La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

martedì 27 novembre 2012

Il politico che offese i morti dell'heysel ci ricasca con Pessotto

Vi ricordate di quel Luca Dordolo, consigliere comunale di Udine eletto con la Lega Nord (poi cacciato a pedate dal partito) che in occasione di Liverpool-udinese, ad Anfield, si fece fotografare con il dito medio alzato sotto la lapide che ricorda i 39 morti dell'heysel? Ne parlammo in quest'articolo riportando anche la sua goffa smentita che in seguito s'è scoperta essere assolutamente falsa peggiorando, se possibile, ancor più le cose. A sbugiardarlo pubblicamente ci pensò l'amico Maurizio Romeo di www.barzainter.it (che i più vecchi lettori ricorderanno tenere un'apprezzata rubrica anche sul nostro sito) con la collaborazione di Davide Terruzzi di TuttoJuve. Ecco le prove: Partiamo con le differenze nelle due foto che il "politico" si era preventivamente fatto scattare per scaricare le colpe su un improbabile hacker quando sarebbe saltata fuori quella col dito medio:
Continuiamo, giusto per mettere la pietra tombale su ogni dubbio, con un bel paio di parziali, e VERGOGNOSE, ammissioni del BUGIARDO 1 )
2)
Ebbene, il suddetto politico (rappresentazione perfetta di tutti i mali dell'attuale classe politica) ieri sera ci è ricascato con un macabro quanto squallido tweet su Gianluca Pessotto che vi riportiamo solo ed esclusivamente perchè tutti possiate constatare lo spessore (in tutti i sensi...) dell'inqualificabile "essere"
Guardandolo a vista da diversi giorni su twitter, vi posso garantire che non è nuovo a stupidi commenti sulla vicenda di Pessotto. Soltanto che un po' per vigliaccheria, un po' per salvare la faccia, un po' per evitare conseguenze legali, faceva sparire i tweet prima che potessimo salvarli. Stavolta non ha fatto in tempo e così è bene che tutti sappiano da chi sono rappresentati i cittadini. E soprattutto è bene che lo sappia la famiglia Pessotto (già avvertita tramite la Juventus) che si tutelerà come meglio crede. Come vi dicevo lo stavo osservando da diversi giorni. Bene, provando a discuterci ho ricevuto in cambio un campionario di offese e insulti (che vi risparmio ma che chi mi segue potrà confermare) da asilo mariuccia con lessico e grammatica consone a quel livello didattico! Chissà se ora dopo quest'articolo riceverò messaggi minatori come quello che inviò a Maurizio Romeo
Poco importa, l'importante è far conoscere. A DIFESA DI UNA FEDE Chi vuole può seguirmi anche su twitter @santetricarico

domenica 4 novembre 2012

GRAZIE RAGAZZI. Analisi sul perchè è finita un'imbattibilità lunga 49 giornate.

L'ha detto anche Buffon:"prima o poi doveva arrivare". Purtroppo per noi la sconfitta è arrivata nella partita che meno di ogni altra avemmo voluto perdere, ma non posso che iniziare la mia analisi con i più grandi ringraziamenti e applausi a questi giocatori, a questo staff tecnico e a questa società che ci ha fatto vivere un striscia di 49 risultati utili consecutivi che resterà per sempre nella mente e nel ricordo di tutti noi. 49 con lo scudetto della terza stella in mezzo, 49 come l'arsenal degli invincibili, 49 dopo 2 anni in cui perdere era diventato quasi normale. L'eccezionalità della cosa la si può facilmente comprendere accendendo la tv (dove in una rete pubblica il "signor" mazzocchi s'è permesso di dire che tutta Italia doveva tifare inter), navigando in rete, sfogliando stracci chiamati giornali o anche solo uscendo per strada. Scene di giubilo senza precedenti dopo un anno e mezzo di frustrazione. Quando la sconfitta di una squadra scatena tutto questo vuol dire che questa squadra ha fatto qualcosa di davvero eccezionale. Specie se la sconfitta non compromette praticamente nulla. Proprio i commenti del post-partita devono esserci da lezione. Devono far capire anche in società che esseri immondi come "non-vado-a-Torino-perchè-ho-paura" moRatti non meritano segnali distensivi. Questa è gente che non è abituata a vincere e quando vince non sa farlo. Altrimenti avrebbe finalmente potuto comprendere (nella sua limitata intelligenza) che quando una squadra merita di vincere vince e non c'è errore arbitrale che tenga. La partita si prepara anche con questi dettagli. Non siamo stati abbastanza cattivi come le altre volte in cui l'inter è venuta a perdere a Torino. Chiaramente non è stata questa l'unica ragione di una sconfitta che va ricercata più che altro in una condizione fisica non ottimale, a differenza di quella dei nerazzurri che sono arrivati al top della forma. Ammesso e non concesso che sia un bene arrivare al top della forma il 4 novembre... Ho sentito e leggo critiche allucinanti e troppo superficiali nei confronti di Antonio Conte la sui assenza ieri ha inciso e non poco specie nella ripresa, quando qualche urlo avrebbe fatto più che bene. La realtà poco esaminata credo sia ben altra: 1)Il massiccio turnover contro Bologna mi aveva lasciato molto sorpreso in quanto in netta controtendenza a quanto Conte ci aveva abituato in quest'anno e mezzo. Ieri sera è stato spiegato il perchè di questa scelta: era stata una scelta più obbligata che voluta viste le precarie condizioni in cui si trovavano alcuni uomini cardine che si sperava di recuperare al meglio per l'inter. 2)E' troppo facile parlare oggi di "avrei messo quello", "avrei giocato così", "avrei cambiato quell'altro". La verità è che in campo ci è andata la miglior formazione possibile, per rendimento, da due anni a questa parte. 3)Non va assolutamente sottovalutato, come invece ho visto fare, il fatto che abbiamo avuto una notevole menomazione a partita in corso sul punto di vista dei cambi. Alcuni giocatori sono calati sensibilmente nel 2° tempo e non potevamo sostituirli in quando già al 1° minuto della ripresa avevamo operato 2 sostituzioni forzate (Licht a rischio rosso e Vucinic per infortunio) e un altro cambio non potevamo certo rischiarlo. Ecco perchè, ad esempio, non si è visto in campo Pogba al posto di un Marchisio che non stava benissimo. Andrebbe anche detto, per dovere di cronaca, che la partita, in fondo, è stata decisa dagli episodi e non certo da una superiorità così schiacciante come vogliono raccontarci. Quella finora l'abbiamo subita solo contro lo Shacktar. Nel primo tempo abbiamo avuto almeno 3 nitide palle gol per andare sul 2 a 0. Probabilmente ne avessimo concretizzata anche una sola a quest'ora parlavamo d'altro. Fatico altresì a ricordare pericoli corsi da Buffon fino all'episodio (per l'appunto) del calcio di rigore che un arbitro non condizionato non avrebbe mai concesso. Un'altra obiezione che sento muovere con una facilità sconcertante, è quella secondo cui questa Juventus non giocherebbe come quella dell'anno scorso. E vorrei vedere! Dico io... Iniziamo col precisare che quando si parla di passata stagione, forse ci si riferisce troppo superficialmente alle ultime 12 partite, dove pure De ceglie si trasformò in Roberto Carlos. Ma è semplicemente impensabile credere che si possa avere una simile esplosività già a inizio novembre senza "schiattare" a maggio. A ciò aggiungiamo che le squadre di Conte storicamente hanno sempre ottenuto molti più punti nei gironi di ritorno che in quelli d'andata. I 28 punti ottenuti fino ad ora sono caso più unico che raro confermato dai 22 che avevamo la passata stagione dopo le stesse giornate. Andrebbe anche trattato il tema attacco, ormai nuovo tormentone dopo quello Del Piero, ma non vorrei rischiare di dilungarmi più di quanto non lo abbia già fatto. Ora sotto con la Champions, perchè le grandi squadre incassano e ripartono. FORZA VECCHIA SIGNORA. Sempre a testa alta. P.S. un elogio particolare per Leonardo Bonucci: le lacrime di ieri sera sono quelle di uno Juventino vero: era da tempo che non vedevo un giocatore così legato alla maglia

mercoledì 24 ottobre 2012

Mettendo da parte le crisi isteriche che hanno colpito una fetta del tifo bianconero dopo un pareggio ottenuto al termine di una partita dominata con 30 tiri in porta (uno ogni 3 minuti) e la miseria di due palle gol lasciate agli avversari in casa loro dove il Chelsea (capolista in premier e campione uscente) pur vincendo aveva sofferto molto più di noi, soffermiamoci sui freddi numeri che parlano di qualificazione ancora ampiamente possibile. Analizziamo punto per punto perchè è ancora possibile passare questo girone che è per distacco il più tosto di tutte la champions vista la presenza dei "defender" e di una squadra che ha vinto 28 delle ultime 29 partite disputate pareggiandone solo una. Indovinate dove? A Torino... Il calcolo che andiamo a fare parte dal presupposto che tutte le squadre che da qui in avanti incontreranno il nordsjaelland otterranno i tre punti. Abbiamo visto stasera che le variabili impazzite ci sono anche nel calcio, ma se non li battiamo neanche a Torino allora è il caso di rimandare ad un'altra volta l'appuntamento con gli ottavi senza troppi rimpianti... CLASSIFICA ATTUALE Shacktar 7 Chelsea 4 Juventus 3 IPOTESI 1 Partiamo con l'ipotesi che per noi è di gran lunga la migliore, sebbene sia l'unica con la quale sarebbe impossibile il 1* posto nel girone (che a questo punto conta poco), ovvero un nuovo successo degli ucraini nel match di ritorno col Chelsea. Avremmo questa situazione di classifica: Shacktar 10 (qualificato aritmeticamente) Juventus 6, Chelsea 4 Siamo agli ottavi battendo il Chelsea Siamo agli ottavi pareggiando col Chelsea e battendo lo Shacktar (già certo del primo posto) Siamo agli ottavi pareggiando 0-0 o 1-1 e pareggiando di nuovo in ucraina con lo Shacktar. Con il 2-2 da qualificazione difficile vista la differenza reti generale ad oggi nettamente favorevole al Chelsea. Fuori con il 3-3 Praticamente potremmo qualificarci anche con soli 8 punti e una sola vittoria su 6 partite. I più attenti ricorderanno un'altra qualificazione a 8 punti... Vediamo chi indovina prima IPOTESI 2 Pareggio tra Chelsea e Shacktar (2° miglior ipotesi per noi) che porterebbe a questa classifica: Shacktar 8, Juventus 6, Chelsea 5 (Lo Shacktar arriverebbe al match contro la Juve qualificato matematicamente) Siamo agli ottavi battendo il Chelsea Siamo agli ottavi pareggiando col Chelsea e battendo lo Shacktar (già certo del primo posto) Siamo primi vincendo entrambe le partite. Siamo fuori col doppio pareggio. Quindi passaggio del turno assolutamente possibile con qualificazione matematica a 10 punti o anche a 9 battendo il Chelsea. Impossibile con meno di 9 punti IPOTESI 3 La peggiore per noi: successo del Chelsea con lo Shacktar e classifica che sarebbe la seguente: Shacktar e Chelsea 7, Juventus 6 La cosa è un tantino più ingarbugliata e spero di spiegarla bene Siamo agli ottavi battendo il Chelsea e pareggiando in Ucraina con lo Shacktar che sarebbe certo del primato con questa "X" (e ho detto tutto...) Classifica che reciterebbe Shacktar 11 -Juventus 10 - Chelsea 10 Siamo agli ottavi pareggiando con il Chelsea e battendo lo Shacktar (sfida all'ultimo sangue in ucraina). Classifica: Chelsea 11 - Juventus 10 - Shacktar 10 Siamo primi vincendo entrambe le partite. In sostanza Siamo fuori aritmeticamente facendo meno di 10 punti e siamo avanti con 10 o più punti Riducendo al massimo il tutto si può dire che in qualunque caso saremmo qualificati facendo 10 punti che potrebbero essere 8 nell'ipotesi "1" o 9 nell'ipotesi "2" con le combinazioni di risultato che speso di aver descritto bene. Spero mi perdoniate qualche errore di scrittura o di conteggio vista la stesura del pezzo all'1:30 di notte. Diciamo che ho scritto anche per sfogare un po' la delusione e in fondo mi è servito fare questi quattro conti perchè davvero la qualificazione, numeri alla mano, è ancora alla portata. P.S. se il Nords... (e come si scrive) fa anche solo un altro punto tutto quanto qui sopra riportato potete tranquillamente cestinarlo. Spero venga cestinato perchè il punto lo fa contro il Chelsea...

domenica 26 agosto 2012

Non è che qualcuno s'è abituato troppo bene?

Il campionato ricomincia com'era terminato con una Juve che batte il Parma per due a zero eppure in giro sento un'aria fastidiosa, che non va bene per niente e che a lungo andare può risultare pericolosissima. Sembra quasi che la vittoria sia una cosa scontata, che debba arrivare in ogni partita perchè tanto noi siamo i più forti di tutti, quelli invincibili, i più bravi e i più belli. Non è così! Di squadra invincibili che devono spaccare tutto e finiscono col cerino in mano ne è piena la storia del calcio. L'inter pre-farsolpoli era una macchietta proprio per questo, la passata stagione è solo l'ultimo esempio di una lunga serie. Questo sono sicurissimo che la squadra lo sappia e che Conte, capitano di una Juve che di squadre campioni ad agosto ne ha messe dietro tante, lo sappia meglio di chiunque altro sulla faccia della terra. Si leggono cose allucinanti del tipo Mancano Conte, Buffon, Chiellini, Isla, Caceres, Pepe e Lucio? "Chi se importa, vinciamo sicuro, vinciamo e diamo spettacolo", "non fermiamoci a 3 gol, giochiamo fino alla fine"! Credo di non sbagliare se dico che mai nella storia della Juventus sono state fatte affermazioni simili, neanche ai tempi delle 3 finali di champions consecutive o della Juve di Capello. Mai! E Così può capitare anche che dopo un successo secco, alla faccia delle assenze, contro una squadra che ha finito la stagione con sette vittorie consecutive e al settimo posto a pari della Roma, ci sia chi storce il muso, chi cerca il pelo nell'uovo, chi fa la boccuccia . Cose mai viste! A questo punto non oso immaginare cos'accadrà quando pareggeremo la prima partita o quando la perderemo. Si, perchè è bene che si sappia che non vinceremo 38 partite su 38 e che fare due campionati consecutivi senza perdere mai una partita è un'impresa che va oltre il possibile e l'immaginabile. Certamente non ci siamo espressi ai livelli delle ultime 12 partite dello scorso campionato, ma non si può certo pensare che sia possibile giocare un'intera stagione su quei livelli che, per inciso, erano i più alti d'Europa. A dirla tutta ci sarebbe stato si da preoccuparsi, se ad agosto la squadra era già al top della condizione ed in grado di reggere i folli ritmi di quel trionfale finale di stagione. La serie A è un campionato che si vince anche strappando vittorie magari immeritate con le unghie e con i denti, figuriamoci se ci si può permettere che rammaricarsi dopo una vittoria netta come quella di ieri sera contro un ottimo avversario che, c'è da scommetterci (spero di non rischiare il deferimento, occhio che anche voi che mi leggete potrete essere deferiti per omessa denuncia), darà del filo da torcere a tutti nessuno escluso. Domenica ci aspetta un avversario ostico come l'udinese che ieri pur con soli 2 giorni di riposo ed una formazione stracolma di seconde linee, ha messo in seria difficoltà la nuova fiorentina di Montella. Sarà importante recuperare qualche elemento (penso a Chiellini) e magari sfruttare il fatto che i friulani in settimana avranno la champions per provare ad uscire del friuli con una vittoria tutt'altro che scontata (visto l'andazzo, è bene ricordalo). Bellezze, questa è la Serie A.

mercoledì 22 agosto 2012

Più della farsa solo la malafede

Finora abbia sempre ritenuto che l'INgiustiza sportiva fosse una farsa. Oggi invece siamo stati clamorosamente smentiti, questa non è una farsa normale, è un qualcosa che va oltre e che non esitiamo a chiamare MALAFEDE. Si, oggi abbiamo le prove e lo gridiamo CHIARO E FORTE : la corte di giustizia federale (e sti cazzi che paroloni...) e la procura federale sono in MALAFEDE. Perchè malafede? Basta ricapitolare con ordine la grottesca storia del processo a Conte: abbiamo un procuratore federale che mette la firma su una squalifica di 3 mesi, ritenendo quindi di non essere in possesso di elementi tali da poter arrivare ad una condanna maggiore. Lo stesso procuratore, a distanza di 2 ore, chiede alla Corte una squalifica 5 (cinque) volte maggiore al patteggiamento che lui stesso aveva proposto e la Commissione disciplinare, incredibilmente ancora al suo posto dopo essersi in sostanza già espressa, lo accontenta con uno stop di 10 mesi per le omesse denunce di Siena-Novara e Albinoleffe-Siena con l'aggravante della reiterazione. Conte naturalmente fa ricordo alla CGF. Il processo inizia con una frase del presidente della Corte, che riascoltata a sentenze emesse suona tanto come un voler mettere le mani avanti "abbiamo passato il ferragosto a leggere le carte". Visto il risultato finale ci viene da credere che invece abbiano passato il ferragosto in quel covo di Juventini che ha convinto Mazzarri a non dimettersi... La CGF (trascorsi i 10 minuti concessi agli avvocati a completare i sudoku sulla settimana enigmistica) tira fuori dal frigo le sentenze surgelate, che aveva pronte da chissà quanti giorni, e pronuncia dei verdetti che urlano ingiustizia da tutte le parti: Conte assolto per i NON fatti di Siena-Novara e condannato per Albinoleffe-Siena. Lo sconto di pena? Nessuno. Il MOSTRO giuridico partorito da madre vergine contempla un caso unico da quando esiste il calcio in Italia: pur di far saltare a Conte l'intera stagione (fine ultimo di tutto il processo), infatti, è stato aumentata la squalifica per i NON fatti di Albinoleffe-Siena per cui nemmeno la procura federale aveva richiesto un inasprimento di sanzione! Squalifica aumentata giusto giusto a 10 mesi, 15 giorni dopo la fine della stagione. Pensate voi che casualità... come quello sconto di 7 punti che permise al milan di salvare la champions nel 2006. Quando si dice la fortuna... Diranno le malelingue: "se volevano fargli saltare la stagione non facevano prima a confermare anche la squalifica per Siena-Novara"? No, perchè si è saputo che la Corte ha fatto "l'errore" di acquisire agli atti le testimonianze dei 23 del siena che smentivano Carobbio e quindi a quel punto, non potando squalificare tutti perchè non deferiti, ha dovuto archiviare la storiella di quel match. A conti fatti, venendo a mancare una delle due omesse denunce e, di conseguenza, la reiterazione, la squalifica non doveva andare oltre i 7 mesi (6+1 per aggravante del ruolo ricoperto). Che la giusta squalifica fosse questa, lo dice la stessa Corte riducendo lo stop di Angelo Alessio proprio a 6 mesi! La Corte in sostanza ha certificato la proprio MALAFEDE e ha fatto sapere a al mondo intero che dare 10 mesi a Conte era "l'unica cosa che conta". In un Paese degno di tale nome, il Tnas dovrebbe quanto meno portare la squalifica del Mister a 6 mesi e non oltre, ma quando ci di mezzo la malafede e i poteri forti niente è scontato. Se i 10 mesi sono poi un mezzo per convincere Conte ad accettare l'accordo che la FIGC gli proporrà innanzi al TNAS, ricordando i precedenti e i volti della "uomini" con cui avremo a che fare, invitiamo caldamente CONTE ad alzarsi e a strappare l'accordo in faccia ai giudici. MEGLIO 10 MESI A TESTA ALTA CHE UNO PATTEGGIATO. Ci tengo a precisare che non parlo di assoluzione al Tnas perchè questo non è mai successo da che esiste questo tribunale. Ma è naturale che qualsiasi uomo sano di mente non possa credete alla fumosa favola di Albonoleffe-Siena ora che è venuta meno la credibilità di Carobbio anche per un'altra partita... Massima solidarietà anche al Lecce che speriamo faccia ricordo al Tar per il blocco dei campionati e a Terzi la cui squalifica dopo quanto emerso (Clicca qui per sapere) non fa altro che suggellare che a ferragosto la corte era sul bagnasciuga mentre altri scrivevano le sentenze. A saperlo prima Conte poteva risparmiarsi l'aereo per Roma. Tutto questo avviene, sempre casualmente, nella fase più calda del mercato a 4 giorni dall'inizio della stagione. Speriamo a maggio di poter scrivere come Pepe "riprovateci, sarete più fortunati".

mercoledì 8 agosto 2012

La sapete l'ultima della gazzetta? Il corvo

Fiducia espressa a chiare lettere con un comunicato diffuso all’indomani dello «schiaffo» patito dalla Disciplinare (patteggiamento rifiutato). Eppure non è bastato a calmare i «mercati» Ecco perché la dirigenza si è posta una domanda «E se le notizie destabilizzanti partissero da dentro?». Ci sarebbe una sorta di scheggia impazzita che punterebbe a minare la credibilità dell’allenatore.. Battaglia finale L’omessa denuncia placa gli animi. Ma non il «corvo»: arriva subito l’imbeccata sul patteggiamento, nonostante Conte sia contrario. Poi, quando il tecnico si convince, altra soffiata ai giornali. Peccato che le rassicurazioni sull’esito positivo del compromesso si rivelino una bufala. A quel punto le frizioni esplodono in un faccia a faccia molto teso nella sede della Juve (presente Agnelli). Conte rifiuta qualsiasi altra mediazione, la società gli garantisce la panchina in ogni caso. Si ritorna al processo, ma in aula si presentano solo De Rensis e Chiappero. L’altro avvocato del club (Briamonte, anche membro del Cda) resta a Torino. La crepa diventa voragine quando Conte decide d’ingaggiare la Bongiorno. Arrivano altre «veline» che parlano d’uscita dei legali Juve dalla difesa del tecnico. Sembra una presa di distanza, quasi il primo passo verso la destituzione di Conte. La Juve sul sito ufficiale è costretta all’ennesima smentita. Non solo, seguono le parole di Briamonte (ricomparso per l’occasione) a Sky: «Ma no, nessuna uscita: dopo il verdetto saranno fatte delle valutazioni». Tutto questo dopo le dimissioni di Stellini (collaboratore di Conte) che qualcuno aveva fatto passare come l’antipasto di quelle del tecnico, perché travolto dalla nuova inchiesta di Bari (ma i pm negano che ci siano documenti compromettenti sull’allenatore). Il «corvo» alza il tiro: «Conte va via. Lo fa dopo Pechino. La condanna sarà il colpo di grazia». Sono «fonti» qualificate, dicono i giornalisti al club che chiede spiegazioni. Fonti interne alla Juve, forse. A Torino farò molto caldo nei prossimi giorni. E non certo per colpa di Caligola. Quello che avete appena letto è una parte di un articolo comparso stamattina sulla gazzetta dello sport. Uno spaccato di giornalismo d'alta sQuola; Una trovata geniale, da premio Pulitzer; Una scusa buona tutti i giorni prima e dopo i pasti. Ora non dovranno più rendere conto delle vaccate che scrivono quotidianamente, tanto è stato il "corvo" a dare informazioni sbagliate. Nessuno c'era mai arrivato prima. Forse alla Rosea più che ai corvi dovrebbero far attenzioni agli uccelli paduli: col calo delle vendite chi lo sa che non vengano fatti dei tagli in redazione? A noi ce lo ha detto il corvo... Chi invece non ha bisogno di corvi è Maurizio Galdi. Lui, la perpetua della procura federale, i documenti li trova riordinando gli scaffali.

giovedì 26 luglio 2012

Questo non è un castello accusatorio, è una palafitta!

Ha del grottesco il castello accusatorio messo in piedi dal capo-mastro Palazzi che per formulare lo straccio di qualche accusa e finire sui giornali, s'è dovuto accattare a testimonianze di pentiti a convenienza e che, come vedremo in seguito nel dettaglio, da lui stesso ritenuti credibili a seconda dei casi. Andiamo con ordine ad analizzare l'aborto giuridico partorito in una notte di luglio e venuto alla luce con la figuraccia e la BUFFONATA della pubblicazione del file PDF sul sito della FIGC (dove le magre figure sono all'ordine del giorno) privo dell'ultima pagina, neanche a farlo apposta quella dove si deferiva Conte anche per i fatti Albinoleffe-Siena. Guarda tu che caso... ANTONIO CONTE (Santo subito): deferito per omessa denuncia in Novara-Siena e Albonoleffe-Siena. Quantomeno "Curiosa" l'omessa denuncia in Siena-Novara che è la famosa partita in cui Filippo (Pippo per i federali) Carobbio affermò che Conte nella riunione tecnica pre-partita aveva rivelato che le società avevano raggiunto un accordo per il pareggio. Bene, in un normale processo, o si credo a una versione (in barba alla testimonianza contrario di 27 persone!!!) e si deferisce Conte per illecito, o non si crede e si archivia il tutto. Palazzi, invece, come nella migliore tradizione italiana, opta per una improbabile via di mezzo impossibile da giustificare: L'omessa denuncia. Ci immaginiamo già la sua faccia quando dovrà spiegare come mai allora non sono stati deferiti per omessa denuncia anche tutti i giocatori del Siena presenti, oltre ai dirigenti del Novara e l'allenatore del Novara dal momento che un accordo per un pareggio si fa in due. Inoltre, se il Siena non è stato deferito per responsabilità diretta, Conte da chi aveva saputo dell'accordo per il pari? Crediamo che questo rimarrà uno dei tanti misteri della bislacca INgiustizia sportiva. Ancora più assurdo il deferimento per Albinoleffe-Siena dove Palazzi neppure da per certo che Conte sapesse, ma SUPPONE che lo sapesse. Viene naturale chiedersi quale università abbia avuto il coraggio di conferire la laurea a questo capo-mastro a cui invitiamo a infilarsi le cose SUPPOSTE nella loro naturale destinazione. Con un quadro accusatorio talmente debole dubitiamo che Conte possa patteggiare. Sebbene dalla INgiustizia sportiva è lecito aspettarsi qualsiasi cosa. Poi ci si meraviglia che gli sceicchi non investono nella serie A.... SIMONE PEPE deferito per omessa denuncia in Udinese-Bari. Stando alla testimonianza del galeotto Masiello, lui stesso avrebbe telefonato a Pepe per chiedergli di aggiustare la partita e Pepe avrebbe detto solo "no" e attaccato la telefonata. Ricostruzione da ridere. Intanto di questa telefonata non c'è traccia in nessun tabulato e poi voi ve lo immaginate Masiello che alza la cornetta a come se niente fosse dice "Simone, avevamo pensato di combinare Udinese-Bari" qualsiasi persona sana di mente non se lo immagina, la procura si. E figuriamoci, Pepe gioca nella Juve. Volete mettere? LEONARDO BONUCCI: deferito per illecito sportivo in Udinese-Bari. Qua addirittura si è arrivati ad ipotizzare l'illecito sportivo, la più pesante accusa possibile che si fonda (si fa per dire) sempre sulle parole del suddetto galeotto. Si dice che la combine fosse per un Over e che quindi i difensori si sarebbero accordati per far segnare l'Udinese. Bene? sapete la gazzetta dello sport (la sacra scrittura di Auricchio) che voto assegna a Bonucci dopo quella partita? 7. Inoltre Bonucci si è aggiunto al resto della squadra solo il venerdì visti gli impegni con le nazionali! Anche in questo caso, insomma, l'unica arma in mano all'accusa è una testimonianza smentita da tutti gli altri personaggi coinvolti e non c'è neppure l'ombra di un movimento di denaro sospetto che invece ci sarebbe dovuto essere visto che nel deferimento si legge:"aggravante dell'effettiva alterazione della gara". Crediamo che a questo punto la Juventus debba prendere fermamente posizione e scendere in piazza insieme ai suoi sostenitori che già si stanno mobilitando. Juvenews si augura che, vista anche la SCANDALOSA doppia velocità della procura della FIGC per i tesserati della Juventus e quelli del Napoli, la Juventus diserti l'appuntamento di Pechino per la Supercoppa italiana: SE LA GIOCHINO LORO. Sarebbe per giunta lecita un'ulteriore richiesta di risarcimento danni visti gli evidenti ostacoli che gli incompetenti (del loro stessa ammissione) della FIGC stanno seminando nel percorso di preparazione alla stagione 2012/2013. Il caso farsopoli è servito ad organizzarci, stavolta siamo già organizzati e pronti alla guerra.

lunedì 16 luglio 2012

domenica 8 luglio 2012

Il nuovo Corsport di De Paola provoca dissenteria

E' iniziato sotto i peggiori auspici il nuovo corso del Corriere dello Sport targato Paolo De Paola. L'ex direttore del Tuttosport, nonchè ex Vice-Direttore della rosea ai tempi di farsopoli che, dopo aver completato il giro delle sette chiese, finalmente, dopo un stop forzato per evidenti ragioni, può dedicarsi nuovamente al suo sport preferito: "dagli allo Juventino". De paola è il prototipo perfetto del giornalista italiano medio: voltagabbana senza pudore: fu feroce accusatore nel 2006 quando scriveva per la gazza ladra, Juventino verace e rancoroso alla direzione del tuttosport e ora la miracolosa conversione sulla via di "zemanlandia" al corriere di trigoria. A leggere il nuovo Corsport, pare quasi che l'obiettivo non sia far concorrenza a Gazzetta e Tuttosport, ma "rubare" vendite al "Romanista"!. Non passa giorno infatti che la prima pagina del corriere non ci propini commoventi immagini dei giallorossi che sudano sotto le indicazioni del novello vate Zeman. Come se non fosse lo stesso zeman che in carriera ha collezionato più esoneri che punti.... Degno perdente per una squadra di perdenti che 12 mesi fa si esaltava per Luis Enrique (altro mentore) alla stessa maniera di come fa ora per l'onesto per definizione. "Interessantissime" le prime pagine degli ultimi 2 giorni, un esempio d'anti-giornalismo d'alta scuola. Ben sapendo che in Italia ci si limita a leggere i titoli, ecco i titoloni ad effetto con magari qualche alleggerimento nel corpo dell'articolo che tanto si sa leggeranno in pochissimi. Ieri la riesumazione, con un titolo a nove colonne, della vicenda Conte con l'unico l'unico scopo di creare tensione tra gli Juventini e in seno alla società parlando di divisioni (inesistenti) tra Elkann ed Agnelli. Poi vai a leggere l'articolo ed è tutto un "se", "nel caso", forse": il niente mischiato col nulla, insomma. Intanto però il titolone è stato buttato li, il mostro è stato sbattuto in prima pagina e chi s'è visto s'è visto. Stamattina altro giro altra corsa. Naturalmente non poteva mancare il faccione del boemo, tanto più dopo che ieri ha dato fondo al meglio del suo repertorio da giullare con la minestra riscaldata del "sono troppi pure 28 scudetti". E secondo voi il solerte De Paola poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di metterle in prima pagina? Certo che no: ed eccole li, in bella evidenza. E mettiamoci dentro pure qualche insulto a quello "sporco Juventino" di Borriello. Così, tanto per gradire. Pensate sia finita qui? Vi sbagliate di grosso. Il colpo più subdolo, infame e tendenzioso alla Juve deve essere ancora sferrato. Arriva, strisciando, leggermente più in basso: "Conte, incubo squalifica. I tifosi ora si spaccano". Conati di vomiti e attacchi di dissenteria. Mai visto titolo più falso e becero di questo. Chi legge viene portato a pensare che i tifosi credano alla squalifica e siano spaccati sul tenere ugualmente o meno Conte (perchè, per chi non l'avesse ancora capito, il fine ultimo di tutta la vicenda è che Conte vada via dalla Juve). Niente di più falso: il titolo prende spunto da un sondaggio aperto a TUTTI che è stato lanciato ieri sul sito del corriere dove si chiedeva "Conte deve restare alla Juve anche in caso di squalifica?" il risultato è stato di un sostanziale 50 e 50. Questo chi segue il calcio sa benissimo cosa voglia dire: i tifosi della Juve hanno votato TUTTI per la conferma di Conte a tal punto da pareggiare il conto con tutti gli avversari messi assieme che ovviamente vorrebbero Conte via da Torino. Praticamente un significato radicalmente diverso da quello che strumentalmente gli è stato attribuito dal Corriere nella versione cartacea. Qualcosa di veramente disgustoso che presto potrebbe far partire anche nei confronti del corriere il trattamento-gazzetta che è costato alla rosea (per loro stesa ammissione) un calo nelle venite del 30-40%. Facciamogliela vedere noi la spaccatura! Inondateci di commenti a difesa di AntonioConteCapitano, sarà nostra cura farli arrivare "per conoscenza" allo "Juventino per qualche anno" Paolo De Paola...

martedì 8 maggio 2012

ABBIAMO VINTO TUTTI

Abbiamo vinto tutti, ha vinto chi non c'è più e che avrebbe meritato più di tutti di vivere una giornata come quella di ieri. Penso a Valerio Fregoni che questo sito l'ha fondato il giorno Rimini-Juventus quando non si sapeva che fine avremmo fatto e se avremmo mai più vinto uno scudetto; Penso a Daniela Civico e alle sue battaglie sulla dignità Bianconera che gli sono costate tanto, sotto tutti i punti di vista; Penso a chissà quanta altra gente che magari non conosciamo e che ha dato tantissimo per la causa della JUVENTUS. Abbiamo vinto tutti noi che in questi anni difficili abbiamo trovato nel web quella piazza che la Juventus non ha mai avuto. Noi che ci ritrovavamo in massa su Juvenews a sfogarci ed ad intasare il sito dopo un 4-1 col Fulham, un 3-0 col Napoli o un 3-1 col Bari. Noi che siamo passati da Capello a Zaccheroni, da Ibrahimovic ad Amauri, da Moggi e Giraudo a Cobolli e Blanc che candidamente ammettevano di non conoscere la regola del fuorigioco. Noi che abbiamo sentito gli interisti festeggiare il triplete l'anno in cui arrivavamo settimi e che abbiamo visto l'Udinese giocare a Torino con i favori del pronostico. Noi che per la Juventus siamo arrivati ad insultarci a vicenda portando a snaturare questo sito che presto però tornerà alle sue vecchie abitudini come la Signora è tornata alla proprie. Ha vinto il presidente Agnelli che accettò di mettersi a capo di una Juve distrutta, fatta a pezzi da 5 anni di gestione scellerata. Ha Vinto il presidente del "chiamatemi Andrea" pronunciato tra la gente in una giornata estiva di Villar Perosa. Ha vinto colui che si è lanciato a capo fitto in una guerra a 360° per riottenere gli scudetti e per restituire a noi Juventini quell'orgoglio costruito in 109 anni di storia e calpestato in 15 giorni di una torrida e folle estate. Ha Vinto Andrea anche quando si è preso gli insulti carichi di frustrazione di coloro i quali erano convinti di aver compiuto il delitto perfetto che nessuno avrebbe mai osato mettere in discussione. Vincerà ancora il Presdidente, vincerà un'altra volta quando metterà la terza stella sulla maglia. Ha Vinto vinto Giuseppe Marotta che in tribuna spintona un esterrefatto Nedved e che con la maglia ancora fradicia di acqua e birra si lancia in campo ad urlare "gli scudetti sono 30". Ha vinto il "ragioniere" che doveva trasformarci in una "Judoria" e che invece in due anni ha costruito una squadra in grado di passare da un settimo posto a -27 a uno scudetto da imbattuti. Uno scudetto arrivato l'anno dopo un calciomercato caratterizzato dal mancato arrivo del "Top-Player" che gli è costato appellativi beceri da parte di chi magari ieri sera era in piazza a festeggiare. Ha vinto fidandosi degli uomini giusti come Paratici e dimostrando che in Italia si possono vincere i campionati anche senza intrallazzarsi con ambigui personaggi quali Raoiola che credevano di essere i padroni della serie A. Ha vinto lo Juventus Stadium. Si, anche lui. Lui che l'8 settembre nel 2011 ci fece dire "cazzo, siamo la Juventus". Ci ricordò chi eravamo e cosa stavamo dimenticando di essere. Questo trionfo parte da quella serata li, quella serata in cui ci ricordammo di essere la Juve. Ha vinto Antonio Conte arrivato come quello "arrogante e non pronto" e da tutti riconosciuto essere il principale artefice di questo sogno. Ha ereditato giocatori che non voleva più nessuno e li ha trasformati in colonne portanti della squadra. Ha preso sotto la sua ala protettrice e portato a livelli MOSTRUOSI chi in passato si sarebbe sciolto ai primi fischi come Vucinic, Bonucci e Borriello. Divenuti uno l'insostituibile per eccellenza, l'altro il difensore italiano più forte del momento e l'altro ancora il valore aggiunto del finale di campionato quando tutti ormai si chiedevano a cosa fosse servito il suo acquisto. Ha vinto cambiando il suo credo tattico e adeguandosi alle esigenze di una rosa che forse non rispecchiava a pieno le sue idee. Ha vinto uno scudetto facendo 37 risultati utili consecutivi con una squadra pronosticata terza dai più ottimisti e quinta da quasi tutti. Ha preso una difesa che 12 mesi prima aveva subito 52 gol e con un solo innesto l'ha trasformata nella miglior difesa d'europa. 19 gol subiti: meglio della linea maginot di Capello (24). Come disse un tifoso a Bari: in confronto a lui, Mourinho è Platinette. Ha Vinto il preparatore Paolo Bertelli che con con una stagione da zero infortuni ha sfatato il mito di Vinovo che era stato l'alibi di tanti incompetenti. Ha vinto Alessandro Del Piero che non poteva sognare un epilogo migliore per la sua gloriosa storia bianconera. Ha vinto da capitano esemplare, senza mai una parola fuori posto e facendo da chioccia ai più giovani. Ha vinto mettendosi a disposizione per 30, 20, 10 o anche 5 minuti se necessario, in una situazione di risultato favorevole o sfavorevole. Non è stata una stagione facile per Alex, messo ai margini da subito e relegato spesso e volentieri in panchina, eppure è uno scudetto che porta indelebilmente la sua firma con quella punizione alla Lazio che chissà, magari è stata la svolta della stagione. Chiunque indossi la fascia di Capitano della Juventus dovrà ricordarsi di come l'ha indossata questo signore. Siamo fortunati noi, noi che un giorno potremo dire di averlo visto giocare e potremo raccontare la leggenda del suo ultimo anno chiuso con uno scudetto e un trofeo alzato al cielo di Torino nello Juventus Stadium, il suo quarto stadio. Grazie Alex, grazie davvero. Ha vinto Gianluigi Buffon che in tutto il campionato ha sbagliato un pallone uno e che rischiava di diventare il simbolo dell'occasione mancata, dell'annata storta. Sarebbe stato troppo brutto, troppo crudele per chi non 2006 disse no al pallone d'oro, alla gloria a tanti miliardi per scendere in Serie B perchè "altrimenti non mi sarei potuto guardare allo specchio". L'uomo Buffon il pallone d'oro l'ha vinto con quella scelta li, il giocatore Buffon è tornato a vincere solo ora, ma uno scudetto vinto dopo aver passato tutto quello che ha passato Gigi ne vale 10 di quelli che avrebbe potuto vincere a Manchester o a Milano. Ha visto vincere e porci e cani Gigi in questi anni, mentre lui imbarcava gol e collezionava settimi posti. Una serata come quella di ieri lo ripaga di tutto, ma proprio di tutto. HAI VINTO GIGI, HAI VINTO CON LA JUVENTUS. HAI FATTO LA STORIA DI UNA SQUADRA LEGGENDARIA. Hanno vinto Nedved, Camoranesi e Trezeguet. Altri eroi che nel 2006 scelsero di non abbandonarci, di tenerci ancora in vita e di non lasciarci ad un destino che sarebbe stato ancor più tremendo di quanto non lo sia già stato. Hanno vinto anche loro ieri sera. Il successo di questa Juve è il successo della loro Juve. Avrebbero meritato di essere in campo, tutti e tre. Non lo sono stati fisicamente ma lo sono stati con i nostri pensieri, li abbiamo fatti scendere in campo con i nostri ricordi e la nostra infinita gratitudine. Grazie Pavel, grazie Mauro, Grazie David. Potremmo dire tanto di tante cose di di tanti. Preferiamo non farlo, perchè noi non siamo come loro. Ci limitiamo a fargli notare che se non ci hanno abbattuto stavolta non ci abbattono più, perchè noi siamo come la fenice, NOI SIAMO LA JUVENTUS

giovedì 3 maggio 2012

Non è solo l'errore di Buffon

Premessa: da quando ho visto quella palla finire nella nostra porta a 5 minuti dalla fine di una partita dominata a lungo e il largo in 11 contro 10 senza concedere un tiro in porta agli avversari, non ho più proferito verbo. Mi ha attraversato quella sensazione di sentenza divina, la sensazione che questo sarà ricordato per essere lo scudetto della papera di Buffon. Sapete quanto sia stato scaramantico in questi giorni, ma non prendiamoci in giro: avessimo vinto oggi avevamo vinto lo scudetto. Invece è finita nel modo più atroce possibile, con un risultato che ora ci costringe a giocare con un solo risultato le ultime due partite con peso ENORME sul groppone. Non è stato lo sbaglio di chi gli viene il braccino del tennista, no, sarebbe potuto succedere ad chi non si è mai trovato a lottare concretamente per qualcosa di così importante, non a Gianluigi Buffon. Il numero 1 dei numeri 1. E' stato piuttosto un errore quasi fisiologico per chi pratica un calcio fatto di fraseggi corti anche nell'area piccola. Questo modo di giocare ci ha dato tanto, tantissimo, e il più grosso errore che si possa commettere sarebbe cambiarlo o metterlo in discussione proprio ora. Nell'arco di tutta una stagione prendere un gol del genere ci sta, dobbiamo accettarlo anche se ci è capitato nel momento meno adatto (ammesso che ce ne sia uno adatto). Il rapporto rischi/benefici pende pesantemente dalla parte dei benefici. In realtà l'1-1 di oggi è venuto da lontano. Non chiudere le partite è stata una costante che abbiamo pagato almeno 8 punti solo in casa. Quando l'avversario è con l'acqua alla gola e sotto di un gol e di un uomo com'era il Lecce stasera, non ci sono vie di mezzo: o fai il 2-0 e buona notte ai suonatori, o becchi il pari e se non lo becchi ci vai tremendamente vicino. Sebbene se il Lecce non avesse mai neppure abbozzato ad un tiro per 85 minuti, il pareggio era nell'aria, era uno spettro che aleggiava sullo Juventus stadium e che difatti s'è materializzato. Siccome su questo sito nessuno è esente da critiche, mi permetto di far notare che tenere Caceres completamente fuori ruolo per tutta la partita (anche con l'uomo in più) l'ho trovata una scelta cervellotica ed eccessivamente attendista. Con il lecce che aveva rinunciato a tutte le sue punte tenendo in campo solo una mezza punta (muriel) a reggere il peso dell'attacco, giocare con 3 centrali più sugli esterni due terzini di cui uno esposto a figuracce in una fascia sulla quale non ha mai giocato, è stata una scelta totalmente errata e difficilmente comprensibile. Sarà perchè ho ancora negli occhi la grande prova di Giaccherini a Novara, sarà perché da quel lato il Lecce era vulnerabilissimo, ma vedere Caceres in attacco e Giaccherini seduto in panchina è stato un incubo ricorrente per tutti i 90' minuti. Ora non ci resta che tenere duro per queste ultime due giornate, starà a Conte ricaricare la squadra ed evitare la sindrome di Bitossi al mondiale del '72. Mi sento di far totalmente affidamento su Gianluigi Buffon e sulle sue capacità di leader; diciamo che se proprio doveva capitare un erroraccio di questa portata, meglio che sia capitato ad uno come lui che ad un ragazzo come Bonucci che certamente ne avrebbe risentito di più. Ora sotto col Cagliairi e poi con l'Atalanta. Due partite in cui dovremo far affidamento solo sulle nostre forze, perchè, statene pur certi, il milan dritto o storto farà 6 punti. E perdere tutto proprio ora farebbe troppo male.

mercoledì 7 marzo 2012

domenica 4 marzo 2012

Bologna crocevia di una stagione. Lecce a Milano con 3 squalificati: è solo un caso?


Partiamo dal presupposto che nel calcio la differenza la fanno come sempre gli episodi, che se Dramè fosse stato espulso quest'articolo non avrebbe senso, come non avrebbe senso se Sorrentino non avesse fatto il fenomeno. Ma quante volte sono che il portiere della squadra avversaria è il migliore in campo? Tanto per restare al 2012 ne ricordo almeno tre: Pegolo, Mirante e, per l'appunto, Sorrentino. E allora non può più essere un caso, ma d'altronde che la Juve concretizzi un terzo di quanto produce è assodato. Il problema è che attualmente si produce molto meno rispetto a quanto questa squadra ci aveva abituato (fino a viziarci) fino al termine del girone d'andata. Il perchè di questo è piuttosto evidente: stiamo pagando il normale periodo di flessione fisica che tutte le squadre accusano nel corso di una stagione. Lo stiamo pagando neanche troppo, visto e considerato che dopo qualcosa come 25 giornate siamo ancora imbattuti, roba che a pronosticarlo ad inizio stagione si rischiava l'interdizione. Ora invece c'è persino chi si concede il lusso di storcere il naso e fare lo schizzinoso difronte a questo dato, ma questo è un altro capitolo... Purtroppo che il tifo Juventino abbia raggiunto livelli molto bassi è confermato dagli assurdi e sciocchi fischi che hanno accompagnato l'uscita dal campo di una squadra che sta facendo cose fantastiche fino a tenere testa ad un club, il milan, che dalla sua (Ibra a parte) ha un potere mediatico enorme e che nella passata stagione ci era arrivata 30 e passa punti avanti. A tutto questo la Juve sta contrapponendo un'organizzazione di gioco senza pari in Italia che gli è stata data da un'allenatore degno di questo nome, e non da un cumulo di ossa in piedi davanti alla panchina. E taciamo dell'incredibile e, ci sia consentito dirlo, sospetta, accondiscendenza delle formazioni che di giornata in giornata affrontano il milan. Una sconfitta con la Juve apre polemiche e discorsi, una sconfitta col milan viene accolta tra gli applausi del pubblico (come avvenuto ieri a Palermo) e viene preannunciata con una certa nonchalance dallo stesso presidente del Palermo ("perderemo al 95%"). Roba da ufficio inchieste. Volete un'altra conferma: domenica il milan affronterà il Lecce che, come da copione, avrà non uno ma ben 3 squalificati. Come a dire: sono diffidato, se devo farmi squalificare mi faccio squalificare col milan ed esco dalla diffida. Questo non è battersi ad armi pari. Ci auguriamo almeno che ci sia permesso battercela alla pari per la zona champions (vero obbiettivo stagionale), quello che è successo oggi a parma fosse successo a favore della Juventus avrebbe causato come minimo un'interrogazione parlamentare.

Mercoledì a Bologna ci attende un crocevia della stagione: se si vince si va in testa e ricomincia la battaglia col milan, se va male sarà meglio pensare al secondo posto e alla Coppa Italia. A questo bivio ci arriviamo con una difesa improvvisata (priva dei pilastri Barzagli e Chiellini), con tante assenze. Esattamente come il milan arrivò a quella che ho sempre considerato la partita (ahinoi) più decisiva del suo campionato: quella con l'udinese. Lì il Milan poteva volare o crollare definitivamente, mercoledì per noi sarà la stessa cosa: Dovremo dimostrare che squadra siamo. A Conte e ai ragazzi tutta la nostra fiducia perchè confermino le grandi prove offerte fino ad ora. Con buona pace dei giornalisti di tutt'Italia ed in particolare quelli di 90° minuto che oggi, per non smentirsi, hanno escludo dalla sentisti le occasioni di Matri e Padoin a tu per tu con Sorrentino, salvo poi chiosare con un "la Juve non è mai riuscita a mettere l'uomo solo contro il portiere". Quando si dice completezza d'informazione...

lunedì 6 febbraio 2012

Siena non è come Bologna e Vergassola non è come Pirlo. Braschi come Corrado lancia i dilettanti allo sbaraglio

I 2 punti lasciati per strada domenica pomeriggio, a prima vista possono sembrare fratelli gemelli a quelli persi con Bologna, Genoa e Cagliari, sebbene trovo ai limiti dell'assurdo aspettarsi che la Juventus vincesse tutte queste partite perchè vorrebbe dire aspettarsi una squadra da 54 punti in 21 giornate. Ricordiamo che la corazzata di Capello ne fece 56, e sappiamo che i due organici non sono minimamente paragonabili.
Tornando al discorso iniziale, io ritengo che lo 0-0 col siena sia profondamente diverso ai pari con le tre rossoblù. Innanzitutto perchè nei tre precedenti, a differenza di quanto sto leggendo in giro, non c'era stata alcuna difficoltà della Juventus a sbloccare il risultato, tant'è vero che si era sempre andati in vantaggio (col Genoa addirittura per 2 volte) e si era sempre riusciti a sbloccare il risultato nella prima mezz'ora di gara. In passato abbiamo pagato caro qualche disattenzione quando la squadra era ancora in fase di costruzione (specialmente con Bologna e Genoa) e molta molta sfortuna col Cagliari dove abbiamo beccato gol nell'unico tiro in porta concesso agli avversari a fronte di una sfilza di palle gol non sfruttate. Col Siena invece sono venute fuori quelle difficoltà tipiche delle grandi squadre quando incontrano avversari con 11 uomini dietro la linea della palla e non riescono a segnare subito. In Italia sono situazioni che si sono verificare spesso contro avversari ben messi in campo, mi viene da pensare alla Juventus di Lippi che pareggiò al 93' contro un Como straultimo e mezzofallito, o allo 0-0 della Juve dei 91 punti contro il retrocesso Treviso. Sono giornate negative che capitano, ma capitano solo alle grandi. Ho sentito fare processi prematuri sulla cronica difficoltà a trovare la giocata decisiva, ritengo che questi processi siano da rinviare a quando la situazione si sarà verificata più volte e non alla prima occasione utile.
A confondere il Siena con il Bologna o il Cagliari, si cade nello stesso errore di quei soloni delle Tv che "vabbene il mani di Vergassola era rigore ma contro il Cagliari..." Iniziamo col dire che contro il cagliari il rigore era uno solo (quello di Pirlo) e non 2 o, udite udite, 3 come ho dovuto sentire ieri. E diciamo pure che un conto è negare un penalty alla fine del primo tempo quando poi la stessa squadra penalizzata segna 5 minuti dopo (quindi non ha influito sul risultato), un altro paio di maniche è non concederne uno solare, visto da tutto lo stadio, a 5 minuti dal fischio finale sul punteggio di 0-0! Bene ha fatto Marotta a far sentire la voce della Juventus e, per piacere (e qui mi rivolgo anche a molti di noi), mettiamo fine alla ciance percui lamentarsi non è nello stile della Juventus, non facciamo gli ipocriti come Braschi che "La Juve è come il Novara, merita la stessa attenzione" perchè, caro Braschi, se la serie A la giocassero 20 Novara forse le Tv e gli sponsor non avrebbero interesse a investire tanti soldini nel calcio e forse forse anche il suo stipendio ne risentirebbe. Metta da parte la sua sconfinata arroganza e rifletta meglio la prossima volta sull'opportunità di designare un arbitro inesperto e non internazionale per le partite della capolista.

Chiudo con un pensiero al factotum del calcio italiano: Adriano Galliani. In settimana avevo detto che dopo aver fatto il meteorologo, al geometra monzese mancava solamente di fare i miracoli. Ebbene mi sbagliavo, non avevo considerato che, effettivamente, il giudice sportivo non l'aveva ancora fatto... Ho un incubo ricorrente: vedere designato per Milan-Juventus direttamente lo zio fester che dopo la partita va a scrofanarsi con Raiola al ristorante Giannino.

domenica 22 gennaio 2012

Campioni d'inverno, ma con l'amaro in bocca!


Atalanta-Juventus 0-2 in un campo difficile per chiunque, con almeno 8 nitide palle gol costruite, con Colantuono impressionato dall'onda d'urto dei bianconeri, campioni d'inverno, miglior difesa del campionato e a più 10 rispetto alla passata stagione (anche se questo dato inizia a perdere valore, ed è una cosa positiva). Eppure c'è un qualcosa in questa domenica che mi lascia un (dolce) rammarico: dopo un intero girone, ripeto INTERO (ricordate le castronerie sull'inizio di campionato facile?) senza sconfitte e condotto a ritmo altissimo, abbiamo un solo punto di vantaggio sul Milan che abbiamo demolito ed umiliato nello scontro diretto. Questa non è una critica, ma penso sia il più grosso complimento che si possa fare ad una squadra partita nello scetticismo generale di" esperti" e sostenitori. Scetticismo che non riguardava neppure lo scudetto (parola che sembrava un'eresia) ma il terzo posto! Ed invece, al giro di boa, siamo qui a dire a dire che avremmo meritato più di un punto di vantaggio sullo stra-favorito (anche dagli arbitri) Milan.
Se è vero com'è vero che abbiamo tenuto un ritmo spaventoso e una forma fisica talmente straripante da far sembrare un calo anche il pareggio con il cagliari, con due occasioni costruite nel recupero, la storia di Conte insegna che le sue squadre raggiungono il top nel girone di ritorno, e il richiamo di preparazione fatto a Dubai è mirato proprio a rinnovare questa tendenza. Ad incrementare le speranze di successo è anche un calendario che ci vedrà contrapposti a tutte le big (ad eccezione del Milan) allo Juventus Stadium. Staremo a vedere se alla fine faranno la differenza più gli scontri diretti, dove il milan è andato in palese difficoltà, o i punti conquistati contro le piccole, dove qualche rimpianto chiamato Bologna, Genoa e Cagliari ce l'ha invece la Juventus. Noi speriamo che a fare la differenza sia il bel gioco, perchè su quello non c'è il minimo dubbio che il migliore sia stato offerto dalla Juve, come testimoniano le parole d'elogio arrivate nel pomeriggio dal capitano rossonero Massimo Ambrosini, che ha "ammesso" di divertirsi a veder giocare la Signora, e da uno che di bel gioco se ne intende e che Juventino non lo è mai stato, ovvero Arrigo Sacchi che si è espresso in questi termini "La Juventus produce così tanto gioco che, se solo avesse giocatori più decisivi nell'uno contro uno, potrebbe chiudere tutte le partite nel primo tempo. E' sempre bello vederla giocare." Con buona pace di Ranieri, convinto che la sua Inter nel derby abbia offerto uno spettacolo migliore della Juve di Lippi, clamorosamente esclusa dal suo personalissimo elenco di formazioni che hanno fatto grande calcio negli ultimi 40 anni.
Quando la lotta scudetto è così serrata a risultare decisivo può essere anche il mercato di gennaio, dove la società ha il dovere di rimpolpare una rosa ristretta all'osso dalle cessioni avvenute (Sorensen) ed imminenti (Pazienza). Ora abbiamo 5 difensori, 4 centrocampisti centrali (con la piacevole sorpresa Marrone) e nessun Vice-Vucinic, considerando Quagliarella una prima punta. Non si può, insomma, prescindere dall'arrivo di un duttile difensore e di un centrocampista. Augurandoci che chi arriverà abbia lo spirito di un ragazzo come Paolo De Ceglie, che va elogiato per aver accettato in silenzio la panchina e aver saputo sfruttare l'occasione della squalifica di Chiellini per ritagliarsi un posto tra i titolari. A dimostrazione del fatto che Conte non ha figli e figliastri, ma fa giocare chi lo merita e sa farsi trovare pronto. Per giocare in questa Juve bisogna essere delle belve affamate (copyright Pasquale Lara), per ballare i tormentoni invernali e per i flirt con vallette e conduttrici televisive, c'è posto in quel di Milano. E se alla fine la differenza tra il primo e il secondo posto la facesse ancora una volta (come disse anni fa Trapattoni) proprio quel drago a sette teste che è nel Dna della Juventus e di nessun altro?