La JUVE è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire.
Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. (Giampiero Boniperti)

mercoledì 3 aprile 2013

Battuti ma non abbattuti. Vi spiego perchè.

Diciamolo subito: impossibile per un tifoso (passionale per definizione) non essere deluso dopo una partita come quella di stasera. Sgombriamo il campo da equivoci di ogni genere.

Credo però di interpretare lo stato d'animo di tutti noi dicendo che lo sconforto che proviamo in questo momento non è neanche lontanamente paragonabile a quello che provammo dopo i due quarti di finale del 2005 e del 2006 dove andammo fuori con l'atroce sensazione di non aver fatto il massimo, di essere superiori in tutto e per tutto alla squadra che ci stava buttando fuori. Quelle si, furono delusioni cocenti.

A Monaco abbiamo semplicemente perso contro la squadra, al momento, più forte e organizzata d'Europa. Anche più di quel Barca che anche a Parigi ha palesato le difficoltà già emerse con il milan.. Una squadra che, come giustamente ha fatto notare Conte, appare per giunta inferocita dalla finale persa in casa, da favorita, 12 mesi fa.
Insomma, abbiamo sbattuto contro 11 leoni affamati che sono stati i primi da 2 anni a questa parte a metterci sotto sul piano della fisicità e della corsa. Prima che su quello tecnico.

In più ci si sono messi diversi fattori imprevedibili che hanno contribuito non poco a far pendere l'ago della bilancia sulla sponda bavarese:

1)  la giornata no dei nostri due capitani, dei nostri uomini con più esperienza internazionale: Buffon e Pirlo. Per distacco i peggiori in campo;

2) il gol più veloce della Champions segnato dopo neanche 30 secondi con una deviazione appena percettibile per mandare fuori causa Buffon e mandare loro in paradiso e noi all'inferno;

3) l'influenza di Mirko Vucinic che ha impedito a Conte di schierare il 3-6-1 che aveva preparato e imposto una coppia d'attacco non in grado di tenere alta la palla e la squadra. Sono bastati 20 minuti di Vucinic per ridare alla Juve le sembianze della squadra che da un anno è ininterrottamente in testa alla classifica.

4) il gol spezza-sogni segnato in palese fuorigioco (una specialità della casa... Ovrebo dociet) con la complicità di chi meno t'aspetti: del numero 1 dei numeri 1.

4 punti che si limitano esclusivamente a quando avvenuto nelle immediate vicinanze della gara e che non prendono in considerazione neppure il fatto che noi sabato ci siamo giocati una fetta di scudetto contro i nostro rivali storici e loro hanno fatto un allenamento col titolo in tasca. Ma questa è una storia tropo lunga...

Sbagliamo tutti noi se stasera ci abbattiamo e mettiamo in discussione tutto. Sbagliamo perchè stasera avevamo difronte il TOP dell'europa sotto l'aspetto fisico, tecnico, atletico, organizzativo e societario. Avevamo davanti quello che dev'essere il nostro modello. Nostro come club e nostro come Italia, perchè se oggi la Bundesliga (per la prima volta nella storia) vale più della Serie A, le domande se le devono fare in tanti...
Avevamo contro tutto questo è abbiamo visto che il GAP c'è, è grosso,  ma si è sensibilmente ridotto rispetto a quello che era prima dell'arrivo di Conte e della nuova dirigenza. Abbiamo visto che magari se i 4/5 eventi imprevedibili fossero capitati a loro invece che a noi magari a quest'ora parlavamo d'altro. Abbiamo avuto la sensazione che il GAP vada diminuendo anno per anno, scalino per scalino. E questo, pensando a com'eravamo ridotti solo 2 anni fa, è già un risultato importante.

Torniamo a Torino con due pere in saccoccia che sono diverse della due che prendemmo nel 2006 a Londra perchè queste si possono facilmente inquadrare in un progetto di crescita del gruppo, della squadra e della società. Pensate che nel post-partita abbiamo ascoltato Leonardo parlare di "progetto" dopo aver speso qualcosina come 300mln (ingaggi esclusi) senza aver neppure vinto il campionato lo scorso anno.
Percui niente catastrofismi e fiducia nel futuro

Concludo facendo una riflessione sul "vantaggio" di giocare la prima in trasferta. Per me questo vantaggio non esiste assolutamente  e, detto che non vinciamo un quarto di champions nei 90 minuti dal '99,  a testimoniare chiamo proprio i recenti risultati ottenuti dalla Juventus in Coppa Campioni:

Dalla stagione 1997/1998 ad oggi quando abbiamo superato i quarti lo abbiamo sempre fatto giocando la l'andata a Torino (Dynamo Kiev, Olympiacos, Barcellona) mentre quando abbiamo disputato l'andata fuori è sempre finita male (Arsenal. Liverpool e al 99% Bayern)

Forse non è solo un caso...

Certamente mai come questa volta mi piacerebbe essere smentito. Allo Stadium quel che viene viene, niente da perdere e CHI NON CI CREDE RESTI A CASA.



















mercoledì 27 febbraio 2013

Negli ultimi tempi spesso ci siamo occupati del mediatore intellettuale (come si defìnì in una accesa discussione su twitter per la quale sto ancora aspettando la querela...) Paolo De paola e oggi purtroppo siamo costretti a farlo nuovamente vista l'indecente prima pagina del quotidiano da lui diretto



Ricorderete che già 2 settimane fa iniziò diede inizio a questa "battaglia" che in realtà è un palese tentativo di mettere pressioni a qualsiasi arbitro venga designato per Napoli-Juventus. Come a volerlo avvertire di un linciaggio mediatico (come quello a cui stanno sottoponendo Rizzoli) nel caso nel dubbio fischi a favore della Juventus. Oltretutto parlare in continuazione di un arbitraggio pro-Juve nella supercoppa, cosa in realtà mai successa visto che il rigore segnalato di Rizzoli era netto e dire "pezzo di merda" ad un guardalinee è espulsione dalla notte dei tempi, non serve ad altro che a far credere che il Napoli sia in qualche modo in credito con gli arbitri...
Peccato che "la libellula" (altro improbabile auto-appellativo di De paola) più obbediente del mondo abbia dimenticato di stampare per domani un'edizione speciale celebrativa per i 3 anni del Napoli che dal 28 febbraio 2010 non subisce rigori contro al San paolo! questo si che è un vero "scandalo".

Seguimi su twitter @santetricarico

domenica 13 gennaio 2013

La Chiellini-Dipendenza: analisi di un momento critico.

Un pareggio in casa del Parma, imbattuto tra le mura amiche e avversario sempre ostico per noi, è un risultato accettabilissimo e prima della partita l'avevo ampiamente annunciato tenuto conto anche della nostra condizione fisica non esattamente ottimale. Certo c'è modo e modo di pareggiare e un pari maturato in questo modo fa certamente più male di uno 0-0 come quello ottenuto nella passata stagione giocando neanche troppo meglio di oggi, anzi... E' un pari che fa male non tanto per il pari in se, quanto per l'arrivare subito dopo la clamorosa decable interna con la Samp dove si abbiamo perso dei punti preziosissimi. Fosse finita come doveva finire con i blucerchiati oggi parlavamo di un +6, +8 e +10 e di una semifinale di Coppa. Alla faccia della crisi... Pertanto credo che l'analisi che mi accingo a fare vada inquadrata non tanto sulla singola prestazione, ma nel momento generale che ci fa vivere con preoccupazione un pari in casa di una squadra che in casa non ha mai perso. La preoccupazione, diciamo subito, è fondata e deriva da determinati fattori che non possiamo trascurare. Se vogliamo il tutto è amplificato del constatare che siamo nel peggior momento in assoluto in due anni di gestione Conte, anche più dei sei pareggi in 7 giornate tra febbraio e metà marzo della scorsa stagione dopo un gennaio neanche troppo bello e prima di intraprendere il meraviglioso volo verso il 30° titolo. Per la prima volta nell'era Conte ci troviamo a fare i conti con un'emergenza che tra infortunati (Chiellini, Marchisio), indisponibili (Asamoah) e acciaccati (Vucinic) ci sta privando della spina dorsale della squadra senza la quale il 3-5-2 sta diventando un modulo troppo complicato. In particolare ritengo che l'assenza di gran lunga più importante sia quella di Giogione. Alla notizia del lungo stop lanciai un grido d'allarme che si perse nell'esaltazione dei vari "tanto Caceres in Italia basta e avanza". Risultato? Ci stiamo scoprendo più "Chiellini-dipendenti" che "Pirlo-dipendenti". Lo dicono i numeri: Prima dell'infortunio non subivamo gol su azione dal 6-1 di Pescara e l'imbattibilità assoluta di Buffon era arrivata quasi al record storico. Dopo l'infortunio 4 punti in 3 partite (una vinta al 91'), 4 gol subiti, 3 su azione e tutti dallo stesso lato: quello di Chiellini. Non è più un caso e probabilmente bisognerà mettere mano alla tattica perchè non sono convinto che senza la sua onda d'urto e senza il suo agonismo la squadra sia in grado di reggersi con la difesa a 3. Ed è un vero disastro perchè se Conte i 3 dietro non li toccava neanche in Coppa Italia un motivo c'era e lo stiamo scoprendo ahinoi tutti: il segreto della Juve Contiana stava tutto in quella retroguardia a 3 che l'anno scorso, dal suo debutto con l'inter (25 marzo), alla notte di Trieste, ci fece subire la miseria di 2 gol (e uno sappiamo tutti come lo subimmo...) A peggiorare ulteriormente la situazione ci si è messa la coppa d'Africa: la convocazione di Asamoah ci ha di fatto privato di tutta la fascia sinistra! Il confronto tra Chiellini-Asamoah e Caceres-Padoin (per restare ad oggi) lo lascio fare a voi. Il guaio è che le cose non cambieranno fino a metà febbraio e dunque una variazione tattica, ripeto, credo si renderà indispensabile. Al tutto si aggiunge una precaria condizione generale lontana anni luce da quella dei momenti migliori. Ma fortunatamente qui il discorso è diverso in quanto si tratta con ogni probabilità di un calo controllato dovuto ai carichi di lavoro effettuati durante la sosta natalizia. Carichi mirati a raggiungere il top più in là nel tempo. A tal proposito va detto che già oggi si è potuta notare una condizione fisica in crescendo rispetto a domenica scorsa o a mercoledì col Milan. Una settimana intera senza impegni agonistici non potrà che giovarci e sabato, quando incontreremo una delle squadre più in forma del campionato, dovremmo essere vicini al TOP e iniziare il vero 2013 della Juventus. Chiudo parlando della psicosi da champions che si è scatenata in giro: ovvero il pensiero fisso di dover arrivare a 12 febbraio con lo scudetto praticamente in tasca. Mai in tanti anni di champions si era sentita con tanta insistenza una storia simile! Gli scudetti in Italia si vincono in primavera e spesso e volentieri abbiamo vinto scudetti giocando la champions! A tal proposito consiglio a tutti di evitare allarmismi. Se non dovessero bastarvi i precedenti vi invito a considerare che i punti di margine li stiamo perdendo ora che la champions non c'è. Ora sotto con il lavoro, sabato e domenica è in programma una giornata importantissima con tanti scontri diretti. NOI NON POSSIAMO PIU' SBAGLIARE. SONO CONVINTO CHE NON SBAGLIEREMO. Col 3-5-2 o col 4-3-3?