniziamo una lunga corsa (circa 500 metri) fra le urla e le minacce dei poliziotti stessi fino a raggiungere il pulman dove tanti altri amici erano già.

A questo punto, forse la cosa più incredibile!!! Altri poliziotti si affiancano agli autisti dei pulman invitandoli subito a ripartire in quanto la presenza in quel punto era ritenuta pericolosissima. I pulman sono pertanto ripartiti su ordine perentorio della polizia senza che tutti i passeggeri fossero ancora a bordo. Vane sono state le proteste da parte nostra. L'ordine impartito era perentorio. Ripartire senza preoccuparsi di chi manca!

Nel frattempo la carovana dei pulman "quasi pieni" era ripartita con la scorta della polizia. Il nostro pulman leggermente attardatosi in attesa di qualche ritardatario era costretto ad inseguire la scorta che a quel punto precedeva abbondantemente il nostro pulman.

Non sono in grado di dire che cosa è successo agli altri pulman. Posso solo dire che il nostro mezzo è rimasto fermo nei pressi dello svincolo autostradale fino all'una di notte, senza alcuna scorta o protezione, sottoposti a gesti triviali da parte dei tifosi napoletani di passaggio, con il rischio di dar corso ad un pestaggio in piena regola qualora altri scalmanati si fossero fermati vicino al nostro pulman. In questa situazione abbiamo atteso, affinchè coloro che erano rimasti a terra potessero raggiungere in qualche modo il pulman e fare ritorno a casa tutti insieme. L'ultimo dei dispersi, ironia della sorte, è stato accompagnato da una volante della polizia.

Al termine, mio figlio di 11 anni mi ha detto: "Papà, io a Napoli non voglio venire mai più!!". Gli ho risposto: "Anch'io!"

Ho voluto raccontare questa paradossale odissea che nella mia lunga esperienza di tifoso bianconero aveva avuto in termini di paura un solo altro caso: BRUXELLES - 29 maggio 1985.

Non so se la stessa sarà ritenuta degna di cassa di risonanza e se ritenete opportuna diffonderla e renderla nota, ma una sola preghiera mi sento di rivolgere: Fate conoscere questa esperienza alla società, affinchè possa fare anche in maniera provocatoria ricorso verso la sanzione della multa di euro 6000 comminata per il comportamento incivile dei propri sostenitori. Quei 6000 euro che siano destinati ad un'opera benefica e non a questi "venditori di fumo" fra cui a Federazione, la Lega e il ministro Maroni.!!!!


Con cordialità.

giovedì 6 gennaio 2011

La farsa e i suoi sostenitori

Una partita da giocare il giorno della Befana (che poi: perchè alla befana si e Natale no? Non è forse festa religiosa allo stesso modo?) alla 12:30 nasce già di per se con tutti i connotati della farsa, mandare poi a dirigere un arbitro non sereno mentalmente a causa del martellamento mediatico a cui venne sottoposto insieme a Krasic dopo il fattaccio di Bologna, è stata la ciliegina su una torta molto indigesta.

A proposito dell'atteggiamento dei media: De marco è stato letteralmente fatto a fette dopo Bologna-Juve per aver "aiutato" la Juve, oggi ne ha combinate di TUTTI i colori, rigorosamente contro la Juve, e ci manca poco che qualche "opionista" non lo proponga per il nobel, con Castagner e Longhi sull'orlo dell'orgasmo in diretta. Fosse entrato qualcuno all'improvviso nella cabina, li avrebbe trovati con il pisello in mano. Sicuro. Non credevano ai loro occhi di co tanta grazia tutta insieme.

Ah, volendo si potrebbe parlare pure di una "partita" (virgolette d'obbligo), ma mi dite cosa si può scrivere dopo che abbiamo perso l'unico attaccante sano al secondo minuto e siamo rimasti in 10 al 12'? Avventurandosi in quanto mi inopportune analisi, si potrebbe parlare di un Sorensen che da due partite paga l'inesperienza e speriamo sia solo quella, e poi? A Quale altro giocatore si può rimproverare qualcosa? Ad Amauri che dopo 3 mesi di inattività e con 50 minuti nelle gambe si è dato un gran da fare e avrebbe pure conquistato un'espulsione per fallo da ultimo uomo non fosse stato per l'inetto De Marco? Di Sissoko e Pepe alla loro miglior prestazione stagionale? Di Legrottaglie che si fa sempre trovare pronto? Anzi no: di Melo. E si... perchè le "pigne" di Montero sono miticizzate e pure molto "chic", invece i suoi calcioni, dopo un anno in cui non aveva quasi fatto fallo, denotano un'inadeguatezza ad indossare la maglia della Juve. Che coerenza...
Mi metto nei panni di chi vorrà fare una disamina tecnico-tattica di quanto accaduto oggi in campo, cosa potrà mai scrivere? Lo so io: Che in due partite abbiamo collezionato la bellezza di due rigori contro e due espulsioni, ma siccome il tifoso medio Juventino è molto buono anche quando non è Natale, guai a parlar male dell'arbitro! Si passa per piagnoni se va bene, e se va male pure per interisti. Questo è lo stesso buonismo che ci ha portato in serie b rimanendo inermi a guardare tutti gli avvoltoi che scorrazzavano sulle nostre teste.
Marotta dopo anni di silenzio ha rotto questa ipocrisia contro la Roma e ha subito autentiche aggressioni verbali da parte di pseudo tifosi Juventini che gli hanno dato, manco a dirlo, del piagnone. I risultati sono arbitraggi come quelli di oggi, con un arbitro si concede il lusso di fischiare nel dubbio SEMPRE contro la Juventus. O forse volete dirmi che Gattuso e Zanetti al posti di Melo sarebbero stati espulsi lo stesso? O che a materazzi avrebbero annullato il gol come a Chiellini? Mi viene da ridere...
Parlare d'altro oggi vorrebbe dire fare il gioco di chi vuole una Juve "smile" con tutti, come quella della gestione Elkann-Blanc che, stando a quando si legge oggi, tante vedove ha lasciato.

IO NON CI STO.