La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

martedì 8 maggio 2012

ABBIAMO VINTO TUTTI

Abbiamo vinto tutti, ha vinto chi non c'è più e che avrebbe meritato più di tutti di vivere una giornata come quella di ieri. Penso a Valerio Fregoni che questo sito l'ha fondato il giorno Rimini-Juventus quando non si sapeva che fine avremmo fatto e se avremmo mai più vinto uno scudetto; Penso a Daniela Civico e alle sue battaglie sulla dignità Bianconera che gli sono costate tanto, sotto tutti i punti di vista; Penso a chissà quanta altra gente che magari non conosciamo e che ha dato tantissimo per la causa della JUVENTUS. Abbiamo vinto tutti noi che in questi anni difficili abbiamo trovato nel web quella piazza che la Juventus non ha mai avuto. Noi che ci ritrovavamo in massa su Juvenews a sfogarci ed ad intasare il sito dopo un 4-1 col Fulham, un 3-0 col Napoli o un 3-1 col Bari. Noi che siamo passati da Capello a Zaccheroni, da Ibrahimovic ad Amauri, da Moggi e Giraudo a Cobolli e Blanc che candidamente ammettevano di non conoscere la regola del fuorigioco. Noi che abbiamo sentito gli interisti festeggiare il triplete l'anno in cui arrivavamo settimi e che abbiamo visto l'Udinese giocare a Torino con i favori del pronostico. Noi che per la Juventus siamo arrivati ad insultarci a vicenda portando a snaturare questo sito che presto però tornerà alle sue vecchie abitudini come la Signora è tornata alla proprie. Ha vinto il presidente Agnelli che accettò di mettersi a capo di una Juve distrutta, fatta a pezzi da 5 anni di gestione scellerata. Ha Vinto il presidente del "chiamatemi Andrea" pronunciato tra la gente in una giornata estiva di Villar Perosa. Ha vinto colui che si è lanciato a capo fitto in una guerra a 360° per riottenere gli scudetti e per restituire a noi Juventini quell'orgoglio costruito in 109 anni di storia e calpestato in 15 giorni di una torrida e folle estate. Ha Vinto Andrea anche quando si è preso gli insulti carichi di frustrazione di coloro i quali erano convinti di aver compiuto il delitto perfetto che nessuno avrebbe mai osato mettere in discussione. Vincerà ancora il Presdidente, vincerà un'altra volta quando metterà la terza stella sulla maglia. Ha Vinto vinto Giuseppe Marotta che in tribuna spintona un esterrefatto Nedved e che con la maglia ancora fradicia di acqua e birra si lancia in campo ad urlare "gli scudetti sono 30". Ha vinto il "ragioniere" che doveva trasformarci in una "Judoria" e che invece in due anni ha costruito una squadra in grado di passare da un settimo posto a -27 a uno scudetto da imbattuti. Uno scudetto arrivato l'anno dopo un calciomercato caratterizzato dal mancato arrivo del "Top-Player" che gli è costato appellativi beceri da parte di chi magari ieri sera era in piazza a festeggiare. Ha vinto fidandosi degli uomini giusti come Paratici e dimostrando che in Italia si possono vincere i campionati anche senza intrallazzarsi con ambigui personaggi quali Raoiola che credevano di essere i padroni della serie A. Ha vinto lo Juventus Stadium. Si, anche lui. Lui che l'8 settembre nel 2011 ci fece dire "cazzo, siamo la Juventus". Ci ricordò chi eravamo e cosa stavamo dimenticando di essere. Questo trionfo parte da quella serata li, quella serata in cui ci ricordammo di essere la Juve. Ha vinto Antonio Conte arrivato come quello "arrogante e non pronto" e da tutti riconosciuto essere il principale artefice di questo sogno. Ha ereditato giocatori che non voleva più nessuno e li ha trasformati in colonne portanti della squadra. Ha preso sotto la sua ala protettrice e portato a livelli MOSTRUOSI chi in passato si sarebbe sciolto ai primi fischi come Vucinic, Bonucci e Borriello. Divenuti uno l'insostituibile per eccellenza, l'altro il difensore italiano più forte del momento e l'altro ancora il valore aggiunto del finale di campionato quando tutti ormai si chiedevano a cosa fosse servito il suo acquisto. Ha vinto cambiando il suo credo tattico e adeguandosi alle esigenze di una rosa che forse non rispecchiava a pieno le sue idee. Ha vinto uno scudetto facendo 37 risultati utili consecutivi con una squadra pronosticata terza dai più ottimisti e quinta da quasi tutti. Ha preso una difesa che 12 mesi prima aveva subito 52 gol e con un solo innesto l'ha trasformata nella miglior difesa d'europa. 19 gol subiti: meglio della linea maginot di Capello (24). Come disse un tifoso a Bari: in confronto a lui, Mourinho è Platinette. Ha Vinto il preparatore Paolo Bertelli che con con una stagione da zero infortuni ha sfatato il mito di Vinovo che era stato l'alibi di tanti incompetenti. Ha vinto Alessandro Del Piero che non poteva sognare un epilogo migliore per la sua gloriosa storia bianconera. Ha vinto da capitano esemplare, senza mai una parola fuori posto e facendo da chioccia ai più giovani. Ha vinto mettendosi a disposizione per 30, 20, 10 o anche 5 minuti se necessario, in una situazione di risultato favorevole o sfavorevole. Non è stata una stagione facile per Alex, messo ai margini da subito e relegato spesso e volentieri in panchina, eppure è uno scudetto che porta indelebilmente la sua firma con quella punizione alla Lazio che chissà, magari è stata la svolta della stagione. Chiunque indossi la fascia di Capitano della Juventus dovrà ricordarsi di come l'ha indossata questo signore. Siamo fortunati noi, noi che un giorno potremo dire di averlo visto giocare e potremo raccontare la leggenda del suo ultimo anno chiuso con uno scudetto e un trofeo alzato al cielo di Torino nello Juventus Stadium, il suo quarto stadio. Grazie Alex, grazie davvero. Ha vinto Gianluigi Buffon che in tutto il campionato ha sbagliato un pallone uno e che rischiava di diventare il simbolo dell'occasione mancata, dell'annata storta. Sarebbe stato troppo brutto, troppo crudele per chi non 2006 disse no al pallone d'oro, alla gloria a tanti miliardi per scendere in Serie B perchè "altrimenti non mi sarei potuto guardare allo specchio". L'uomo Buffon il pallone d'oro l'ha vinto con quella scelta li, il giocatore Buffon è tornato a vincere solo ora, ma uno scudetto vinto dopo aver passato tutto quello che ha passato Gigi ne vale 10 di quelli che avrebbe potuto vincere a Manchester o a Milano. Ha visto vincere e porci e cani Gigi in questi anni, mentre lui imbarcava gol e collezionava settimi posti. Una serata come quella di ieri lo ripaga di tutto, ma proprio di tutto. HAI VINTO GIGI, HAI VINTO CON LA JUVENTUS. HAI FATTO LA STORIA DI UNA SQUADRA LEGGENDARIA. Hanno vinto Nedved, Camoranesi e Trezeguet. Altri eroi che nel 2006 scelsero di non abbandonarci, di tenerci ancora in vita e di non lasciarci ad un destino che sarebbe stato ancor più tremendo di quanto non lo sia già stato. Hanno vinto anche loro ieri sera. Il successo di questa Juve è il successo della loro Juve. Avrebbero meritato di essere in campo, tutti e tre. Non lo sono stati fisicamente ma lo sono stati con i nostri pensieri, li abbiamo fatti scendere in campo con i nostri ricordi e la nostra infinita gratitudine. Grazie Pavel, grazie Mauro, Grazie David. Potremmo dire tanto di tante cose di di tanti. Preferiamo non farlo, perchè noi non siamo come loro. Ci limitiamo a fargli notare che se non ci hanno abbattuto stavolta non ci abbattono più, perchè noi siamo come la fenice, NOI SIAMO LA JUVENTUS

giovedì 3 maggio 2012

Non è solo l'errore di Buffon

Premessa: da quando ho visto quella palla finire nella nostra porta a 5 minuti dalla fine di una partita dominata a lungo e il largo in 11 contro 10 senza concedere un tiro in porta agli avversari, non ho più proferito verbo. Mi ha attraversato quella sensazione di sentenza divina, la sensazione che questo sarà ricordato per essere lo scudetto della papera di Buffon. Sapete quanto sia stato scaramantico in questi giorni, ma non prendiamoci in giro: avessimo vinto oggi avevamo vinto lo scudetto. Invece è finita nel modo più atroce possibile, con un risultato che ora ci costringe a giocare con un solo risultato le ultime due partite con peso ENORME sul groppone. Non è stato lo sbaglio di chi gli viene il braccino del tennista, no, sarebbe potuto succedere ad chi non si è mai trovato a lottare concretamente per qualcosa di così importante, non a Gianluigi Buffon. Il numero 1 dei numeri 1. E' stato piuttosto un errore quasi fisiologico per chi pratica un calcio fatto di fraseggi corti anche nell'area piccola. Questo modo di giocare ci ha dato tanto, tantissimo, e il più grosso errore che si possa commettere sarebbe cambiarlo o metterlo in discussione proprio ora. Nell'arco di tutta una stagione prendere un gol del genere ci sta, dobbiamo accettarlo anche se ci è capitato nel momento meno adatto (ammesso che ce ne sia uno adatto). Il rapporto rischi/benefici pende pesantemente dalla parte dei benefici. In realtà l'1-1 di oggi è venuto da lontano. Non chiudere le partite è stata una costante che abbiamo pagato almeno 8 punti solo in casa. Quando l'avversario è con l'acqua alla gola e sotto di un gol e di un uomo com'era il Lecce stasera, non ci sono vie di mezzo: o fai il 2-0 e buona notte ai suonatori, o becchi il pari e se non lo becchi ci vai tremendamente vicino. Sebbene se il Lecce non avesse mai neppure abbozzato ad un tiro per 85 minuti, il pareggio era nell'aria, era uno spettro che aleggiava sullo Juventus stadium e che difatti s'è materializzato. Siccome su questo sito nessuno è esente da critiche, mi permetto di far notare che tenere Caceres completamente fuori ruolo per tutta la partita (anche con l'uomo in più) l'ho trovata una scelta cervellotica ed eccessivamente attendista. Con il lecce che aveva rinunciato a tutte le sue punte tenendo in campo solo una mezza punta (muriel) a reggere il peso dell'attacco, giocare con 3 centrali più sugli esterni due terzini di cui uno esposto a figuracce in una fascia sulla quale non ha mai giocato, è stata una scelta totalmente errata e difficilmente comprensibile. Sarà perchè ho ancora negli occhi la grande prova di Giaccherini a Novara, sarà perché da quel lato il Lecce era vulnerabilissimo, ma vedere Caceres in attacco e Giaccherini seduto in panchina è stato un incubo ricorrente per tutti i 90' minuti. Ora non ci resta che tenere duro per queste ultime due giornate, starà a Conte ricaricare la squadra ed evitare la sindrome di Bitossi al mondiale del '72. Mi sento di far totalmente affidamento su Gianluigi Buffon e sulle sue capacità di leader; diciamo che se proprio doveva capitare un erroraccio di questa portata, meglio che sia capitato ad uno come lui che ad un ragazzo come Bonucci che certamente ne avrebbe risentito di più. Ora sotto col Cagliairi e poi con l'Atalanta. Due partite in cui dovremo far affidamento solo sulle nostre forze, perchè, statene pur certi, il milan dritto o storto farà 6 punti. E perdere tutto proprio ora farebbe troppo male.