La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

lunedì 6 febbraio 2012

Siena non è come Bologna e Vergassola non è come Pirlo. Braschi come Corrado lancia i dilettanti allo sbaraglio

I 2 punti lasciati per strada domenica pomeriggio, a prima vista possono sembrare fratelli gemelli a quelli persi con Bologna, Genoa e Cagliari, sebbene trovo ai limiti dell'assurdo aspettarsi che la Juventus vincesse tutte queste partite perchè vorrebbe dire aspettarsi una squadra da 54 punti in 21 giornate. Ricordiamo che la corazzata di Capello ne fece 56, e sappiamo che i due organici non sono minimamente paragonabili.
Tornando al discorso iniziale, io ritengo che lo 0-0 col siena sia profondamente diverso ai pari con le tre rossoblù. Innanzitutto perchè nei tre precedenti, a differenza di quanto sto leggendo in giro, non c'era stata alcuna difficoltà della Juventus a sbloccare il risultato, tant'è vero che si era sempre andati in vantaggio (col Genoa addirittura per 2 volte) e si era sempre riusciti a sbloccare il risultato nella prima mezz'ora di gara. In passato abbiamo pagato caro qualche disattenzione quando la squadra era ancora in fase di costruzione (specialmente con Bologna e Genoa) e molta molta sfortuna col Cagliari dove abbiamo beccato gol nell'unico tiro in porta concesso agli avversari a fronte di una sfilza di palle gol non sfruttate. Col Siena invece sono venute fuori quelle difficoltà tipiche delle grandi squadre quando incontrano avversari con 11 uomini dietro la linea della palla e non riescono a segnare subito. In Italia sono situazioni che si sono verificare spesso contro avversari ben messi in campo, mi viene da pensare alla Juventus di Lippi che pareggiò al 93' contro un Como straultimo e mezzofallito, o allo 0-0 della Juve dei 91 punti contro il retrocesso Treviso. Sono giornate negative che capitano, ma capitano solo alle grandi. Ho sentito fare processi prematuri sulla cronica difficoltà a trovare la giocata decisiva, ritengo che questi processi siano da rinviare a quando la situazione si sarà verificata più volte e non alla prima occasione utile.
A confondere il Siena con il Bologna o il Cagliari, si cade nello stesso errore di quei soloni delle Tv che "vabbene il mani di Vergassola era rigore ma contro il Cagliari..." Iniziamo col dire che contro il cagliari il rigore era uno solo (quello di Pirlo) e non 2 o, udite udite, 3 come ho dovuto sentire ieri. E diciamo pure che un conto è negare un penalty alla fine del primo tempo quando poi la stessa squadra penalizzata segna 5 minuti dopo (quindi non ha influito sul risultato), un altro paio di maniche è non concederne uno solare, visto da tutto lo stadio, a 5 minuti dal fischio finale sul punteggio di 0-0! Bene ha fatto Marotta a far sentire la voce della Juventus e, per piacere (e qui mi rivolgo anche a molti di noi), mettiamo fine alla ciance percui lamentarsi non è nello stile della Juventus, non facciamo gli ipocriti come Braschi che "La Juve è come il Novara, merita la stessa attenzione" perchè, caro Braschi, se la serie A la giocassero 20 Novara forse le Tv e gli sponsor non avrebbero interesse a investire tanti soldini nel calcio e forse forse anche il suo stipendio ne risentirebbe. Metta da parte la sua sconfinata arroganza e rifletta meglio la prossima volta sull'opportunità di designare un arbitro inesperto e non internazionale per le partite della capolista.

Chiudo con un pensiero al factotum del calcio italiano: Adriano Galliani. In settimana avevo detto che dopo aver fatto il meteorologo, al geometra monzese mancava solamente di fare i miracoli. Ebbene mi sbagliavo, non avevo considerato che, effettivamente, il giudice sportivo non l'aveva ancora fatto... Ho un incubo ricorrente: vedere designato per Milan-Juventus direttamente lo zio fester che dopo la partita va a scrofanarsi con Raiola al ristorante Giannino.